Quei dati del Pnrr che restano un mistero

Per l’importanza del documento e la sua completezza nell’esporre i fatti, pubblichiamo ampi stralci del dossier che la Fondazione Openpolis ha realizzato facendo le pulci allo stato d’attuazione del Pnrr. A che punto è il piano? Pare sia complicato scoprirlo o accedere ai dati, ai fondi stanziati o addirittura già spesi. (https://www.openpolis.it/perche-chiediamo-al-governo-maggiore-trasparenza-sul-pnrr).

Cosa c’è di così segreto?

“Fin dalla sua presentazione in parlamento – si legge-, abbiamo lanciato denunce e appelli per la massima trasparenza a proposito del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Parliamo infatti di un progetto epocale che vede l’Italia come principale beneficiaria con oltre 190 miliardi di euro assegnati. Di fronte a una massa così ingente di risorse, la società civile può e deve esercitare un ruolo di pungolo nei confronti delle istituzioni affinché questi soldi siano ben spesi.

Da questo punto di vista quindi la trasparenza e la pubblicazione di dati sono elementi essenziali. Non solo per fornire ai cittadini tutte le informazioni utili a sapere come il Pnrr impatterà sui loro territori, ma anche per permettere attività di monitoraggio civico finalizzato a evitare sprechi e scelte sbagliate.

…. n successivo decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) aveva inoltre specificato che tali dati avrebbero dovuto essere disponibili per tutti in formato aperto e rielaborabile.

… Tuttavia allo stato attuale, dopo oltre un anno dall’approvazione del piano, queste informazioni non risultano ancora disponibili. Questo rappresenta un grosso problema non solo per i cittadini ma anche per gli stessi decisori che non hanno le informazioni necessarie per tenere sotto controllo lo stato di attuazione dei singoli progetti e del Pnrr nel suo complesso. Per questo nell’aprile scorso avevamo presentato una richiesta di accesso agli atti. Richiesta a cui l’allora governo Draghi aveva risposto in maniera del tutto insoddisfacente”.

Da qui la lettera comune con numerose associazioni, da ActionAidCittadinanzattivaInfonodesMonithonOndataPeriod Think Tank ApsTransparency International Italia, (qui la lettera) al nuovo governo per chiedere un maggiore impegno da questo punto di vista”.

“La mancanza di informazioni chiare e puntuali sullo stato di avanzamento del Pnrr ha, tra le altre cose, determinato anche un momento di forte tensione tra Mario Draghi e Giorgia Meloni. La presidente del consiglio subentrante infatti aveva affermato come ci fossero ritardi evidenti nella realizzazione del Pnrr. Draghi ha replicato che tale contestazione non era fondata. In caso contrario l’Ue non avrebbe versato i fondi della seconda rata di finanziamenti, cosa che invece ha fatto”.

Il presidente uscente parlava di scadenze ma altra cosa, dice Openpolis, sono i progetti.

“Con il termine progetti invece si fa riferimento a tutti i singoli interventi che dovranno essere realizzati nel nostro paese grazie ai fondi europei. Se anche lo stesso monitoraggio delle scadenze presenta molte difficoltà, è proprio sui progetti che si incontrano le lacune più gravi nella disponibilità di dati”.

Molti cantieri ancora non sono partiti, 13,2 miliardi sono i fondi Pnrr spesi in meno dall’Italia, rispetto al previsto, secondo Openpolis.

“Questa però è l’unica informazione attualmente disponibile. Non possiamo sapere con puntualità invece quali sono i progetti che ancora non sono partiti, il loro costo né come si distribuiscono sul territorio. Sui progetti le informazioni disponibili sono pochissime”.

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Entrate fiscali pari al 49,2% del Pil. E' un paese normale?

Articolo successivo

I consumi si riducono in termini reali, ai minimi da 15 anni