Un terzo della popolazione ha perso sicurezza e risorse eonomiche

Il 32% della popolazione tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato che le proprie risorse economiche sono peggiorate a causa della pandemia. Tra i piu’ giovani, ma soprattutto nella fascia 35-49 anni la quota sale al 36%, e’ del 28% fra i 50-69enni. Lo dice un approfondimento realizzato nell’ambito delle sorveglianze Passi e Passi d’Argento, coordinate dall’Iss. Un lavoratore su tre ha subito perdite economiche: mantenendo lo stesso lavoro ma con ridotta retribuzione (28%) o perdendolo del tutto (il 4%). Durante il lockdown di marzo-aprile il 37% ha continuato a lavorare nella sede abituale, il 33% ha lavorato in modalita’ smart working.

Secondo la ricerca Iss, inoltre, durante il lockdown nazionale (marzo-aprile 2020), il 18% ha lavorato in smart working in modo esclusivo; il 29% ha invece smesso di lavorare. Fra gli ultra 65enni, una quota piu’ bassa ma non trascurabile (12%) riferisce un peggioramento delle proprie disponibilita’ economiche a causa della crisi legata alla pandemia. “Questi dati – dice Angela Spinelli, direttrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute dell’Iss – sono preziosi e di grande supporto alle decisioni collaterali la pandemia. Anche in questo periodo di straordinaria emergenza sanitaria in cui tutte le risorse disponibili dei Dipartimenti di Prevenzione vengono convogliate sulle attivita’ di gestione dell’epidemia di Covid-19, non dobbiamo dimenticare gli altri aspetti della salute ed e’ necessario rafforzare e supportare queste strutture affinche’ il patrimonio informativo di tali sorveglianze non si disperda e continui invece ad orientare le politiche e gli interventi di prevenzione e a monitorarne l’efficacia nel tempo”.

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