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Le tre Italie e il Nord che ignora il Centro

TRE ITALIEdi SERGIO BIANCHINI –  Il grafico con le aspettative sul futuro voto politico riportato dal Corsera è di una chiarezza folgorante. Le tre italie continuano a sentire e parlare in modo diverso. Ma il nord ignora sempre il centro e così rinuncia all’unica via possibile per dare al paese una prospettiva di modifica reale verso una civilizzazione di tutto il quadro organizzativo sociale economico e politico.

Anche nel profondo della lega ha vissuto per decenni questa strana contraddizione. Basta pensare all’amore  di radio Padania  per l’attuale sindaco di Napoli  De Magistris che per un anno intero fu presentato in Radio Padania come l’alfiere della lotta contro la magistratura corrotta. Ma anche a convergenze, costanti e solenni,  sull’indipendentismo  con culture siciliane e sarde.

Certamente non voglio alimentare ostilità verso il meridione che vive una struggente fase di dinamica sociale e politica con risvolti profondi anche nella psicologia sia di massa che individuale di cui il Grillismo è la maggiore espressione politica.

Ma il sistema paese oggi ha bisogno urgentemente dell’affermarsi di una guida con almeno un poco di stabilità e di prospettiva economica e geopolitica.

Purtroppo il centro Italia, con la sua inequivocabile valenza storica e politica viene costantemente ignorato.

Eppure è lì sotto i nostri occhi tutti i giorni e parla e chiede aiuto per sganciarsi definitivamente dalla sua ormai pluridecennale alleanza strumentale col meridionalismo. Un’alleanza che ha avuto come base l’ostilità verso il nord “ricco, freddo ed egoista” che andava spennato e su cui centro e sud hanno vissuto una lunga fase di progresso socio ecomnomico drogato a spese del debito pubblico e della desertificazione del nord.

Ma di questa alleanza ormai senza sbocchi, su cui ha vissuto di rendita per 40 anni, oggi il centro Italia è stanco ed il fenomeno Renzi ne è una prova lampante.

Vogliamo provare a considerare la realtà vera di oggi?

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