118, PIACENZA SFIDA L’ARROGANZA DELLA REGIONE

di LUCA PODESTA’

Adesso sì che saremo a posto.
Il previsto e voluto accorpamento da parte della Regione Emilia-Romagna della Centrale 118 di Piacenza in un’area più vasta comprendente le province dell’ Emilia Occidentale è l’ennesimo schiaffo dei burocrati di Bologna ai cittadini piacentini.
Col conseguente spostamento operativo della sede centrale unica a Parma non si farebbe altro che distruggere l’autonomia e l’efficenza raggiunta da una struttura collaudata coordinata dalla realtà locale di via Anguissola in anni di meritoria opera dovuta all’ impegno di chi in questo tempo ha costruito un modello esemplare di integrazione tra i professionisti del soccorso, gli operatori della Croce Rossa e gli altri volontari delle varie Pubbliche Assistenze provinciali.
Sono indignato. Ben venga il comitato spontaneo di cittadini recentemente costituito e la presa di posizione dei sette candidati a sindaco di Piacenza contrari alla realizzazione dell’ infausto progetto ( vedremo,per i secondi, se si tratta solo di un impegno pre-elettorale o se i fatti seguiranno le elezioni…) perchè è proprio l’ora di alzare la voce contro l’arroganza di chi vuole fregarsene della volontà e delle opinioni di un’ intera provincia. Non credo infatti siano molti i sostenitori nostrani di tale cervellotico progetto, come testimonia il successo della petizione popolare raccolta sia in maniera tradizionale che via facebook.
Non sono nè un addetto ai lavori nè un volontario e quindi faccio delle semplici considerazioni da cittadino ed utente.
Che fine faranno i servizi ed il personale sul territorio se saranno ridotte le convenzioni e le collaborazioni col volontariato? Come cambieranno i tempi e le modalità di intervento? Perchè si va a toccare un sistema operativo consolidato e ben integrato localmente tra il 118 ed le strutture ausiliarie convenzionate che garantiscono nel territorio piacentino un’ operatività di queste ultime certificata dai corsi e dalla supervisione di professionisti locali secondo una scadenza ed un aggiornamento costante e continuo grazie ad un naturale controllo diretto maggiore. Inutile poi sottolineare come dal punto di vista pratico ed umano, aspetto non secondario nei casi di emergenza, un rapporto tra un utente, magari anziano, di Ferriere ed un operatore che si trova in via Anguissola che deve pensare solo al suo territorio provinciale permetta un inquadramento più chiaro e completo del problema da affrontare fin dalla chiamata migliorando la tempestivita e l’efficacia dell’ intervento.
Il mondo politico piacentino si schieri dunque non solo a parole a fianco e nell’ interesse dei propri cittadini e si impegni fattivamente in questa indiscutibile lotta di difesa dei loro diritti di mantenere anche in futuro un sistema di soccorso locale affidabile almeno alla pari di quello attuale, cosa che il buon senso (evidentemente non quello dei soloni di Bologna) fa ritenere possibile con la conservazione dello status quo esistente.
E’ tempo di dimostrare che ciò che è stato costruito in anni con l’impegno e l’esperienza di tante persone del settore non può e non deve essere messo a repentaglio da incomprensibili decisioni prese da chi pretende di imporci le proprie direttive da un piedistallo lontano dalla nostra realtà.

 

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