100 imprenditori guardano all’estero con in tasca il “Passaporto per la vita”

di ARTURO DOILO

Sala piena e tanto entusiasmo al primo incontro organizzato a Carpaneto, nel Piacentino, sotto l’egida di “Passaporto per la vita”. Circa un centinaio di imprenditori si son dati appuntamento con Andrea Zucchi, anima del progetto, e hanno proposto e dibattuto iniziative e idee durante tutta la giornata.

“Abbiamo cominciato abbastanza bene direi – commenta Zucchi – visto che chi ha partecipato lo ha fatto con un certo entusiasmo. Durante la presentazione di alcuni progetti specifici, tra i presenti sono iniziati addirittura gli scambi di bigliettini da visita”. Proposte concrete subito, insomma, avanzate da imprenditori che hanno già alle spalle una certa esperienza all’estero, chi in Cile, chi in Romania, chi in Lettonia o in Ucraina.

“Passaporto per la vita”, però, ha altre ambizioni: “Ben venga – continua Andrea Zucchi – che alcuni dei presenti abbiano colto al volo delle opportunità, ma il progetto che ho in testa è quello di dar vita ad un fondo internazionale, che abbia sede al’estero, che possa fungere da stimolo e partner per chi è intenzionato ad andare a fare business altrove, senza dover correre il pericolo di rimanere solo, in balìa del direttore di banca di turno o delle normative fiscali del paese in cui ha intenzione di investire. Noi vogliamo essere in grande sia di suggerire dei ‘business plan’, che di supportare le ‘start up’ con idee originali”.

Per questa ragione, insieme a Zucchi, c’è già chi si è proposto per mettere a disposizione la propria esperienza per consulenze fiscali internazionali: “La mia intenzione – ribadisce Zucchi – è quella di costruire una squadra in grado di dar vita e supportare business importanti, costruendo attraverso ‘Passaporto per la vita’ una comunità economica virtuale in tutto il mondo, composta da quegli imprenditori italiani che credono ancora nell’intrapresa e nel fatto che nessuno Stato è in grado di offrire garanzie a vita. Per questa ragione, il nostro fondo nasce, per sostenerli nel momento in cui c’è maggiore bisogno”.

A Carpaneto, si è parlato di affari e intrapresa e “Passaporto per la vita”, nelle intenzioni del suo patrocinatore, dovrebbe diventare un approdo sicuro per chi non vuol morire d’Italia e pensa a fare business nel mondo, sapendo di poter contare sempre su un “porto sicuro”.

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