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1° maggio, lo straniero alla Caritas con due cellulari ma col pacco alimentare

di BENEDETTA BAIOCCHIcaritasiseo

Ma quale primo maggio! Mi chiama un’amica dal bresciano, zona lago d’Iseo. E  mi dice, più che incazzata, incazzata nera, di essere appena passata a ritirare per sè e la propria famiglia, un pacco alimentare alla Caritas della zona. Pochi minuti dopo, arriva un’immagine che parla da sè. C’è il pacco? No, ci sono due stranieri seduti sui gradini della Caritas, ma uno di loro passa il tempo a giocare con due cellulari, uno per mano. E’ l’emblema del Nord che accoglie i senza lavoro ma non i senza connessione. Per mantenere due telefoni con internet i soldi non mancano. Viva l’Italia accogliona…

Poi, arriva anche un’altra fotografia dalla stessa sfortunata amica. Mi racconta che il fidanzato della figlia, dopo immani sacrifici, era riuscito ad aprire una piadineria nel centro del paese…. C’è il lago, la gente va e viene… Ma invece le tasse, la crisi… addio speranza. La piadineria del giovane bresciano intraprendente deve chiudere, amen. Nisba, addio sogni di mettere su famiglia. Questa è l’Italia del primo maggio. Dei lavoratori apparenti, dei cellulari chattanti, dei disoccupati che nascono nonostante la voglia di lavorare. Morti per soffocamento statale. Grazie Roma, grazie a tutti quelli che parlano col culo al caldo.

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