Zanonato (Padova): accordo Pd e Lega in Veneto? Mai dire mai

FONTE ORIGINALE: corrieredelveneto.corriere.it

«Un accordo tra il Pd e la Lega Nord a livello veneto e locale? Non esistono barriere insuperabili, mai dire mai…». L’apertura ad una possibile, originale alleanza elettorale è arrivata l’altra sera dal sindaco democratico di Padova Flavio Zanonato che, ospite della trasmissione tivù Xnews Estate su Antennatre Nordest, ha precisato: «Accordi di questo genere, tra la Lega e i due partiti che poi avrebbero formato il Pd, cioè Pds e Margherita, sono già capitati in passato – le parole del primo cittadino, intervistato dal direttore Domenico Basso – Oggi io mi riferisco alla Lega del sindaco di Verona Flavio Tosi, a patto che prima ci si riconosca in un valore fondamentale: l’Italia unita e non spaccata in due». Quindi, da Zanonato è giunto un parallelo abbastanza calzante: «Ad esempio, a proposito della questione degli immigrati, io e Tosi magari la raccontiamo in maniera diversa, ma poi le soluzioni che cerchiamo di prendere sono più o meno le stesse. Non mi pare infatti che, a Verona, gli immigrati vengano presi a calci nel sedere…».

In realtà, la particolare intesa tra «i due Flavi», così ribattezzati da più di qualcuno, non è proprio cosa nuova. Specie da quando il sindaco scaligero si è ufficialmente e definitivamente schierato dalla parte dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, in aperta e dura opposizione verso il Carroccio «vecchia maniera» rappresentato da Umberto Bossi, divenendo poi il segretario veneto della Lega. Non più tardi di un mese e mezzo fa, ad esempio, Zanonato e Tosi si sono incontrati (in segreto) in un albergo a metà strada tra Padova e Verona, ragionando insieme di eventuali sinergie future tra le due città: dalla possibile fusione tra le multi-utility AcegasAps e Agsm (poi sfumata perché l’azienda giuliano-veneta ha preferito aggregarsi con il colosso emiliano-romagnolo Hera) a quella tra le società di trasporto pubblico ApsHolding e Atv, passando per il rapporto (a dire il vero, spesso conflittuale) tra i due quartieri fieristici. «Altra cosa invece – ha aggiunto Zanonato l’altra sera su Antennatre – è la Lega di Massimo Bitonci (deputato ed ex sindaco di Cittadella, ndr), quella che ha trovato nel problema-sicurezza la sua gallina dalle uova d’oro. Per anni, questo tipo di Lega non ha fatto altro che agitare il problema senza cercare alcuna soluzione, strumentalizzandolo e basta. Quando però la gallina morirà, pure questo tipo di Lega smetterà di esistere».

Il primo cittadino padovano ha poi anche affrontato il dibattito in corso all’interno del Pd: «Matteo Renzi? Per certi versi, assomiglia alla Lega di Bitonci, quella che si limita a sollevare i problemi senza proporne alcun rimedio. Insomma, non basta dire largo ai giovani…». A suo parere, la domanda del direttore Basso, se Renzi si candidasse alle primarie dovrebbe dimettersi da sindaco di Firenze? «Sì – la risposta di Zanonato – non perché lo dico io, è la legge che lo dice. Ad esempio, se io volessi candidarmi in parlamento nel 2013, cosa che non farò, dovrei dimettermi da sindaco entro la fine di ottobre. Ecco, poniamo il caso che Renzi vinca le primarie e diventi candidato premier: mai si è visto un candidato premier che non sia parlamentare. Dunque, prima di partecipare alle primarie, Renzi dovrebbe dimettersi».

LA RISPOSTA DI BITONCI

“Non esistono due Leghe. La Lega è una. Non agita problemi, come sostiene  Zanonato. La Lega i problemi li risolve  –  Questa la risposta di Massimo  Bitonci all’attacco ricevuto dal sindaco di Padova sul Corriere del Veneto.

Sindaco che, nel tendere una mano verso Verona, attacca il segretario della sezione cittadina della Lega Nord-Liga Veneta  –  Zanonato eviti di fare accostamenti impropri. Dice di essere vicino a Tosi e di adottare le sue stesse soluzioni. Peccato che Tosi abbia ripulito Verona, mentre a Padova la situazione si aggrava di giorno in giorno. Anche ieri notte stupri, risse e degrado.”

“Io come Renzi? Zanonato è come Quimby, il sindaco di Springfield, la città dei Simpson – scherza Bitonci, rileggendo l’intervento di Zanonato che lo ha paragonato ad un politico, il sindaco di Firenze, per cui l’omologo padovano proverebbe scarsa stima.

“Molti leghisti stimano Renzi, a partire dal nostro segretario Roberto Maroni. Evidentemente Zanonato preferisce i brontosauri come Bersani, D’Alema e la Bindi – insiste Bitonci – Renzi sta provando a cambiare le cose e la vecchia guardia è pronta ad adottare qualsiasi strategia pur di non giocarsi in casa la partita per la leadership: andare ad elezioni anticipate o, addirittura, obbligarlo a dimettersi da sindaco per partecipare alle primarie – conclude Bitonci –  Zanonato prenda atto che la stagione politica dei brontosauri è finita e vada in pensione con i suoi amici.”

 

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3 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    …Oggi io mi riferisco alla Lega del sindaco di Verona Flavio Tosi, a patto che prima ci si riconosca in un valore fondamentale: l’Italia unita e non spaccata in due».

    tra italioti si intendono … 😀 … al peggio non c’è mai fine…

  2. Albert says:

    Zanonato….va casa che xe mejo.

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