Zaia: vino va difeso come la Ferrari. Coldiretti: contraffazioni più 150%

vinopirateria“Il fashion è protetto. La Ferrari è protetta. Se questo vale per la moda e l’automotive, ma anche per il food, allora bisogna difendere anche il vino”. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel suo intervento all’inaugurazione del 50/O Vinitaly a Verona, lanciando un appello alla tutela del vino italiano e alla difesa dalla concorrenza sleale. Sul traguardo del mezzo secolo del salone veronese ha aggiunto: “bisogna ringraziare tutti i lavoratori, significa avere una squadra che lavora. Basta guardare a 50 anni fa – ha spiegato – per capire la tenacia dei veneti e capire quanta strada è stata fatta”.

Infatti in un solo anno sono più che raddoppiate le frodi di vini e alcolici, con un incremento record del 150 per cento del valore dei prodotti sequestrati perché adulterati, contraffatti o falsificati.

E’ quanto emerge dal Dossier “Frodi in Italia e vinopirateria nel mondo nel 2015”, preparato sulla base dell’attività svolta dai carabinieri dei Nas nel 2015 e divulgato in occasione dell’apertura della “cantina dell’orrore” al Vinitaly di Verona, nello stand della Coldiretti. Una iniziativa per denunciare nuovi e incredibili casi di contraffazioni e imitazioni dei nostri vini più prestigiosi, con il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e il presidente dell’Osservatorio Agromafie Gian Carlo Caselli.

“Sono stati sequestrati dai Nas nel 2015 vini e alcolici per un valore di 41 milioni, con 117 persone segnalate all’autorità giudiziaria e 261 all’autorità amministrativa – sottolinea la Coldiretti -. Alle frodi smascherate a livello nazionale, si aggiungono gli inganni a danno del vino Made in Italy provocati dalla vinopirateria nei diversi continenti, dove sono stati scoperti clamorosi falsi: dal Bordolino bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore, ma prodotto in Argentina, al Chianti Made in Usa, fino al Barbera bianco acquistato in Romania. Queste frodi complessivamente provocano alle produzioni Made in Italy perdite stimabili in oltre un miliardo di euro sui mercati mondiali”. Il Prosecco guida la classifica dei vini italiani piu’ taroccati dopo aver conquistato il record delle vendite a livello mondiale, dove sono state esportate 237 milioni di bottiglie di Prosecco doc e 38 milioni di bottiglie Prosecco docg (Conegliano, Valdobbiadene, Asolo, Cartizze).

L’esportazione del Prosecco originale si concentra con il 30% nel Regno Unito, il 20% negli Stati Uniti e il 9% in Germania che è anche il Paese dove piu’ diffuse sono le falsificazioni, dal Meer-secco al Kressecco fino al Semisecco e al Consecco, ma sono arrivati anche il Whitesecco austriaco e il Prosecco russo.

Il fenomeno del falso vino “Made in Italy” – informa la Coldiretti – trova un forte impulso anche dalle opportunità di vendita attraverso la rete dove è possibile acquistare pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit – anch’essi esposti dalla Coldiretti – che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano.

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2 Comments

  1. Fil de fer says:

    Pur d’accordo con luigi bandiera, devo anche aggiungere che l’italietta non può pensare di salvarsi con il vino.
    E’ vero ci sono anche altri settori che tirano, ma per quanto ?
    Lo stato italiota cosa fa per impedire le contraffazioni?
    Cosa fa per tutelare tutti i prodotti agroalimentari ?
    Devo dedurre che senza una politica fortissima di tutela e salvaguardia non servirà a nulla continuare a fare enunciazioni, dichiarazioni etc.. quando sul mercato si trovano migliaia, dico migliaia di contraffazioni che non vengono stroncate !!! Perché ???
    Se la demenza non mi ha ancora colpito desumo perché ci sono altri interessi, magari delle multinazionali che contrastano fortemente con quelli della genuinità, della cultura, delle tradizioni, della passaione e via dicendo……allora verrà anche la fine del vino dell’italietta e solo questione di tempo.
    Il vino si fa con le poverine…magari con nomi italioti, il vino si sofistica in tante maniere anche all’estero….ma sembra che non ci siano armi sufficienti per contrastare questa vera e propria guerra contro i prodotti delle nostre terra. A quando il ” MADE IN VENETO ” !!!
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Ma c’e’ bisogno di dirlo che il vino nostrano va protetto come e vale di piu’ della Ferrari..?
    La Ferrari non si mangia e beve per cui meglio e di piu’ va protetto il vino.
    Deve essere controllato e difeso per non subire danni alla salute.
    …avanti un altro…

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