Zaia: unica soluzione costi standard e federalismo fiscale

di REDAZIONE

L’unica soluzione alla crisi che sta schiacciando le imprese italiane e’ liberare risorse, applicando a tutto lo stato i costi della pubblica amministrazione del Veneto, e andare verso il federalismo fiscale. A sottolinearlo, una volta di piu’, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, intervenuto sui contenuti dello studio di Unioncamere che parla di un andamento di 35 fallimenti al giorno, tre ogni due ore. “Se ne puo’ uscire soltanto con una cura da cavallo che non puo’ piu’ essere rimandata: liberare subito i soldi “veri” (1 miliardo 300 milioni) del Veneto che il governo ha sequestrato in tesoreria con la scusa del patto di stabilita’ per continuare a garantire le regioni sprecone; applicare subito costi e fabbisogni standard (quelli che gia’ applichiamo nel Veneto) a tutte le Regioni e a tutta la pubblica amministrazione. Si libereranno dal giorno alla notte 30 miliardi da destinare ad aiuti alle produzioni e al lavoro. E, infine, arrivare rapidamente al federalismo fiscale che consenta ai veneti di gestirsi il saldo fiscale attivo di 18 miliardi che ora va a sostenere chi spende e spande”, ha attaccato Zaia spiegando la sua ricetta.

Il presidente del Veneto, tuttavia, ha puntato il dito anche contro imprenditori ‘furbetti’ e un’utilizzo ‘criminale’ del concordato preventivo, un’istituto il cui ricorso e’ salito del 67,7%. “E’ vero che la Pubblica amministrazione onora tardi e male i suoi debiti, ma e’ altrettanto vero che quanto lamentano con me tanti imprenditori e’ reale: con la scusa della crisi, imprenditori senza scrupoli non onorano piu’ i debiti verso altri imprenditori – riprende Zaia – A questo si aggiunga il ricorso selvaggio al concordato preventivo che da istituto creato per trovare un accordo in momento di difficolta’ si e’ trasformato in una occasione di business. Si apre una attivita’, si contraggono debiti con artigiani e fornitori, poi con la scusa delle crisi si comunica che non si e’ in grado di pagare piu’ del 10-15 per cento di quanto pattuito. E in un momento di crisi molti accettano. Insomma, qui c’e’ chi non paga il conto. O, per meglio dire, il conto lo pagano sempre i soliti onesti”.

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13 Comments

  1. pietro says:

    disco rotto da anni….si si, sicuramente (dopo che la lega ci ha provato per 20 anni dentro il governo) i 2/3 dei parlamentari (a maggioranza del sud) un bel giorno si sveglieranno e decideranno di tagliare i soldi che arrivano nei loro territori e decideranno di fare il federalismo…come poi se coi costi standard risolvessero tutto…ma i discorsi sull’identità veneta dove sono finiti? dov’è finita la priorità per i veneti nei concorsi? la promozione della lingua e della cultura veneta? l’arginare mafie e corruzione che da sempre arrivano da fuori? l’essere veneti prima ancora che italiani? il fare le leggi per il veneto in veneto? tutto dimenticato???
    Zaia, sei un’enorme delusione, ci avete raccontato un sacco di palle con l’autonomia alla catalana, l’indipendenza, e in questi anni non si è visto un niente di niente, ma anzi, un bel freno tirato sull’indipendenza che in teoria doveva essere il nostro/vostro obiettivo e che in questo momento sarebbe fattibile, vista la crisi che ci sta impoverendo tutti….scusatemi ma sono incazz… nero!

  2. lory says:

    Zaia dati all’ippica !!!!!!!!!!!!!!!!

  3. gigi ragagnin says:

    buffoncello !

  4. giannarcixo says:

    Er pomata non credo legga queste righe. Comodo con la sua pancia piene se ne fa un baffo. Degno rappresentante della lega italiota, cerca sempre di ostacolare il percorso indipendentista. Sulla strada del referendum ha piazzato la mina “commissione giuridica” che ci sta facendo perdere solamente tempo. Non serviva essere dei geni per capire che la montagna avrebbe faticato anche a partorire un topolino. Confidiamo sulla maggioranza del consiglio regionale straordinario che entro fine mese dovrà dirci quando sarà indetto il referendum. Siamo stanchi di aspettare e siamo stanchi di ascoltare le stronzate di Zaia. Dopo vent’anni non ha ancora capito che è impossibile addivenire a quanto ancora si ostina a dichiarare: federalismo, costi standard , bla bla bla. Comodo, comodo Zaia, non disturbarti più di tanto, forse lo immagini che di te ci ricorderemo.

  5. Riccardo Pozzi says:

    Al di là di un livore antilega un tantino eccessivo, suggerisco agli amici che frequentano il sito di fare mente locale sull’argomento. Federalismo e costi standard sarebbero eccome la soluzione. Tutti però sappiamo che dietro il costo gonfiato della siringa e dietro gli statuti speciali di alcune regioni, altro non si nasconde che il saccheggio di risorse ben spiegato da Ricolfi nel suo “Il sacco del nord” e da Lauria e Del Mercato nel loro “La zavorra”. Allora la vera domanda da porre a Zaia è la seguente: “Se ben sapevate che un centimetro prima di effettuare un vero (e non quello approvato) federalismo, se sapevate che un attimo prima di operare la riforma vera (e non quella approvata) dei costi standard nella PA regionale, se sapevate tutto questo, perché avete raccontato alla base che stavamo per raggiungere l’obiettivo? Non è che l’obiettivo non era esattamente lo stesso che avevamo noi………..

  6. luigi bandiera says:

    “Zaia: unica soluzione costi standard e federalismo fiscale”

    BALLE..!!!

    L’unica cosa o mossa da fare e’ la SEPARAZIONE..!!

    Almeno un tentativo di SEPARAZIONE..!!

    Almeno un SOGNO DI SEPARAZIONE..!!

    Forse una SEPARAZIONE..!!

    Va ben, stare SCHIAVI..!!

    • luigi bandiera says:

      Zaia che me lo “cullavo” perche’ lo ritenevo il top dei politici venethi, kax, me lo devo sopportare come un politico talibano..? Non succedera’ mai e poi mai.

      Tuttavia, e’ la dimostrazione che io, il Cassandra analfabeta e non di merda, avevo ragione: i veneti nemo profeti in patria e cioe’ politici a pro loro gente, NIET..!

      Vanno e si fanno trasportare dalla CORRENTE del momento (di roma da sempre predona) e non del Sile..!

      Domani finisce la sagra sul Sile a Quinto di Treviso con aerei che passano a bassa quota nell’atterraraggio sopra la sagra. Un bel spettacolo nello spettacolo. Speriamo non succeda come a S. Francesco negli USA e getta..! Andrebbe comunque sulla pista…

      Ecco, andiamo alle sagre, quelle che ci lasciano fare, per non pensare alla politica che non sappiamo fare, ad esempio, come i siciliani..!!

      MERRRDDDD sempre a chi ci vuole male..!!

  7. anthony scatena says:

    Avrei un semplice domanda, il centro studi “Scenari Economici” ha affermato che il sistema fiscale del canton ticino potrebbe essere applicato a tutta Italia in brevissimo tempo, visto che e’ anche gia tradotto in italiano, in caso vi fosse pigrizia nel tradurlo. La Lega Nord come mai non ha mai pensato questo? o proporre come legge fiscale l’attuazione del sistema del Ticino?

  8. Trasea Peto says:

    se ga incantà el disco al pr italian

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