Zaia: per il Veneto ecco il federalismo a geometria variabile

di REDAZIONE

“Da oggi parte una rivoluzione ghandiana, pacifica. Con questa proposta non si chiede di fare diventare il Veneto una Regione a Statuto speciale, una proposta utopica, ma si chiede che al Veneto vengano attribuite alcune competenze, gia’ attribuite alle Regioni speciali, attraverso gli art. 116, 118 e 119 della Costituzione. Si tratta di attuare e non di modificare la Costituzione”. Cosi’ il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha presentato ieri il ddl di iniziativa regionale di ‘federalismo a geometria variabile’, che ora andra’ all’esame del Consiglio regionale del Veneto e poi verra’ presentato al Parlamento.

Una proposta di federalismo a geometria variabile, da realizzare dando applicazione fino in fondo alla Costituzione attraverso tre disegni di legge di iniziativa regionale, con un effetto che potrebbe valere un balzo del 10% per il Pil del Veneto, dando alla regione 5 miliardi di risorse aggiuntive, che, come volano, raddoppierebbero, secondo lo studio realizzato dalla commissione presieduta dal prof. Luca Antonini, e fortemente voluta dal presidente della Regione, Luca Zaia, e ”che porti il Veneto ad essere una regione ordinaria differenziata”.

“E’ stato un lavoro impegnativo, durato un anno, per realizzare una proposta non politica, ma scientifica, con un’operazione di mappatura di tutti gli ostacoli statali alla Regione Veneto”, ha spiegato il costituzionalista, sottolinendo come oggi “si tratta il Veneto come si trattano la Campania o il Lazio, mentre la crisi ci chiede di distinguere, perche’ se tutta Italia avessegli standard del Veneto si risparmierebbero 28 miliardi”. “Il governo ha gia’ una via tracciata, che e’ quella di adottare il modello del Veneto su scala nazionale – ha spiegatop Zaia, ricordando come ora – fra far pagare chi spreca e punire chi e’ virtuoso, il governo sceglie di punire chi e’ virtuoso”. ”Basta Roma, basta centralismo. Il federalismo unisce i paesi il non federalismo li disgrega”, ha stignatizzato Zaia.

Nel dettaglio, la giunta regionale del Veneto ha approvato tre proposte, che ora passeranno al vaglio del consiglio regionale per poi approdare a Roma. Si tratta di attuare l’articolo 116 della Costituzione, dando cosi’ nuove competenze legislative esecutive e concorrenti per il Veneto; di attuare l’articolo 118, per arrivare alla regionalizzazione di numerose funzioni amministrative oggi svolge in Veneto da amministrazioni statali; e grazie all’art. 119 di far infine emergere quelle ‘forme di solidarieta’ occulte’ che, oltre ai 16 miliardi di residuo fiscale che la Regione gia’ ha, ricadono sul sistema economico del Veneto e di rendere possibili forme di applicazione del principio di territorialita’ in maniera previdenziale.

“Questa riforma – spiega lo studio realizzato dalla Commissione voluta dal governatore del Veneto – avviene a costo sostanzialmente invariato, ma genera risorse: si chiede semplicemente che sia il Veneto a gestire quanto lo Stato oggi spende in Veneto, con l’idea che si possa farlo meglio, in modo piu’ calibrato alle esigenze del territorio”.

Zaia ha quindi fatto alcuni esempi pratici, come l’ipotesi di ”lasciare il tfr dei lavoratori veneti in regione, con cui ci sarebbero 4 miliardi in piu’ sul territorio regionale, con un effetto sul pil straordinario. Che senso ha che questo Tfr vada a Roma, dove viene remunerato all’1%, mentre noi paghiamo il project financing con interessi molto superiori? – si e’ chiesto – Noi potremmo offrire ai nostri lavoratori il 5% e utilizzare quei soldi per realizzare opere pubbliche”.

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23 Comments

  1. Giancarlo says:

    Sono d’accordo con Cantone Nord-Ovest, come ormai mi capita quasi sempre (mi devo preoccupare?). Il federalismo a geometria variabile era già previsto dal rapporto della fondazione Agnelli, quello che negli anni ’70 aveva anticipato il concetto di macroregioni di Miglio, e anche, come giustamente detto, nella riforma del titolo V della costituzione fatta dal centro-sinistra nel 2001. Ovviamente non se ne è fatto di nulla, anche perché tutto quello che richiamava anche solo vagamente il federalismo puzzava di Lega e quindi nisba. Come non si è fatto nulla dei costi standard, tant’è vero che ora il governo sta facendo tagli lineari sugli enti locali senza tenere conto di chi è stato virtuoso e chi no. Ma le premesse giuridiche ci sarebbero, e questo obiettivo realistico, gradualistico, pragmatico potrebbe attrarre i cosiddetti ceti produttivi, quelli che invece di fronte all’indipendentismo nudo e crudo farebbero muro insieme ai ceti parassitari. Basterebbe che la gentaglia legaiola venisse spazzata via e che si mettessero a capo del movimento persone oneste, competenti e intellettualmente preparate. Ma questa è un’altra storia e un altro film.

    • Unione Cisalpina says:

      L’Agnello a tutto pensava fuorkè alla Padania… a lui l’itaglia andava superbene e kuella si premuniva di cementare … lapalissiano … un eventuale aggiustamento amministrativo, kome lui indikava, andava esattamente in kuella direzione

      Padania Libera dall’italia !

  2. Luca says:

    Zaia è proprio in “Solone” … come direbbero a Roma

  3. Cantone Nordovest says:

    Federalismo a geometria variabile alias Federalismo asimmetrico : bene , sgombrato il campo dalla patacca chiamata “devolution” – sarebbe ben ora , finalmente , di introdurre nel dibattito politico-autonomista il concetto di Federalismo ASIMMETRICO

    Il Federalismo a geometria variabile trova un primo seme (non ancora germogliato) dalla COMPETENZA CONCORRENTE – introdotta dalla sinistra al governo nello scorcio di legislatura 2001 – e che grazie a dio è stata mantenuta grazie all’esito di un successivo referendum (non ostante la opposizione della Lega Nord)

    La premessa logica è il concetto di FIRST_ORDER_DIVISIONS. In parole stringate , Federalismo asimmetrico vuol dire : chi se la sente fa da sé , chi invece non se la sente continua a delegare lo Stato (Roma) …

    in pratica i Soggetti di 1° livello (First-order-divisions) potrebbero aspirare a

    1) a divenire un vero Stato federato – oppure

    2) semplicemente accettare di conservare la natura di soggetto regionale

    Ad es. nella Repubblica Federativa Russa ci sono le Repubbliche tipo il Tatarstan , la Mordvinia , la Bashkiria etc, e le regioni – colà chiamate Oblasti … in tutto 89 soggetti di 1° livello che tutti insieme (e pur nella diversità della loro natura istituzionale) formano appunto la Federazione Russa

    Anche in Birmania ci sono 14 soggetti First-order-divisions – dei quali 7 sono Stati e 7 sono Regioni

    E ora avanti sulla strada del Federalismo a geometria variabile !

    facebook > Cantone Nordovest

    • Unione Cisalpina says:

      solita pensata levantina… kosì avremmo un federalismo pagato da noi e governato da roma … un’altra variabile kolonialista italika pensata da menti merdional_levantine furbe ed opportuniste…

      andrebbe a finire kome x i segretari komunali, scelti ed imposti da roma ma pagati da noi ! … kek kagata ! 😀 … le regioni italiane della penisola appenninika, kontinuerebbero il loro KIAGNI.&.FOTTI kon + vigore …

      la soluzione x kuesto “STATO IMPOSTO ed IMPOSTORE roman_italiko” è la SUA SPARIZIONE …

      PADANIA LIBERA dall’italiko kolonizzatore levantin_merdionale…

  4. sciadurel says:

    un anno per studiare questa roba … in sicilia (oltre tutto quello che hanno già) si son presi un miliardino con un paio di telefonate durante un fine settimana

    • lancillotto says:

      Eh ma i siculi non sono mica i pampani veneti.. 🙂

      Federalismo a geometria variabile.. Dio mio, ma fa sganasciare solo a leggerla sta frase! L’unica risposta seria che mi viene in mente ad una minkiata simile è una pernacchia. E credo che la pernacchia avrebbe più dignità.

      Mi chiedo sempre come sia possibile che ci sia ancora qualcuno che segue questo cabaret, che fino a ieri poteva ancora far ridere, ma che adesso sta mettendo a rischio il futuro della nostra gente.

    • Culitto Salvatore says:

      se siete li ad invidiare la sicilia (oltre tutto quello che hanno già) i siciliani sono ben lieti di fare a cambio, pure i vari zaia bossi, calderoli brunetta, in sicilia si saprebbe cosa farne

      • Unione Cisalpina says:

        noi non vogliamo skambiarci kon voi … vogliano divorziare …

        i Zaia, Bossi, Calderoli e Brunetta sono gente nostra e non ci servono affatto, x liberarcene, i metodi ke vanti e paventi sekondo kanoni di kultura vostra mafiosa retrograda, puzzolente e violenta…

        pensate alla mediokrità dei vostri politici, tutti espressione mafiosa di una kualke koska e miserabile famigghia assassina e buzzurra tipika della specie vostra…

        il guaio è ke dobbiamo subirceli pure noi…

        bisogna ke ‘sto stato finiska nel cesso della storia…

        PADANIA LIBERA … da voi !

  5. michela verdi says:

    Il “federalismo a geometria variabile” non esiste. E’ un’altra invenzione di quelli che per vent’anni ne hanno inventate più del diavolo per non cambiare niente.
    Questa proposta è demenziale, perchè continua a far dipendere tutto dall’alto, o meglio dal centro e pretende di farsi passare per riforma federale!…
    Basta, Sono trent’anni che sentiamo str…..te su questi temi. Indipendenza dei popoli padano-alpini.

  6. Alessio says:

    Prima il federalismo centripeto,un peto del centralismo romano,ora il federalismo a geometria variabile,una scoresa abissale.Il federalismo là dove è stato applicato non ha aggettivi,federalismo demaniale, fiscale,etc sono solo invenzioni della lega per perpetuare un imbroglio che I Veneti sono stufi di subire tanto che invocheranno al più presto un federalismo federale.

  7. Flit says:

    Lui, con qualche bella storiella raccontata a tempo opportuno, governa e vive bene !

    I sudditi, intanto, si danno le botte come i gobbetti …..!!!

    Ditevi da soli chi è il furbo e chi sono i fessi !

  8. San Marco says:

    Troppo tardi Zaia,il federalismo semmai andava attuato prima di questa crisi,adesso siamo stanchi delle mezze misure,indipendenza totale da Roma.
    Repubblica Veneta unica via.

  9. Unione Cisalpina says:

    ‘sto … è disposto a svendere la nostra libertà x kuattro soldi … e non già kome la sikùlia ke “se li fa pagare in aggiunta a ciò ke NON DA’ a ROMA e ke trattiene al 100x%,” ma ricevuti kome skonto sul totale impositivo attuale k’è propenso a kontinuare a versare al kolonialista levantin italiko e suo governo romano …

    insomma kiede lo skonto sulle tasse ke paga … e lo kiama federalismo 😀 sì kuel federaglismo lekkista bossian_tosian_maroniano da straccioni indecenti … itaglioni (kome dice Oneto) antipadanisti …

    svende l’indipendentismo e dignità nostra x 5 miseri miliardi di euri … ke kuestua pur essendo risorse sue/nostre.. mah !

    poveri Veneti … svegliatevi suh !

  10. Barbara says:

    Siamo ancora li…
    ” chiediamo a Roma” … Le bricioline…e loro quando vorranno ( mesi…anni…) diranno no…intanto paghiamo e manteniamo il sistema e i loro lauti stipendi e capricci.
    Ed e’ un anno che “sta studiando” questo piano!
    Complimenti siamo ben rappresentati…non ci resta che piangere… Perché quelli del referendum (IV) dicono che l unica via possibile e’ quella, peccato non si potrà mai fare… È vero che i veneti sono buoni…ma quanto vale la pena?

  11. lancillotto says:

    Tutto come da copione.
    Zaia è soltanto il tirapiedi di don Bobo da Vares, e un serio ostacolo alle VERE istanze indipendentiste Venete. Figuriamoci se la lekka nodde si lascia scappare le Venezie dalla marcrocosca padagna! I nemici sono a roma, ma i fiancheggiatori si nascondono tra noi.

  12. Marcog says:

    A me piacerebbe tanto che il lazio potesse annettersi alla Germania. 50 anni fa ne avevamo avuto l’occasione. Peccato alla prossima………….
    Tanti Veneti brave persone sono emigrati nel Lazio quando ne avevano bisogno. Cercate di essere coerenti con i vostri avi non distruggete ciò che ci costato tanto. Certamente tutti insieme dobbiamo riportare l’Italia ad essere una splendida nazione. Sentire queste proposte non vi fanno onore. Sono il senso dell’egoismo: oggi sono ricco e me ne frego degli altri
    Saluti
    Marco

    • lancillotto says:

      Se fossimo veramente coerenti con i nostri avi Serenissimi, affonderemmo questa bananera come abbiamo già fatto con la flotta italiona a Lissa. E chissà che non accada ancora a breve, con altre modalità.

      ita non è mai esistita come nazione né mai esisterà. E’ una prigione di popoli pattugliata da una casta di carcerieri che li mungono e li insultano ogni santo giorno. Tutto ciò che di buono e importante si sono inventati quei popoli, ora ridotti in schiavitù, è stato fatto PRIMA che cadesse loro addosso questa sciagura.
      ita non ha creato nulla, ha solo sequestrato meriti ed eccellenze non sue, e gettato fango sui tesori preesistenti. Se questo ectoplasma geoantropico si fosse materializzato qualche secolo prima, il rinascimento non avrebbe avuto modo di palesarsi, e saremmo un deserto culturale e civile sconosciuto al resto del pianeta.

      Guardati intorno, ovunque tu sia, e tutte meraviglie che vedi NON sono frutto di questa promiscuità innaturale di popoli totalmente incompatibili.

      Saluti

  13. giannarcixo says:

    Intanto registriamo una notizia positiva secondo la quale Zaia si sarebbe trovato oggi in disaccordo con il costituzionalista Antonini rompendo una collaborazione che durava da anni.
    Il motivo del contendere sarebbe proprio il fatto che Zaia si è dichiarato possibilista circa l’indizione del referendum, mentre il sig. dott. proff. Antonini troverebbe questo anticostituzionale, antieconomico, antiitaliano e alla fine addirittura antipatico.
    Presentare il federalismo a geometria variabile (stronzata costituzionale) era oggi l’ultima data utile perchè se il consiglio regionale sarà favorevole e varerà il progetto di Indipendenza Veneta tutte le altre proposte per risolvere i nostri problemi diverranno obsolete e quindi non poteva L’Antonini farci ammirare il frutto del suo pluriennale lavoro (scommetto anche ben pagato) se non prima di quel consiglio.
    Zaia, quì lo dico e quì lo nego, sembra anche rendersi conto della situazione e il fatto che a Treviso e a Bologna si sia smarcato dalla pletora tosiana lo pone in una luce diversa.
    Se analizziamo la sua situazione potremmo anche pensare che, vista la sua posizione di “contrasto” coi maroniani, vista la sua presa di posizione favorevole al percorso legale, democratico e pacifico di Indipendenza Veneta e considerato il fiuto politico dimostrato fino ad oggi, le probabilità che Zaia si metta nettamente di traverso non sono poi molte.
    Se poi la notizia della rottura con Antonini troverà ulteriori conferme, mi viene ancora più facile pensare che si stia avvicinando.
    E comunque il fatto che 42 consiglieri abbiano sottoscritto la nostra mozione ci fa sognare circa l’esito del consiglio straordinario e Zaia non potrà che prenderne atto.
    Quindi proviamo a guardare oltre e ipotizzare che queste proposte di legge siano solamente la fine di un percorso e l’inizio di un nuovo Zaia propedeutico all’indipendenza Veneta.

  14. Alberto Pento says:

    Eco la resposta del leghista Zaia a li “endependentisti referendari”; se coalkedaon el se fa ancora iluxion so la Lega e so sto ometo beh saria daromai ora kel verxese li oci, le recie e kel mauràse.

  15. Alessandro Pironti says:

    Zaia !!!, ai ai ai ai ai aia aia aia, ma ancora vuoi farti e Farci del Male ?
    Ma ancora Credi a Babbo Natale ?, o forse alla Befana ?.
    L’unica cosa che otterrai e una perdita di tempo , ma forse può servire a toglierti ogni dubbio dal Cervello , la Soluzione la Conosci, trova il Coraggio.
    Cordialmente,
    Alessandro Pironti

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