Zaia: il referendum è la legittima difesa dei Veneti nei confronti di Roma

di REDAZIONE

«Ho accolto l’invito all’ascolto di una istanza rappresentata da buona parte dei cittadini del Veneto: l’oggetto resta quello dell’indizione del referendum per l’indipendenza, in un momento di particolare difficoltà economica che relega il Veneto a semplice comparsa nazionale dove Roma si ricorda di noi solo con la creazione di nuove tasse e con la totale assenza di ogni forma di autonomia o di federalismo». Così il governatore del Veneto Luca Zaia ha spiegato la sua presenza ieri a Bassano alla manifestazione organizzata da ‘Il Veneto decida’, a sostegno del referendum per l’indipendenza del Veneto. «Un vero e proprio disconoscere i dettami dei padri costituenti che nel 1948 diedero vita ad una costituzione autenticamente federalista – attacca Zaia – che è stata gestita però in tutti questi decenni con una visione squisitamente centralista. Il referendum è la legittima difesa che questi veneti rappresentano a Roma».


La manifestazione si è svolta ieri a Bassano del Grappa. Una marcia silenziosa per chiedere il Referendum sull’Indipendenza del Veneto, organizzata dal Comitato “Il Veneto Decida” e sostenuta dall’associazione “Veneto Nostro – Raixe Venete”.

L’appuntamento con questa marcia ha visto radunarsi nella città di San Bassiano migliaia di persone.

All’unisono, gli aderenti: “Anche oggi giornata emozionante. Migliaia a Bassano per l’Indipendenza! Quei cartelli sono alcuni dei quasi 150 Comuni che chiedono il referendum. E per ogni cartello c’è un Sindaco coraggioso che si unisce ai suoi concittadini per l’indipendenza. Grande giornata di festa, e gli abitanti di Bassano si univano al corteo festante! Hanno partecipato tutti i movimenti indipendentisti, divisi, ma uniti per il Veneto! WSM”.

QUI ALCUNE IMMAGINI DELLA MARCIA: http://www.lindipendenzanuova.com/bassano-del-grappa-in-migliaia-in-marcia-per-lindipendenza-del-veneto/

LE FOTOGRAFIE E IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE SUL SITOwww.indipendenzaveneta.com

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36 Comments

  1. luigi bandiera says:

    In effetti, votare si all’indipendenza vuol dire poco. E’ solo un votare per un sogno e i sogni svaniscono.
    Noi dobbiamo votare per un progetto concreto e questo progetto lo si deve vedere per poterlo valutare.

    Come quando si fa la casa: prima si ragiona in famiglia e poi si va dall’esperto in progettazione. Assieme a lui si smussano un po’ gli spigoli che emergono sempre e poi si passa il tutto alle autorita’ comunali per il via ai lavori che li fara’ l’impresa.

    Ora, progetti di stato NUOVO non se ne vedono e non si puo’ quindi confrontare con nessun altro progetto di stato amministrativo.

    E dare il nome al nuovo stato piu’ consono no..?

    Sono cose importanti perche’ devono essere accettate dal nuovo popolo.

    Io auspico che sulle leggi si faccia veramente PULIZIA del vecchio, a ramengo il diritto romano e i suoi derivati.

    E insomma cosi’ via via discorrendo…

    Pero’ c’e’ un grande nodo da SCIOGLIERE: noi siamo figli della KST per cui faremo molta fatica a non fare qualcosa di TALIANO..!

    Va ben, che Dio ce la mandi buona…

    continua

  2. Giuliano says:

    Chi si aspetta ancora qualcosa di buono da Venezia é nella stessa situazione di chi aspetta tagli alla spesa a roma…sono TUTTI politici italiani!Aprite gli occhi!Zaia a Bassano ha raccontato balle,la maggioranza dei Veneti voterà SI al referendum!Sono stati fatti diversi sondaggi e la vittoria del SI è certa.Bisogna abbandonare la via politica e prendersi il potere come in Svizzera,referendum digitale e i politici di Venezia se ne tornano a casa,magari a cercarsi un lavoro!!

  3. elio says:

    sabato la stragrande maggioranza era fornita dai militanti della lega, i venetisti erano il solito centinaio…sconfortante

    • L'incensurato says:

      Già già. Altro che IV e liste microscopiche: se sparisce la Ln anche per l’indipendenza del Veneto sono guai.
      Naturalmente sarei ben contento di essere smentito da una separazione Venetista domani mattina

    • Vale says:

      elio , sei andato a Bassano a domandare ai presenti se erano leghisti ? a quanto pare no !
      se lo avessi fatto non spareresti di queste scempiaggini
      la prossima manifestazione , magari davanti a palazzo ferro fini vai e domanda

  4. WSM says:

    Ha ragione Lion89, finchè non si fissano delle certezze sul futuro Stato Veneto a cui io crederò fino alla fine non si va da nessuna parte. Lavoro in tal senso non è stato fatto da nessuno.
    Bisogna:
    -Creare uno stato parallelo subito (se lo volesse, la Regione Veneto potrebbe farlo, altro che eversivi nei confronti dello stato!!!;
    -Stabilire il futuro del settore pubblico italiano attualmente attivo in Veneto;
    -Scrivere chiaramente le leggi.
    Il problema di chi si debba far carico di queste decisioni è grosso. Non il popolo secondo me ma una manciata di esperti della storia Serenissima e del mondo attuale.

    Del resto mi metto nei panni di un cittadino che va al referendum per l’indipendenza: se non so minimamente come sarà fatto lo stato che potrebbe nascere, che cazzo lo voto a fare? Pare stupida sta domanda?

    Bisogna prendere spunto dalla storia della Serenissima, il sistema politico legislativo e sociale della Venezia medievale può essere preso d’esempio per il nuovo Veneto, bisogna studiare la Serenissima per amarla; e chi la ama sa che riproporla nelle sue virtù può solo che essere la scelta più giusta e lungimirante.
    Chiedetevi se c’erano i partiti a Venezia nel medioevo…

    • Aquele Abraço says:

      Le possibilità sono tante e a me andrebbero benissimo quelle che propone Indip. Veneta nel suo manifesto della nuova Repubblica Veneta, che si rifanno sostanzialmente alla Svizzera:
      democrazia diretta, sistema federale
      tasse sul reddito 20% max IVA 15% max;
      elezione dei magistrati inquirenti e giurie popolari vere, common law invece che civil law;
      sistemi sanitario e scolastico misti (pubblici e privati);
      rispetto del territorio e del suo sistema idraulico, anche con la reintroduzione del Magistrato delle acque;
      collocazione mondiale nell’ambito del sistema occidentale,
      integrazione all’UE e adesione all’eurozona tramite referendum.

    • 1) El Veneto no xe lomè Venesia:
      2) A Venesia entel Mexoevo ghe jera na casta arestogratega ke dominava la Repiovega Arestogratega Veneta.

      A mi le Repioveghe arestograteghe no le me entaresa e no le me piaxe, na olta jera na olta ancò xe ancò.

      Mi prefariso la Repiovega Democratega come coela Xvisera.
      No existe na manà de esperti de la Storia de la Serenisima e del Mondo de ancò ke posa farse cargo del “mondo novo” o del Veneto Novo”. No ghè, no existe na casta, na megnoransa elitaria co la luxe devena bona par ste robe … lè el povolo el paron , ogni ognolo çitadin, altro ke 4 fanfaroni ke li se crede mejo de i altri.

      http://www.filarveneto.eu/peke-e-magagne-venete
      http://www.filarveneto.eu/rogansa-e-robarie-venesiane

    • caterina says:

      il Referendum come progettato da Plebiscito2013 prevede oltre che la risposta SI o NO alla nascita di una Repubblica Veneta Indipendente e Sovrana, anche la designazione di chi dovrebbe essere a studiarne i fondamenti della sua costituzione tra una rosa di nomi proposta, uscendone così da subito il designato a presiederla…. costituzione comunque che sarà poi oggetto di approvazione da parte dei Veneti…
      Insomma un passo alla volta, anche se i cervelli nel frattempo lavorano… io ho fiducia e sono sicura che poi saremo in uno stato migliore di quello in cui ci troviamo, anche se in fondo ci vuol proprio poco, tanto è fradicio contorto e ingannevole quello che abbiamo oggi.

  5. massimo trevia says:

    forza veneti!!!!
    un ligure.

  6. caterina says:

    che tradimento! prima il Veneto, diceva, e tanti gli abbiamo creduto… ora per lui la democrazia è rispettare la minoranza, non la maggioranza, e con ciò crede di nasconderci la sua volontà di procrastinare all’infinito… teme di perdere qualchè mensilità e compromettere la sua dorata pensione?
    Che delusione dal personaggio che è diventato!
    Dovremo fare da soli e andare avanti senza lasciarci turlupinare da uno che ha imparato bene la lezione della casta dei politici e politicanti e parolai, ripetitivi e inconcludenti!
    Quattro province, le più popolose, sono una maggioranza considerevole dei Veneti che vogliono pronunciarsi con un Referendum per dare il via all’indipendenza …. perchè dovrebbero aspettare il consenso di chi di fatto non ci rappresenta più?
    Lui rappresenta i suoi interessi e Roma, lo conferma per l’ultima volta a Bassano… non è più dalla parte dei Veneti…ora dovrebbe esser chiaro a tutti!

  7. Lion89 says:

    A me inizia a far ridere questa situazione assurda (risata depressiva si intende). Il mese scorso sono tornato dalla Scozia per lavoro (Edimburgo e Glasgow) e ho visto più Union Jack e molte meno Croci di Sant’Andrea. Parlando con i colleghi di lavoro e anche con la gente del luogo ho avuto modo di capire che il referendum sarà un fallimento e che addirittura la gente è preoccupata che tale fallimento possa ulteriormente danneggiare l’attuale autonomia scozzese. Troppe le questioni irrisolte: difesa, UE, NATO, Euro/Sterlina, banche (la più grande banca scozzese è in mano al governo inglese)…e soprattutto mass media (la BBC è fortissima e in grado di avere un’influenza culturale pesantissima, la RAI a confronto sembra un’emittente locale). La Scozia ha poche se non possibilità nulle di ottenere l’indipendenza.

    L’unica speranza apripista è la Catalogna. Al contrario della Scozia, in Catalogna c’è un vero spirito indipendentista UNITO e un referendum sull’indipendenza potrebbe vincerlo senza problemi con più del 50%. Il problema è il dopo. Se Màs non dice ai catalani le politiche da applicare DOPO (difesa, moneta, relazioni estere, banche, UE e NATO) lascia al governo spagnolo tutto il tempo per erodere consensi all’indipendentismo e credetemi amici miei, se casca l’indipendentismo catalano… cascano tutti gli indipendentismi in Europa.

    • giorad says:

      Ti preoccupi troppo per il DOPO.

      Tante di quelle questioni non possono che essere affrontata dal governo post-indipendenza, dopo la prima elezione presso il nuovo stato.

      Ciò detto, i Catalani,e a fortiori i Lombardi o i Veneti devono solo capire che, dopo la secessione, avrebbero (per dirla in volgare) tante di quella palanche in tasca che ogni altro problema diventerebbe secondario…

      E con cio’ non intendo che quei problemi non vadano affrontatati – dopo… Del resto con che diritto potrebbe un Mas o un Salmond predeterminare le sorti di uno stato per governare il quale potrebbe anche (post secessione) nona avere i voti?

    • ottavio says:

      vero, ci sono moltissime cose che non si sanno della ‘strada nuova’

      da un edificio in fiamme tu ti butteresti dall unico varco possibile, una finestra, senza sapere cosa cè fuori? o resti li tra le fiamme ?

  8. giammarco.e says:

    Sono uno dei partecipanti alla manifestazione Indipendentista di Bassano.Alla vigilia mi aspettavo che la presenza di Zaia in mezzo a tanti indipendentisti fosse l’occasione per dare una risposta alle tante perplessità e interrogativi in sospeso, magari potesse essere il pretesto per dare un annuncio che tutti si aspettavano o un impegno in prima persona affinché la proposta di referendum tornasse in tempo breve nel Consiglio Regionale, con vivo dispiacere ne ho ricevuto il NULLA!

    Nonostante il Presidente di I.V. ne avesse prima richiesto davanti agli astanti una chiarezza d’intenti e di impegno, ebbene questa è rimasta desolatamente inespressa. Qualcuno degli intervenuti urlando chiedeva il motivo per cui il Progetto d.l. 342 non fosse stato approvato, per tutta risposta Zaia ha risposto che alcuni non l’avevano votata e che va rispettata l’opinione di coloro che non la pensano come Noi. Mi va bene il rispetto dell’opinione altrui è un segno di educazione, ma purtroppo devo costatare che qualcuno in Consiglio Regionale non ha rispetto per la maggioranza dei Veneti, non ha rispetto di quei Veneti che stanno soffrendo di una crisi economica che li vede ogni giorno vessati e defraudati di ogni bene, anche quello del minimo vitalizio da parte di uno stato usurpatore e colonizzatore, non ha rispetto di quelle famiglie che improvvisamente si sono viste privare del proprio lavoro o di un proprio congiunto perché l’imprenditore/padre si è suicidato davanti ad una cartella esattoriale.

    Non si può avere rispetto per coloro che condannano per il proprio ego un popolo, non si può avere rispetto per coloro non fanno nulla per evitare che il Veneto mite e laborioso, lentamente ma inesorabilmente venga trascinato nel baratro del fallimento e della povertà. Si può avere rispetto dell’altro solo se si viene rispettati, l’Italia per il Veneto non ne ha mai avuta e i Veneti non possono rispettare ne l’Italia ne quei pochi che si sentono ancora Italiani, che negano ad un popolo l’unico strumento che consiste nell’ Autodeterminazione, l’unica svolta possibile per la salvezza.

  9. federico says:

    Zaia vogliamo parlare dei treni regionali tra brescia e verona? come mai li vuoi far eliminare?? pensi che ai cittadini faccia piacere pagare 16,50 euro sola andata da brescia a verona, in freccia bianca, per 40 minuti di viaggio? costa di meno andare in macchina! che strano.. a me sembra che questa tua decisione favorisca tutti tranne che i cittadini: favorisce trenitalia, xke chi non ha l’auto sarà costretto a prendere le frecce a dei prezzi assurdi! favorisce le autostrade, e i benzinai.. o meglio, lo stato e le compagnie petrolifere! si sa, al benzinaio rimane ben poco del guadagno sui carburanti! complimenti Zaia, bel modo di favorire i cittadini del Nord!

  10. FRANCO says:

    Lusiani ha perfettamente ragione. Da lì è nato il perverso sistema statal-centralista che ci opprime.

  11. L'incensurato says:

    Questi sono appuntamenti veri. Con ospiti come MARCATO. I candidati “indipendentisti” (dAlla Padania?) che lustrano le scarpe a individui come Puschiavo fanno ribrezzo.

  12. Alberto Lusiani says:

    Non sono d’accordo sul fatto che la Costituzione italiana sia “autenticamente federalista”. Nell’assemblea costituente italiana si sono scontrati gli autonomisti (come Lussu) parzialmente sostenuti dai democristiani, contro i comunisti di Togliatti, monoliticamente statal-centralisti. Il risultato e’ stato un compromesso oscuro, ambiguo, sibillino, disponibile a molteplici interpretazioni, come altre parti della Costituzione (es. “fondata sul lavoro”, “senza oneri per lo Stato”). Una costituzione autenticamente federalista dovrebbe riconoscere sovranita’ esclusiva agli enti federati eccetto che per le materie esplicitamente delegate alla Federazione, la Costituzione del 1947 non lo faceva perche’ subordinava comunque l’autonomia legislativa regionale a poche circoscritte ed elencate materie e comunque subordinate all’interesse nazionale. Inoltre la Costituzione prevedeva e prevede che lo Stato intervenga a normare i livelli amministrativi interni alle regioni (province e comuni), interferenza che per esempio in Svizzera non esiste, la’ sono i Cantoni a normare i livelli legislativi e amministrativi regionali.

    • luigi bandiera says:

      Alberto Lusiani,

      VERISSIMO.

      NON e’ federalista la carta igienika…

      E’ centralista e mi scappa una brutale battuta: serve a pulire loro culo.
      Infatti, vai a votare fin che vuoi ed avrai sempre LORO A GOVERNARE: I PARTITI KATTOKOMUNISTI..!

      Perfino i preti sono per l’unita’ politika dell’italia… non sono estranei e men che meno super partes.

      Quindi la religione e’ di fatto il partito di centro, ma anche di SX o di DX. CAMALEONTE E’..!
      Va da se che allora si puo’ definire tutti gli italioti, fin che dura questo andazzo, KOMUNISTI col solo distinguo per la posizione di gruppo e di DX e di SX e di CNT ma che puo’ mutare a seconda del terreno politiko: appunto da super CAMALEONTI. Giocoforza la lingua sara’ BIFORCUTA..!!

      Semo ciapai proprio ben…

      continua

  13. renato says:

    IN QUESTO paese si sentono tanti proclami ma stando ai fatti se si fa una stima siamo messi male .

  14. Livio says:

    Incomprensibile il discorso di Zaia che giustifica il ritardo della decisione sull’indizione del referendum con la necessità di convincere la maggioranza. Ma di quale maggioranza sta parlando, di quella dei consiglieri regionali o di quella dei veneti? La maggioranza dei veneti in base a diversi sondaggi statistici risulta di fatto favorevole all’indipendenza. In ogni caso il referendum non serve per dichiarare l’indipendenza ma per capire proprio se la maggioranza dei veneti è favorevole. In conclusione ha detto che la Catalogna farà da apripista prospettando quindi per noi veneti tempi lunghi..
    Riassunto: campa caval che l’erba cresce !

    • Trasea Peto says:

      Zaia xe romano-centrico. Lu cria el morto par eser considerà massa periferia rispeto al centro statal italian. Lu ghe piaxarìa ke l’Ente Reione Veneto fusse pi tirà drento ai bagoi italiani.
      Zaia xe italian, miga veneto.

    • gianni says:

      la maggioranza,anzi l 80% dei 60 consiglieri.
      indipendenzaveneta (e quindi il veneto decida) è chiarissimasi deve aspettare che a decidere sian i consiglieri.
      nel frattempo cercano di convincerli con manifestazioni come quella dell articolo
      nel frattempo gli industriali sammazzano,se ne vanno, chiudono e al Veneto vengon rubati 20milardi d euro l anno…

  15. Tito Livio says:

    Si si tante ciacoe ma no se move na foja….

  16. gianni says:

    Federalismo…eccolo li,e il passettino dopo la macroregione con un pochetto d autonomia?
    lega 3.0 …

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