ZAIA: “CON 153 MILIARDI DI EURO CI LIBERIAMO DALL’ITALIA”

di REDAZIONE

Facile gridare: «Ognuno si porti a casa la sua fetta di debito pubblico. Nel Veneto ci facciamo un mutuo e in trent’anni lo paghiamo. Ma poi fuori dalle balle!». Luca Zaia arringava così i leghisti domenica scorsa a Verona, dialogando da par suo con la piazza: «Ogni volta che trovo il sindaco di Pontida mi dice che rivuole indietro i soldi dei tributi pagati alla Serenissima. Dopo duecento anni c’è ancora qualcuno che rompe le scatole!». E la piazza giù a ridere. Perché non dovrebbero fare altrettanto a Roma leggendo gli appelli del presidente del Veneto a regionalizzare il debito pubblico? Tanto più che Luca Zaia ci aggiunge la sua idea di trattenere in un conto regionale il Tfr e gli assegni familiari, che oggi finiscono nel calderone dell’Inps: due proposte che ha annunciato più volte, senza che ne sia seguita la concretizzazione.

Torniamo all’attacco per farci spiegare dal presidente come si fa a regionalizzare il debito pubblico: dividendo pro capite senza tener conto delle differenze, con la media del pollo in ogni pentola, chi ne ha due va in pareggio con chi è senza? Zaia tiene conto della difficoltà ma la dà per risolta, senza spiegare tecnicamente come avviene. «E’ già possibile in questo momento stabilire un dato pro capite che tenga conto delle differenze di spesa tra le Regioni, partendo da una cifra standard e facendo il saldo», sostiene il presidente. «La quota che risulta a me è di 32.000 euro pro capite. Moltiplicato per 4.800.000 abitanti del Veneto otteniamo 153 miliardi e 600 milioni di euro. Mi direte che sono impazzito ad accollarmi questo debito: io vi rispondo che, volenti o nolenti, lo stiamo pagando già. Decidere di accollarsi la cifra sarebbe un passaggio decisivo verso l’autonomia e il federalismo fiscale. Senza contare che il Veneto ha già un forte ascendente di fronte alla comunità inetrnazionale, la quale comprerebbe il nostro debito più facilmente di quanto non faccia con il debito italiano».

Questo progetto, a parte lanciarlo nei comizi, andrebbe poi discusso da qualche parte in sede tecnica: dove esattamente? «Al tavolo del governo, dove se no» risponde Zaia. «Dovrebbe essere il governo a predisporre un provvedimento da portare in aula, concedendo poi alle Regioni l’autonomia indispensabile per procedere ognuna secondo un proprio equilibrio contabile, in modo da non tornare alla situazione attuale».

Insomma, passiamo la palla a Roma. E per il Tfr e gli assegni familiari? Qui bisogna ricordare che si tratta di due istituti che non poggiano sui soldi delle tasse. Tfr e assegni familiari non sono costruiti con quattrini di proprietà dello Stato, ma con denaro accantonato da lavoratori e delle imprese. L’obiettivo è disintermediare la finanza statale: l’Insp remunera all’1,50% più un tasso di inflazione che porta il totale a 2,50%. Tasso bassissimo per un’intera vita lavorativa. La proposta elaborata dai consulenti di Zaia è costituire un fondo regionale per le aziende con più di 50 dipendenti, dove lavoratori e imprenditori possano decidere di versare la quota: la Regione remunerebbe al 5%, i lavoratori incasserebbero il doppio dal Tfr e la giunta regionale avrebbe nel frattempo un fondo cui attingere a interessi molto più bassi degli attuali (fino all’11%). Ma anche questa è una palla da passare a Roma: cosa aspettiamo a calciarla? «Lo faremo a breve» promette Zaia. «Finora siamo stati bloccati da una legislazione che cambia continuamente».

FONTE ORIGINALE: http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2012/06/19/news/con-153-miliardi-il-veneto-si-puo-liberare-dell-italia-1.5286587

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6 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    karo Zaia
    prima di pensare ad akkollarci e pagare i debiti ke sono principalmente dei nostri oppressori amministrativi e kulturali levantin_romano_italici
    xkè, dal momento ke sei Governatore e Kapo dei Veneti, non ti prodighi assieme ai tuoi pari grado Lombardi e Piemontesi (e magari anke Friulani, Emiliani e Romagnoli) x organizzare un’Assemblea –almeno bimestrale- di Kollaborazione e Konsultazione kon kuelli, al fine di pianifikare komuni politike ed iniziative legislative miranti alla maggior autonomia nostra ed in specie

    rivolte ad ottenere almeno semplici obbiettivi, kuali kuelli del riekuilibrio rappresentativo impiegatizio dell’apparato pubbliko tutto (istituzioni civili amministrative e di rappresentanza – inkluse ambasciate e konsolati ferocemente okkupati dai borboni- , graduati e alti funzionari delle forze armate, karabinieri, guardia di finanza, kostiere, carcerarie, magistrati giudikanti, inkuirenti e legislanti, prefetti, kuestori, pretori, segretari komunali, notai, personale skolastiko, etc) okkupato ed espropriato dai soliti furbastri italiani in virtù di leggi konkarsuali inikue ke non tengono konto di kuel problema (ekuità rappresentativa)!?

    kosì dicevo in altro msg:”…

    ekko una kosa semplice ke i Lekkisti del Nord potevano fare x kambiare le kose in senso federale e padanista:”Rikiedere una nuova gestione Rai ke nelle assunzioni tenesse konto della provenienza, karattere e kultura della nostra gente, assumendo kronisti, kommentatori, giornalisti, teknici cisalpini x riferire e kommentare almeno le kose di kasa nostra … ciò ke non avviene x kui ci ritroviamo foresti ed estranei ke ci sparlano e denigrano pure nei loro SERVIZI (… pakki… imbrogli … vedi anke i servizi iniziali sul terremoto in Emilia), ke ci fanno e trasmettono anke dalle sedi operative dislokate sul ns Trritorio, vieppiù strakolmi di kuesta gente sguinzagliata da roma ladrona …

    vi pare possibile ke 30.000.000 di cisalpini non siamo kapaci d’esprime kualke centinaio di giornalisti/kronisti e kuake migliaio di teknici ed operatori tv … nonkè semplici impiegati amministrativi !?

    Ebbene kueste sono kose NON SEKONDARIE di kui vi dovreste okkupare x il bene della nostra gente e salvaguardare le nostre tradizioni e komun sentire, vera fonte di benessere e kualità di vita nostra…

  2. Trasea Peto says:

    Commovente il Zaia salvatore della patria…la sua, quella italiana. Non serve più chiedere “l’oro per la patria”, basta sfruttare il prestigio della Serenissima o del federalismo per prendere e pretendere soldi ai sudditi rimbambiti.
    Pagare i debiti italiani ha senso solamente dopo una completa indipendenza…che, bisogna spiegarlo a Zaia, a Roma non andrà più scodinzolando come fa attualmente, ma potrà andare da turista straniero…STRANIERO! …ah, Zaia ma parla di autonomia, quindi per lui è bene spennare i veneti per farli diventare cittadini di una Regione autonoma di una Stato che continuerà a spennarli.
    Bravo Zaia, a te sì na volpe! Par dir ste robe secondo mi te ghe da aver ciapà na gran peada in testa da uno dei mussi ke te ghe caxa

  3. sandro Migotto says:

    l’imbonitore… ste balle che racconta gliele ha sottoscritte e firmate Napoli-tano e Bossi?

    Pronto a sottoscrivere l’accordo. ci accolliamo il debito (che non e’ certamente dei Veneti) e contestualmente e immediatamente ci leviamo dalle palle, ovvero liberi ed indipendenti. In dieci anni anni saremo al pari della Svizzera come qualita’ della vita. Pagare la quota di debito (e ribadisco non nostro) come di ce lo scienziato di zaia e tra trenta anni liberi… ma va a dar via el cul…marmeot.

  4. sciadurel says:

    e si sveglia adesso ??? non poteva farla quando a roma c’erano i suoi compagni di merende ???

  5. Mauro Cella says:

    Caro Zaia, grazie per avermi fatto ridere anche oggi.
    Io invece le chiedo un’altra cosa: una volta che avete ottenuto uno di quegli obiettivi che cambiano a seconda del periodo (secessione, devolution, federalismo etc) come intendete organizzarvi?
    Io dove governa la Lega vedo tanta Italia ma poca “Mitteleuropa”, un termine che avete abbandonato da tempo. Come pensate di ricostruire la competitività delle imprese? Tagliando le tasse e aumentando gli sgravi per chi investe? Migliorando le nostre infrastutture? O forse adottando la “pazza idea” del Cavalier B., ovvero sia facendo lavorare la zecca notte e giorno? Eh sì, perché quei 32000€ a cranio bisogna ripagarli. In più ci sono da pagare le pensioni, gli ospedali, le fognature… se le imprese non sono competitive non vendono e se non vendono chiudono. E addio ai soldini delle tasse. O forse seguirà l’esempio della Lombardia di provare a sostituire la base manufatturiera con distese di cantieri e di centri commerciali?
    Di tempo ne avete avuto anche troppo e finora tutto quello che siete riusciti a fare è stato piazzare i vostri uomini in ogni carrozzone pubblico, dalle Province ai Consorzi di Bonifica. Ora che c’è il serio rischio di restare fuori dalla mangiatoia romana (e lo sbarramento del 5% lo avete appoggiato voi leghisti) vi ricordate di federalismo fiscale e devolution. Troppo tardi Zaia, troppo tardi. Neppure i Padani sono così stupidi da continuare a votarvi.

    • mario rossi says:

      …niente da eccepire sulla disfatta della Lega Nord e che sia un partito nè più nè meno di tutti gli altri, ma come pensi di risolvere la crisi ? Dando forse la caccia agli evasori ?? O tagliando lo stato sociale e i dipendenti pubblici ?
      Qualcuno disse in tempi remoti che “Governare l’Italia non è difficile, è inutile !”
      Tanti auguria tutti !

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