Zaia: Cardin ci ripensi e celebri i suoi 91 anni col sì a Palais Lumière

di REDAZIONE

“Pierre Cardin ritorni sui suoi passi, ci ripensi, e celebri oggi il suo 91° compleanno con un grande annuncio: il Palais Lumiere si fara’”. E’ l’invito e, al contempo, il buon compleanno che il Presidente del Veneto, Luca Zaia, rivolge allo stilista francese che nei giorni scorsi ha annunciato il ritiro del progetto per la costruzione della grande torre che sarebbe dovuta sorgere a Marghera.

“Credo che in queste ore – prosegue Zaia – un po’ tutte le parti in causa, a partire dalla Regione, abbiano dimostrato a questo grande imprenditore che ha portato il nome del Veneto nel mondo che ogni sforzo sara’ compiuto affinche’ questo straordinario monumento alla contemporaneita’ si possa realizzare. Un’opera del valore di due miliardi che costituirebbe una grande opportunita’ per il territorio, per i nostri artigiani, per le nostre imprese ma che sarebbe anche un simbolo della ripresa e della rinascita di una terra che la crisi sta avvilendo. Simbolo, come Pierre Cardin, di un Veneto che sa imporsi con le sue idee, la sua qualita’, la sua laboriosita’ e tenacia al cospetto delle economie mondiali”. “Monsieur Cardin, ci ripensi – conclude Zaia – e realizzi il sogno della sua vita: ci aiuti a restituire fiducia negli investitori stranieri, dia fiducia alla sua terra d’origine che, glielo assicuro, e’ pronta a sconfiggere le odiose burocrazie romane per restituire a un grande imprenditore quel che merita”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

22 Comments

  1. monica verdi says:

    Ma chissenefrega? Zaia, facci votare sull’indipendenza del Veneto!!! Solo così qualcuno ti ricorderà, anche se il referendum andrà male. Altrimenti farai la fine di Calderoli, Maroni e Tosi: fra dieci anni non si ricorderà nessuno nemmeno del loro nome!

  2. Trasea Peto says:

    Zaia el xe convinto ke le Venesie le sia na discoteca da sponsorizar e pi robe bauke ke el se inventa, pi contento el xe. Basta ke rive zente e cronpe qualsiasi ratatuya, basta ke i paghe e ke lu se ciape la so parte da PR. La me domanda xe: ma ki xe ke fà le cubiste?

  3. Miki says:

    C’è una cosa che non mi è mai andata giù dell’edilizia postbellica: non si fa una cosa perchè SERVE,che sia l’ufficio del municipio o una torre pendente a Pisa, si fa per dare “lavoro ad artigiani e maestranze del territorio”. Che è esattamente come dire “signora dia il ritalin a suo figlio perchè se no avremo parecchi dipendenti novartis disoccupati”.
    OPS è già così…

  4. mv1297 says:

    Marghera riqualificata con costruzioni ad uso terziario, una piccola Doha (Dubai è esagerata), anche con grattacieli (non da 1000 metri ovviamente)

    Ampliamento dell’aeroporto per un volume maggiore di trasporto. Potenziamento del porto naturale, inglobando un sistema di trasporto terra e mare con adeguati mezzi (metro in primis)

    Venezia, una totale o quasi ristrutturazione dell’originale, abbattimento degli edifici costruiti nell’ultimo secolo (i disastri italioti vanno eliminati), città florida di laboratori e artigianali e piccole botteghe, ristoranti di cucina locale e non, potenziamento delle Università. e via discorrendo

    Il tutto con un occhio particolare all’ambiente, soprattutto laguna e terraferma.

    Questa è la mia visione dopo la rinascita della Repubblica Veneta. Restare nel conservatorismo ad oltranza, ci porterebbe a lungo andare solo miseria e soprattutto la morte definitiva della città più bella del mondo.

    • Miki says:

      Laboratori artigianali e palazzi non sono mai andati daccordo. Fin da quando c’era Lui (e i treni arrivavano in orario..).
      Con un occhio particolare all’ambiente poi suona surreale. Mi scusi ma questo entusiasmo proprio non riesce a coinvolgermi

  5. Enrico says:

    Se da bravi giornalisti fate una telefonata al Comune di Venezia scorpirete che della torre non esiste un progetto, non esistono finanziamenti, non esiste piano industriale, e il terreno su cui dovrebbe nascere non è di Cardin.

  6. Alessandro says:

    Le grandi opere dell’architettura contemporanea, mastodontiche, esagerate, eccessive esprimono noi ed il nostro mondo. I giudizi estetici richiedono, per essere autorevoli, riferimenti a categorie adeguate, altrimenti restano solo legittime espressioni di vago dissenso senza sostanza. Anch’io nutro dubbi sul fatto che un opera, per quanto maestosa come quella, possa portare benefici all’economia. Certamente al prestigio del Veneto sì: basta farsi un giro a Dubai per avvertire una misura della potenza che, in ultima analisi, manifestano questi edifici.

    • Miki says:

      Si ma se per qualcuno Venezia ha bisogno di questa m. per rimanere una delle più belle città del mondo,se non la più bella, forse è meglio perdere un turista del genere che avercelo in mezzo alle pudenda. Come minimo è un cliente del fast food e lascia il bicchiere sul ponte dei sospiri. Oltre ad essere un low spender: vada a Dubai.
      Più viaggiatori (travellers) e meno “turisti” (sightseeing) hanno bisogno le città d’arte della Padania e dell’italia.

      • mv1297 says:

        A me sembra che Lei non sia mai stato a Dubai o in quelle zone. Faccia una ricerca via Internet e quando mi ha trovato un ostello (dico UNO) per zainisti (backpackers), mi faccia un fischio. E Le posso assicurare che a Dubai, per un turista, tutto è caro.
        Mi sembra chiaro e lampante che su un progetto di riqualificazione di Marghera e limitrofi ed una ristrutturazione di Venezia, non solo ci sarebbe lavoro per tanta gente, ma l’obiettivo è proprio di portare gente che spenda, senza tralasciare che chi ha meno possa comunque godere delle nostre bellezze, senza pregiudizi nei loro confronti. Basta organizzare il tutto in modo adeguato al tipo di clientela, con relativi servizi. SOno sicuro che i veneti, una volta indipendenti farebbero della nostra città regina un esempio a livello mondiale in fatto di attrazione ed altro.

        • Miki says:

          Io non so che sindrome di Stendhal le provochi la vista di una torre in vetrocemento a Venezia (ma pure a Brisighella): se riesce a convincermi senza tirare in ballo okkupazione (coop “subappalto del subappalto”) e “orde di turisti” che verrebbero a vederla (perchè non fare anche “Disneyland Venice” allora) è davvero bravo.

  7. Marco Mercanzin says:

    Chissà come mai Zaia non dice nulla delle torri, alte un terzo, che dovevano nascere a Jesolo, e finalmente sanare una situazione alberghiera degli anni 60, bloccate dalla stessa sovraintendenza fatta di burocrati e parassiti ignoranti.
    La torre Cardin andava bene, a Jesolo invece , dove realmente servivano, e con un minor impatto, in un comune già urbanizzato, invece no.
    E dire che anche li ci sarebbero state immediate ricadute occupazionali, sia per l’edilizia, sia per il futuro nel comparto dell’accoglienza turistica.
    Ma si sa, le regole non sono uguali per tutti.

  8. Oneto says:

    Ma la Laguna ha proprio bisogno di quest’altra schifezza?
    Che Cardin faccia invece qualcosa di utile per Venezia. E Zaia pure.

    • mv1297 says:

      Oneto, saranno schifezze per alcuni, ma non per tutti. Respingere in toto qualsiasi moderna architettura sarebbe come dire che quando innalzarono il campanile di San Marco la prima volta, sicuramente all’epoca opera modernissima, avessero fatto una schifezza.
      Per farti un miglior paragone, ti dico che qualsiasi tradizione ha avuto un inizio e quando iniziò, non era certamente una cosa tradizionale ma innovazione.
      Pensaci, se vuoi bene al Veneto, devi saper accettare il mondo anche.

      • Miki says:

        Una volta c’erano i mecenati e si innalzavano opere a gloria di dio (cioè, in soldoni, si facevano non solo belle,ma dovevano migliorare ciò che dio aveva creato-e scusa se è poco)
        Oggi si innalzano a gloria di ligresti o altri simili: forse è quello il grosso problema.

    • Miki says:

      Finalmente è stato detto!
      (Una bella colata cementosa su Venezia: a chi non piacerebbe!?)

      Fosse anche in sostituzione dell’area industriale forse,e dico forse si potrebbe pensare q.c. di meglio

      • mv1297 says:

        L’aeroporto di Venezia, peraltro bello dal punto di vista della comodità (non essendo un pachiderma), lo hanno tappezzato di mattoni a faccia vista. Beh, se il cemento fa proprio schifo, ci possono essere altre soluzioni, ma indubbiamente uno skyline di edifici anche di livello basso (si veda Doha e non Dubai) sulla laguna, non farebbe altro che arricchire l’insieme ed il contrasto antico-moderno, darebbe valore ad entrambi. Mi dica, a casa sua ha tutto mobilio moderno o tutto antico? La loro combinazione ed uso, li rende compatibilissimi, questione di saper amalgamare il tutto.
        Ed aggiungo. Il Ponte della Libertà, costruito in tempi moderni e non certo serenissimi, cosa dobbiamo fargli? Abbatterlo ed usare vaporetti fra la terraferma ed il piazzale Roma (nome peraltro da sostituire)? Ma dai, non siamo ridicoli, costringendoci a fare paragoni banali.
        L’architettura, se ben fatta, porta benessere. Aver paura della modernità sarebbe dirti va a cavallo o in gondola, invece di usare auto e vaporetti.

        • Miki says:

          Ma per quale perversa ragione VENEZIA deve copiare da Dubai (!) e non,casomai, il contrario? Va bene il mondo alla rovescia, però esageruma nen

  9. Gian says:

    Ma quale Monsieur Cardin? In realtà l’è el sior Piero Cardin!
    Già questo la dice tutta su quanto gliene freghi della sua terra. Per il resto il vater di cristallo sarà anche un’occasione di lavoro e di sghei come dice Zaia, ma fa schifo e sarebbe solo un’altra mostruosità piantata nel cuore di quella che era la pianura più bella del mondo: a Milano un cesso chiamato expo a venezia un vater chiamato torre della luce… perchè i padani si uniformano verso il basso?

    • Miki says:

      Perchè non gliene frega niente di niente a nessuno. Potrebbero trovare cadaveri di morti ammazzati tutte le mattine andando in ufficio e se ne sbatterebbero. Figurati se si scompongono per l’ennesimo scempio edilizio.
      Reintroduciamo l’ora di educazione civica, ma per i genitori.

      • mv1297 says:

        Purtroppo dimenticate una cosa. Il vero scempio architettonico in Italia inizia con la fine del secondo conflitto mondiale. il motivo? Semplice. Con un paese in ginocchio, peraltro perdente, non poteva certo pensare a come fare i fiocchi alle nuove costruzioni. Poi aggiungiamo la speculazione (parla di padani? vedere cosa hanno fatto in bassitalia) ed il disastro diventa assicurato.
        Un esempio lampante è il Giappone, dove i bombardamenti aerei avevano letteralmente rasato le città. A fine guerra, un governo non poteva stare lì a preoccuparsi di tante normative urbanistiche, ma aveva bisogno di risollevare un popolo distrutto dalla guerra, e lo scempio urbanistico è tuttora visibile. Per non parlare dei materiali ancora in uso….
        Leggersi la Storia aiuterebbe a capire perché certe cose sono successe.
        Ma prima di tutto, prendiamo la sovranità, poi discuteremo sul da farsi.
        Buon lavoro.

  10. Frà says:

    Zaia ha proprio il cervello di un ex pr da discoteca di provincia se crede di poter inoculare fiducia negli investitori stranieri costruendo quella alzata per torte in stile art déco.
    Zaia, prodigati per l’indipendenza del Veneto invece di perdere tempo nella costruzione di dildi di cemento e vetro!

Leave a Comment