Zaia: a Roma non sanno neppure cos’è un capannone

di REDAZIONE

«Andrea Bolla, presidente del Comitato tecnico per il fisco di Confindustria, ha ragione: stiamo tutti sperando che alle tante, troppe parole sulla materia fiscale, il governo faccia seguire i fatti. E che la tanto attesa deducibilità sugli immobili industriali, per mesi annunciata come sicura e che autorevoli membri dell’esecutivo giudicavano elemento irrinunciabile per favorire la timida ripresa attesa a fine anno, diventi una misura stabile all’interno della legge di stabilità». È il commento del Presidente del Veneto, Luca Zaia, alla scomparsa nel decreto Imu della misura che avrebbe dovuto sancire lo sconto fiscale sui capannoni. «La verità è che si naviga a vista e che a Roma non sanno neppure cos’è un capannone. Quella che doveva essere una manovra per abolire una tassa iniqua sulla prima casa e togliere un pò di carico fiscale a chi crea Pil e lavoro, si è risolta – prosegue il governatore veneto – nella promessa di nuovi aumenti di tasse odiose come Ires e Irap e delle accise, che non mancano mai. Il tutto per recuperare qualche centinaio di milioni, quando tutti sappiamo che il governo sta seduto su un tesoro di 30 miliardi immediatamente disponibili se applicasse costi e fabbisogni standard. Ma piuttosto che tagliare le unghie agli spreconi d’ogni regione e colore, si tagliano le risorse alle imprese manifatturiere. Come diceva quel regista? Continuiamo cosi, facciamoci del male…». «Nello stesso tempo si annunciano nuovi metodi per rendere più attrattivi gli investimenti in Italia – conclude Zaia – ma quale attrattività potrà mai avere un Paese con una pressione fiscale sulle imprese che supera ormai il 68 per cento e con burocrazie che rendono la vita impossibile a suon di adempimenti pur di giustificare la propria esistenza in vita?».

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7 Comments

  1. Milziade says:

    A Zaia con il referendum sull’indipendenza è stata data la possibilità di ottemperare con i fatti all’art.1 del suo credo politico, La Lega, su cui ha anche giurato.
    Se continua ad agire da tentenna senza coraggio el va in mona lu e in Veneto anca la Lega, PUNTO.

  2. Adriano Giuliano says:

    A Zaia piace molto la politica italiota, altrimenti avrebbe già detto la verità ai veneti.
    Anche lui è diventato come Galan.
    Chi ha distrutto l’economia veneta sono i politici veneti non roma che pensa solo ad incassare, Zaia e consiglio regionale permettendo.

  3. Lucio Chiavegato says:

    FACCIAMO UN PO’ DI CONTI ….

    Luca Zaia nasce a Conegliano, in provincia di Treviso, il 27 marzo 1968.
    Si iscrive a veterinaria a Parma nel 1987.
    A 18 ANNI APRE LA PARTITA IVA. FA DI TUTTO.
    CAMERIERE, UOMO DELLE PULIZIE, MURATORE, DOCENTE PRIVATO DI CHIMICA, ISTRUTTORE DI EQUITAZIONE, OPERAIO DI UNA IMPRESA PELLAMI, PR DI DISCOTECA E ORGANIZZATORE DI FESTE.
    Per lavoro, si deve avvicinare a casa. Così lascia Baganzola e arriva a Udine, dove si iscrive alla Facoltà di Scienza della Produzione animale. La laurea arriva nel 1993.
    CIOE’ SI LAUREA A 25 ANNI.
    Partecipa con successo a un corso di management tenuto dall’economista Mario Unnia e ottiene un diploma dall’Istituto di formazione assicurativo di Treviso.
    Dal punto di vista formativo, una tappa essenziale è il servizio civile, che assolve nel piccolo Comune di Altivole, in provincia di Treviso, portando i pasti a chi ne ha bisogno casa per casa, facendo con loro periodi di vacanza, lavorando con gli anziani del paese e con alcuni bambini sofferenti. E’ la sua esperienza di formazione alla solidarietà.
    PURE MISSIONARIO!
    Giovanissimo, si iscrive alla LEGA NORD.
    Nel 1993 la sua prima campagna elettorale, Eletto con 61 preferenze, viene nominato capo gruppo.
    25 ANNI…..
    Nel 1995 viene eletto in Consiglio Provinciale a Treviso con 3961 preferenze e diventa assessore provinciale all’agricoltura.
    Nel 1998, con una campagna elettorale in cui la Lega Nord/Liga Veneta si presenta da sola, diventa Presidente della Provincia di Treviso.
    Nel 2005 viene nominato Vice Presidente della Regione Veneto.
    Lascia l’incarico in Regione nel maggio del 2008 per diventare Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

    RIASSUNTO.
    Nasce nel 1968.
    Nel 1986 apre la partita IVA, studia e fa di tutto.
    CAMERIERE, UOMO DELLE PULIZIE, MURATORE, DOCENTE PRIVATO DI CHIMICA, ISTRUTTORE DI EQUITAZIONE, OPERAIO DI UNA IMPRESA PELLAMI, PR DI DISCOTECA E ORGANIZZATORE DI FESTE.
    Nel 1993 si laurea ed ha 25 anni e nel frattempo ha fatto pure il servizio civile portando da mangiare ai poveri ….
    Nel 1993 entra in consiglio comunale,
    Nel 1995 entra in consiglio provinciale a Treviso. (ha 27 anni)
    Nel 1998 diventa presidente della Provincia di Treviso
    Nel 2005 va in Regione Veneto
    Nel 2008 diventa ministro
    Nel 2009 diventa presidente della Regione Veneto.

    Ma quando mai hai lavorato se sono già vent’anni che vivi di politica?

    Un copia incolla di un mio studio fatto al tempo di PRIMA IL VENETO. Tutti i dati li ho raccolti dal suo curriculum vitae pubblicato dal suo sito http://www.lucazaia.it/it/index.php?s=storia

    Adesso fate voi se può sapere cos’è un capannone o il lavoro.
    Per semplicità aiutiamolo.

    Signor Zaia, il capannone è quella cosa che si trova lungo le strade o in ZAI dove spesso c’è scritto VENEDESI O AFFITASI.

  4. Riccardo Pozzi says:

    Roma è in buona compagnia.

  5. daniele quaglia says:

    Ma Zaia sa, per esperienza diretta, cos’è un capannone?
    Ma di che mondo fa parte? Di quello produttivo o di quello politico che tanto biasima e cosa fa di reale per aiutare i Veneti che producono?
    Basta forse il solito slogan “Prima il Veneto”?

    • Antonio says:

      solo slogan e basta…in 3 anni non è stato fatto nulla. Non l’abbiamo votato per fare qualche taglio di spesa o per rioriganizzare qualche ente, ma per avviare un percorso di forte autonomia (alla catalana o in stile SVP) che ci potesse condurre un giorno all’indipendenza. E dopo aver preso addirittura il 35% dei voti addirittura i vertici regionali del suo partito diventano improvvisamente italianisti e anti-venetisti. Una delusione totale, che da parte mia avrà come conseguenza il fatto che non li voterò mai più.

  6. Francesco says:

    Zaia invece non sa nemmeno ottenere un risultato che sia uno per il Veneto e la sua gente…
    Gli slagan, e le minacce a vuoto (mai attuate per altro) invece non mancano mai…

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