Yulia Tymoshenko ora rischia l’ergastolo per omicidio

di REDAZIONE

E adesso Yulia Tymoshenko rischia addirittura l’ergastolo. L’ex primo ministro ucraino, che in carcere sconta già una pena a sette anni per abuso di potere in merito a contratti per la fornitura di gas firmati nel 2009 con la Russia a condizioni non vantaggiose per il suo Paese, è stata formalmente accusata dai magistrati di aver organizzato l’omicidio del parlamentare Yevgen Shcherban e di sua moglie nel 1996. Lo ha annunciato il procuratore generale Viktor Pshonka, affermando che “il materiale raccolto durante le indagini prova che Timoshenko ha veramente ordinato l’omicidio assieme a Pavlo Lazarenko”, premier all’epoca dei fatti. Secondo i pm, Timoshenko e Lazarenko avrebbero pagato i killer 2,8 milioni di dollari. In dettaglio, Tymoshenko 2,3 milioni, Lazarenko 500 mila.

Yevghen Shcherban, deputato del partito liberale e imprenditore, fu assassinato a colpi di pistola al suo arrivo all’aeroporto di Donetsk a bordo del suo jet privato. I killer si avvicinarono all’aereo su un’auto e aprirono il fuoco uccidendo anche la moglie di Sherban e due membri dell’equipaggio. Il deputato dapprima riuscì a sfuggire ai colpi, ma fu raggiunto dai proiettili degli assalitori mentre cercava di fuggire verso la sua auto. Tre uomini, gli occhi nascosti da occhiali da sole, lo finirono poi a bruciapelo.

Nell’aprile del 2003, la corte d’appello di Luhansk ha condannato all’ergastolo Vadim Bolotskikh, considerato uno degli esecutori materiali dell’assassinio. Il figlio di Yevghen Shcherban, Ruslan, l’anno scorso fece sapere di aver girato alla procura documenti che inchioderebbero Timoshenko e Lazarenko come mandanti dell’omicidio del padre. I due ex alleati politici hanno sempre negato il loro coinvolgimento nel caso. All’epoca dell’omicidio, Tymoshenko dirigeva un’azienda del settore energetico, come pure Lazarenko, di fatto detenendo il monopolio della distribuzione del gas. Secondo l’accusa, i due vollero la morte di Shcherban perché il deputato si opponeva allo strapotere dei due nel settore.

Fiera oppositrice del presidente Viktor Yanukovich, la Timoshenko, i suoi sostenitori e molti governi occidentali, Ue compresa, considerano tali traversie giudiziarie una persecuzione politica. Tra i guai di Yulia con la giustizia, anche un processo per evasione fiscale, aggiornato al 12 febbraio a causa delle condizioni di salute dell’imputata, giudicate “critiche” dall’avvocato difensore Sergei Vlasenko. Quando la corte ha annunciato il rinvio, i supporter di Yulia hanno urlato: “Vergogna, torturatori!”.

Ricoverata all’ospedale di Kharkiv dallo scorso maggio per problemi alla schiena, un’ernia del disco, Yulia Tymoshenko vive nell’unica camera dotata di impianto di videosorveglianza. Per protesta, l’ex premier ucraino va a dormire nel locale docce della struttura. “Continua a protestare andando nelle docce. Quando io ci sono andato, pensavo fosse morta. Non mi riconosceva e non ha avuto reazioni per due minuti”, ha raccontato l’avvocato Vlasenko. Oggi tre parlamentari ucraine di Batkivshchina, il partito di Tymoshenko, che ieri avevano sfidato le autorità rifiutandosi di lasciare la sua camera d’ospedale, sono state portate via “con la forza” dalle autorità.

Yulia Tymoshenko nega ogni addebito e afferma di essere perseguitata dal presidente Yanukovich, che vorrebbe farle pagare il ruolo di leader della protesta nota come “rivoluzione arancione” del 2004: quel movimento fece fallire la sua prima corsa alla presidenza. Perse le elezioni presidenziali proprio contro Yanukovich nel febbraio del 2010, Yulia Tymoshenko si è ritrovata subito accusata di abuso di potere per i contratti per la fornitura di gas stipulati da primo ministro con la Russia nel 2009. Il processo per evasione fiscale è invece relativo a vicende risalenti agli anni Novanta, quando la Tymoshenko era alla guida della compagnia energetica.

Fonte originale: www.repubblica.it

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

One Comment

  1. caterina says:

    a parte eventuali azioni di solidarietà internazionale (non so se i radicali si siano mossi) la soluzione di questa brutta vicenda dovrebbe essere richiesta dalla UE, dal momento che l’Ucraina vuol entrarci…
    certo che il regime russo ha fatto scuola!

Leave a Comment