Yes PODEMO: una associazione per l’autodeterminazione dei Veneti

yespodemo3di Nicola Busin – Nel suo saluto iniziale al convegno di presentazione dell’associazione Yespodemo, da parte del Sindaco di Schio Valter Orsi, il primo cittadino ha evidenziato le sempre maggiori difficoltà a gestire il bilancio comunale dato che lo stato centrale prende tutto e lascia ben poco, addirittura incassa sempre più tasse locali creando seri problemi alle amministrazioni comunali per gestire le semplici incombenze e di fatto non consente investimenti strutturali. In pratica ci si alza ogni mattina con l’incubo che i burocrati romani del ministero delle finanze e dell’economia abbiano escogitato qualche nuovo espediente per raggranellare dalle amministrazioni locali altri soldi per lo stato.

All’intervento del sindaco di Schio è seguita la presentazione del convegno da parte di Ruggero Zigliotto, che è presidente di questa associazione Yespodemo, associazione di tipo culturale apartitica che ha appunto l’obiettivo di sensibilizzare non solo i politici ma tutti i Veneti di questa opportunità che poi diviene necessità legata all’autodeterminazione dei popoli, nel nostro caso del popolo Veneto. Nota Zigliotto la caratteristica particolare di questa associazione che sta proprio nel nome in cui è presente il classico YES inglese con un’idea internazionale, coniugato con il classico PODEMO in lingua Veneta, il SI POSSIAMO decidere il nostro futuro di Veneti. Evidenzia che la scelta della città di Schio per questo primo evento è legata alla presenza di una amministrazione comunale retta da una Lista Civica.
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Il primo relatore il prof. Andrea FAVARO, che ha fatto parte della commissione regionale istituita nel 2014 per predisporre la legge regionale n. 16/2014 per indire il referendum per l’indipendenza del popolo veneto, ha evidenziato il distinguo tra lo strumento del diritto e il fine della politica. Lo strumento fornisce i mezzi che la politica può scegliere di utilizzare. Ha sottolineato che nel diritto interno è ammessa almeno dal 2006 la più ampia libertà di espressione ai cittadini in ordine al loro parere circa l’opportunità, coerenza, giustificazione, di uno stato nazionale e anche circa la possibilità di esprimersi optando per un ordinamento diverso (e pure contrario) da quello oggi vigente. In secondo luogo, il diritto internazionale ha riconosciuto anche tramite pareri recenti della Corte Internazionale di Giustizia che l’autodeterminazione di un popolo non può essere negata dal diritto internazionale stesso e anzi deve da questo essere ritenuta garantita ed ha citato in particolare il recente caso del Kosovo. In pratica per Favaro Il referendum è sicuramente un istituto del diritto atto a far emergere una eventuale volontà espressa da una comunità. La Corte Costituzionale italiana che ha vietato il referendum per l’indipendenza del popolo Veneto ha fatto una scelta politica non tanto giuridica.

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Successivamente è intervenuto Luca Polo che è il rappresentante per il Veneto di ICEC, organizzazione europea, acronimo di “L’International Commission of European Citizens”, che è il coordinamento internazionale dei popoli senza stato d’Europa, con forma giuridica definitiva di ONG con sede a Bruxelles. L’intervento di Polo ha catturato in modo particolare l’interesse della platea. Polo ha evidenziato che il simbolo della ‘recente’ virata separatista intrapresa dalla Catalogna si concretizzò nel 2009, quando il piccolo comune di Arenys de Munt, nella provincia del capoluogo catalano, istituì un referendum non vincolante sulla propria autodeterminazione. Nonostante la consultazione non avesse alcuna valenza giuridica, ne nacque una forte polemica che però diventò virale e l’esempio della cittadina venne seguito, nei due anni successivi, da altre 554 realtà tra villaggi e grandi centri urbani, tra cui anche Barcellona.

Il presidente di API industria Flavio Lorenzin ha fatto il triste punto sulla situazione economica Veneta evidenziando in particolare la chiusura di circa 22.000 ditte dal 2009 ad oggi. Il sistema bancario e finanziario ha preferito salvare le aziende medie e grandi facendo in pratica ricadere sulle piccole tutto il carico della crisi. Gli iscritti di API industria non hanno certo paura dei cambiamenti perché ogni cambiamento offre nuove opportunità e l’idea dell’indipendenza per il Veneto può dare nuove opportunità al tessuto produttivo regionale.

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Il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti ricordando l’iter che ha portato all’approvazione della legge regionale per l’indipendenza del Veneto poi bocciata dalla Corte Costituzionale ha fatto presente che il rapporto tra il Consiglio Regionale e lo stato centrale è di base conflittuale in quanto anche recentemente il Parlamento italiano ha approvato leggi e norme a favore di un insensato accentramento del potere. A Parere di Ciambetti i funzionari ministeriali romani vedono la richiesta di indipendenza solo sotto un profilo economico in quanto Roma non potrebbe contare sui 20 miliardi offerti dai Veneti. Fa presente che la Regione sta valutando di ricorrere contro la sentenza della Corte Costituzionale: certo è, diciamo noi, che non appare una priorità dato che la sentenza porta la data del 28 aprile 2015.

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Il Consigliere regionale del M5S Simone Scarabel inizia il suo intervento precisando di parlare a titolo personale. Fa presente data la sua giovane età di 33 anni che sempre più giovani dovrebbero avvicinarsi alla politica considerato che il futuro non è dei settantenni. In questo caso dimentica che Renzi è diventato presidente del Consiglio a 39 anni, che la Boschi ha poco più di 30 anni e che certo la giovane età non è un requisito per fare buona politica. Si dichiara veneto, italiano e uomo internazionale perché è così che vanno i tempi moderni. Certo in Scarabel ha vinto l’idea di Massimo D’Azeglio “fatta l’Italia ora facciamo gli italiani” dimenticando che questa folle idea prevedeva l’annientamento degli splendidi popoli che vivevano nella penisola. Fortunatamente i popoli sono ancora vivi in particolare il popolo Veneto che sempre più si rende conto della barbarie perpetrata nei sui confronti. Scarabel forse dimentica che il veneziano Marco Polo non era italiano ma nonostante questo risulta ancor oggi uno degli uomini più internazionali che siano esistiti, internazionalità che è proprio nel DNA dei Veneti. L’italianità è del tutto inutile ed è di fatto una barbarie per i concetti prima espressi. Scarabel auspica come tutti nel suo partito la possibilità del voto elettronico cosi la popolazione potrebbe velocemente esprimersi su tante scelte.

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Tocca poi alla deputata del PD Simonetta Rubinato, incredibile eccezione all’interno del suo nazional partito. La Rubinato condivide la necessità di dare maggiore autonomia alle varie aree geografiche italiane, evidenzia che la sua scelta sul tipo di stato nato nell’800 sarebbe ricaduta sull’idea di Cattaneo con previsione di una federazione di stati anziché uno stato unitario “unico e indivisibile”. Purtroppo la Rubinato dimentica di dire che il suo nazional partito anche a livello regionale ha bocciato ogni richiesta di referendum sia per l’indipendenza sia per l’autonomia dei Veneti e che alla prova dei fatti vuole solo accentrare il potere a Roma. Forse converrebbe dire alla deputata che ha sbagliato partito o forse con un po’ di cattiveria che è la voce interna al partito per tenere calmi gli animi degli iscritti e simpatizzanti animati da simpatie indipendentiste.

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Il deputato Filippo Busin della Lega Nord condivide dalla sua cultura liberale l’idea di dare la possibilità ai popoli di decidere di quale governo dotarsi ed è quindi favorevole all’autodeterminazione del popolo Veneto. Da capire in questo caso come si muova il suo partito, con un segretario nazionale, Salvini, che desidera diventare il futuro presidente del Consiglio italiano, che va a dire a destra e a manca che qui l’Italia si salva tutta o non si salva nessuno. A dire il vero in più occasioni Salvini si è dichiarato favorevole al referendum per l’indipendenza del Veneto: chissà che da Presidente del Consiglio romano ce lo conceda, ma i dubbi sono legittimi. Aggiungiamo che in una recente intervista il nuovo segretario della Liga Veneta, Da Re, auspica un importante incarico nel governo romano di Luca Zaia: ma la questione Veneta dov’è andata a finire?

Antonio Guadagnini neo consigliere regionale e molto vicino all’associazione YesPodemo evidenzia che in fondo le parole autodeterminazione, indipendenza e autonomia sono dei sinonimi, è solo lo stato italiano che con le autonomie regionali concesse ad alcune regioni su varie questioni ha travisato il concetto iniziale. Ha fatto presente la dubbia attendibilità della frase inserita nella carta costituzionale “Italia una e indivisibile” ricordando come questo “dogma” sia già stato disatteso nella questione di Trieste. Sta di fatto che qui cominciano a sorgere dei dubbi, in verità parlare di autonomia e di indipendenza non è la stessa cosa. Guadagnini è stato eletto in una lista dal nome “Indipendenza noi Veneto” e non certo “Autonomia Noi Veneto” che suona in modo diverso: che sia la premessa per suonare un’altra musica?

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Bell’intervento del dr. Alessandro Mocellin, giovane ma con una forte passione per ridare dignità al popolo Veneto che da troppo tempo è considerato per gli aspetti negativi. Fa una carrellata dell’eccelsa storia della Serenissima Repubblica, terra di libertà e giustizia in un mondo comandato dalle monarchie. Richiama alcune eccellenze Venete a tutti i livelli in particolare culturale con la prima donna al mondo laureata, Elena Lucrezia Cornaro: era il 1678. Fa presente che il suo studio sulla grammatica della lingua Veneta, nonostante varie richieste alle università e a vari enti, sarà pubblicata a cura di un’università tedesca, per dire della sensibilità istituzionale alla lingua veneta.

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Infine con molto interesse e trepidazione è stato accolto l’intervento del prof. Carlo Lottieri, insigne docente universitario, scrittore, giornalista, fine pensatore che da sempre ha sposato la causa libertaria. Per Lottieri i Veneti hanno tutto il diritto di esprimersi con un referendum e di decidere il proprio futuro. Il libertarismo è ormai uno degli orientamenti fondamentali della filosofia politica contemporanea. Quanti si collocano entro questo filone di pensiero auspicano la creazione di un ordine politico libero da ogni coercizione.
La tesi libertaria è infatti che lo Stato è intrinsecamente illegittimo, dal momento che aggredisce i diritti dell’individuo imponendo tasse e norme di vita. Tassazione tra l’altro che vede i Veneti costretti a donare 20 miliardi l’anno a fini solidaristici ma di fatto incremento al parassitismo.
L’analisi di Carlo Lottieri evidenzia l’assurdità di uno stato che di fatto vieta la possibilità di referendum su questioni economiche ed internazionali. I cittadini dovrebbero avere molte più possibilità di esprimersi in varie occasioni e su tutti i temi, in pratica ora il potere non è nelle mani del popolo ma della casta. L’auspicio è quindi quello di continuare a lottare e questa associazione Yespodemo nasce con ottimi auspici perché va verso una richiesta di maggiore libertà.
Per gentile concessione dell’autore – http://www.dirittodivoto.org/dblog/articolo.asp?articolo=604

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3 Comments

  1. caterina says:

    certo che “podemo”, tant’è vero che l’abbiamo già fatto!…
    e tutti questi politici ed oratori dov’erano nella primavera del 2014?… duemilionitracentomilaepassa Veneti hanno già detto SI all’indipendenza, risultati con doppia certificazione, tecnica e politica internazionale… se poi perché ai politici nostrani e italiani non gli fa comodo, beh… campa cavallo, a loro non farà mai comodo perché hanno sempre modo di riempire tasca e pancia… così il discorso secondo loro deve ripartire sempre daccapo sennò gli viene meno l’argomento base della loro visibilità… veneti che tradiscono o vendono i veneti, è la vecchia storia delle nostre sconfitte…
    per fortuna carte cantano ed oggi sono alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, ma intanto, nell’attesa del verdetto che come sempre dalle burocrazie si fa attendere, c’è qui chi lavora concretamente per creare le basi della nuova Repubblica Veneta, indipendente e sovrana… fate un sforzo che dato che è silenzioso non vi costa niente, andate sul sito di Plebiscito.eu e sostenete anche voi via mail l’azione a Strasburgo…. il resto è interessante ma solo per chi ha bisogno di concretezza per andare avanti…

  2. Fil de fer says:

    Se si scriveva … SI PODEMO….. era troppo Veneto ????
    Anche qui la presunzione esterofila imperversa nelle menti spente !!!!

  3. Giancarlo says:

    A questi politici ” italioti” credo poco. Molto poco.
    Staremo a vedere se questa associazione sarà coerente con le enunciazioni fatte.
    Sta di fatto che se avessimo in Regione Veneto dei veri Veneti con le palle e non con le mani sempre tese verso roma per avere delle briciole, allora potrei anche crederci.
    Dovranno darsi da fare molto penso perché convincere i Veneti che fanno sul serio, in quanto i Veneti ormai sono tutti disincantati e se qualcuno manca ancora nel prendere atto del disastro prossimo futuro, allora vuol dire che spera ancora di poter ” ciuciar qualcossa da roma”…..
    Qui mancano gli imprenditori che non hanno ancora capito che se non fanno anche loro qualcosa per il Veneto diventeranno loro stessi vittime di sé stessi !! Quindi agire e con determinatezza !!
    Ma, dico io, solo l’indipendenza potrà salvarci nient’altro !!
    WSM

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