Wsj: la stabilità dell’Italia rischia di essere un cimitero

di FABRIZIO DAL COL

Il Wall Street  Journal, in un articolo pubblicato ieri in prima pagina, si chiede: “ l’Italia rischia di arrivare a una stabilità simile a quella di un cimitero”?  Se gli italiani leggessero la stampa estera,  invece di quella italiana foraggiata dal finanziamento pubblico, forse dei politici che conosciamo oggi non ci sarebbe più traccia. Ma come invece sappiamo, una buona parte della stampa nazionale preferisce rimanere attaccata alla tetta di mamma Stato, e continuare pure a spacciarsi per  azienda imprenditoriale. Bella forza fare impresa col minimo rischio, e siccome grazie al foraggio di Stato possono ancora  continuare a limitare il rischio, ecco che la trasparenza e le vere notizie spariscono.

La stampa anglosassone e americana ci va invece nozze, e così addio anche alla tanto decantata credibilità. E poi, come si può continuare a riempirsi la bocca con la parola credibilità, quando da alcuni servizi televisivi siamo venuti a conoscenza che il premier Letta risulta essere un nullatenente? Tant’è, ma nel frattempo, l’Italia invece di avere un minimo di sussulto di orgoglio, preferisce continuare a chiacchierare dell’approvazione dei decreti legislativi, che come sappiamo, se non sono prima approvati dalle due camere, diventano inutili e finiscono col seminare incertezze e zizzania a destra e a manca. Intanto, il  Wall Street  Journal, nell’articolo in questione ci ricorda che Letta intende tenere insieme il governo fino a quando l’Italia non avrà completato la sua presidenza  di turno  dell’Unione Europea, ovvero fino alla fine della prima metà del 2015. Eppure, si chiede sempre il WSJ, molti principali imprenditori italiani considerano seriamente allarmanti le prospettive di altri 18 mesi di governo Letta. Anche i ministri, ora  riconoscono in privato, che il bilancio per il 2014 è stato deludente: dopo la disputa nella coalizione, sono stati previsti  nel prossimo anno solo € 2,5 Mld di tagli alla spesa su un totale di spesa pubblica complessiva di € 810 Mld, e che tale taglio dovrebbe finanziare la riduzione delle tasse. € 1,2 Mld, saranno invece risparmiati attraverso il nuovo piano di privatizzazione e dismissione annunciato la scorsa settimana. Anche in questo caso, è sufficiente guardare a questo bilanci,  per capire che la parola credibilità diventa un ossimoro. Come spiega il WSJ, Letta, come il suo predecessore,  l’ex primo ministro Mario Monti, ha mostrato un evidente zelo di riformatore, ma ben presto ha dovuto insabbiarlo in quanto paralizzato dall’ opposizione politica, sia dentro che fuori il Parlamento.

Questo è preoccupante perché l’Italia è l’unico fra i paesi dell’Europa meridionale a non aver visto alcun miglioramento significativo della sua posizione sulla competitività sin dall’inizio della crisi finanziaria globale, osserva Gilles Moec, economista di Deutsche Bank. “La produttività totale dei fattori è diminuita dal 2008. I costi unitari non sono diminuiti, la redditività delle imprese è peggiorata e l’andamento delle esportazioni italiane non ha  permesso di raccogliere molto”.  Diversamente dalla stampa nazionale, il WSJ va a fondo della questione e mette il dito sulla vera piaga italiana, ovvero sostiene che identificare i tagli sarebbe facile, ciò che ritiene essere difficile è affrontare gli interessi tra sindacati e datori di lavoro, che hanno bloccato gli sforzi precedenti alla riforma del sistema giudiziario, e le regole del lavoro e della pubblica amministrazione, che sono tra i principali ostacoli alla crescita. E molti dubbi il giornale economico continua a manifestarli nonostante l’influenza di Berlusconi sia ora diminuita, ed è convinto che Letta non sarà in grado di unire i due poli della sua coalizione dietro un programma di riforme di ampio respiro.

Altro ostacolo da superare, sempre secondo il WSJ, è l’autocompiacimento senza risultato. Infatti, i recenti sforzi per revisionare l’economia, rischiano ora una battuta d’arresto, nonostante l’intervento della Banca centrale europea abbia allentato la pressione del mercato finanziario. Finché la BCE mantiene gli oneri finanziari bassi e il governo continua a eseguire un avanzo di bilancio primario, il mercato può continuare a giudicare il debito italiano sostenibile, anche se la competitività del paese, a lungo termine, continuerà ad essere erosa. Concludendo, il WSJ sostiene di non meravigliarsi, se molti italiani temono che la stabilità del signor Letta, si riveli essere la stabilità del cimitero.

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3 Comments

  1. barbara says:

    come si fa ancora a credere che se si tagliasse la spesa pubblica automaticamente si deve abbassare la pressione fiscale?
    Innanzitutto, non è mai successo nonostante i tagli riconfermati ad ogni manovra NEGLI ULTIMI VENTI ANNI perché CE LO CHIEDE L’EUROPA.

    Non è che il trattato di maachstricht c’entri qualcosa? Come mai il credibile WSJ non menziona minimamente quei trattati come il FISCAL COMPACT?

    Poi, l’opposizione durante il gov MONTI e questo di Letta, dove l’avete vista?

    Per quanto riguarda la spesa pubblica, è proprio necessario capire quale si intende.
    Per adesso, la sanità è il comparto più colpito, MAI le spese MILITARI, delle grandi opere inutili per esempio.

    Auguro davvero ai sostenitori del taglio alla spesa pubblica intesa come servizio al cittadino (DAVVERO ridicoli già adesso a fronte degli esborsi) di non aver mai bisogno di un pronto soccorso vicino.

    Piuttosto, come mai gli stessi sostenitori del taglio ai servizi dei cittadini non mettono sotto accusa GLI INTERESSI sul debito pubblico?
    Forse perché le banche sono troppo amiche?

  2. Me par justo: on çimetero de li parasidi e de li privilexà!
    Mi ghe metaria anca i forni a gas e a legna par bruxar tuto ke no reste gnanca na fregola de ste bestie onte.

  3. BRUNO DOLFINI says:

    IL VENTO DEL NORD (………….)
    SIAMO ALLA FAME E LO SPETTRO DELLE ARMI
    COMPARE ALL’ORIZZONTE. L’ITALIA SARA’
    SICURAMENTE UN CIMITERO PIENO DI CROCI,
    DI POVERE CROCI DI LEGNO.
    IL GOVERNO CI RIEMPIE DI BALLE A NON FINIRE
    E TRA LE PIU’ GRAN BALLE VI E’ QUELLA TANTO
    DECANTATA DELLA SOLIDITA’ DEL NOSTRO
    SISTEMA BANCARIO : IL SISTEMA BANCARIO STA’
    IN PIEDI IN APPARENZA ,MA E’ IN REALTA’ UNA
    CONDIZIONE DI BLOCCO . IL DENARO NON PUO’
    ESSERE MESSO IN MOVIMENTO PERCHE’ E’ IL
    DENARO DI PICCOLI E PICCOLISSIMI RISPARMIA-
    TORI CHE NON POSSONO INVESTIRE IN NESSUN
    MODO. TUTTO E’ FERMO,IL DENARO NON
    CIRCOLA E NON PRODUCE NIENTE .
    DICEVANO I VECCHI .— IL DENARO IN CASSA E’
    COME IL LETAME IN” MASA” (CIOE’ AMMASSATO).
    SE IL LETAME NON VIENE SPARSO SUI CAMPI,
    MA LO SI LASCIA AMMASSATO,NON CONCIMA
    LA TERRA E NON CRESCE NIENTE !!!
    CI CIBIAMO DI BALLE E FINIREMO PER MORIRE
    DI STENTI !!!
    Saluti.

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