Washington Post: Italia incosciente, ventre molle immigrazione. E il papa ci mette del suo

immigrazione-sbarchi-22-aprile-2014di IRENE FRANCESCONI GALLI

“Italy opens a back door”, scriveva il il Washington Post. In altre parole, Italia stato aperto e svaccato verso l’immigrazione, con il beneplacito vaticano. Ricordate questa uscita del noto quotidiano oltreoceano? Sono passi tre anni e mezzo circa e tutto è confermato. Il papa infatti sprona una delle politiche più solidaristiche d’accoglienza di tutta Europa.

Lo Stato italiano mette in atto una politica tipica di “una nazione che, spronata dalle parole di Papa Francesco, ha adottato una delle politiche più progressiste al mondo in materia di immigrazione”. Italia quindi “lassista” Una politica che i critici definiscono “lassista” e che solleva preoccupazioni anche sul fronte dell’arrivo sul suolo europeo di criminali e terroristi.

“L’Europa – scrive ancora il Wp – sta affrontando le conseguenze di conflitti sempre più grandi che provocano un’ondata di migranti senza precedenti da Siria, Iraq, Libia, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Ucraina”. E al “ground zero” c’è l’Italia, “la più grande porta di ingresso dei migranti in Europa”, tanto che si contano  119.839 persone arrivate sulle sue coste da inizio 2014, scrive il Wp, ovvero il doppio rispetto allo scorso anno (2014 su 2013, ndr).

Ma c’è anche dello stupore perché una volta, si legge sul quotidiano, l’Italia respingeva i migranti clandestini. Poi è arrivato Mare nostrum e la musica è cambiata. “Strategia molto più tollerante inaugurata con la strage dei 500 migranti morti a Lampedusa e dopo la visita del papa sull’isola”.

E così, “il governo italiano spende oltre 12 milioni di dollari al mese per intercettare i barconi di migranti e per le operazioni di salvataggio dei fuggitivi, che vengono poi sistemati in centri di accoglienza”. Bingo.

 

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2 Comments

  1. caterina says:

    perché non si restituisce Roma al Papa e che s’arrangi?… gli abbiamo tolto il suo territorio pensando di rifondare l’impero con una superficialità spaventosa di cui continuiamo a pagare il prezzo…
    Ciascuno stato preunitario sarebbe meglio che pensasse a se stesso… basta con l’alibi di riversare tutto su Roma… che non è Italia ma è papalina, dopo essere stata capitale di un impero… ci penserà poi il papa a distribuire i nuovi arrivi in tutto il mondo dove ha i suoi rappresentanti… così la finisce di riversarli presso le opere pie nostrane che ne hanno abbastanza di poveri soli e bisognosi a cui pensare…
    Non è egoismo ma è ritorno al senso pratico abbandonando visioni mondialiste velleitarie e massoniche… e la falsa concezione di uno stato che pensa a tutto… sì, a se stesso pensa e ai suoi servitori/padroni… il resto, che siamo noi, zavorra!

  2. Paolo says:

    Con il debito pubblico che sale, con i giovani che se ne vanno. La vedo dura per questo paese fra una ventina d’anni!

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