Walesa: aggredire la Russia. Intanto l’Ucraina onora chi combattè con Hitler

di GIOVANNI POLLIucraina

Nessuno se ne sta accorgendo, ma fuori dai confini dell’italietta l’opzione “Terza guerra mondiale” è sempre più presente nei dibattiti. Mentre il teatrino italico si balocca come al solito tra la solita propaganda di governo e quella di opposizione, anche se con con l’intermezzo di fatti tragici che interrompono la monotonia dei discorsi da bar sport, la geopolitica mondiale continua a scricchiolare in modo molto sinistro. Se non fosse stato per Giulietto Chiesa e la sua controinformazione, per esempio, non si sarebbe accorto nessuno che un premio Nobel per la Pace ed ex presidente di uno Stato ora nell’orbita statunitense ha proposto di inviare qualche missile nucleare in Russia per piegare il suo presidente Putin.

L’ultima di Walesa
L’ex presidente polacco nonché ex leader di Solidarnosc Lech Walesa ha infatti dichiarato ad un magazine ucraino, riportato dall’International Business Time, che l’Occidente dovrebbe frenare quella che chiama “l’aggressione russa” anche “inviando missili nucleari”.

“E’ importante mostrare loro che le abbiamo, e che sono migliori di quelle russe”, ha detto testualmente il Nobel per la Pace. Insomma, se l’Isis (qualunque cosa sia) imperversa, non per questo ci si deve dimenticare del sostegno militare statunitense al regime di Kiev. E le parole di Walesa, per quanto il personaggio possa essere ormai considerato marginale, per il fatto che provengono da un grande protagonista dell’ultima fase della Guerra Fredda nonché della prima fase del Dopo Muro, dovrebbero quantomeno essere ascoltate con una certa preoccupazione.
Questo però è un momento in cui l’Ucraina, per quanto le notizie o non passino o passano in sordina,  sta ritornando prepotentemente alla ribalta.
Tecnicamente fallita per Standard & Poor’s, che ha degradato il suo debito in valuta estera a CCC, pochissimi giorni fa ha fatto scalpore la legge approvata a Kiev che equipara nazismo e comunismo, proibendo, almeno in teoria, la propaganda di entrambe le ideologie.

Sul fronte economico l’agenzia di rating ha ridotto la valutazione di lungo termine del Paese a CC, dal precedente livello CCC-. “Il downgrade – spiega una nota dell’agenzia – riflette l’aspettativa che il default del debito in valuta estera sia virtualmente certo”.

Su quello politico, la legge approvata vieta invece l’uso di simboli e la propaganda nazista e comunista. Non sfugge però una “coincidenza”. Mentre i carri armati dell’esercito di Kiev hanno iniziato a violare la tregua ricominciando a bombardare alcune aree del Donbass, ci si avvicina rapidamente al  9 maggio, il giorno della “festività patriottica” che celebra la sconfitta del nazismo ad opera dell’Armata Rossa. Con la nuova legge che proibisce l’esposizione dei simboli ex sovietici, sarebbe quindi impedito  i ai veterani ucraini di sfilare, come sempre è avvenuto, con le medaglie gli ordini ricevuti per la loro partecipazione alla guerra, perché sono pieni dei simboli sovietici, stelle e falce e martello. Tutto questo mentre, al contrario, Kiev ha varato una legge sul riconoscimento dei membri di del cosiddetto Esercito insurrezionale ucraino, che collaborava con Hitler, come “combattenti per la libertà dell’Ucraina”.

Una decisione duramente commentata da Alexander Zakharchenko, primo ministro della della Repubblica Popolare del Donetsk, nata dalla proclamazione di indipendenza dei territori del Donbass ed ora sotto il controllo delle Milizie popolari: “L’approvazione di questa legge rappresenta ancora un tentativo di fomentare la discordia fra la Russia e l’Ucraina. Riconoscere come eroi collaborazionisti UPA non e’ altro che una farsa. Fa ribrezzo questo “evento storico”. “Storico” perché oggi ufficialmente in Ucraina è stata riconosciuta la vittoria dei fascisti”. “Le autorità ucraine – ha concluso la nota di Zakharchenko, diffusa dall’agenzia Dan –  hanno avviato dei processi non reversibili che porteranno alla completa disgregazione del Paese”.

Su tutto questo, l’informazione occidentale, ed in particolare quella italiana, continua a mantenere il più rigoroso silenzio.

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2 Comments

  1. Peppe says:

    Un genoicidio alimentare venne provocato anche da noi occidentali subito dopo la rivoluzione russa, quando ci rifiutammo (Inglesi, Francesi e Americani) di aiutare la Russia se non avesse rinunciato alla propria rivoluzione. E furono milioni di morti anche allora.. Je suis Putin!

  2. Cesare says:

    Ottimo esempio di propaganda putiniana……complimenti Polli !
    Sono perfettamente d’accordo personalmente nell’abiurare e condannare insieme e allo stesso modo i crimini di Hitler e di Stalin….credo che Putin, se solo potesse, soffocherebbe volentieri la voglia di indipendenza e di libertà degli ucraini nel sangue come fece Stalin quando chiuse agli ucraini la possibilità di fuggire dalle carestie tremende che colpirono quelle regioni negli anni 30, provocando di fatto un genocidio di milioni di ucraini chiusi in una trappola mortale da quei sovietici che secondo te, poverini, non avranno più il diritto di sfilare nelle strade di Kiev.
    JE SUIS BORIS NEMTSOV !

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