VUOI UNA ITALIA CHE FUNZIONI COME LA SVIZZERA? INUTILE SPERARE…FIRMA LA PETIZIONE ! INIZIATO ITER REFERENDUM PER LA CONFEDERAZIONE ANCHE IN ITALIA

svizzera

riceviamo e pubblichiamo

 

SI PUO’ BIASIMARE QUESTA IDEA? dopo decine e decine di anni in cui si ascoltano SOLO PROMESSE…
I CITTADINI SI STANNO MOBILITANDO PER CAMBIARE LA FORMA DELLO STATO? SI VUOLE RIPROPORRE IL LEGALE REFERENDUM FATTO NEL 1946.
In Svizzera, i cittadini SONO SOVRANI E DECIDONO ANCHE LEGGI DELLA COSTITUZIONE, in italia subiscono uno stato che non ritengono proprio…
Quindi che fare?
RIPROPORRE UN REFERENDUM IN CUI SI CHIEDE AI CITTADINI (COME FATTO NEL 1946 FRA MONARCHIA E REPUBBLICA)
“Vuoi che l’attuale Repubblica Italiana diventi una Confederazione Italiana di Popoli con Regioni Sovrane? Si o no?”
per questo, semplici cittadini e esponenti di alcuni gruppi da tutta italia, si sono incontrati a Ginevra per siglare LO STATUTO DEL MOVIMENTO FEDERALE, che sarà lo strumento per attuare il Progetto del Referendum Costituzionale
Quindi ora si dovraà depositare una Proposta di Legge in ogni Consiglio Regionale, e supportarlo con mozioni dei Comuni di ogni Nazione Italica
VUOI CHE L’ITALIA DIVENTI COME LA SVIZZERA O ANCHE MEGLIO? LO POSSIAMO FARE…OGGI LO DOBBIAMO FARE!

 

 

VUOI UNA ITALIA CHE FUNZIONA COME LA SVIZZERA? INUTILE SPERARE…FIRMA LA PETIZIONE ! E’ INIZIATO L’ITER CHE CI PORTERA’ AL REFERENDUM PER LA CONFEDERAZIONE ANCHE IN ITALIA

grazie al Diritto di Autodeterminazione dei POPOLI, con una Rete Civica di Cittadini consapevoli, e’ iniziato il percorso per l’attuazione di una Confederazione di Stati/Regione controllata dai cittadini grazie alla Democrazia Diretta

Il resto della petizione

PETIZIONE pro PdL REFERENDUM “Vuoi che l’attuale Repubblica Italiana diventi una Confederazione Italiana di Popoli con Regioni Sovrane? Si o no?” a SUFFRAGIO UNIVERSALE PER LA CONFEDERAZIONE ITALIANA

Qui allegata la Relazione che potra’ essere presentata in ogni Comune come richiesta di Mozione al Sindaco per supporto alla Proposta di Legge in Parlamento e nei Consigli Regionali:

Il presente progetto di legge si rende necessario ed urgente per dare concreto seguito alla volonta’ popolare tradita dal susseguirsi di elezioni non legittime e che hanno prodotto esiti contrari alle indicazioni popolari, oltre a poter essere riconferma del contestato referendum del 2/3 giugno 1946.

Il Popoli Italici, realtà storiche millenarie, vivono attualmente già in alcuni casi, giuridicamente organizzati in regioni in modo sovrano, in precisi ambiti territoriali dove ancor oggi si parlano lingue diverse, si accrescono le differenti culture, si valorizzano le diverse Tradizioni e abitudini collettive, si difendono gli alti valori delle comunità familiari, nelle diverse nazioni, l’attaccamento al lavoro e alla solidarietà, della legalità e della giustizia nella libertà.

Il Popoli Italici giuridicamente riconosciuti tali anche dall’attuale ordinamento positivo italiano invocano e rivendicano il diritto ad una nuova verifica referendaria (di conferma o smentita) a suffragio universale – in modi e forme legali e democratiche (regolate anche da atti o patti internazionalmente concepiti e sottoscritti), come avvenne nel 2 e 3 giugno 1946.

Il Referendum si rende anche necessario per verificare, OGGI, l’adesione all’Italia repubblicana da parte dei Popoli Italici, dal momento che l’esito della interrogazione referendaria, ha dimostrato una scelta poco utile, dimostrando continuo aumento dell’indebitamento pubblico e con l’attuale e perpetua instabilità del paese, prova ne sono il susseguirsi di continue crisi di governoannuali.

Recentemente, con un percorso pacifico, legale e democratico, movimenti politici e sociali in europa, hanno promosso misure di trasformazione dei quadri politici e giuridici in diversi stati , ne risulta sia senza dubbio che le migliori prospettive si colgono negli Stati Federali .

Gli ostacoli interposti da parte delle istituzioni dello Stato Italiano alla richiesta di maggiore autonomia, (come da sempre previsto dall’articolo 5 della Costituzione)  hanno creato le premesse per una evoluzione della volontà di autodeterminazione che oggi si esprime con totale chiarezza sotto il profilo politico, di competenze, finanziario, sociale, culturale e linguistico.

Trattati europei proteggono espressamente i diritti dei popoli, l’esercizio dei diritti di cittadinanza e l’approfondimento democratico come principio; infatti, oggi, altri Popoli europei stanno percorrendo la stessa via pacifica, legale e democratica , alcuni addirittura verso l’indipendenza dagli stati di appartenenza (catalani e scozzesi hanno gia’ fatto molti referendum dimostrando una democrazia senza pari, ma come si addice a paesi democratici al giorno d’oggi).

Ogni decisione delle Istituzioni dei Popoli Italici, deve rispondere alla volontà dei Popoli che esse rappresentano, sì che non sono ipotizzabili decisioni che contrastino con la volontà di quei Popoli, volontà che devono necessariamente essere riconosciute ed interpretate al di là di ogni ragionevole dubbio.

I Consigli regionali costituiscono le Istituzioni che, eletti direttamente a Suffragio Universale dai cittadini, rappresentano oggi i Popoli. Spetta quindi ai Consigli Regionali accertare al di là di ogni ragionevole dubbio la volontà dei Popoli a proposito della propria autodeterminazione in Confederazione come risolutiva forma di stato moderno e democratico. 

La Corte internazionale di Giustizia, pronunciandosi il 22 luglio 2010 a proposito del caso Kosovo, ha chiarito che: “Come risulta dal testo della dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008 e dalle circostanze nelle quali questa è stata adottata, gli autori della dichiarazione non agirono nella loro qualità dì membri dì una delle istituzioni di autogoverno operanti nell’ambito della “cornice costituzionale” ma adottarono tale dichiarazione come individui che agivano di concerto in qualità dì rappresentanti del popolo kosovaro al di fuori della cornice dell ‘amministrazione provvisoria “. Prosegue la Corte: “Nel caso dì specie, non appare accettabile la tesi secondo cui la risoluzione 1244 contenga un divieto di dichiarare l’indipendenza vincolante nei confronti degli autori della dichiarazione di indipendenza; né un tale divieto può essere ricavato dal testo della risoluzione, considerato alla luce del contesto e tenendo conto del suo oggetto e scopo. Poiché la dichiarazione di indipendenza non è stata adottata dalle istituzioni provvisorie di autogoverno né era destinata ad operare nell’ordinamento giuridico all’interno del quale tali istituzioni agivano, ne consegue che gli autori di tale dichiarazione non erano vincolati al rispetto del quadro giuridico che regolava la condotta di queste istituzioni, definendone poteri e responsabilità “. Dunque il Consiglio Regionale di ogni territorio ad oggi riconosciuto internazionalmente come Regione italiana, è chiamato ad accertare – mediante referendum consultivo – la volontà del proprio Popolo su una questione in ordine alla quale il Popolo , attualmente, mai si è pronunciato; all ‘esito della consultazione referendaria, ad agire di conseguenza. È pertanto necessario che la volontà popolare sìa accertata mediante un referendum di carattere consultivo. A ciò si aggiunga anche un ulteriore ordine di considerazioni. La questione va ad incìdere anche su un aspetto estremamente delicato, quello della libertà di manifestazione del pensiero tutelata ad ogni livello e da ogni ordinamento giuridico democratico. Mai deve essere vietato chiedere che la cittadinanza esprima la propria volontà, essendo questa espressione estrinsecazione della libertà di manifestazione del pensiero, a sua volta parte integrante della libertà politica.

Giova, inoltre, ricordare per i diritti di uguaglianza fra i popoli, in alcune parti d’italia, con regioni a cui e’ stata data Autonomia differenziata;

(…)

Al proposito il Capo IV, articolo 25, stabilisce: “I. La legge regionale disciplina i limiti di ammissibilità, il procedimento, le modalità attuative e gli effetti del referendum. Il giudizio sulla ricevibilità e sulla ammissibilità delle richieste di referendum è di competenza della commissione di garanzia statutaria. 2. La legge regionale prevede la garanzia dell’informazione sui referendum indetti assicurando un ‘adeguata attività di comunicazione ai favorevoli e ai contrari al quesito referendario. “. Prosegue lo Statuto all’articolo 27: “1. Il Consiglio regionale può deliberare l’indizione di referendum consultivi delle popolazioni interessate su provvedimenti o proposte di provvedimenti di competenza del Consìglio, quando lo richiedono il Consiglio regionale o cittadini o enti locali, secondo quanto previsto dalla legge regionale. 2. Se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto, il Consìglio è tenuto ad esaminare l’argomento entro novanta giorni dalla proclamazione dei risultati e a motivare le decisioni eventualmente adottate in difformità. “.

Dunque per l’indizione del referendum è necessaria l’approvazione di una legge che ne regolamenti lo svolgimento, determinando – fra l’altro – i quorum costitutivo e deliberativo, le modalità di informazione sul quesito referendario.

La presente Mozione in supporto ad un Progetto di Legge viene presentato nel rispetto sia dell’ordinamento costituzionale italiano sia dell’ordinamento giuridico internazionale al quale, peraltro, quello italiano si conforma (articolo 10 Costituzione). Invitiamo i Consiglieri ad approvare la proposta di legge di seguito estesa.

INDIZIONE DEL REFERENDUM A SUFFRAGIO UNIVERSALE PER LA CONFEDERAZIONE ITALIANA DEI POPOLI ITALICI con quesito :

“Vuoi che l’attuale Repubblica Italiana diventi una Confederazione Italiana di Popoli con Regioni Sovrane? Si o no?”

 

 

Articolo 1 – 1. Il Presidente della Giunta regionale indice un referendum consultivo per conoscere la volontà degli elettori sul seguente quesito:

“Vuoi che l’attuale Repubblica Italiana diventi una Confederazione Italiana di Popoli con Regioni Sovrane? Si o no?”

Articolo 1 – 2. La proposta soggetta a referendum è approvata se alla consultazione partecipa la maggioranza degli aventi diritto e viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Articolo 1 – 3. Hanno diritto di voto tutti i cittadini che, alla data di svolgimento del referendum, hanno compiuto il diciottesimo anno di età e che sono iscritti nelle liste elettorali di un comune compreso nel territorio.

Articolo 1 – 4. Le operazioni di voto si terranno in una domenica compresa tra il novantesimo giorno ed il centottantesimo giorno della data di entrata in vigore della presente legge, dalle ore 7 alle 22. Lo spoglio inizierà alla chiusura delle urne e la comunicazione dei risultati all’ufficio competente presso la Corte d’Appello di ogni regione sarà effettuata al termine delle operazioni di spoglio con le modalità definite dalle procedure indicate dall’articolo seguente.

Articolo 1 – 5. La propaganda, le procedure di voto e la proclamazione ufficiale del risultato relativa allo svolgimento del referendum previsto dalla presente legge saranno disciplinate dalle disposizioni che saranno emanate dalla Giunta regionale di ogni regione entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge nel Bollettino Ufficiale Regionale.

 

Articolo 2. Le facoltà riconosciute dalle disposizioni vigenti ai partiti o gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale ed ai comitati promotori di referendum sono estese anche agli enti e alle associazioni che, operando in Veneto, per la loro opera politica od associativa dichiarata formalmente in atti pubblici o in programmi elettorali accettati dal ministero dell’interno, hanno interesse positivo o negativo verso l’espressione del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione. Tali enti e associazioni sono individuati, a richiesta dei medesimi, con decreto del Presidente del Consiglio regionale del Veneto entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge regionale.

 

Articolo 3. A garanzia della libera e corretta informazione sul referendum indetto, il Consiglio regionale del di ogni regione, assicurerà un’adeguata attività di comunicazione ai favorevoli e ai contrari al quesito referendario, ponendo in essere tutti gli strumenti necessari affinché l’insieme della popolazione e della società civile veneta abbiano tutte le informazioni e le conoscenze accurate per l’esercizio del diritto a decidere, promuovendo la loro partecipazione a tale processo.

 

Articolo 3 – 1. Il Presidente del Consiglio regionale ed il Presidente della Giunta regionale , si attivano, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria

richiamando il dovuto monitoraggio delle procedure di voto al fine di accertare l’effettiva volontà dei Popoli Italici e convalidare l’esito del risultato finale.

Il Presidente del Consiglio regionale ed il Presidente della Giunta regionale, in esecuzione agli accordi internazionalmente ratificati, sono tenuti a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto dei Popoli all’ autodeterminazione.

Articolo 4 . Il Presidente del Consiglio regionale, in caso di esito positivo del referendum, convoca entro dieci giorni dalla proclamazione dei risultati il Consiglio regionale, affinché adotti le conseguenti determinazioni nel pieno rispetto della volontà espressa dal proprio Popolo.

Articolo 5 . La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dello Statuto. Il Presidente della Giunta regionale la promulga entro il giorno successivo alla sua approvazione.

La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

 

 

Firmato

 

Comitato spontaneo Cittadini pro Referendum Confederazione Italiana

Gruppo Comunale Movimento Federale

Per info:

http://www. confederazioneitaliana.eu/ firma-la-petizione…/

MOLTO IMPORTANTE ENTRARE NEL  GRUPPO FACEBOOK :
https://www.facebook.com/ groups/518827135177763/

 

 

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One Comment

  1. Liberi Imprenditori Federalisti Europei says:

    Lo Stato è un sovrano assoluto,il cittadino è suddito.Lo Stato impone tasse, a prescindere dal servizio che rende ai cittadini,non illudetevi, il lavoro viene sfavorito,gli oneri sul costo del lavoro aumentano la disuccupazione,l”evasione è in crescita,la solidarietà è imposta,il benessere è solo dei furbi!!!
    Ferruccio L I F E

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