Voto svizzero. Ma quale destra! E’ federalismo: decidere a casa propria

OLYMPUS DIGITAL CAMERAdi CHIARA BATTISTONI – La Svizzera ha rinnovato Consiglio nazionale (la Camera del Popolo) e Consiglio degli Stati (la Camera dei Cantoni), rinnovato nel senso letterale del termine; i cittadini infatti hanno dato una brusca accelerata a Udc e Plr e ora sarà interessante verificare come verrà applicata la Formula Magica che permette al Consiglio federale (di fatto, il governo) di rappresentare tutte le principali forze politiche. A scorrere oggi la rassegna stampa europea è tutto un fiorire di titoli che gridano alla svolta populista e di destra delle Confederazione, voto – si legge – dettato dalla paura dell’immigrazione.

Chiamiamola invece svolta federalista, nel senso più pieno del termine. La Svizzera ha scelto con il consueto pragmatismo; ha ribadito ciò che fu chiaro già con il discusso referendum sull’immigrazione, a cui peraltro l’attuale Consiglio non ha ancora dato pieno corso. Con il voto di domenica 18 ottobre, la Svizzera torna a riflettere sulla propria essenza federalista, da cui dipende l’identità di un Paese che ha il coraggio di sperimentare nuovi percorsi di crescita. Lo fa a partire dalla propria ricchezza, il territorio e la cultura, in un fragile quanto prezioso equilibrio in costante trasformazione. Lo slogan elettorale dell’Udc ricordava “Restiamo Liberi”, liberi di scegliere chi accogliere, liberi di autodeterminarsi, liberi di vivere la propria democrazia, costruita in oltre settecento anni e ancor oggi una delle più equilibrate del Vecchio Continente,  più smarrito che mai.

I cittadini della Confederazione hanno ben chiaro che la condivisione di culture, origini, tradizioni diverse porta con sé difficoltà; tuttavia quando i flussi migratori sono regolati e controllati, quando esistono leggi chiare, applicate con fermezza anche i rischi possono essere mitigati. La Confederazione ha sempre dimostrato di affrontare le scelte di immigrazione con pragmatismo, facendo tesoro del principio della sostenibilità, sociale, economica e ambientale.

Il territorio non può accogliere tutti in maniera indiscriminata per la ragione più semplice che si possa immaginare: le risorse sono scarse e poiché chi entra deve avere le medesime opportunità di chi è nato in Svizzera (la legge elvetica è molto chiara a questo proposito), si entra solo con lavoro e casa e si resta solo se si lavora, ci si integra e si contribuisce al benessere del Paese. I contingenti, peraltro in vigore in un gran numero di paesi federalisti (pensate al Canada, agli Stati Uniti, all’Australia, solo per citarvi i più noti), altro non sono che la traduzione operativa del principio di sostenibilità sociale, l’espressione più concreta del vivere liberi, liberi di scegliere, di pianificare e costruire la propria vita, di ragionare criticamente, di confrontarsi costruttivamente.

Altro che populismo, dunque; è realismo! Realismo della ragione, lucidità federalista, che sulla specificità costruisce una parte della propria identità. Una Svizzera convintamente fedele a se stessa, libera di essere ciò che sente di essere è un modello per l’intero continente europeo; ed è pure uno schiaffo all’Europa dei burocrati che ha perso il senso di appartenenza, e, scossa da scelte peristaltiche, diventa sempre più debole, acriticamente aperta a qualsiasi cultura. Come scrisse nel 1964 Denis De Rougemont in “La Svizzera Storia di un popolo felice”, “la Svizzera è nata dall’Europa e ne detiene il segreto (…),essa è l’unica nazione europea ad aver conservato sino ai nostri giorni il principio dell’Impero d’Occidente, vale a dire l’unione senza unificazione, in altri termini l’idea federalista”.

 

 

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2 Comments

  1. Giancarlo Pagliarini says:

    Certo, “unione senza unificazione”! Salvini dice tante cose giuste ma anche se domani mattina fossero tutte, dico tutte, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, sarebbe (ovviamente) meglio, ma la sostanza del nostro paese non cambierebbe. Serve una vera riforma federale modello Svizzero. Perché Matteo ha quasi paura di parlare di Federalismo e della Costituzione Svizzera???? Spero che legga questo pezzo della Battistoni. Anzi: spero che lo studi a memoria. Ah, se ripetesse con convinzione queste cose….!

  2. renato says:

    Finalmente una voce contraria che si leva nel deserto sterile e silente del piccolo, falso, pavido e ridicolo mondo mediatico italico, dove chi non si pone a 90° per subire l’atto ignominioso è un razzista, xenofobo ed estremista di destra. Ignoranza e puttanesimo imperversano, ahinoi !

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