Voto Strasburgo e convegno al Cavalieri. Chi ci sta a costruire le euro regioni?

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di MARIO DI MAIO – Di recente al “Cavalieri” di Milano ha avuto luogo un convegno sull’ Europa che ho apprezzato molto per il taglio pragmatico degli interventi e per l’assenza di stucchevoli richiami a Carlo Magno, Adenauer o Altiero Spinelli.

Si è parlato del disastro attuale, come necessario perché a causa dei problemi “finanziari” di Roma in questo periodo l’attenzione prevalente e’ assorbita dalla politica interna, complicata dalla concomitanza di alcune elezioni regionali.
Ma l’Europa incombe, e tra pochissimo si voterà anche per il Parlamento di Bruxelles dove sono previsti veri e propri terremoti politici.
Molto opportunamente hanno partecipato al convegno esponenti di “peso” di Grande Nord, Lega e Movimento sociale europeo. Il confronto è risultato serrato e vivacizzato anche da qualche battuta tra “nordisti” e “diversamente nordici” presenti in sala.
Si è preso atto che anche a livello continentale diventa difficile continuare a parlare di centrodestra e centrosinistra perché i partiti di riferimento (responsabili della Brexit) saranno drasticamente ridimensionati da quelli “populisti” come in Italia E dall’estero le multinazionali prenderanno provvedimenti per non perdere soprattutto il controllo dell’ Eurozona. Presumibilmente quindi la vera sfida delle urne riguarderà i mondialisti globalizzatori contrapposti ai sovranisti che dovranno giocoforza occuparsi delle identità nazionali e locali.
Alla luce di questa prospettiva occorre pertanto risolvere in fretta i problemi delle alleanze elettorali. Personalmente ritengo che vadano costruite inserendo obbligatoriamente nei programmi la ormai indilazionabile attuazione delle euro regioni, peraltro già previste dai trattati. Si tratta di renderle geograficamente funzionali e di farle finalmente operare, naturalmente in una cornice federalista.
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