Voto all’estero senza segreti: chiunque potrebbe votare per un altro

di FRANCO POSSENTI

Il voto è segreto, insindacabile, frutto della volontà di ciascun elettore. Un diritto di ciascun italiano insomma. Fanfaronate! Se il voto di scambio è un vezzo italico da tempi remoti – che in alcune regioni è una specie di tradizione – il voto all’estero è tutt’altro che “intimo e confidenziale”. Vi spieghiamo il perchè partendo dal meccanismo di voto.

Per poter votare è necessario che l’italiano che sta fuori dai confini nazionali sia iscritto all’AIRE , un requisito di base per poter ricevere la scheda (le schede, camera e senato) elettorale. Infatti senza l’iscrizione, il consolato non è in grado di sapere dove vivete e spedirvi il materiale necessario. Un mio amico, infatti, ha ricevuto tutto il materiale da parte del consolato locale in terra di Spagna. In base alla legge del 2001, gli uffici consolari inviano per posta a ciascun elettore un plico contenente quanto segue:

  • il certificato elettorale (cioè il documento che certifica il diritto di voto)
  • le liste dei candidati della propria ripartizione (Camera e Senato)
  • le schede elettorali (una per la Camera e una per il Senato)
  • una busta piccola completamente bianca
  • una busta affrancata recante l’indirizzo del competente ufficio consolare
  • il foglio informativo

Per chi non ha compiuto il venticinquesimo anno di età alla data del 24 febbraio 2013 riceverà solo la scheda per la Camera dei Deputati. Per il resto si vota come in Italia con l’unica differenza, differenza sostanziale direi) che una volta completate le schede (non nel segreto di una cabina, ma anche in compagnia di qualche amico), le inserite nella busta completamente bianca (che deve contenere esclusivamente le schede elettorali compilate) per poi spedirle, sigillate e senza segni di riconoscimento (pena nullità), nella busta più grande già affrancata. L’elettore, inoltre, deve inserire il tagliando elettorale che prova il diritto di voto nella busta affrancata. Il tutto deve raggiungere l’ufficio consolare entro e non oltre le 16 (ora locale) del 21 febbraio prossimo.

Durante tutta queste operazioni, nulla esclude che un qualche capo-bastone possa convogliare gruppi interi di connazionali per votare quel che “viene consigliato votare”, con tanto di controllo da parte di chi ha interesse a veder manipolata la volontà del “mitizzato” elettore all’estero. La scorsa legislatura, del resto ha portato alla ribalta delle cronache la storia di un senatore coinvolto in una vicenda elettorale, Di Girolamo è finito indagato, e in carcere, perchè sarebbe statoeletto con i voti degli italiani all’estero manipolati dalla ‘ndrangheta.

Cosa abbia votato il mio amico spagnolo non ve lo dico, ma vi assicuro che sulla sua scheda la croce avrei potuto mettergliela io stesso.

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2 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Posso solo confermare, soprattutto dopo aver visto i parassiti del consolato generale di Fallidagghia a Monaco di Baviera.

    Una piccolezza a riguardo della questione inversa, cioè del voto degli stranieri in Fallidagghia.

    Faccio presente, che come cittadino comunitario, ho diritto – in Germania – di votare alle comunali, alle europee e ai referendum locali, ma non alle regionali o alle nazionali.

    Gli exracomunitari non hanno diritto di voto in assoluto.

    Questa legge non è stata varata da nazifascisti, nostalgici, integralisti cattolici, reazionari o simili, ma da SPD e Grüne (cioè dai ROSSI e dai VERDI) al tempo del cancellierato di Gerhard Schröder!

    Qualcuno lo può spiegare a Gargamella, Svendola, Pussavia ecc.?

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