Due seggi a Milano, affluenza record per il voto del 9 novembre

dal sito dell’Assemblea nazionale catalana in Italiacatalogna1

La straordinaria affluenza di catalani a Milano obbliga il governo catalano ad aprire una seconda postazione di voto
Posted on 9 novembre 2014
L’ufficio del governo catalano raddoppia le urne visto il fiume di catalani provenienti di tutta Italia, Svizzera, Austria, Germania e Austria; c’era anche una signora uscita dall’ospedale Niguarda solo per votare­

Catalani di mezza Europa si sono dati appuntamento oggi a Milano per partecipare alla consultazione sull’indipendenza della Catalogna promossa dal governo catalano e dalla società civile. Nella città lombarda il voto si è svolto nell’ufficio commerciale del governo catalano in Italia, in via Montebello, 27.

Un fiume di persone, due urne

Già dalle 9 del mattino, orario di apertura del seggio, sulla strada si è concentrato un fiume di persone che non si è più fermato,costringendo i volontari convocati dal governo catalano addirittura ad abilitare una seconda urna.

Alle due del pomeriggio avevano votato 300 persone di tutte l’età, arrivavano spesso famiglie con bambini, pure di poche settimane di vita. Ma per strada c’era ancora gente che ha aspettato a lungo il proprio turno, ragion per cui si è deciso di raddoppiare le urne poco prima delle due.

In arrivo da Italia ed Europa

I votanti arrivavano da tutta l’Italia, ma anche dalla Svizzera, dalla Germania, dall’Austria, dalla Francia e altri paesi ancora.

La domanda sulle schede, negoziata più di un anno fa tra i partiti politici catalani, è doppia: si chiede dapprima “Volete voi che la Catalogna diventi uno Stato?”. E in caso di risposta affermativa, si passa a un secondo quesito: “Volete voi che questo Stato sia indipendente?”.

Nella coda, l’ambiente era tranquillo, allegro e disteso: alcune bandiere gialle con le barre rosse della Catalogna, e la stella che simbolizza la voglia d’indipendenza.

Ricoverata al Niguarda, va a votare

Tra i votanti, pure la signora Rosa, 55 anni, che era ricoverata nell’ospedale Niguarda di Milano ed ha chiesto permesso di uscire per votare malgrado i suoi gravi problemi di salute. “Sono tanto emozionata”, ha detto sulla sedia a rotelle malgrado la maschera che le copriva il viso.

“Noi veniamo da Monaco in Germania perché vogliamo che la Catalogna diventi uno stato indipendente, dato che la Spagna non ci ha mai rispettato e penso che faremo meglio da soli”, spiegava Jordina, di 29 anni, nata a Barcellona.

“Ho percorso i 477 km che separano Milano da Roma in treno e trasferendomi dalla stazione in taxi, dato che sono incinta di otto mesi”, spiegava Sandra Buxaderas, giornalista quarentenne. “Il sogno della mia vita è poter decidere sul futuro della Catalogna: lo faccio per tutti quei catalani che lungo 3 secoli di repressione hanno tenuto vive la lingua e la cultura, ma anche per il futuro di mia figlia di tre anni e di quella che sta per nascere”, diceva.

Milano era uno dei 20 seggi internazionali dove i catalani potevano votare; ce n’erano anche a Mexico, Parigi, Berlino, Londra, Bruxelles, Tokyo, Sidney e Hong Kong.

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