VOTO 4 MARZO: non sprecare occasione per uscire dal marasma italiano

voto

di Romano Bracalini –  Si dice che la politica italiana sia figlia di Machiavelli, l’inventore della scienza politica moderna. L’aggettivo machiavellico ha assunto il significato spregiativo di astuto, privo di scrupoli. Nella ricetta di Machiavelli, spiegata nel suo libro più celebre, Il Principe, la morale veniva nominata solo per consigliare al principe di non tenerne conto.

I moderni partiti italiani, sostituiti al principe, governano con i medesimi sotterfugi: la menzogna, la corruzione essendo questi i principali argomenti di convincimento e di persuasione.

Nella difesa degli interessi di casta tutti compatti da destra a sinistra, nessuno escluso. Non c’è paese dell’Occidente in cui i partiti politici abbiano un potere così assoluto e illimitato come in Italia: essi influenzano la vita pubblica, controllano direttamente o indirettamente  ogni settore della vita economica. Agli alti burocrati di Stato nominati dai partiti non è richiesta tanto la competenza quanto la devozione e la fedeltà.

Il pensiero politico italiano, da Machiavelli in poi, ha creato due modelli negativi: il trasformismo e il fascismo. Il primo è tuttora vigente sotto altre forme, il secondo ha fornito il suo modello alla partitocrazia, che ha abolito la democrazia. Se non si era iscritti al Fascio non si trovava lavoro e non si faceva carriera; oggi è lo stesso per chi non aderisca ad uno dei partiti in lizza. Le elezioni in Italia sono spesso una farsa, il voto una formalità che non impegna il candidato eletto.

Le direttive sono imposte dalla segreteria di partito, la volontà degli elettori è ignorata: serve per far trionfare un partito, una coalizione, ma non incide assolutamente sugli orientamenti futuri. Il responso dei referendum popolari è stato spesso stravolto e annullato quando non andava nella direzione gradita ai partiti dominanti. Manca in Italia una vera vocazione liberale. Il nostro panorama politico è costellato da partiti che, pur nel rapido cambiamento delle sigle, traggono origine dal pensiero autoritario: socialismo, comunismo, fascismo, spesso intrecciati insieme. Tutte e tre queste dottrine proclamano il dogma della superiorità dello Stato sull’individuo,come predicava Machiavelli.Più Stato significa più inefficienza e corruzione;e infatti l’Italia è tra i paesi più inefficienti e corrotti del mondo. Nella metafora moderna il Leviatano è lo Stato con tutto il suo carico di leggi,regolamenti,oppressioni. Il Leviatano è il mostro biblico divoratore di uomini che nel XVII secolo il filosofo inglese Thomas Hobbes assunse a simbolo dell’onnipotenza dello Stato che opprimeva l’individuo. Egli anticipava nella sua visione apocalittica la tragedia delle moderne tirannie che avrebbero fatto dello Stato il campo d’azione del loro potere esclusivo tramite il partito moderno,principe assoluto. Nel 2011,davanti alla grave congiuntura economica internazionale,il sistema dei partiti è entrato in crisi e, ancora una volta, s’è trovato il modo di prendere in giro gli elettori nominando, caso unico in Europa, un governo dei tecnici,non sanzionato dal popolo, presieduto da Mario Monti, gelido, altezzoso, antipatico, un professore di economia ed esperto di banche, sconosciuto al grande pubblico.

In questo caso è stato il regime, che vuole sudditi passivi e ubbidienti, a impedire che il popolo andasse al voto. A Monti, sono succeduti Letta, Renzi, Gentiloni, nessuno di essi eletto dal popolo. La politica continua ad attrarre per il potere che conferisce col minimo sforzo. Magistrati, comici, professori, hanno trovato più conveniente darsi alla politica e addirittura fondare un partito o un movimento che spesso non sono che accozzaglie di riciclati, voltagabbana, parvenus, incapaci senza arte né parte, in permanente conflitto con la grammatica, come quel Luigi Di Maio, il moro di Avellino, del Movimento Cinque stelle.

In questo quadro di abominio e di degrado politico, il territorio diventa un riferimento d’obbligo, un’ancora di salvezza per il cittadino angariato. Ma vanno riscoperte le antiche virtù di casa e non indugiare come si è sempre fatto.

I lombardi hanno sempre disdegnato i loschi maneggi della politica sporca praticata da Roma,che corrompe tutto ciò che tocca. In effetti se si spulciano gli elenchi non sono molti i capi di governo lombardi dall’unità; e nessuno che sia diventato capo dello Stato dopo l’avvento della Repubblica.

E allora come si spiega che ogni moto innovatore parta da Milano? Si spiega proprio con il fatto che alla politica di piccolo cabotaggio, alla politica dell’intrigo e del raggiro, Milano preferisce le cose concrete e nel disgusto della politica contingente gioca sempre d’anticipo. Proprio per questo suo carattere singolare, la politica nazional-romana, per eliminare gli intralci posti sul suo cammino, ha sempre dovuto “domare” Milano, come nelle giornate del maggio 1898,e se non lo fa non governa il Paese.

Dopo il Congresso di Vienna, nel 1815, la Lombardia completa la sua unità etnica e territoriale con Brescia e Bergamo, appartenute alla Serenissima, con Mantova appartenuta ai Gonzaga, con Sondrio e la Valtellina appartenute ai Grigioni svizzeri. E’ la Lombardia che conosciamo oggi, forte identità ma debole volontà politica.

Milano è sempre stata alternativa a Roma, si è sempre considerata la vera capitale. Eppure, a parte il periodo ducale, non c’è mai stata una Lombardia indipendente e sovrana. Alla caduta del ducato di Milano, alla fine del ‘400, la Lombardia diventa francese, poi spagnola, poi austriaca, poi ancora francese, poi nuovamente austriaca, ed ora italiana.

Il vento è cambiato. Oggi in Europa c’è un fermento nuovo. I popoli oppressi dallo stato centrale rivendicano la loro libertà e indipendenza. Per la Lombardia è l’ultima occasione se vuole aspirare al sogno secolare di governarsi da sola, in una grande federazione del Nord,con capitale Milano.

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Dimenticavo di sottolineare un fatto:
    se non terremmo conto delle note (a pochi) due categorie quali i VERSANTI e i FIGURANTI IL VERSAMENTO, qualsiasi voto, ma che dico, AZIONE nostra sara’ INUTILE..!!!!!

    Bacio le mani…

  2. luigi bandiera says:

    Se dovessi ragionare sul voto si voto no e come lo farebbe un sapiens: NON ANDREI A VOTARE..!!

    Il perche’ sta nel fatto (IGNOBILE E MOLTO PIU’) che successe gia’ nel 1866.

    D: che successe a quel tempo..??
    R: stesso scenario di oggi (leggi bene il presente ed avrai in mano passato e futuro).
    Andarono a votare e se le presero in tel posto.
    Francamente nel CU… (simbolo chimico del RAME).

    QUINDI..??

    Se la sovranita’ e’ del popolo, italiano per costrizione e per convenzione, altrimenti, i popoli sono molti e differenti, dicevo che se la sovranita’ e’ del popolo l’italia sarebbe gia’ sparita da subito dopo la data del famoso e triste plebiscito: nessuno la voleva tranne i quattro scalmanati in camicia rossa… circa ne’..?.

    Oggi, i komunisti che vollero l’italia (l’attuale e forse peggio in avvenire) ne combinarono e ne combinano di cotte e di crude per sguazzarci dentro e mantenere il potere: cio’, i xe skei..!!

    Dalla scuola tajana escono fior fior di addetti alla politica e criticano chi non e’ dottorato (dall’italia) per cui solo loro possono governare demoniokratikamente.
    Tutti gli altri no. Beh si, se sono analfabeti…

    Pero’, questi ultimi, hanno il privilegio di PAGARE il conto e della politica e dello stato e A TUTTI GLI ALTRI e tanto ALTI in PAGA. I cosiddetti addetti al magna magna.
    Ma si. Anche a quelli che vengono da altri pianeti..!
    Eh che kax: siamo o no tutti fratelli nel MAGNA’ A GRATISSE..? Nel laorar meno parenti…

    Quando non li accusano di essere fascisti e giu’ di la’ perche’ sono stanchi di pagare…

    Un vero BORDELLO…

    Sembra suoni cosi’:
    non vuoi pagare per i mantenuti..?
    Allora sei un fascista..!

    Tuttavia, uscirne sara’ davvero dura con un fottio di TDCi…. in circolazione. (il diesel sara’ abolito per cui saranno aboliti anche i TDCi..?? R: NO..!)

    Situazione davvero molto strana che da’ l’idea di quanto sia malata l’INTELLIGHENZIA… oggi e lo sara’ anche in avvenire.

    Tornando al diritto di voto diciamo che e’ Verissimo.
    Abbiamo il diritto di votare.
    Votare come nel 1866…
    Su, andiamo a farci la FOSSA TRIKOLORITA..!
    Si riposa per l’eternita’ molto piu’ comodamente… per es. di una tomba MARCIANA magari con scritte in lengoea veneta.

    Aho, mi posso sbagliare ne’..?

    AUGURI tajani, ora poi che avremo un tajano a capo…??

    Sim sala bim.

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