Io, studentessa all’estero limitata nel diritto di voto

di ELISA PANASSITI

Spettabile Indipendenza, sono una studentessa italiana che al momento si trova in Erasmus in Germania. Vi scrivo perché vorrei sollevare una questione che tocca da vicino me e altre centinaia di migliaia di connazionali che si trovano temporaneamente fuori dai confini italiani, chi per lavoro, chi per studio, chi per altre ragioni.

Dal momento che a fine febbraio si terranno le elezioni, tempo fa ho iniziato a informarmi riguardo le possibili modalità di voto dall’estero per noi italiani e, con grande rammarico, ho scoperto che può esercitare questo diritto solo chi è residente all’estero e regolarmente iscritto all’AIRE, o appartiene a ristrette categorie di cittadini (ad esempio chi è impegnato in missioni internazionali in quanto facente parte delle Forze Armate).

Chiaramente, nel caso in cui decidessimo di tornare qualche giorno in Italia per votare, non è previsto alcun rimborso spese e, comunque, non tutti potrebbero permetterselo.

Ora, dal momento che l’Italia, almeno teoricamente, è una democrazia, per quale motivo devono limitarci nell’esercizio di un diritto tanto importante?

Vi chiedo gentilmente di dare un po’ di visibilità a questa faccenda, nella speranza che, almeno in futuro, possa cambiare qualcosa.

Grazie per l’ospitalità, cordiali saluti.

 

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6 Comments

  1. Alessio says:

    Ecco il parere della Cancellieri :http://www.lastampa.it/2013/01/19/italia/politica/gli-studenti-erasmus-all-estero-non-potranno-andare-al-voto-fBsXSUdAMoavs49I8dpN9H/pagina.html .
    In quest’articolo si parla del decreto che vieta agli studenti Erasmus di votare
    http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/01/cari-studenti-erasmus-non-potete-votare.html
    .Eccone un’estratto:

    “LA LEGGE DICE “NON PUOI VOTARE” – Lo stabilisce il Decreto del Presidente della Repubblica n. 226 del 22 dicembre 2012, in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo. È lo stesso nel quale vengono indette le elezioni del 24 e 25 febbraio, e che recita solennemente: “Gli elettori residenti all’estero e alcune specifiche categorie di connazionali temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali potranno votare per corrispondenza in occasione di tali consultazioni”.
    Sembra tutto normale, ma pare proprio che manchi una categoria. Una di quelle che in Italia, ed eccone la dimostrazione ennesima, conta davvero poco o nulla: lo studente. Perché il punto 2 del decreto, quello che regola le modalità di voto per “i cittadini italiani temporaneamente all’estero”, riconosce il diritto di votare “per corrispondenza, previa apposita dichiarazione”, soltanto “alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali”, ad alcuni “dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio”, e ad alcuni “professori e ricercatori universitari […] che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero”. Perchè le Forze Armate, le Forze di Polizia, i professori ed i ricercatori si, e lo studente no?”

    • Unione Cisalpina says:

      kuante kagate inutili … vota solo ki richieda di partecipare alle elezioni e si iskriva nell’apposito registro ed abbia kompiuto il 16° anno d’età e non superi il 70°, maskio, femmina od intermedio ke sia …

      ugualmente, sono eleggibili a karike pubblike tutti i cittadini ke non abbiano superato la soglia dei 70…

  2. Dan says:

    Mia cara studentessa, lei vive all’estero, vede come funziona l’estero (e che estero, mica è finita a Caracas), prende atto di come funziona un Paese estero come si deve, dove un ministro che copia due pagine di una tesi di laurea viene messo alla porta con uno schiocco di dita, dove le leggi sono chiare, precise e create con lo scopo di tutelare la gente per bene invece di fotterla a vantaggio dei soliti maramao.

    Se lei potesse votare per quest’altro paese fatto da incivili, furbi, ladri e paraculi c’è il rischio concreto che possa mutare qualche equilibrio che invece certa gentaglia vuole mantenere ad ogni costo compreso far affondare tutta la barca.

  3. Alessandro Pironti says:

    Gentile Elisa,
    non so che dirti … , la democrazia ovviamente non ha colpe di questo , ma chi la Gestisce sicuramente si.
    Ogni giorno ne scopro di nuove e oramai sono arrivato alla Nausea di tutto questo , ovviamente esiste un disegno che mira a ridurre i rischi per la casta di restare lì dove anni fa anche io ho partecipato (con il voto ) a insediarli , qui in Veneto la situazione oramai è colma .
    Buon Lavoro .
    *********************** Veneto Stato *************************

  4. Unione Cisalpina says:

    il voto dev’essere libero e dovrebbe poter esercitare kuel diritto solo ki espressamente, nel proprio komune di residenza o consolato di paese estero in kùi si trovasse al momento, ne facesse domanda d’iskrizione nell’apposito registro votanti ….

    sai kuante rogne in meno e kuanta stupidità garantista si eviterebbe … ridiventando società konkreta e di diritto vero…

  5. xyzxyz44 says:

    Solite leggi all’italiana. Possono votare italiani che risiedono all’estero da una vita o che in Italia non hanno mai messo piede. Insomma possono votare coloro che sanno poco o nulla della situazione italiana e che vivono e lavorano stabilmente all’estero senza contribuire in alcunché, col pagamento delle tasse in primis . Però possono influenzare anche se in piccola parte , il risultato elettorale di un paese a tutti gli effetti a loro straniero.

    Mentre un cittadino italiano temporaneamente all’estero in trasferta di lavoro o per vacanza gli è negato il voto per il proprio paese dove vive e paga le tasse.

    Si cancelli quella porcata della legge Tremaglia o la si rimoduli affinché il diritto di voto degli italiani all’estero sia consentito solo in particolari condizioni (x esempio, su un archi temporali di 5 anni almeno x il 30% occorre essere residenti in Italia. Oppure nel medesimo periodo si deve contribuire col pagamento delle tasse italiane, e così via…)

    Per come è concepita attualmente la legge Tremaglia, pare solo una mafiata per comprare voti all’estero, oppure visti gli scarsi controlli nelle circoscrizioni estere, è solo un modo per “colorare” tante schede bianche.

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