VOLONTARIATO: ECCO I NUMERI REGIONE PER REGIONE

di OSSERVATORE PADANO

Cos’è la la rubrica silenziosa? La statistica è una scienza fatta di dati e cifre che quasi sempre non necessitano di commenti. In questa rubrica, i commenti vi verranno spontanei, confrontando tabelle e immagini.

L’Indipendenza pubblica i dati di indagini scelte casualmente fra quelle disponibili e le visualizza sulla carta della penisola italica. Una tavola evidenzia i dati per regioni o province, un’altra li attribuisce alle aree omogenee e identitarie: Padania, Etruria (Toscana, Umbria e Marche), Lazio, Meridione, Sardegna e Sicilia. Brevi commenti sono riservati solo in caso di evidenti anomalie.

Le organizzazioni di volontariato per regione e numero di organizzazioni ogni 100.000 abitanti

Fonte: Isfol-Sionp 2010, Cnel-Istat 2011

Numero di organizzazioni Organizzazioni ogni 100.000 abitanti
Trentino-SudTirolo

2.187

210,89

Sardegna

1.764

105,31

Marche

1.339

85,56

Valdaosta

98

76,56

Friuli

935

75,66

Toscana

2.684

71,57

Emilia-Romagna

2.783

62,79

Umbria

562

62,03

Liguria

999

61,78

Basilicata

358

60,88

Molise

190

59,37

Piemonte

2.345

52,61

Lombardia

4.161

41,95

Veneto

2.030

41,15

Calabria

661

32,87

Lazio

1.377

24,06

Abruzzo

285

21,37

Sicilia

998

19,76

Puglia

805

19,68

Campania

1.065

18,25

PADANIA

15.538

55,96

ETRURIA (Toscana, Umbria, Marche)

4.585

73,69

MERIDIONE (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria)

3.364

23,71

ITALIA

27.626

45,56

CLICCA LE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

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12 Comments

  1. Sandi Stark says:

    Bello. Noto che si scrive Trentino – Sud Tirolo. E’ un passo avanti ma ve l’hanno detto loro di usare questo termine? Se volete usare il termine storico, va scritto Tirolo e basta, com’era fino al 1918 e come piace agli eredi degli abitanti originari (prima delle colonizzazioni post 1918) di Trento. Quelli per intendersi che negli ultimi anni hanno rifondato 25 Compagnie Schützen per riappropiarsi del loro passato.

    Poi scrivete “Emilia Romagna”, bene.

    Nel “meridione” (sapevate che i napolitani indipendentisti odiano questo termine?) separate Abruzzo e Molise, staccatesi nel 1963.

    E poi ancora, scrivete “Friuli”.

    E Trieste e Gorizia?

    Sparite?

    Intendete dire che non fanno parte dell’Italia?

    Sarebbe magnifico, ma sembra invece che ritenete che facciano parte del Friuli.

    Meglio che leggere “Venezia Giulia”, sia chiaro. Il termine fu appioppato a quei territori nel 1918, lo Stato italiano lo usava da pochi mesi prima dell’invasione, esattamente come per l’Alto Adige ma ancora peggio, perchè se Alto Adige è una corbelleria geografica, la Venezia Giulia è un’oltraggio alla Storia dei territori.

    Venezia era la mortale nemica storica delle due città, presente come occupante per pochi anni nel corso dei secoli a Trieste, presente a Gorizia come occupante per meno di un anno.

    Voi forse vi fate trarre in inganno dai leoni marciani sui castelli di Gorizia e Trieste, ma il primo fu innalzato dagli italiani alla fine del 1918, il secondo comparve probabilmente negli anni ’20.

    Gorizia era sempre stata “imperiale”, con la sua parte di Friuli che si chiama “Friuli Orientale”. Le guerre con Venezia dovrebbero essere note, quella parte del Friuli rimase “italians & venetians free” a costo di guerre secolari. Anche il Friuli occidentale, tentò di liberarsi dalla schiavitù della Serenissima e passare sotto protezione imperiale attorno al 1500 ma questo è un’altro discorso.

    “Giulia” di “Venezia Giulia” deriva dall’antico nome della città di Cividale del Friuli, “forum julii”, e Julio sarebbe Giulio Cesare. Unico collegamento con Gorizia e Trieste, è la sede del Patriarcato di Aquileia, alleato, e che fu lì dislocato per alcuni anni. Anche a Cividale si parla il friulano orientale, diverso da quello occidentale, ed anche quella città fece le sue brave guerre contro Udine, i quali notabili erano in maggioranza asserviti ai veneziani.

    Ma lasciamo perdere la storia di Cividale, parliamo di Giulio Cesare. L’antica roma stette a Trieste, pochi anni in più dell’Austria (536) e meno degli anni durante i quali Gorizia fu nell’orbita imperiale (800).

    L’ultimo nome legittimo dei territori di Trieste e Gorizia fu Österreichischer Kustenland. Oppure in precedenza si parlava di Contea di Gorizia + Città di Trieste, libero comune indipendente dal primo medioevo, alleato di Bisanzio, del Patriarcato di Aquileia e dell’Impero, facente parte dell’Austria per annessione volontaria dal 1382.

    Qual’è il nome legittimo di TS e GO? Litorale Austriaco, preferibilmente non “Litorale Adriatico” come fecero i nazisti. Oppure TS e GO.

    Non certo “Friuli”.

    Così scrivono gli “osservatori padani”?

    Forse iniziate a comprendere come mai, la Lega Nord non ha mai battuto chiodo a TS e GO?

  2. giovanni says:

    In questi giorni siamo bombardati di richieste di denaro per scopi piu’ che umanitari,da associazioni, anche meritevoli. Ora mi domando, con il costo dei tempi pubblicitari chi paga i prezzi di costo,anche se possono essere agevolati ? E perchè questo bombardamento, se lo stato che dovrebbe prendersi carico dei disagi psico-fisici del cittadino: ignora forse un dovere costituzionale?.In un momento di così grave crisi lo stato persegue con incurante scialacquio di denaro pubblico a propri bisogni, invece di indirizzare richieste di denaro al cittadino tramite telefonia si faccia presente in prima persona,con rinunce allo sperpero quotidiano di tutta la forza politica del territorio nazionale e devolva a queste organizzazioni il denaro ingiustamente sottratto al popolo bue, che purtroppo non sa di sostituirsi a doveri costituzionali delegati al potere che già ce li sottrae con arroganza. Dico no ! a questa manfrina travestita da solidarismo ipocrita a cui anche le sopra citate associazioni si uniformano pregiudicando la forma costitutizonale dello stato, relegandolo alla forma più meschina di autoreferenzialismo.

  3. Trasea Peto says:

    Sarebbe interessante conoscere il numero dei volontari più che il numero delle organizzazioni di volontariato.

  4. enrico says:

    Orgoglioso di essere SARDO!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Claudio says:

    …peraltro le organizzazioni di volontariato non sono necessariamente un indicatore del tasso di volontariato, per esempio conosco molte persone che fanno volontariato di assistenza a disabili e persone malate che non appartengono ad alcuna organizzazione, al massimo sono della cerchia parrocchiale (se vogliamo chiamarla organizzazione). Non è un dato statistico ma credo serva da indicazione che la misura andrebbe verificata.
    Aggiungo che occorrerebbe anche verificare se tali organizzazioni drenino soldi pubblici, eh?

  6. Claudio says:

    Ma quale area “omogenea ed identitaria” sarebbe la “padania”??

    • dante says:

      Ci sono 100 di libri sull’argomento. Sia da punto di vista storico che economico che linquistico.
      Basta volerli leggere invece di fare domande cretine.

    • muttley says:

      Semmai è la prima volta dai tempi forse delle elementari che sento la parola Etruria…. da un punto di vista geografico e culturale cosa hanno in comune la Marche con la Toscana?

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