Tagli di stipendio in vista, forestali siciliani sul piede di guerra

di REDAZIONE

Sono pronti a tornare in piazza i forestali siciliani. Nella manovra bis del governo Crocetta, attesa per la settimana prossima, perderanno il 30 per cento del loro salario. I 180 milioni di euro della finanziaria impugnata a loro destinati, infatti, dovrebbero ridursi a 130 milioni. «Non c’è altra risposta che lo sciopero», annuncia il segretario della Flai Cgil di Palermo, Tonino Russo, riconfermato a conclusione del congresso della Flai, riunito a Palermo, davanti a una platea al 70 per cento di operai della forestale e dell’antincendio iscritti al sindacato, una fetta dei 24mila operaiforestali siciliani, che lavorano in 79 riserve, 5 parchi e 168 mila ettari di bosco. Un comparto, quello dei forestali, in stato di agitazione, che ha rivendicato al congresso un nuovo ruolo. Diverse le proposte: dall’occupazione delle terre per le cooperative di giovani agricoltori a un progetto per la valorizzazione dei forestali anche all’interno della green economy, con la produzione, ad esempio, di biomasse dagli scarti della lavorazione del legno, e con un piano di risorse certe del governo per assicurare la riconferma delle giornate di lavoro.

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6 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    La lotta alla piromania subirà una dura battuta d’arresto.

  2. Simone says:

    Mezzo paese produce e mezzo sperpera…

  3. Ma cosa dite? I forestali siciliani sono utilissimi alla nazione. Vedrete che quando scenderanno in sciopero si verificheranno molteplici incendi boschivi nella verde Trinacria e forse anche altrove, a riprova della loro straordinaria utilità sociale e botanica. Assumiamone altri 30000 e raddoppiamogli lu stipendiu.

  4. pippogigi says:

    I forestali in Sicilia sono 30.000, vado a memoria. molto più del bosco Canada e molti di più del montuoso Piemonte.
    La Calabria ne ha circa 17mila, mentre la Lombardia ne conta poco più di 600 e la Liguria 280.
    Un solo paesino della Sicilia ha più forestali dell’intero Piemonte.
    In poche parole in Piemonte, Liguria e Lombardia la gente deve chiudere l’attività o diventare disoccupata a causa delle enormi tasse il cui gettito serve per mantenere un esercito di forestali inoperosi ed inutili.
    Non si doveva diminuire il loro stipendio ma ridimensionarne il numero.La cosa comunque sta diventando generalizzata, anche il comune di Napoli ha difficoltà a pagare gli stipendi, ha 24.000 dipendenti nella raccolta rifiuti (contro gli 8.000 di Roma che sono già troppi).
    La fine sta arrivando, l’italia a forza di sprechi e stipendi regalati succhiando risorse alla Padania ha ammazzato la sua economia.

  5. pierino says:

    tagli di posti, altro che di stipendi.
    almeno il 50% via.

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