Vogliamo il divorzio breve anche dalla politica dello Stato italiano

di GIULIO ARRIGHINIdivorzio

Ancora me la ricordo quella domenica del referendum sul divorzio. Ero piccolo. E oggi, dopo oltre 40 anni e dopo il voto alla Camera abbiamo anche il  divorzio breve. Non saranno più necessari 3 anni per dirsi addio, come previsto dalla riforma della legge Fortuna-Baslini, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale, e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice.

Ma la mente mi porta altrove, a sognare. A sognare un paese dove divorziare dal cappio dei leader dei partiti finto giovani sia possibile e dove sia legittimo votare per mandare a quel paese anche l’Italia col suo Stato. Fino ad oggi è un menare il torrone avanti e indietro con proposte di referendum consultivi per chiedere semmai se forse ai cittadini piacerebbe avere l’autonomia dei gerani alle finestre come in Sud Tirolo.  Perché lì ci siamo fermati. O per chiedere ai lombardi se piacerebbe loro essere un po’ più autonomi. Che è come dire: ti piace di più essere preso per il culo o ricevere rispetto?

Insomma, la faccio molto breve, tanto la strada del buon senso è di solito corta e stringata: a quando il diritto di autodeterminazione, il nostro divorzio breve, brevissimo dallo Stato italiano? A meno che si pensi che la politica la si faccia solo a colpi di ruspa o di barconi. Magari, sedersi e trattare con Roma renderebbe poi facile ruspare via tutto il superfluo, compreso anche chi si sente più eroe degli altri. Tanti saluti, poco romani.

Segretario Indipendenza Lombarda

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment