Vivereveneto: cosa apprezzare dell’Italia?

di GIORGIO BURIN

Vedo nella mia esperienza quotidiana che la grande maggioranza di coloro che si dichiarano italiani, alla domanda di cosa dell’Italia apprezzino, in cosa si identifichino, rimangono in un assordante silenzio, o glissano la risposta con il primo improbabile pretesto che viene loro in mente.

Cerco, quando posso, di aiutarli suggerendo qualche spunto ma non si identificano nella giustizia, nella burocrazia, nella corruzione, nel sistema politico, in niente … eppure si sentono italiani. Si  omologano alla cultura italiana, partendo dalla lingua, ma anche negli atteggiamenti più profondi, quelli legati alla acquisizione dei ben noti vizi comportamentali italici.

Mi domando se tutto questo abbia una ragione profonda, connaturata alla natura stessa del nostro essere Veneti. E’ una spiegazione così semplice da essere sfuggita probabilmente ai più.

Frans_Hals_-_Portret_van_René_DescartesPenso quindi Sono (Cogito ergo Sum), una frase lapidaria pronunciata da René Descartes, Renato Cartesio, (1596-1650) considerato un Padre della filosofia moderna. L’essere umano è certo di esistere in quanto si riconosce come essere pensante. La frase collega dunque due idee apparentemente slegate in una sequenza logica ineluttabile.

Nel nostro contesto il titolo dell’articolo evoca una situazione mentale simile. Il senso del dovere, connaturato nelle genti Venete, la fedeltà alla propria Patria, portata avanti per secoli in nome di ben più nobili cause, quasi obbligano ogni Veneto a sentirsi italiano, perché così lo hanno educato, così gli hanno detto che deve comportarsi.

Un Veneto non tradisce la patria, neanche a costo di tradire se stesso.

e diabolicamente hanno insegnato ai Veneti che la loro Patria è l’Italia. Televisione, cinema, pubblicità, tutto mirabilmente orchestrato per sviare la coscienza che i Veneti hanno di sé.

Prendo a prestito una frase dell’avvocato Renzo Fogliata in un articolo precedente e dico “Che tenerezza i miei Veneti“. Proprio perché intimamente sono Veneti, anche se non lo sanno, anche se credono che sia poco importante, proprio per questo si sentono obbligati a comportarsi da italiani.

Sarebbe interessante un parere antropologico o psicologico di qualche esperto per verificare questa buffa teoria e, magari, proporre una terapia d’urto.

Da parte mia concludo con l’esortazione a tutti gli italiani che ci leggono a lasciare un commento su cosa li inorgoglisce della loro Patria di adozione.

http://vivereveneto.com/2015/09/19/veneto-quindi-italiano/#more-15470

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One Comment

  1. antonio says:

    Conosco famiglie di amici e parenti veneti da generazioni che insegnano ai propri figli da appena nati a parlare italiano. parlare veneto? da vergognarsi.veneto? No siamo italiani. Hanno fatto un bel lavoro psicologico anche con il bun tecnologico delle informazioni e ci sono riusciti alla grande. Per non parlare delle tasse a me senbra che i veneti fanno la fila a pagar tutti i balzelli che l’italia inpone. E gia siamo una colonia da mungere e pure disprezzati. Pensate ci hanno trattati da ubriaconi ed e normale questo non e razzismo? E la storia dei frofughi veneti scappati in merica dalla fame ingiustizie e miseria portate dall’italia con la scusa della liberazione e l’unita perche non ne parla nessuno? Wsm

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