290 motivi per non vivere in Italia… e andarsene

di REDAZIONE

Alcuni giorni fa ho invitato i lettori di Italiansinfuga a partecipare ad un sondaggio per condividere un motivo per NON vivere in Italia. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e un invito a lasciare un commento in fondo alla pagina con la vostra opinione su questi motivi.

Ecco le vostre risposte:

‘Lavori arretrati che devono ancora essere retribuiti da mesi e anni mentre i capi in questione fanno la bella vita’ – Desy

“‘Il mio motivo principale per NON vivere in italia, è che non è un posto adatto per crescerei miei figli, infatti siamo scappati appena siamo diventati genitori, avendo “annusato” la brutta aria che tira nel “”bel””paesello. In Germania le cose vanno MEGLIO. – da Bologna a Berlino

‘Chiusura mentale della maggior parte degli italiani’

‘Mi preoccupa dover lavorare fino a 74 anni per ottenere la pensione’

‘Paura per il futuro’ – Modena

‘In Italia se hai talento artistico puoi fare l’operaio o il muratore, se ti va bene!’

‘UNO STATO CHE NON GARANTISCE NULLA AI CITTADINI, LA TROPPA DELINQUENZA E CRIMINALITA’, I PESSIMI SERVIZI E LA NON SPERANZA DI GARANTIRSI UN FUTURO CON UN LAVORO NEANCHE SE SI E’ IN POSSESSO DI UNA LAUREA.’

‘E’ tutto complicato. La complicazione è stata fatta prosperare per consentire alle varie tribù (caste, furbetti, corporazioni…chiamatele come volete) di autoperpetuarsi. Ma così il paese non va mai avanti.’ – Alessandro Sacilotto – Villach (Austria)

‘Non riesco a vedere il futuro per noi e per nostro figlio; non ti lasciano fare niente per troppa burocrazia o costi; l’egoismo assurdo e dilagante; il ridere delle dsgrazie altrui…che schifo!’ – Roberto Santangelo – Albenga (SV)

‘Mancanza di meritocrazia. ‘ – Eros Buffarini – Beijing

CONTINUA A LEGGERE QUI: http://www.italiansinfuga.com/2012/08/16/290-motivi-per-non-vivere-in-italia/?awt_l=4tK1k&awt_m=Iz6F4CPPfPH3bG

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5 Comments

  1. toscano redini says:

    Ma non siamo noi che dobbiamo andarcene dall’italia, NO! E’ L’ITALIA CHE DEVE ANDARSENE!

  2. jimmie says:

    Di tutti i commenti, comprensibilissimi, quello di Frank (Milano/Sydney) ha particolarmente attirato la mia attenzione.
    Quando ero al liceo, il governo italiano aveva fatto spargere la voce che l’Italia aveva bisogno di tecnici. Ed io, con un’ingenuità che adesso mi appare abissale, ci ho creduto. Laureato (in ingegneria), non con 110, non con lode, ma certo senza infamia, me ne sono andato, in realtà piu’ per vedere il mondo che per tutte le buone ragioni elencate dai vari corrispondenti.
    Mi piaceva l’aura semi-romantica, un po’ selvaggia e misteriosa del Nord-Ovest degli Stati Uniti. Devo dire che prima di fare l’ingegnere facevo il chitarrista. Il che autorizzerebbe un critico ascorbico a classificarmi chitarrista tra gli ingegneri e ingegnere tra I chitarristi. Ma esagero…
    E’ probabile che non avrei potuto fare quello che ho poi fatto se fossi rimasto nella terra dove il “si’” suona.
    I critici hanno ragione. Una specie di ‘ultima’ speranza in una riforma di costume (se non di leggi) e’ stata annientata dalla lega (che non si merita neanche l’onore di una maiuscola). Evidenza drammatica ha esposto le miserie di carattere (come elencate dai critici) nei vari poltronati della lega.
    Peraltro, mantengo per l’Italia gli stessi sentimenti di Frank (Milano/Sidney). E mentre auguro a tutti i critici che hanno scritto ogni ragionevole fortuna, ripeto (parafraseggio) quello che disse Montanelli. Pur deprecando le miserie grandi e piccole del nostro paese, se rinascessi vorrei ancora rinascere italiano. (Prego chi legge di non sparare sul pianista, o nella fattispecie, sul chitarrista).
    Anche perchè non tutto e’ oro quel che luccica (specialmente a distanza) . E, almeno per il sottoscritto, vale la metafora di Orazio, “Coelum, non animum mutant qui per mare currunt”. (Cambiano il cielo, non l’animo, quelli che se ne vanno per il mare).
    Jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  3. toscano redini says:

    “Per concludere, esprimeremo una speranza che è anche un augurio: con la fine da molti auspicata dello stato italiano dovrebbe cessare di esistere anche un nome troppo ambiguo e contraddittorio, etichetta sbrindellata di un paese che non c’è, se non sulla carta (anche se costituzionale).”
    Sergio Salvi, Le 5 italie, L’Indipendenza, 12 agosto 2012.

    Amen.

  4. renato brando says:

    Purtroppo questo è un paese di perecottari , ladruncoli vacanzieri poco propensi all’ analisi ed al la risoluzione dei problemi. Manca in noi una unità culturale e conseguentemente operativa finalizzata al bene comune. In aggiunta a ciò da 60 anni ad oggi siamo in mano ad una schiera di predoni, incompetenti, approfittatori, inconcludenti, demagoghi,farabutti, grandi peccatori sociali che non hanno alcun concetto di civile democrazia. Spudoratamente continuano nelle loro malversazioni con tratti arroganti ad offesa della pudicizia. Questo è il nostro parlamento ed il dramma consiste nel fatto che se anche mandiamo a casa tutti i suoi componenti non sarà difficile intendere come costoro saranno sostituiti da altrettanti quasi simili belluini. Non ci resta che andarsene.

    • Trasea Peto says:

      Un popolo italiano non esiste e la cultura italiana di Stato è quella del mafia-pizza-mandolino e del “Franza o Spagna purché se magna”.

      Quando è nato lo Stato italia è morta la “cultura italiana” che vengono ad ammirare i turisti per dover essere imposta la propaganda di Stato(Regno e Impero) utile al “bisogna fare gli italiani”, ma un popolo italiano non esisteva neppure a quei tempi.

      In realtà i cittadini dello Stato italia, in maniere differenti, sono servi orfani della propria cultura che vedono lo Stato Maccheronico come una badante/matrigna.

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