EGREGIO DIRETTORE IO LE DICO: “VIVA LA NOSTRA PATRIA”

di REDAZIONE

RICEVIAMO, PUBBLICHIAMO E RISPONDIAMO

Egregio Direttore,

sin dal primo giorno leggo il Suo quotidiano, di cui sono venuto a conoscenza per via di una segnalazione di un amico, che come me – tanto per essere chiari sin da subito – non condivide l’idea che l’Italia possa essere divisa. Cercherò di spiegarle brevemente le ragioni per cui noi – maggioranza in questo Paese, riteniamo doveroso difendere i sacri confini nazionali. Non mi dilungherò molto in parole, ma le aggiungerò un bellissimo video, che ogni volta che guardo mi commuove sino a farmi venire la pelle d’oca.

Userò le parole di quel grande giornalista che è Aldo Cazzullo, che sul frontespizio del suo libro scrive, rivolgendosi alla Nostra Patria quanto segue: “Anche quando saremo lontani, vorrei che il mio amore fosse sempre con te, come un pensiero allegro in fondo alle giornate tristi […]. Attenta però a non dimenticarlo, a non lasciarlo chissà dove. Maneggialo con cura, il mio amore, quando lo porti in giro: bada a non urtare gli spigoli, proteggilo dalle chiacchiere indiscrete. Ricordati che il mio pensiero ti segue sempre, il mio cuore ti appartiene, e la mia anima è ovunque tu sia”.

Chissà se mai pubblicherete questa mia lettera. Comunque sia, Egregio Direttore, sappia che io, e tanti come me (voi rappresentate solo una minoranza, senza ragioni peraltro per dividere ciò che il ferro ed il fuoco hanno unito), “Viva l’Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia”.

Cordialmente

Franco Rossi

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Spettabile signor Rossi (più italiano di così, effettivamente, cognome non v’era), come lei stesso vedrà la sua mail è stata pubblicata. Una sola cosa. Non le risponderò personalmente (dato che come la pensi io lo ha compreso dalla lettura del nostro quotidiano, e la ringrazio per questo), ma lascerò che a risponderle siano direttamente i nostri lettori, ai quali chiedo solo un accorgimento: considerato che il signor Rossi ha esposto le sue tesi con pacatezza, con altrettanta pacatezza vorrei gli si contestasse tanta retorica (dir.).

ECCO IL VIDEO SUGGERITO DAL LETTORE

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52 Comments

  1. C’era una volta…

    direbbe ancora il cantastorie di fanciullesca memoria…
    … eppure ancora oggi c’è chi si ostina a raccontarci le favole.
    Il risorgimento italiano è in realtà un mito inesistente.
    Veri e propri genocidi, massacri, campi di concentramento e l’esodo di popoli sono il marchio indelebile e il prezzo di questa unità d’italia.
    La mistificazione dei 150 anni dell’unità d’italia è un insulto alle vittime innocenti, ai combattenti e patrioti che hanno difeso, anche con l’estremo sacrificio della vita, le loro Patrie.
    Un capitolo dedicato alle verità storiche a imperitura memoria delle Nazioni, dei Popoli e di coloro che l’italia ha voluto cancellare dalla storia.
    La storia della formazione dello Stato italiano è stata cosí mistificata che non è facile fornire un quadro abbastanza fedele di tutti gli avvenimenti che portarono all‘unità. Dal 1860 in poi è stato eretto dal potere italiano un muro di silenzio sia attorno alle vere cause che questa unità hanno originata sia attorno alla resistenza del popolo duosiciliano contro l’occupazione piemontese (il cosiddetto brigantaggio), molti importanti documenti della quale sono stati fatti sparire o tenuti nascosti.
    Ancora oggi è impossibile consultare la documentazione archiviata; al suo posto è stata inventata quella ignobile oleografia che con felice espressione Gramsci definí “la biografia nazionale”.

    È necessario innanzitutto precisare che il “risorgimento” italiano, anche nei riguardi del Regno delle Due Sicilie, è stato ed è un grande falso storico oltre che un grandissimo crimine.
    Il cosiddetto “risorgimento” fu una martellante propaganda di guerra e rappresenta il classico esempio che la storia viene sempre scritta dal vincitore.
    Esso non è stato in realtà che un capitolo della storia dell’imperialismo inglese.
    La mistica risorgimentale ci ha abituato a considerare Cavour come un grande statista, un genio della politica.
    In realtà la maggior parte delle sue decisioni non furono altro che esecuzioni dei “suggerimenti” che venivano orchestrati da Londra.
    La politica imperiale inglese si è sempre basata su due fattori cardini: il mantenimento di una grande potenza navale (the silent power of sea) e l’alimentazione di disordini all’interno degli altri Stati, che venivano cosí distolti dalla politica estera.
    L’Inghilterra, per quanto riguarda in particolare il Mediterraneo, perseguí una sua complessa strategia politica che si sviluppò attraverso varie fasi.
    Iniziò con l’impossessamento di Gibilterra e, nel 1800, di Malta, che apparteneva alle Due Sicilie, approfittando dei disordini causati dalle guerre di Napoleone.
    Poi, intorno al 1850, in previsione dell’apertura del canale di Suez, per essa divenne vitale possedere il dominio del Mediterraneo per potersi collegare facilmente con le sue colonie.
    Per questo i suoi obiettivi principali furono l’eliminazione della Russia dal Mediterraneo, contro la quale scatenò la vittoriosa guerra di Crimea nel 1853, e il ridimensionamento dell’influenza politica della Francia nel Mediterraneo.
    Il fattore determinante che spinse l’Inghilterra a dare inizio alle modifiche dell’assetto politico della penisola italiana furono gli accordi commerciali tra le Due Sicilie e l’impero russo, che aveva iniziato a far navigare la sua flotta nel Mediterraneo, avendo come base di appoggio i porti delle Due Sicilie.
    La Francia, a sua volta, voleva rafforzare la sua influenza sulla penisola italiana, sia con un suo protettorato sullo Stato Pontificio, sia con un suo progetto di mettere un principe francese nelle Due Sicilie.
    Per raggiungere questi obiettivi le due potenze si servirono del piccolo Stato savoiardo che, non avendo risorse economiche e militari per fare le sue guerre, dovette vendere alla Francia Nizza e la Savoia, ed era in procinto di vendere anche la Sardegna se non fosse stato fermato dall’Inghilterra che temeva un piú forte dominio della Francia nel bacino mediterraneo.
    In Piemonte, infatti, il sistema sociale ed economico era ben povera cosa.
    Vi erano solo alcune Casse di risparmio e le istituzioni piú attive erano i Monti di Pietà.
    Insomma esistevano solo delle piccole banche e banchieri privati, generalmente d’origine straniera, che assicuravano il cambio delle monete al ridotto mercato piemontese.
    In Lombardia non c’era alcuna banca di emissione e le attività commerciali riuscivano ad andare avanti solo perché operava la banca austriaca.
    E tutto questo già da solo dovrebbe rendere evidente che prima dell’invasione del Sud, al nord non potevano esserci vere industrie, né vi poteva essere un grande commercio, né i suoi abitanti erano ricchi ed evoluti, come afferma la storiografia ufficiale.
    Per il Piemonte, dunque, il problema più urgente era quello di evitare il collasso economico, dato il suo disastroso bilancio, e l’unico modo per venirne fuori era quello offertogli da Inghilterra e Francia che gli promettevano il loro appoggio per l’annessione dei prosperi e ricchi territori delle Due Sicilie e degli altri piccoli Stati della penisola italiana.
    Il mezzo con cui l’Inghilterra diede esecuzione a questo disegno fu innanzitutto la propaganda delle idee sul nazionalismo dei popoli e critiche sul “dispotismo oppressivo” dei governi di Austria, Russia e Due Sicilie.
    A proposito di “Nazione”, bisogna dire che si tratta di un concetto in termini giuridico-politici elaborato a partire dalla Rivoluzione Francese e sviluppatosi soprattutto nell’800.
    Questo concetto è stato un’autentica invenzione di un’ideologia molto coinvolgente ed emotiva che è servita, e serve ancora, per tenere insieme le parti e gli interessi di uno Stato.
    In tal modo si preparavano psicologicamente le masse a “giustificare” le sommosse popolari poi artatamente sollevate da sovversivi prezzolati, i quali istigavano anche ingenui idealisti, suggestionati da idee libertarie.
    Quando poi questi moti scoppiavano, si predicava il principio del “non intervento”, spacciandole per “faccende interne” di uno Stato.
    Quelli che furono chiamati “moti liberali” venivano fatti scoppiare continuamente ad opera delle sette massoniche, che raggiungevano cosí numerosi scopi: la dimostrazione concreta che i governi erano oppressivi e che il popolo “spontaneamente” si ribellava al dispotismo.
    Inoltre, queste sommosse, facendo scatenare la necessaria reazione di quei governi, aggravavano e rendevano verosimili le menzogne propagandate.
    Per quanto riguarda le Due Sicilie i moti piú gravi furono quelli del 1820 e del 1848, a cui vanno aggiunti gli episodi degli attentati del 17 dicembre 1856 (scoppio deposito polveri a Napoli con 17 morti) e del 4 gennaio 1857 (nel porto di Napoli saltò in aria la fregata Carlo III con 38 morti), quello del 25 giugno 1857 con lo sbarco di Pisacane e poi le rivolte di Palermo precedenti lo sbarco di Garibaldi.
    La regía di queste azioni era del Mazzini collegato direttamente con Londra, il cui governo aveva affidato anche al Cavour l’incarico di far scoppiare sommosse in tutti gli altri Stati italiani, con l’evidente scopo di legittimare l’intervento del Piemonte per sedare i “disordini”.
    Molti furono i disordini causati, tra l’altro, coll’invio di carabinieri in borghese.
    Nel frattempo, in preparazione allo sbarco del Garibaldi, erano stati formati nelle Due Sicilie alcuni centri sovversivi, che assoldavano molti delinquenti per le sommosse e corrompevano alte personalità duosiciliane per agevolare l’avanzata del pirata. (http://www.mlnv.org/main/archives/11891)
    WSM
    Sergio Bortotto Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio

  2. luigi bandiera says:

    Franco Rossi dixe: viva l’italia, gia’, nea merrrddd.

    Mi co me troo davanti a serta xente kusi’ tanto patriotika e indormensada daea dotrina e xamina taliana me sento mal. Patiso pa ori. Kapiso ke i ghe ga dato oio kulturae. Na olta el jera de risino… deso, unkuo’, xe kulturae o mejo SOTOKULTURAE. Parke’ ghe xe na sora KULTURA… e na sotokultura ghe xe na Kantina Sociae Talibana strakolma de buxie de kui ea SOTOKULTURA per l’appunto.
    TUTTI I TALIANI pasai par ea KST xe SOTOKULTURAI…
    Salvo e tematike tecnike… ma anka ea’ ghe xe VEEN TRIKOGLION…

    Leonardo da Vinci, dimando: jereo talian..??

    A MONA ..-. Lisa… jerea taliana..??

    Vede’ da valtri ke soto sto kax de trikojonismo ghe xe un frakax de besteme e eresie kulturai.

    SOTTUKULTURA, infatti… E’..!

    Par esenpio, tuti i pi’ siensiai i pensa ke ea kultura VENETHA a sipia kultura taliana..! Ke tuto vien dal furbon e predon latin. SBALIA’ E DAEA GRANDA..!

    E kusi’ i ga fato de tute e KULTURE ingabiae (paroea talianixada e quindi sbaliada) INKEBAE se dovaria dir e quindi sgrafae.

    Sgrafar vien da rasar… segnar un solko.
    Podopo ko xe riva’ ea moda de sgrafar su papiri o altri sostegni o basi xe deventa’ skribar da skribi… o viceserva..?

    Podopo xe riva’ ea karta e kusi’ tuti a skribar… ke no vol dir SKRI BAR kome ndar in ostaria.

    El bar xe riva’ nea sekonda guera mondiae parke’ xe riva’ i merikani. I inglexi pasai sora i korpi de femene e toxatei, veci e infermi PEIROSE. O no..?

    Ma ea storia beoria no a gave’ mia vista..??
    Mi si… Basta voer… va ben, anca lexesta me a go’.

    Deso perdo memoria ma serte robe no mee desmenteghero’ MAI e man ke masa mai..!

    Mi son nda’ sora al monte graspa e vixitar l’osario…
    ea prima roba ke go pensa’ xe stada: voo vedar se go parenti qua… I xe in ordini alfabetego…son sta presto e me son dito: gnanca uno morto par gnente..!!
    Seben che go buo me pare invaido de guera e so zio desfa’ so e parti intemee par via de na bomba forse taliana. Na mina Grasie par ori… stramaedeto trikoglions…

    FERO E FUOCO… ma pa mandarve a remengo o ramengo…

    Ma i pi duri e puri trikoglioniti xe ori: i briganti, i mantenui e i rapinadori…

    eh, te kredo mi… vivar sora ee spae dei altri xe komodo, o no..?

    Doxe kome i ga fato quei dee quote late a Gemonio se no me sbalio… a ki ke insiste kol trikoglionismo.

    Amen.

    LB

    PS:
    no kapiso i veskovoni… tanto trikoglioniti anka eori… tanto da pikar el trikoglions davanti aea kanonika.
    Invense del santo protetor del paese o dea parokia.

    • luigi bandiera says:

      Kax, me magno e paroe… kax.

      Dopo de sta qua: E kusi’ i ga fato de tute e KULTURE ingabiae (paroea talianixada e quindi sbaliada) INKEBAE se dovaria dir e quindi sgrafae, E FUSE TALIBANE… o TALIANE.Ma e xe vegneste fora daea KST. PROPAGANDA PéOIDEGA… insoma, ke pena kulturae…

      Ma so ke diversi no me kapise… eora digo da niovo (ripeto) kosa vol dir TALIBANA o talibane o talibani.

      Talibana (paroea mare) e el so seguito vol dir:

      -I Tali dea republika dee Banane-. Cioe’ l’italia una e indivisibile parke’ ligada nea merrrrrdddd dee banane in tel rame… (cu… saria ma me tegno).

      Da no e mai konfondar ko i patriotisi TALEBANI in AFGHANISTAN… Magari verne tanti kua’.

      QUEI SI KE GA E BAEOTE KOME UN MUSO..!!

      KAX se i invidio…

      • luigi bandiera says:

        I talebani no sgrafa (scrive) no pacioea (parla) e ma i FA FATI. COME I NOSTRI VECI CONTADINI pasai par MONE..!! REALISTI PERO’. QUEO KE KONTA..!

        Penseve la Talia quanto MAL a ga semena’ pa ver i vari sior ROSSI in kanpo..!!!!!!!!! E IN ANEMA E IN CORPO.

        Ma CHI CHE COMANDA CHE SANGUE GAI..??
        ROSSO O EUROS..?? O DOLLARS…??

        Ori i ga, a CASSA PIENA E NOALTRI GNANKA o nemmeno a fine mese ci arriviamo..??

        E il signor ROSSI… CON KE CAMPA..??

        Kon gli euros di stato..? O kon quelle delle coops..??

        Se non arriva a fine mese e difende il suo BOIA mi fa pena… SE INVECE E’ Come le varie MONTAGNE o MONTI e con loro non fa il bunga bunga ma il MAGNA MAGNA allora… VFC. Ke non vuol dire Vigili del fuoko.

        E ma ce ne sono tanti… de sti kax di patrioti del kax.

        Merrrddd si puo’ scrivere..??

        Come dicevo, DOXE ABBONDANTE DI LIQUAME A CHI CREDE CHE SERVA L’ITALIA, senpre nella MERRRRDDDD, appunto..!!

        Ma se la magnassero loro… la merrrrddd a tre kolori…

        Viva ki magna merrrrdddd a tre kolori..!!

  3. Acting65 says:

    sono toscano e quindi fuori dai confini geografici della padania, ma pagherei non so cosa per essere fuori da questa vergognosa italia, tantomeno da quella citta’ corrotta che si definisce capitale.
    Preferirei di gran lunga un ritorno delle varie repubbliche piuttosto che una finta unita costruita ad hoc da presidenti lagnoni per i 150 anni e da un governo buffonesco di banchieri e coccodrilli piagnoni….Auguri a tutti….

  4. Eruanten says:

    “maggioranza in questo Paese” è una battuta???

    In Veneto no di sicuro, forse appena nel centro Italia.

    Vergogna al massonico-liberal infausto risorgimento.
    Vergogna a tutti i governi che hanno perpetuato l’ingiustizia sociale e culturale.
    Vergogna a tutti quelli che fanno i nazionalisti con il sangue degli altri.
    Vergogna a chi ha imposto, per quanto sia una bellissima lingua, l’italiano a tutti e tratta ancora oggi come un minorato mentale chi non è in grado di parlarla correttamente.

    Mi dispiace signor Rossi, ma lasci perdere le favole e studi la storia, vedrà che si vergognerà di ciò che scrive oggi.

  5. A.A. says:

    Non possiamo essere uniti per il semplice fatto che milioni di settentrionali e di meridionali sono stati mandati al massacro insieme e per lo più contro la loro volontà (le ricordo signor Rossi, che se non si usciva dalla trincea, ti fucilavano seduta stante), mio zio era Ardito (per mandare a casa qualche lira in più), mio nonno Alpino della II Guerra, ambedue caduti, per cui la prego, mi risparmi questa sua retorica post-risorgimentale.

    Siccome sembra proprio da certi discorsi che l’unità di questo paese poggi solo ed esclusivamente su quei milioni di morti, allora io mi dichiaro apertamente antiitaliano e indipendentista.

    W il Nord Libero!

    • luigi bandiera says:

      Ma li strakani hanno fatto apposta a mandare gente alla morte, proprio per poi rivendicare… dei diritti, INESISTENTI.

      Saluti.

  6. luigi bandiera says:

    Capito i TDCi come ragionano..??

    Unita col ferro e il fuoco… NON CON LA VOLONTA’ POPOLARE cioe’ con la DEMOCRAZIA.

    Ma sono TURBO DAVVERO STI scienziati del FERRO E DEL FUOCO..!

    Me nona, santa dona del 1800 circa meta’ ani 80, quando a gavea da ssciokar serte gaine che bastava kee vedese un saso bianko ke e se mertea ea’ a koearlo, a le ciapava par e sate e podopo ea ghe metea ea testa soto aqua che a iera in tel mastel dea isea.
    Quando a vedea che a sbatea e ae eora la tirava fora… el tratamento durava a seconda dea situasion. Parke’ a ghe jera dee gaine pi’ cioke de altre. A kura a durava anka pa diversi di’…

    Valtri patrioti nasesti daea KST (kantina sociale talibana)se talmente cioki che na ssciokada ve faria rinsaver davero. Ve faria ben proprio.

    Saria l’unika kura sana da farve.

    No ghe xe altro da far e, da dir po’ proprio gnente.

    Se vede da i fati ke se tanto patriotisi, a pacioeamenti.

    Se i konfini dea vostra patria i fuse o i iera sakri, kome mai i gave’ fati kalpestar, pasar, abusivamente da milioni de xente foresta che fin l’altro di’ ve sparava doso..??

    Urge kure extreme ma pa farve tornar inkua’.

    Aiuguri de pronta guarijon.

    lb

    .

  7. tangfong says:

    mamma mia signor rossi ( se così veramente si chiama)
    che retorica!!, che fede nelle favolette!!!….penso che a natale sia ancora in trepida attesa di gesù bambino .
    Non esistono confini e neppure nazioni..semmai spontanee aggregazioni di individui con un comune intento o obbiettivo.
    I confini le nazioni le idee e aimè le sventure cambiano a secondo dei momenti, del clima… e di mille altri fattori, non sia così chiuso ad un cambiamento. Quando avviene a volte è necessario per sopravvivere a volte è inevitabile per la catastrofe che lo ha generato.
    Auguri per la bandiera che sventola dal suo balcone …potrebbe il vento strapparla o un uccellino….

  8. Cesare says:

    Lodevolissimo che il signor Rossi ami ed onori la sua Patria – l’Italia. Tuttavia siamo di fronte ad un colossale equivoco quando lo stesso ritiene, sulla base delle fandonie che gli sono state insegnate (presumo) a scuola che la Padania sia una parte dell’Italia. La confusione forse dipende anche dal fatto che la Lega Nord si richiama appunto al “nord”, mentre sia la Geografia che la Storia ci insegnano che il nord Italia termina sullo spartiacque appenninico, più o meno sulla famosa linea Massa-Senigallia. A nord appunto c’è la Padania (anche se io preferisco il nome Cisalpina, ma giusto per capirci). Si tratta di un’altra Nazione. Che poi si possa trovare un accordo tra le due parti – accordo che riconosca la sovranità di entrambe – personalmente lo auspico.

  9. Dria Bozo says:

    “Il patriottismo è la virtù dei perversi.”
    (Oscar Wilde)

  10. Venexia Libara says:

    E mi invese a so d’acordo col simpatico amigo. El ga radhon de esar fiero e orgo£joso de £a so Ita£ia se el se sente Ita£ian. Anca se no rieso a capir se el sia un santo o un masochista a vo£er stare ne£a stesa stagnà co xente de che£a taca.

    Comunque, visto che nialtri Venexiani semo boni e non no portemo rancor, ma sora tuto visto che no semo mai sta tajani, a ghe auguremo bona sorte co la so be£a e amata nathion.

    Mi unisco (molto, molto metaforicamente) al suo viva l’Italia signor Rossi, ma el me perdona, SENSA el toco in alto, che xe tera de altri popo£i, che no ve apartien e mai ve xe apartegnù.

    PS: No servirà né fero né fogo, el staga tranqui£o. El pol pur tegner £e munithion in soàsa par £a prosima guera punica.

    Par Tera Par Mar

    WSM

    • Eruanten says:

      Haha chapeaut caro Venexia Libara!

      Ma vui ricordarte na roba: “….daghe dosso, Nino, che la ciapemo!” così si rivolse l’ammiraglio Tegetthoff a Vincenzo Vianello da Pellestrina, capo timoniere della nave “F. Max” e, all’annuncio della vittoria gli equipaggi veneti risposero lanciando
      i berretti in aria e gridando “Viva San Marco!!” A Lissa il 20 luglio 1866 gli eredi della Serenissima (veneti, giuliani
      istriani e dalmati) ossatura della marina asburgica sconfissero clamorosamente la marina tricolore che tanto baldanzosamente aveva affrontato la battaglia, forte della propria superiorità numerica e bellica, e quellle “navi di legno con equipaggi di ferro contro navi di ferro con equipaggi di legno” fotografa mirabilmente lo scontro navale.

      Insoma el fero e el fogo £a visto ben i taliani chea volta!

      (scusami per il mio veneto ma son purtroppo abituato a scriver in italiano e a parlar un italoveneto, una cosa ibrida che non fa giustizia nè alla laengua veneta né al fiorentino detto poi italiano)

  11. LorenzoMarcello says:

    Lexar sto comento de sto sior Rossi el me ga fato vegner el morbin.
    Dexo, no xe par dir, ma pi’ ke altro a mi me insomeja ch’el sior Rossi nol’ gapia capio e nol’ gapia studia’ n’ostrega.
    Intrafati che invexe de perdar tenpo a scrivar letare so sto galepin “online” nol podesse torse calke libaro e studiar?
    E si ke ghin xé asa’ de libari su sti’ arguminti.
    Caro sior Rossi mi a ghe faxo on augurio grando che lu el posa studiar e capir le bale e le cabale che i ghe ga’ conta’ so la Italia e sol fero e sol fogo ke ghe sta’ soto.

    A xera el vinti de lujo del mileotosentoesesantasie’ a Lisa (Lissa), in tel mar ke naltri veneti a ciamemo El golfo de Venexia, cuando ke la nostra flota, de naltri veneti, che lora la xera comanda’ da Teghentoff la ga’ cata’ la flota dei ‘taliani.
    I sigava i marineri de San marco che i giera so le barche ‘striache (la flota la se ciamava “Imperial Veneta Marina”) cuando ke i ga’ vedesto le barche dei ‘taliani.
    El sigava i so’ comandi el capitan da mar ch’el vegnea da Viena. El gavea dovesto inparar el veneto par comandar le barche de la flota da guera parkè la xera cuela la lengoa che i doparava so le barche tutti i marineri: la lengoa che xe nostra, el sono de le nostre aneme: la lengoa veneta.
    El sigava Teghentoff al poro marinero Vianelo da Pelestrina (che i lo ciamava el graton) de darghe rento inte la amiraja ‘taliana.
    El graton el gratava ma el xera on bon marinero: el ghe ga’ da’ rento e cussita el graton la ga’ manda’ xo, intel mar.
    Sigava e ridea tuti i marineri de la flota veneta, i sigava co le barete inpararia: Viva San Marco.
    E manco ke mai i volea i Saboia e la galera e el simitero che xe’ l’Italia.
    Cuesta la xe la nostra storia de veneti, desfa’ dai ‘taliani.

    Sior Rossi a no ghe dixo mia c’el se invergogna parke’ mi a penso che lu pi’ che altro el sipia imbriagà da le bale ke i conta i ‘taliani.
    Scoltamemi sior Rossi: studia. Te vedare’ ke te vegnare’ con naltri.

    Sani

    • luigi bandiera says:

      Cio’, LorenzoMarcello,
      ndoe gastu inpara’ a sgrafar in venetho se no ghe xe gnanka skoe..?

      Xe par kaso ke kome mi te sgrafi sensa ver studia’ nee skoe venethe parke’ no e ghe xe e el ke vol dir ke ea lengoea venetha xe na lengoea naturae par nialtri..?
      Infati, ea lexemo e a sgrafemo sensa sfadegar..??

      E deso vustu vedar ke spunta el sapiente talian ke ne trata mal parke’ no sgrafemo in talianstrakan..? No pensemo kome iu’ ke l’a talia xe da senpre esistia..? E tante altre menae..?

      Xe vero ke semo tuti terestri parke’ semo in tea Tera, ke semo tuti fradei parke’ fioi de un Dio soeo, ma ke semo fradei in tel trikoeor e su tute e bae ke i ne ga konta’ me par ankamasa un rajonamento da uno ke ga e fasine fora dal kuerto.
      Na roba me vien da puntuaixar: mejo kel kambia skoe… se no i lo inbriaga ankora de pi’ se ‘l torna nea KST o skoea talibana o taliana.

      Purtropo de xente kome el sior Rossi ghe ne xe tanti e anka dei nostri.

      Ssciokarli kome faxea me pora nona ko e cioke xe bruto, ma na kureta de san studio podaria farlo e farli tornar inkua’.

      Sgrafafo tenpo fa: BASTA SCUOLA ITALIANA, A ROVINA I NOSTRI XOVANI..!!

      Saeudi

  12. Bernardo says:

    Sig.Rossi,ma la scuola italiana la storia gliela ha insegnata?No perche’ io sono Piemontese,stimo e ammiro i fratelli Siciliani,Sardi,Veneti,Aostani,Tirolesi.Lombardi,Toscani..che vogliono l’indipendenza e l’autodeterminazione.Lei e’ una minoranza,sempre piu’ solo..lei e’ come i 30 milioni di tesserati al Partito fascista nel 1942…La Sua maggioranza..nel 1943 erano diventati 0…la minoranza..e allora Rossi…su’…ma ci faccia il piacere.

  13. Claudio Franco says:

    Non esistono sacri confini perchè non esistono nazioni, nemmeno quella italiana. Esistono solo comunità di persone che sentono profondamente il proprio essere un tutt’uno. L’Italia non è nemmeno una comunità, quindi forse sarebbe il caso di rifiutare retoriche arcaiche, essere un po’ più moderni e comprendere che gli stati, più sono aderenti alla realtà fattuale, meglio è. E che forse cestinare lo stato italiano unitario e avere un sistema di molteplicità scelte dalle comunità stesse sia l’atto di modernità che serve a questa sciagurata penisola…

  14. sciadurel says:

    vuota retorica ottocentesca, che non ha riscontro nella realtà di tutti i giorni

  15. sardigna natzione says:

    o sig. rossi ,ita si depu narai a fostei?s’italia est un amesturu de genti,traditzionis e fintzas limbas diversas. est un istadu fraigau a pitzu de sa televisioni aundi cumandanta evasoris,piscamus e mafiosus. a fostei andat beni di aicci,a medas atrus nono. si consillu de andai in su paisu bascu o in catalogna po castiai cumenti inguni si poninti a facci de s’istadu centrali.po su restu si apu iscritu in sa limba natzionali mia chi no est cussa de fostei. a(mai) si biri.
    traduzione:
    sig rossi cosa le devo dire?l’italia e’ un mix di popoli,tradizioni e anche lingue diverse.e’ uno stato costruito con la televisione dove comandano evasori prelati e mafiosi.a lei va’ bene cosi’,a tanti altri no.le consiglio di andare nel paese basco o in catalogna per vedere come si pongono li’ di fronte allo stato centralista. infine le ho scritto nella mia lingua nazionale che non e’ uguale alla sua. a (mai) rivederci

  16. Domenico says:

    Mi pare inutile replicare. Lasciamo il signor Rossi con i suoi immancabili destini e le sue decisioni irrevocabili. Speriamo per lui che si lasci aiutare…
    Il solo guaio è che a ‘ragionare’ così sono la maggior parte dei cittadini del nord, anche se alcuni sondaggi pubblicati sembrano indicare che le cose stiano cambiando rapidamente.
    Speriamo che i Veneti inneschino un effetto valanga anche da noi

  17. Federico says:

    Ammettiamo anche di essere tutti italiani… e allora? Forse che a San Marino sono ungheresi? No. Sono italiani, ma si governano da sé. Anche in Ticino non hanno problemi in merito, e infatti usano spesso la formula “Svizzera italiana” (anche per la televisione, per la radio ecc.). Sono italiani culturalmente e studiano Dante, Manzoni e Pirandello, ma certo si tengono la loro libertà e le loro istituzioni. Dobbiamo chiedere una sola cosa: di poter votare sullo stare o meno nella Repubblica Socialista di Tutte le Italie. Tutto il resto è rigetto della democrazia.

  18. gianni says:

    I sacri confini nazionali sono quelli degli antichi popoli e NON quelli dei romani usurpatori. Essere italiano vuol dire essere contento di tutto quello che il governo ti fa’ pagare e ti costringe a rispettare, se lei e’ cosi’ masochista affari suoi! Se gli INDIPENDENTISTI sono una minor parte rispetto agli inconsapevoli italioti ringrazzi pure la sedia nord & company stato chiesa che per anni sono riusciti a far credere delle balle alla gente! CAMUNIA NASCIU’

  19. floriano says:

    Signor Rossi della porta accanto, dalla sua lettera,
    intrapprendo che la sua debolezza caratteriale che è anche di comodo e a tal senso, viene rispecchiata la sua persona dalle dichiarazioni di un certo Spidertruman che nel suo sito, indica ECCO COME CI GOVERNANO: le 10 strategie della manipolazione attraverso i massmedia. AGGIUNGO COMMISIONATI A DOC.

    nella 5^ strategiasi legge:

    Rivolgersi al publico come ai bambini.
    La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte voltevicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creaturadi pochi anni o un deficente mentale, Quando più si cerca di ingannarelo spettatore più si tende ad usare un tono infantile, perchè?,”se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionalità , lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso cririco come quella di una persona di 12 anni o meno”( vedere armi silenziose per guerre tranquille).

    Alla n°6 si legge:

    usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.

    Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo.Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accessoall’inconscio per impiantare e iniettare idee, desideri, paure, e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

    Alla n°7 si legge:

    mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.

    far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo ela sua schiavitù. La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e madiocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori.

    Alla n°8 si legge:

    Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
    Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti……..!!!!

    Alla n°9 si legge:

    Rafforzare l’autocolpevolezza.

    Far credere all’individuo (spettatore o lettore),che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, (vedi suicidi imprenditori), per causa della sua insufficente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione.

    Alla n°10 si legge:

    Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.

    Negli ultimi 50anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle elites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esrcita, un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.

    detto questo si trattenga dal comuoversi di tanto
    patriotismo CHE COME VENETO NON MI RAPPRESENTA consulti il sito che le ho consigliato e si legga le prime 4 strategie sicuramente ne trarrà vantaggio sempre che lei non ne faccia una questione morale e di comodo BUONISMO

    P.S: LE STRATEGIE SONO STATE DICHIARATE DA UN PORTA BORSE DI QUALCHE DEPUTATO O SENATORE SANGUISUGA DELLO STATO ITAGLIANO, IL QUALE RAPPRESENTA LA SUA CONDIZIONE SOCIALE ITAGLIANA.

    W SAN MARCO

    http://WWW.VENETO STATO.org

  20. @LE says:

    “Ma un giorno ricordiamoci, noi Lombardi, di essere stati trattati come terra di conquista, di non aver potuto esprimere una nostra precisa volontà popolare”

    Gioann Brera, Storie dei Lombardi

  21. Jordan says:

    Il sig. Rossi non ha esposto alcuna tesi, ma ha rimandato il tutto ad un video promozionale, che richiama chiaramente uno spirito patriottico-sacrestano che sinceramente ha poco a che vedere con l’attualità, e men che meno con la nostra storia. Attualità che vede lo stato Italiano NEMICO imperterrito degli Italiani, e sfido chiunque a dimostrare il contrario. E’ lo stato che divide (et impera), fin dalla nascita, sua e di ogni Italiano, con l’eccezione del ventennio fascista, ma con ben altri risvolti e tragiche conseguenze.
    L’unità è un valore se viene utilizzato a beneficio degli Italiani. Se invece è un totem da sventolare per metterci gli uni contro gli altri nel momento in cui lo stato diventa strozzino e aguzzino, ritengo legittimo, se non doveroso, pensare ad una diversa architettura per questo sciagurato paese.

  22. Trasea Peto says:

    L’italia è solamente un’espressione geografica, una penisola europea come anche la penisola iberica o la penisola scandinava.
    Credo che per dividerla dal resto d’Europa serva molto tritolo, ma non penso sia un buon investimento, troppa spesa per diventare un’isola e forse aver il solo vantaggio di risparmiare tempo per i viaggi in Africa. Non vorrei rinunciare ad avere la comodità di mangiare ottimi canederli a poco tempo di distanza.

    In un periodo che l’ateismo spopola parlare di “sacri confini” è assai divertente.

    A ferro e fuoco mi piace la carne e se cucinata all’aperto nei pressi di un laghetto di montagna di domenica pomeriggio sembra aver un gusto migliore.

  23. bustianu says:

    Cosiglirei al sig. Rossi il libro di Salvi “L’Italia non esiste” edito dalla Leonardo Facco Editore dove si forniscono le ragioni che il signor rossi afferma siano mancanti alla causa dei sostenitori delll’indipendenza dei vari popoli che vivono all’interno del contenitore statale italiota. Inoltre il ferro il fuoco presuppongono la violenza della coercizione e questo fornisce una ragione potente e forse la più fondante per coloro che liberamente vogliono secedere da un organizzazione alla quale non dànno la loro volontaria adesione.

  24. diego says:

    Il punto è che ognuno è libero di essere quello che si sente di essere. Io sono Veneto e non sono, né mi sento italiano. Lei sig. Rossi è italiano e si sente tale. Benissimo. Perché mai allora vuole stare assieme a gente come me, costrigerci con la forza, l’arroganza e la presunzione ad essere italiani, forzati cittadini di uno stato di cui non condividiamo niente, né cultura, né tradizione, nè lingua, né storia?

  25. Rodolfo Piva says:

    Egr. Sig. Rossi
    Se i cittadini dello stato italiano si dedicassero allo studio della storia attraverso la consultazione di testi e documentazioni diverse, la loro analisi e comparazione, cosa questa piuttosto faticosa, si troverebbero in mano i seguenti dati:

    1. L’unificazione del paese Italia è avvenuto attraverso l’aggressione militare e tipicamente imperialista di uno stato: il Regno di Sardegna e Piemonte rivolta verso gli altri Stati Sovrani presenti sul territorio della penisola e ciò in combutta con potenze come la Gran Bretagna, la Francia, gli Stati Uniti e la Massoneria.
    2. La costituzione del Regno d’Italia avvenne senza il consenso della maggioranza delle popolazioni che avevano una “PATRIA” ma che dovettero subire l’annessione. E’ ben vero che i misfatti devono essere legalizzati e , proprio a tal proposito, vennero effettuati plebisciti truffaldini.
    3. Dal punto di vista della “modernità”, ovviamente per qui tempi, in tema di legislazione sociale, il Regno di Sardegna e Piemonte era quello più arretrato. Le popolazioni annesse al Regno d’Italia, che godevano di una situazione migliore, si ritrovarono pertanto in una situazione di regresso.
    La Lombardia e il Veneto sono forzatamente passati da una Monarchia di Serie A: gli Asburgo ad una di serie C: i Savoia.

    A 150 dall’unificazione esiste lo stato italiano ma sicuramente non esiste la nazione italiana (e nei fatti non esisterà mai) anche se i giornalisti, e non solo loro, hanno il malvezzo di considerare stato e nazione come sinonimi.

    D’altra parte gli esempi nella storia dell’Europa hanno dimostrato che quando nascono stati in modo forzato ovvero senza la libera decisione di comunità diverse di stare insieme, dopo tempi più o meno lunghi, questi stati si dissolvono per dare luogo alle entità originarie o a nuove aggregazioni.

    E’ altresì evidente che chi celebra il 150° dell’unità dello Stato lo fa in assenza di conoscenze e quindi appartiene alla categoria degli ignoranti in buona fede o, peggio, alla categoria di coloro che, pur avendo le capacità di capire, preferiscono allinearsi alla retorica patriottarda di regime infarcita di menzogne.

    Aggiungiamo che il 17 marzo, giornata ufficiale della celebrazione del 150°, rappresenta un insulto alla memoria dei milioni di persone (di tutti i ceti sociali, clero compreso), abitanti della penisola, che dal 1861 al 1918 pagarono un caro prezzo, in termini di morti ammazzati, deportati, incarcerati e di emigrati perché non vollero accettare l’imposizione violenta di una nuova patria e per sfuggire al degrado economico conseguente all’unificazione e generato dalla politica becera ed ottusa dei Savoia attraverso il loro lacchè.

  26. Marte says:

    Al sig Franco Rossi, nome così banale che probabilmente è inventato (ma capisco la sua vergogna nell’usare un nome vero per difendere quell’obbrobrio che è l’italia):

    Lei, con rispetto, è proprio il simbolo di questa italia, fondata sulle menzogne e sulla cieca ignoranza.

    Il video mi ha abbastanza fatto rotolare dalle risate, è la sagra dei luoghi comuni degli spot pubblicitari, i bambini che giocano a calcio, l’atmosfera anni 70, la banda vestita a festa e la fig..ura che si sporge dal davanzale… attori capaci di produrre alcune emozioni attraverso immagini girate bene per vendere di più il proprio prodotto. Abbastanza simile agli spot del mulino bianco.

    E’ comunque indicativo del target di pubblico a cui si riferisce, che ricorda quello della propaganda nei regimi totalitari: gente a cui basta vedere tre minuti di spot pubblicitario per eccitarsi dimenticarsi che l’italia fa soffrire e rovina la vita a milioni di persone.

    Gente abbastanza ottusa a cui è facile far dimenticare la realtà , ad esempio che quei bambini che fischiettano l’inno in un italia reale sarebbero presto a lavorare 9 ore al giorno senza la possibilità di una pensione, che in passato ragazzini non molto più grandi di quelli sono stati presi a fucilate nella schiena dai carabinieri per spingerli a non ritirarsi nelle tante guerre volute dai compari del signor Rossi appunto per “fare” la sua cara italia col ferro e col fuoco. Che la banda di paese non esisterebbe per mancanza di fondi, che il paese cadrebbe a pezzi per lo stesso motivo , che i garibaldini hanno ammazzato migliaia di persone a casa loro solo perchè dell’italia queste persone non volevano nemmeno sentire parlare.

    Il signor rossi probabilmente è fiero di avere sulla coscienza tutta questa distruzione e probabilmente è fiero che l’80% della gente intorno a lui stia facendo la fame e conduca una vita da terzo mondo solo perchè la gente come il sig. Rossi si eccita a vedere sventolare una bandiera , esattamente come il cane si eccita e scodinzola quendo il padrone sventola il bastone e lo tira lontano.

    Il sistema statale fornisce un buon addestramento per creare bravi cagnolini fin dalle scuole elementari (vedi ad esempio tutti i bambini obbligati, senza sapere quello che stanno facendo , ad accogliere napolitano sventolando per ore le bandierine quando va da qualche parte ).

    Sinceramente non credo che la gente come il sig. Rossi possa capire il significato della democrazia, del libertarismo o dell’indipendentismo , non credo possa capire come il futuro sia un europa costituita dai popoli autogovernati che si aggregano su base volontaria e non una megastruttura burocratica di 60 milioni di schiavi.

    A chi è addestrato a scodinzolare davanti alla parola “stato” , non si insegna facilmente cosa è la libertà.

    Addio signor Rossi, e speriamo che la sua italia non resti ancora a lungo a causare ancora troppa sofferenza tra coloro ai quali io voglio bene e amo.

  27. Marc says:

    Caro Sig. Rossi, Lei parte dalla presupposizione che esisteva già un’Italia e che il ferro e il fuoco la unirono, presupposizione che è a dir poco dubbia sia dal punto di vista storico, che da quello culturale e sicuramente da quello linguistico. Col ferro e col fuoco non si unì proprio nulla, al massimo si creò uno Stato, ma quello è un’altro paio di maniche.

  28. MAURO DANESE says:

    ” Il Veneto è la mia Patria. Sebbene esista una Repubblica Italiana, questa espressione astratta non è la mia Patria. Noi veneti abbiamo girato il mondo, ma la nostra Patria, quella per cui, se ci fosse da combattere, combatteremmo, è soltanto il Veneto. Quando vedo scritto all’imbocco dei ponti sul Piave fiume sacro alla Patria, mi commuovo, ma non perché penso all’Italia, bensì perché penso al Veneto. “
    (Goffredo Parise, Il Corriere della Sera, 7 febbraio 1982)

  29. chicco says:

    150 anni fa la cosiddetta Italia non esisteva…
    mi ricorda qualcosa a riguardo dei critici della Padania…

    150 anni fa Popoli veri, con Nazioni VERE quali i Veneti o gli abitanti del Regno delle due Sicilie vennero obbligati all’annessione, chi con la VIOLENZA (per me Garibbbaldo è e rimane un terrorista), chi con la TRUFFA del plebiscito…

    scusi, sig. Rossi ma come fa ad essere Orgoglione di appartenere ad una finta Nazione nata dalle mire massoniche dei Savoia che dovevano solo ed sclusivamente rubare la cassa di veneti e Borboni per pagare i loro puffi???

    con amicizia
    Chicco Soro
    Piemontese, Padano, Europeo che si vergogna ancora adesso dei Savoia.

  30. Carlo Sangalli says:

    Ognuno ha il diritto di pensare ciò che vuole e di agire, ovviamente senza danneggiare altri, come preferisce. Peronalmente la penso come il Sig. Rossi, sono orgoglioso di essere bergamasco e, in quanto tale, italiano ed europeo. Niente retorica sulle lacrime e sul sangue versato. Non si sta insieme se non lo si desidera, quindi invito i nostri governanti, anche solo quelli regionali, ad indire un referendum che ponga i quesito se rimanere tutti uniti in un’unico stato oppure se si preferisce dividersi. Una sola piccola avvertenza: la maggioranza decide e non se ne discute più.

  31. Alessandro says:

    Negare l’esistenza di un territorio in cui un abitante dello stesso vorrebbe identificarsi significa negare l’esistenza stessa dell’abitante! Per estensione e sillogismo significa rinnegare l’esistenza dello Stato di cui questo abitante fa parte e in cui Lei si identifica!

    Perche’ se uno Stato è la summa di diverse nazioni (popolazioni) negare l’esistenza anche di una sola parte di esse significa negare l’esistenza della totale!

    Come sempre il problema e’ un’altro: rivendicare la propria identità significa voler rimarcare il fatto che ‘qualche’ problema questo Paese ce l’ha !

    Non riconoscerlo vuole solo significare che non si vuole la soluzione degli stessi!!

    Cordialmente, senza rancori e con tanto affetto ideale!

  32. MauroLIB says:

    Caro Signor Rossi,

    non voglio essere un suo concittadino, perchè mi obbliga?

    In bocca al lupo.

  33. rosanna says:

    il Sig. Franco dimentica un passaggio importante …prima dell’ Italia bisogna fare gli Italiani cominciando da quelli cosiddetti servitori dello stato che hanno reso servi i cittadini

  34. Albert says:

    Cazzullo grande giornalista?

    Sono così orgoglioso della nostra storia che vorrei sbarazzarmi dello stato italiano, principale colpevole dello sfracelo della vera Italia che non è questa ma quei mille paesi, mille popoli, mille ingegni che hanno fatto grande l’Italia quando lo stato italiano non esisteva, signor Rossi cominci con il chiedersi: ma l’Italia (concetto universale) coincide con lo stato italiano?
    p.s si legga l’Italia non esiste di Sergio Salvi, altrimenti questi “nobili slanci retorici” possono sembrare solo la solita fuffa italiota.

  35. Matteo says:

    Nulla è eterno signor Rossi.

    Solo i dittatori o i cialtroni come Bossi si credono eterni e insostituibili.

    A decidere siano democraticamente i cittadini. Anche in nome di quella Resistenza e di quei partigiani, tra i quali anche diversi autonomisti, federalisti, azionisti sardi poi messi a tacere nella Costituente dall’ideologismo clericale della DC (mamma Chiesa) e di quello stalinista-socialista (mamma partito PCI).

    Io preferisco che il futuro di una comunità sia sempre deciso democraticamente tramite referendum, non tramite il “ferro ed il fuoco”.

    Con cordialità.

    Matteo

  36. Stefano Bisogni says:

    Io considero lo Stano assolutamente illegale, Sig. Rossi. E lo dico in base ad una semplice prova che ella stessa può fare personalmente. Se applicasse le leggi allo stato stesso oggi sarebbe fallito, condannato per frode, estorsione, concorso interno/esterno/strisciante alla Mafia, ecc.
    Lei penserà, … ma che c’entra con l’unità d’Italia? C’entra, c’entra eccome… perché l’unico collante di questo paese è lo spreco, quello spreco che ci soffoca.
    I 150 anni di fallimenti andavano festeggiati solo stringendoci la mano e realisticamente riconoscendo che non è andata. Ognuno a casa sua con i suoi usi e consumi!

  37. Roberto says:

    La mia patria è un’altra.
    Nella mia patria non c’è la mafia
    Non c’è uno stato che mangia se stesso per mantenere i fannulloni
    Non c’è la regione della capitale che vive solo di burocrazia e privilegi.
    Non c’è una televisione nella quale si sentono solo accenti romani e napoletani
    Ecc. ecc.

  38. michele ghiroldi says:

    Gentilissimo Sig. Rossi sarò breve nella mia risposta perchè la retorica italica da Lei esposta mi ha fatto sorridere.
    Se l’ italia come sostiene lei è una ed indivisibile allora mi dovrebbe spiegare il perchè le leggi sono diverse, o per meglio dire sarebbero uguali ma una parte le rispetta e l’ altra no.
    Le faccio un esempio della differenza, un comune delle stesse dimensione del mio ( comune di bagnolo mella) con circa 60 dipendenti si trova in difficolta per gl’ esigui anzi ormai quasi nulli trasferimenti statali, allora ora mi dica il perchè un comune come il mio situato al sud debba avere un numero di dipendenti di 3/4 volte il mio e ricevere laute sovvenzioni statali???
    perchè devo continuare a mantenere con le mie tasse il sud che diciamolo una volta per tutte cosi sta un gran bene e non vuole cambiare troppo comoda l’ assistenza statale.
    ora mi dica lei Sig Rossi il perchè dell’ italia unità???

  39. Canova Valter says:

    Caro Franco, in ciò che tu affermi non vedo nulla di male, anzi, posso dire di essere pienamente d’accordo con le tue forti emozioni.
    Solo una cosa ci divide, tu provi un grande amore per quella che senti essere la tua Patria, io allo stesso modo provo un grande amore per quella che sento essere la mia patria.
    La tua patria si chiama Italia, la mia ancora non ha un nome ben definito, non ha ancora dei confini, non ha ancora una sua organizzazione ben definita, per ora è solo un sogno.
    Quello di cui sono sicuro è che non è sicuramente L’Italia, almeno quella che noi conosciamo oggi.
    Poi mi permetto di ricordarti che quello unito con il “ferro ed il fuoco” sempre con “il ferro ed il fuoco si può dividere, eventualmente!!!!

    • Albert says:

      Secondo me il problema di questa gente sta nel nome, se invece di chiamarla Padania la chiamassimo repubblica Cisalpina oppure repubblica federale italiana e come bandiera mettessimo un tricolore con vari stemmi in mezzo questi individui sarebbero contenti, gli basta solo la forma e non il contenuto. Noi si vuole servizi decenti, tasse decenti, vita decente loro vogliono una bandiera, una marcetta inascoltabile (se pensiamo a tutta la bella musica che avremmo) e un nome.

  40. Nicola says:

    Bravo, da lunedì vai a comprare un po’ di BTP italiani e bond di Unicredit, così ti prodighi per salvare tutti coloro che campano di “Stato”.

    • TONY says:

      Egregio signor ROSSI ha pienamente ragione, sono spiritualmente con Lei. Credo che la lega abbia solo fatto propaganda per se stessa quando, in campagna elettorale diceva che avrebbe messo in carreggiata il paese. Tanti Italiani l’hanno votata, ora sono delusi (come il sottoscritto), e la lega finirà al 4% come la benzina super. Penso che questo sito che ci ospita non sia pro-lega, ma indipendentista…e mi va bene anche questo. Occorre esortare la discussione fa bene, così molti leghisti o ex si accorgono cosia hanno fatto i cosiddetti indipendentisti della Padania una volta al governo. Erano a favore del Nord? Dell’Italia? noooooo! solo del partito, dato che l’amministrazione di Treviso (leghista) ha recentemente acquistato 12 autobus dalla Cina. Investito in Tanzania, Croazia, ecc……invece che in Italia o padanja che dir si voglia. Saluti a tutti i leghisti delusi, amareggiati e arrabbiati più con il loro partito che con Roma…

  41. teresa says:

    I momenti salienti della cosidetta “nostra patria” son eventi bellici!
    Desiderare che la Lombardia o il Veneto o il Piemonte abbiano uno Statuto Regionale come quello della Sicilia vuol dire riportare solo uguaglianza tra cittadini,non è forse democrazia signor Rossi?

  42. Alberto Verdi says:

    …il ferro e il fuoco hanno unito, forse non il cuore…!

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