Viva il Comune di Covo, il piccolo non è il male assoluto

di ANDREA CAPPELLETTI*

Vi scrivo stimolato dall’articolo apparso su l’Indipendenza nella giornata di Domenica 8 Dicembre a firma di Gianfrancesco Ruggeri: “Stato ladro e bastardo ma la colpa degli sprechi è Valsecca”.
Vi scrivo perchè sono stato interessato in particolare modo ai processi di fusione negli ultimi mesi, questo perchè sono assessore in uno dei Comuni interessati dal Referendum sulla fusione di Domenica 1° Dicembre.
Nel dettaglio il nostro comune è Covo, 4150 anime circa in provincia di Bergamo, ed il processo di fusione coinvolgeva i comuni limitrofi di Fara Olivana con Sola (1200 ab.) ed Isso (670 ab.).
Concordo pienamente con quanto scritto da Ruggeri nell’articolo: siamo arrivati al punto per cui i piccoli comuni sono divenuti il male assoluto e divengono il capro espiatorio. Non fa niente se con la fusione non ci sono garanzie e tutto si appoggia sul “dovrebbe” e sul “poi vediamo” però i nostri  amministratori vedono bene di fare un salto nel buio, magari solo per il gusto di far vedere che si sta facendo qualcosa di “grande”. Il tutto farcito dai soliti slogan qualunquisti su “l’unione fa la forza”, “bisogna uscire dall’orticello” o “vanno abbattuti i campanili”.
Allora in nome di presunti risparmi e tagli agli sprechi vengono sacrificate identità e tradizioni, storia e radici.
Nel nostro caso poi, le tre amministrazioni, hanno portato avanti un’idea ancora più scellerata: scegliere un nuovo nome al Comune dove non siano presenti riferimeni ai vecchi nomi dei Comuni preesistenti. Dunque son nati i nomi di Roggia, Quattro Borghi, Castelcorte, Pian del Vallo e Borghi del Serio: cinque mostruosità create giusto per inventarsi qualcosa di nuovo, come se non bastasse di per se la cancellazione delle realtà comunali esistenti.
Perchè vi scrivo?
Perchè volevo portarvi a conoscenza di una manifestazione di attaccamento al proprio paese ed alle proprie radici qual è stato quello dei covesi.
Il processo di fusione è stato approvato in Consiglio Comunale a maggio, nonostante i voti contrari della mioranza e di 2 membri della maggioranza tra cui il sottoscritto, e ci si è avviati a grandi passi verso il Referendum del 1° Dicembre scorso: qui i Covesi (e lo scrivo con la “C” maiuscola) con una partecipazione superiore al 50% ed uno scatto d’orgoglio popolare hanno affossato per sempre il progetto di fusione con un voto negativo del 74%.
Anche questa è autodeterminazione, anche questa è voglia di autonomia!
W Covo e W i Covesi.

*Assessore agricoltura e ambiente
Comune di Covo (BG)

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2 Comments

  1. Gianfrancesco says:

    Ottimo assessore, anche il riferimento ai nomi strampalati è sacrosanto. Evidentemente i cittadini di Covo non si sono fatti fregare, anzi si sono resi conto che coloro che cercano di sopprimere voi piccoli, che vi rapinato sistematicamente e che vi “affamano” restituendovi una miseria sotto forma di trasferimenti sono gli stessi che stanno per dare altri 115 milioni di euro a qualcosa di grande, di molto grande, la Grande Voragine che si chiama Roma.

    Viva Covo! Basta Italia!

    http://www.lindipendenzanuova.com/bitonci-che-vergogna-il-decreto-salva-roma/

    • Unione Cisalpina says:

      resistere ovunkue alla nostra dissoluzione … dobbiamo xaltro disfarci delle imposizioni romane specialmente kuelle religiose … altrimenti i nostro anelito di libertà ed autogoverno sarà vano …

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