Vittorio Veneto e l’adunata degli alpini. Il Veneto dall’autonomia alla sbornia (salviniana) del tricolore

fascia tricolore

di MASSIMO VIDORI – Vittorio Veneto 2018: the day after.

Il giorno dopo l’adunata triveneta degli  Alpini sono passato nei dintorni di Ceneda e Serravalle: ovunque tricolori, in una quantità esagerata.

Da indipendentista veneto osservo le dinamiche sociali del territorio che tanto amo, almeno quanto molti Veneti amano l’Italia. Amore per il proprio  Stato che però non dovrebbe essere manifestato con le modalità del tifo da stadio o del Carnevale: non è rispettoso per l’istituzione, né dignitoso per i suoi cittadini.

Ma c’è di peggio.

Oltre il pacchiano nazionalismo, si rasenta la psichiatria. Si tratta dell’eliminazione delle dissonanze cognitive: è un fenomeno di psicologia sociale descritto da Festinger già nel 1957. L’autostima delle persone regge finchè c’è coerenza tra quanto venga vissuto ed il “prezzo” da pagarne. Se la coerenza viene a mancare ci si convince di cose non vere, pur di ritrovare l’autostima. Esempi? La volpe e l’uva. Oppure quel fenomeno di sudditanza psicologica noto come “sindrome di Stoccolma”.

Solo che in questo caso non si tratta della carnevalesca sbornia di qualche giorno (adunate varie, mondiali di calcio, elezioni politiche), ma di uno stato patologico cronico  che è cercato con metodo dalle funzioni dello Stato. Esso è pervasivo sin dall’educazione scolastica, martellante sui media ed intrusivo sui social.

Ed è qui che c’è il peggio: l’idolatria di Stato.

La profusione di italianità sembra utile ad alienarsi in un’estasi mistico-statalista, dimenticando tutta quella che è la nostra competenza religiosa. Dico competenza religiosa e non credo religioso riferendomi, più che alla fede, alla consapevolezza dei riferimenti valoriali, che pare perduta. Nel nome di questo Stato tutto è concesso. Per ora, un’orgia di bandiere che tutto fa dimenticare.

Soprattutto che l’Italia è uno Stato baro nei confronti dei propri cittadini virtuosi  e fallito finanziariamente. Un’istituzione allo sfascio. Che per come è congegnato non vuole e non può garantire i diritti dei suoi cittadini, neanche quelli costituzionali.

Resta inviolato il “dirittino” a sventolarne l’effige: il tricolore buono per tutte le occasioni, dal fruttarolo lungo la strada al funerale di Stato, per la vita e per la morte, specie di quella libertà che tanto si invoca… per eliminare la dissonanza.

 

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3 Comments

  1. Paolo says:

    Il Veneto ha avuto anni fa una piccola fiammella di indipendentismo grazie ad Alessio Morosin, ora è spenta e tutto è finito!

    • caterina says:

      ti sbagli… l’indipendenza è stata dichiarata dopo il referendum della primavera 2014 confermato da commissione OSCE… ma tra la dichiarazione e l’attuazione c’è un sacco di lavoro da fare… speriamo di impiegarci meno dell’indipendenza degli Stati Uniti… attuata dopo sette anni dalla dichiarazione… comunque per fortuna c’è chi ci lavora e non demorde…tanto lavoro e tanta partecipazione non si può buttare via!… vai sul sito plebiscito.eu e vedrai…

  2. caterina says:

    un mese fa sono rientrata a Vittorio, nella mia città e appena scesa dal treno sarei voluta ripartirmene!…un’esagerazione rivoltante… ma come è potuto capitare?… sì. il sindaco al motto “1918 è scoppiata la pace” aveva rivolto alla cittadinanza di accogliere tutti i corpi militari che per quattro-cinque mesi sfileranno nel vialone principale “viale della vittoria” (così denominata nello sviluppo del centro cittadino tra Serravalle e Ceneda, di impronta fascista, inaugurato infatti con pompa magna da Mussolini reduce dalle vittorie africane, come se fossero passati secoli e non pochi anni dalle stragi della prima guerra mondiale)… poveri noi! strumenti e vittime continue di celebrazioni di non si sa cosa, usati per la stupidità di uno Stato che crede, ma forse anche ci riesce, di far dimenticare la nullità che è stato nel corso di centocinquant’anni… si dimentica di Caporetto e si dimentica di esser stato coinvolto dalla propaganda di altri perchè non ama la storia vera, o se ne vergogna, mentre ha usato la sua gente per rimediare la figura da chiodi di fronte al mondo…
    Hanno già sfilato i fanti, l’ultimo fine settimana gli Alpini del Triveneto, poi toccherà ai lagunari, poi alla cavalleria e per finire verrà ci verrà il Presidente della Repubblica…
    Ho visto dalla ripresa in diretta la sfilata degli alpini, stupendi, nell’organizzazione dal prima al dopo…no, l’Italia non si merita gente come gli alpini… forse un centinaio di migliaia di persone in città…cori nelle chiese la sera e nelle piazze la notte, ma alle quattro non c’era più una pezzetto di carta a terra e neppure alla fine dell’adunata …. la città il lunedì mattina ha ripreso il suo ritmo col mercato settimanale,… ma purtroppo i tricolori rimangono a ricoprire i tronchi dei viali alberati e le vetrine e le finestre…che pazzia!
    chissà se qualcuno ha letto “Frammenti di Grande Guerra” quando l’autore aprì l’ottobre scorso in una conferenza al Museo del Cenedese le celebrazioni di questo fatidico centenario…

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