HO FATTO UN SOGNO: ERO IN SVIZZERA NON IN PADANIA

di VITTORE VANTINI

Che strano! Non riconoscevo né le strade, né il paesaggio. Cercavo inutilmente di orientarmi e di trovare qualche scorcio conosciuto. Però bello, con i prati verdeggianti, pulito, silenzioso. Sembrava la mia terra. Mi sono poi imbattuto nell’edificio del Comune e mi sono messo a leggere i documenti nella bacheca. Caspita! L’Iva al 7,50%? E poi c’era un malloppo di pagine legate con una fettuccia bianca e rossa. Le ho sfogliate. Stop stupefatto all’articolo 128: “il reddito delle persone fisiche viene tassato con un’aliquota massima del 11,5%, quello delle persone giuridiche con un’aliquota massima del 8,5%”. Eppure tutto era scritto in italiano, le persone che incrociavo sembravano i miei vicini di casa. Alcuni mi salutavano educatamente e mi sorridevano. Cavolo! Con quell’Iva e quelle tasse non potevano non sorridere!

Poi mi sono svegliato e sono ritornato con i piedi per terra. Ho pensato di aver viaggiato in sogno nel mitico paese di Shangri-la e ho concluso che sarebbe stato bello vivere in un Paese così, ma che un tal Paese non poteva esistere. Certo con quelle tassazioni non sarebbe potuto restare in piedi. Sarebbe subito andato (come dicono gli economisti) in default.

Ancora confuso, ma deliziato ho raccontato il sogno a mia moglie, la quale, dopo avermi dato dello stupido, mi ha retoricamente chiesto: “Ma non ti sei accorto che eri andato a finire nel Canton Ticino”? Nel Canton Ticino? In Svizzera? A cento chilometri da casa nostra? Ancora confuso e incredulo non ho replicato: Temevo che allo “stupido” si sarebbe anche aggiunto un sonoro “vecchio rimbambito”. Mia moglie è come Monti: punta alla mia (e nostra) distruzione!

A questo punto mi è rimasta una curiosità. Si è trattato di un tipico sogno di fantasia o quello che avevo sognato aveva forse qualche riscontro nella realtà? Mi sono fiondato sul web e ho fatto delle scoperte incredibili.

Era proprio vero ciò che avevo sognato, i dati corrispondevano. Accidenti alla Svizzera! Col suo solido Franco e il suo rapporto debito/pil pari al 39,47%. Con la sua struttura confederale, nido di quella democrazia avanzata che poggia davvero sulla decisioni dirette del popolo. Generosamente capace di un welfare completo e soprattutto efficientissimo. Di una Sanità esemplare. Territorio di poche leggi semplici e chiare e di rapporti paritetici e rispettosi tra il cittadino e l’amministrazione. Dove i ladri vanno in galera e le persone per bene non hanno nulla da temere (la loro Equitalia non si chiama Equisvizzera perché non esiste). Dove l’ordine regna sovrano e ogni cittadino ha a casa propria l’arma con cui difendere eventualmente la propria e l’altrui libertà. Paese che ha le sue radici robuste su tre capisaldi: un vero federalismo,una democrazia diretta e una politica della concordanza. Accidenti a te, Svizzera, che senza pozzi petroliferi, senza miniere d’oro o di diamanti e con meno di ottomilioni di abitanti, ci indichi una strada maestra (alla faccia di Napolitano che sproloquia sulla impossibilità per un piccolo Stato di reggere l’urto (?) con i grandi Paesi della Terra).

E allora, da “vecchio rimbambito” sono stato invaso da un pensiero struggente. Piemonte, Lombardia e Veneto sono (con l’Emilia) le regioni più produttive di mamma Italia, madre snaturata e di facili costumi, che ogni anno ci ruba (dandoci in cambio qualche briciola) 50 miliardi di Euri (100.000 miliardi delle vecchie Lire, per chi, come me, è restato lì col cuore). Una cifra tanto spaventosamente elevata che, insieme a una bella ripulita dei conti pubblici e di altre poste (probabilmente altri 50 miliardi), risanerebbe il debito pubblico dell’intera Italia in pochi anni (c’è chi dice 10 e chi 20). E noi, cittadini imbelli, ingolliamo tutto senza un solo valido motivo.

Mi chiedo se vi è qualcuno che, posto davanti a una alternativa di questo genere, non sarebbe d’accordo nel fare la scelta migliore. Eppure la frantumazione (e forse anche la litigiosita’ e il velleitarismo) di molti movimenti indipendentisti non riesce ad intercettare quella grande massa di non-votanti, di delusi, di chi pone nell’urna una scheda bianca, di quelli che neppure vogliono sentire o capire. Siamo meno intelligenti degli Svizzeri? No! Purtroppo siamo un pò meno cittadini e molto di più bamba!

A Brescia vive, si è organizzata su base regionale e progressivamente si rinforza l’Unione Padana Alpina, figlia genuina delle teorie di Miglio, un movimento che potrebbe essere un punto di incontro e di discussione per tutti, nel quale sono stati attenuati i personalismi e le “prime donne”, perché tutti coloro che la pensano in un certo modo devono essere “primi inter pares”, capaci, senza retro pensieri o tattiche, di portare con onore la bandiera di una futura Repubblica del Nord, dimenticando egoismi, protagonismi, avidità di potere. E il momento storico è assolutamente favorevole, perché i cittadini vengono spogliati giorno per giorno di diritti e di proprietà, ridotti ancor più al ruolo di sudditi senza capacità di reazione e senza parole, in un silenzio che, a parte i soliti teatrini dei guitti politici, si fà tombale.

Dobbiamo essere uomini di buona volontà, testimoni autentici verso tutti, generosi di noi stessi e capaci di essere concordemente la voce che grida in un deserto, da cui sgorghi una vera democrazia nell’indipendenza. Dobbiamo unirci e impegnarci in nome di queste idealità. L’alternativa è il “de profundis” della libertà e della proprietà. Sveglia Padani.

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22 Comments

  1. lorenzo says:

    gli svizzeri saranno anche antipatici con un sacco di difetti
    ma sono indipendenti ed organizzati in federazione ben dal 1291. Avranno qualche merito?
    Gli sizzeri non fanno solo cucu, orologi e cioccolato. Si vede che non conoscete a fondo l industria svizzera.
    Sono all´avanguardia in molti campi ma non se ne fanno un merito o grande pubblicita´perche´sono seri.
    Le leggi piu´importanti devono passare per un referendum popolare il cui risultato decide sull ´adozione delle stesse.
    Il referendom non e´come quello italiano i cui risultato spesso non viene preso in considerazione dai governi del nostro disgraziato paese.
    Studiate meglio la svizzera e le sue leggi e poi ne riparleremo. Saranno antipatici ma stanno molto meglio di noi.
    W la svizzera abbasso l ´itaglia

  2. MARIO ROSSI says:

    ORAMAI è FINITA SONO FINITE TUTTE LE NOSTRE SPERANZE SOLO I SINDACI SE SI UNISCONO IN UN ASSEMBLEA ANCI POSSONO RICONOSCERE L’INFERNO CHE STIAMO VIVENDO TUTTI I GIORNI E DECIDERSI DI CAMBIARE PER IL NOSTRO E IL LORO FUTURO,
    UN FEDERALISMO DI TIPO SVIZZERO PUO’ SOLO PARTIRE DALLE NOSTRE URLA DI CITTADINI LOMBARDI E VENETI O ALTRI CHE VOGLIONO UNIRSI. MA I SINDACI DEVONO DECIDERSI DA CHE PARTE STARE, LA POLITICA NON PUO’ FARE PIU’ NULLA E’ IMPEGNATA SOLO A SALVARE SE STESSA, MA NOI CHI CI SALVA. BASTA SUICIDI VERGOGNA.

  3. Vittore Vantini says:

    l testo della Costituzione svizzera del 18 Aprile 1999 recita esattamente le percentuali indicate. Che poi ogni cantone possa aggiungere in una misura variabile altre percentuali e/o ci siano state variazioni, cio’ dimostra 2 cose: che la tassazione di base è quella e che la Costituzione svizzera viene “adattata” con una certa frequenza alle esigenze (Miglio diceva che ogni generazione avrebbe dovuto avere la sua costituzione!). Certo non intendevo scrivere un “trattato”, nè era ed è importante guardare e vivisezionare i numeri. Voleva essere un raffronto (agghiacciante) per noi. E, poi, siamo alle solite: un uomo indica la luna, c’è chi guarda la luna e chi il dito.

    • Bacchus says:

      Se uno vuole fare un po’ di giornalismo serio, non si ferma alla prima percentuale che incontra e cerca di imbastire un articolo senza aver approfondito il tema. Non è questione di dito oppure di Luna, si tratta di fornire al lettore una descrizione veritiera, e quello che ha fatto lei non lo è, mi dispiace. Sembra che in Svizzera si paghi solo lo 8.5% di tasse, ho cercato di spiegare che non è così. Non è così facile vivere in Svizzera, gli stipendi sono alti, ma sono al lordo: ognuno si deve preoccupare di pagarci le imposte, la copertura sanitaria, di organizzarsi la previdenza sociale, ecc. Gli alloggi non sono di proprietà nella maggior parte dei casi e il loro costo incide parecchio sul budget familiare. Si vive ancora bene e ci si può permettere abbastanza, ma non è più come una volta!

      • lorenzo says:

        ogni ittadino almeno nel canto ticino he conosco rieve la sua dihiarazione dei redditi diettamente dal cantone con indicato la quota he deve pagare.
        Se il cittadino ritiene he i calcoli sono errati deve solo presentarsi in un ufficio antonal e se risulta lérrore viene rimborsato immediatamente.
        M maggior prte del popolo svizzero non e´ricco ma vie bene. Come vorrei essere nato in svizzera e non in italglia paese del terzo mondo.
        W L SVIZZERA!!!

  4. Bacchus says:

    Non so quando sia stato scritto quest’articolo, ma porta un mucchio di irregolarità. Dal 1° gennaio 2011 l’aliquota normale di IVA è all’8%. L’articolo di legge 128 esiste veramente, ma riguarda l’imposta diretta federale; oltre a quest’imposta, che è quella che incide in maniera minore, ci sono le imposte comunali e cantonali da pagare. L’onere fiscale totale è di ca. il 30% rispetto al PIL, però ogni cantone è libero di stabilire la propria pressione fiscale con Zugo in testa e Jura fanalino di coda.
    Nel 2010 la percentuale di debito sul PIL era del 38.2%, questo grazie ad un freno all’indebitamento che si è dimostrato un meccanismo efficace; anche negli anni di crisi il debito è costantemente sceso.
    Vittore Vanini, rimboccatevi le maniche, nell’estate 2010 è stata lanciata da Dominique Baettig una provocazione, ossia quella che le regioni limitrofe alla Svizzera (di Francia, Germania, Austria e Italia) potevano chiedere l’annessione alla Confederazione Elvetica come nuovi cantoni. In Internet si può trovare parecchio materiale, all’Università della Svizzera Italiana è stato affidato uno studio in merito. Datevi da fare, contrariamente a quanto letto sotto, almeno per il canton Ticino un allargamento dei confini sarebbe un toccasana: ogni giorno dobbiamo sopportare oltre 52’000 lavoratori frontalieri che vengono a lavorare in Svizzera, perché aziende italiane hanno deciso di delocalizzare; l’ultima che ho in mente è stata la Napapijri, che dalla Val d’Aosta si è spostata alla periferia di Lugano.

  5. Vittore Vantini says:

    Rispondo in ritardo ai commenti, perchè ero lontano dalla mia “postazione”. Intanto ringrazio tutti cordialmente. Poi vorrei precisare alcune cose:
    – sono un vecchio, che ha un pò girato il mondo (realmente da povero emigrante), che però è stato trattato per come si comportava e capace di rintuzzare le facili e risapute battute e/o critiche sugli italiani (ricordo che una sera – proprio in Svizzera – un signore di lingua tedesca (che io parlo abbastanza bene) si rivolse a me nei soliti modi di chi è stupidamente razzista. Gli risposi che in duemila anni di storia noi abbiamo avuto uomini e artisti insigni, loro….solo orologi a cucù!. Sono fiero di essere un padano con la convinzione che il nostro popolo non è secondo a nessuno.
    – sono certamente un ingenuo idealista, ma mi sento assai più vivo e forse utile dei tanti disfattisti, di chi è solo capace di criticare, di chi sputa sentenze forse non conoscendo davvero come stanno le cose. Non mi nascondo che in qualsiasi partito e, quindi, anche nella miriade di movimenti indipendentisti,autonomisti, secessionisti ecc.vi è fatalmente un’aliquota di partecipi che possono anche riprodurre (in proporzione assai più piccola, ma non pre questo meno esiziale) una serie di retropensieri che mirano al potere comunque.
    – criticare la Svizzera (noi che ancora non siamo un popolo concorde di cittadini) mi ricorda il bue che dava del cornuto all’asino. Certo anche gli svizzeri hanno i loro difetti e, forse, come i tedeschi si sentono ueber alles, però vorremmo viverci ( a meno di non essere .
    – non aspiro a cariche o ad onori, ma sarò modestamente (per quanto mi è possibile) vigile sentinella della genuinità del nostro movimento e…lingua senza peli!
    – uniamoci concittadini perchè è il momento più opportuno!

  6. BRENNO says:

    se la lega patacca padana è quella che leggiamo dai giornali..13 che fanno ricorso contro la soppressione dei vitalizi…allora ci teniamo l’originale..Padania Libera

  7. Bruno says:

    Ma perché Lei e tutti i padani non andate a vivere in Svizzera? Ve lo dico io. Perché in Svizzera i padani non li vogliono dato che sono considerati come terroni. Chiedere per ulteriori informazioni ai frontalieri.

  8. fabio ghidotti says:

    perchè rimpiangere la lira che era una moneta nata piemontese (nel senso di sabauda?)

    • Domenico says:

      perchè bene o male rispecchiava una economia, mentre l’euro è una patacca fasulla basata sul niente: se ne accorgerà tra pochi mesi

  9. HOrus says:

    Ma come lodate tanto la Svizzera, e non vi rendete conto che sono, da anni, dei ricettatori incalliti di ogni tipo di valori (oro, denaro e altro) che evasori, ladri, spacciatori, mafiosi, camorristi, ndraghetisti e non so chi altro gli portano fino a casa. Loro sarebbero i civili, ma voi prenderesti soldi da quella gentaglia. Gli Svizzeri sono incivili e con poca morale, come quelli di San Marino ed altri paesi che si comportano allo stesso modo.
    I paesi civili dovrebbero chiedere l’embargo sociale ed economico nei confronti degli svizzeri fin tanto che il loro sistema etico-economico non si adegui ai canoni europei.
    Non è possibile che in Svizzera in paeselli di 6000-8000 abitanti ci siano 8 o 9 banche a raccogliere i soldi di tutti i disonesti dell’Europa, e purtroppo in primis dall’Italia.
    Meditate

    • Leonardo says:

      già, MEGLIO LA CALABRIA, eden di libertà, luogo di produttori di ricchezza e fantasiosi imprenditori, paradiso dell’onestà ed esempio mondiale di onestà. Che sciocco a non essermi accorto.

      • rapisarda says:

        E pure la Sicilia! Per questo dobbiamo difendere le province, non farle cancellare! Specialmente quella di Catania atanto cara all’amico e fratello La Russa e all’amico Castiglione e a suo suocero)! Questa è l’ultima vera fonrtiera della battaglia leghista! A noi!

      • HOrus says:

        Che in Italia ci siano molte persone con seri problemi di senso civico è proprio il motivo per cui i furbetti svizzeri hanno le banche piene di soldi rubati agli italiani onesti.

        • claudio says:

          “…piene di soldi rubati agli italiani onesti.”

          Se sono onesti come fanno ad averli rubati?

          Andiamo HOrus, il suo discorso mi ricorda quelli che emanavano nella Russia dei soviet, dove demonizzavano l’occidente e dove loro erano la parte onesta e felice della terra.

          Chissà perché sono tutti delinquenti in Svizzera, in S.Marino …e pure in Vaticano (dalle ultime urlate sul web che si sentono). Invece a Brussel sono tutti santi, no? Una banda di burocrati inutili e mangiasoldi, per niente da meno di quelli che siedono a Roma.

    • gian luigi lombardi-cerri says:

      I soldi in Svizzera ci sono andati spontaneamente, non come in Italia che , se necessario, arrivano a prenderli armi alla mano.

  10. diana says:

    Complimenti per l’articolo dal quale traspare un’autentica e genuina volota’ di cambiamento e di sdoganamento dalle vecchie ed insane abitudini dei politicanti…..credo pero’ che ci siano toppo poche facce nuove nel movimento di cui lei parla…. e forse qualcuno che ancora alle vecchie abitudini non ha rinunciato…. (vedi Arrighini)

  11. Rinaldo C. says:

    Carissimo Vittore Vantini sicuramente ai fatto un sogno bellissimo ma purtroppo se non uniamo le nostre forze di indipendenza totale da Roma e ognuno pensa solo al suo orticello (regione, provincia e comune), non riusciremo mai. L’unione fa la forza vincente, invece di spezzetare in vari movimenti che sono anche positivi, cerchiamo di unirci tutti Piemontesi, Liguri,
    Lombardi,Veneti e Emiliani, nel progettare un movimento FEDERALISTA
    libero dalla itaglianotta, siamo la vera forza produttiva come tu dici e approvo ma dobbiamo costruire uno sato federale del nord sugli stessi intenti, lasciando da parte
    le discordanze e le angherie, dobbiamo stare tutti insieme e cercare di capire quello che il popolo del nord vuole, ricordati che i militanti di ogni movimento per l’indipendenza del nord vogliono quello che tu ai spiegato nel tuo articolo. Dobbiamo in ogni modo taglare le mele marce che fortunatamente sono poche nei vari movimenti del nord. Il top dell’ Unione Padana, Alpina, barbari sognanti, gruppo Pagliarini liga veneta, lega nord (degli onesti), lega Emilia e lega Romagna accorporati possiamo fare grandi cose per il bene della PADANIA.

    Rinaldo

  12. sciadurel says:

    pensa alla rabbia di chi vive a 15 km dalla Svizzera

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