Il 60% dei veronesi vive peggio di un anno fa

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Verona, situazione economica instabile per molti veronesi – “Più della metà dei veronesi (circa il 60%) starebbe peggio che nel 2011 e almeno il 70% degli interpellati ha dovuto tirare la cinghia e contenere le spese. Sono stati circa mille i cittadini intervistati dal sondaggio della Lega Consumatori sulla situazione economica attuale. E i dati non sono certo confortanti. Secondo quanto riportano i quotidiani locali, sarebbero tornate di moda le rate per pagare beni costosi. Mutui e prestiti, quindi per comprare l’auto, circa il 34 percento e il frigorifero o elettrodomestici in genere, il 15 percento”.

Si spenderebbe meno sui beni di lusso, quindi, e si aprirebbe il portafoglio solo su beni di prima necessità. Intanto l’economia domestica e del bilancio famigliare torna nelle scuole veronesi. Il Banco popolare ha organizzato alcuni incontri con un paio di dirigenti in cui viene spiegata la situazione finanziaria odierna, fino ad arrivare a far capire l’importanza del valore del denaro per bilanciare spese-entrate e risparmi.

FONTE ORIGINALE :http://www.veronasera.it
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2 Comments

  1. silvia says:

    Inps piu’ inpdap: disastro. Chi scendera’ prossimamente a difendere i diritti dei dipendenti pubblici: gli operai? I cassintegrati? Prima dell’accorpamento di questi due enti i conti dell’ inps erano a posto ma vogliamo dircele queste cose?

  2. Roberto Porcù says:

    Questo significa che il 40 % dei veronesi sono dolcemente accasati tra le mammelle dello stato mammasantissima e della crisi si fanno un baffo.
    Il loro posto di lavoro (?) è assicurato, l’assenteismo (per malattie fittizie o pass vidimati da colleghi compiacenti) e la qualità del lavoro svolto sono ininfluenti.
    Giusto in questo mese la consulta ha sbloccato un incremento del 5 % alle retribuzioni dei giudici alle quali sono agganciate le altre, dai parlamentari a tutte quelle nella p.a.
    Con la sicurezza delle entrate, i dipendenti pubblici si trovano a fare acquisti in un mercato che è ora depresso.
    Mi chiedo se e quando tutti coloro che lavorano “a rischio” a qualunque livello, getteranno nel pattume le vecchie bandiere ed i vecchi slogan per unirsi tutti contro lo stato che è lui oggi il vero sfruttatore.

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