Violenze famigliari… Stato di guerra

di MARCELLO RICCIviolenza

Quotidianamente le cronache riportano episodi di violenza nell’ambito famigliare, in casa, il luogo considerato sicuro. Madri che uccidono i figli, mariti che annientano la famiglia, nonni che sopprimono parenti ; questi i casi più eclatanti, quelli che giungono alla stampa. Se i considerano le forme di violenza che non producono morte il quadro è ben più ampio. Amplissimo se alla violenza fisica si somma quella verbale , a volte feroce e lesiva quanto e più della prima. E’ doveroso cercare una spiegazione. Non c’è serenità, non c’è fiducia, non c’è amore. Il mendicante che pur nutrendosi alla Caritas chiede l’obolo ( una volta il mendicare era reato), il clandestino che ti guarda con odio, il mariolo che ti borseggia, il burocrate che esercita il potere di complicare gli affari semplici, il lavoro che scarseggia, il fisco rapace, il parlamento dominato da cialtroni, il governo presieduto dal roditore fiorentino che , in barba alla democrazia è stato catapultato a palazzo Chigi dal sempre maledetto Re Giorgio….
La violenza di queste righe esprime quella che ovunque si respira. La carica negativa che si accumula nella giornata esplode in casa e si concretizza anche in gesti estremi violenti e criminali. L’ambiente famigliare e il luogo dove si vivono gioie e dolori, ma non è giusto che le negatività di una società sgangherata esplodano in casa e colpiscano la famiglia. La rabbia è giusta, l’obbiettivo è sbagliato; nasconde una forma di vigliaccheria. La stessa rabbia collettiva deve trovare lo sfogo nelle strade, nelle, piazze per travolgere istituzioni caratterizzate da ignavia e parassitismo.

Ci sono i delusi, gli oppressi, i senza lavoro, le vittime della Fornero, serve abbandonare l’inconcludente mugugno per passare all’insorgenza e alla rivoluzione. La storia insegna che i cambiamenti epocali avvengono con le rivoluzioni e che queste sono tali solo se si supera lo schema dei diritti acquisiti , particolarmente quando questi sono impropriamente usati per mantenere privilegi come i vitalizi faraonici (Amato &C).
Non serve urlate con la moglie, picchiate i figli…., lo stato delle cose impone di uscire in strada e non con le mani nude per far valere i giusti diritti.

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1 Commento

  1. Roberto Porc§ says:

    Condivido pienamente.
    Da un bel po’ mi affanno a spiegare a chi voglia capire che tra il 2012 ed il 2014 (i dati del 2015 non sono disponibili) ci sono stati 439 persone che si sono suicidate per motivi economici, il 45 % erano imprenditori ed il 42 % disoccupati. Nessun caso tra politici e burocrati, ma questa è solo la punta dell’iceberg del malessere.
    Io penso a quante coppie si siano sfasciate accorgendosi che due cuori ed una capanna non bastano per dar da mangiare ai bambini, quando poi la casa non te la portano via per darla ad altri. Penso che la violenza ci sia sempre stata, ma i grandi casi di questi anni siano dovuti al malessere ed alla rabbia che tutti coviamo.
    A me non basta più la manfrina dell’andar a votare per togliere la seggiolina ad uno e darla ad un suo compagno di merende, spero che la mia veneranda età mi permetta di arrivare a vedere il popolo italiano che produce reddito, fare carne da insaccati di quei politici, burocrati e parassiti di ogni sorta che ci hanno ridotto in queste condizioni. Per loro io sogno la Madama.

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