VIENNA, LEPANTO E L’11 OTTOBRE, LA BATTAGLIA DI POITIERS. LE TRE DATE CHIAVE DELL’EUROPA CHE VOGLIAMO

POITIERS

di ETTORE BEGGIATO – Ci sono tre date fondamentali nella storia dell’Europa, tre date, tre battaglie che hanno reso possibile la continuità dell’Europa, che hanno fatto si che l’Europa continui ad essere … europea e cristiana, tre date che sono  ignorate dal mondo della cultura e della politica europea, sacrificate sull’altare del “politicamente corretto”, sacrificate nel nome dell’ipocrisia e della vigliaccheria.

Le tre date sono l’11 ottobre del 732, battaglia di Poitiers (Francia), il 7 ottobre 1571, battaglia navale di Lepanto (mar della Grecia), e il 12 settembre 1683, battaglia di Vienna: in queste tre epiche battaglie gli eserciti europei e cristiani difesero eroicamente la nostra Europa dall’offensiva islamica.

La battaglia di Poitiers fu determinante per bloccare l’espansione araba in Europa; dopo la penetrazione del sud della Spagna (711) l’obiettivo dell’esercito arabo divenne la Francia e in particolare la città di Tours con la sua basilica dedicata a San Martino; la mobilitazione cristiana si concretizzò con un esercito guidato da Carlo Martello che venne sancito da un solenne giuramento sulle reliquie  dei santi nella cattedrale di Reims.

Le truppe di Carlo Martello si posizionarono  in mezzo alla confluenza dei fiumi Clain e Vienne e questa strategia fu determinante per respingere gli attacchi musulmani.

La vittoria ebbe una grande valenza simbolica per tutta l’Europa, il prestigio dei Franchi fu rafforzato notevolmente e con Carlo Magno, nipote di Carlo Martello, assunsero il ruolo di difensori del mondo cristiano; per la prima volta il monaco Isidoro Pacensis  usò l’aggettivo “europei” parlando di questa battaglia: l’Europa, culturalmente e politicamente, non esisteva ancora, ma in quella battaglia emerse un’identità collettiva.

La sconfitta dell’esercito arabo fu pesantissima e ancor oggi viene ricordata nel mondo islamico come “il lastricato dei martiri della fede”; gli arabi si ritirarono nella Spagna dove la “reconquista” cristiana arrivò solo il 2 gennaio 1492.

La battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 è, almeno nel nostro Veneto, relativamente più conosciuta, anche grazie a numerose iniziative portate avanti in questi ultimi anni.

Dopo il martirio di Marcantonio Bragadin e la presa di Cipro da parte degli ottomani (17 agosto 1571) , l’Europa cristiana capì che era necessario mettersi assieme per respingere l’offensiva musulmana; la Serenissima Repubblica Veneta fu la vera artefice del trionfo cristiano grazie a figure straordinarie come Sebastiano Venier e Agostino Barbarigo,  (si pensi che su 7.500 cristiani morti ben 4.700 furono veneti),

la flotta musulmana fu sbaragliata e ancora una volta l’Europa cristiana fu salva.

Grandissima anche questa volta la valenza simbolica per tutto il mondo cristiano, valenza che negli ultimi anni è stata, purtroppo, persa e sarà difficile che  Papa Francesco la rivaluti come meriterebbe…ma va ricordato che la festa della Madonna del Rosario fu istituita proprio per ricordare la vittoria di Lepanto, e la stessa tradizione di far suonare le campane a mezzogiorno risale proprio alla battaglia di Lepanto.

La terza data fondamentale è quella del 12 settembre 1683, a Vienna padre Marco d’Aviano benedice l’esercito cristiano che affronta in evidente inferiorità numerica l’esercito islamico: la battaglia dura tutta la giornata e si conclude con una devastante carica all’arma bianca guidata dal re di Polonia Giovanni Sobieski.

Le cifre parlano di oltre 20.000 islamici morti in battaglia: l’Europa cristiana era salva ancora una volta.

Qualche anno fa, nell’aprile del 2003, padre Marco d’Aviano venne beatificato da Papa Giovanni Paolo II e sulla sua straordinaria figura e sulla battaglia di Vienna venne anche girato un film, con la regia di Renzo Martinelli, che fu naturalmente boicottato dall’intellighenzia italiana.

Cosa rimane di tutti questi eroismi, di migliaia e migliaia di morti per difendere l’Europa e la sua civiltà ? Poco, troppo poco.

 Monsignor Bernardini, vescovo di Smirne, Turchia,  il 13 ottobre 1999, nel corso della secondo assemblea speciale per l’Europa del sinodo si alzò e disse: «Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”.

Dipende solo da noi europei, tutti  devono sentirsi ancora una volta impegnati a difendere l’Europa, la sua storia, la sua civiltà, i suoi valori, da questa nuova, subdola e strisciante offensiva.

ETTORE BEGGIATO

beggiato@hotmail.com

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3 Comments

  1. caterina says:

    a furia di eliminare la storia tragica ma gloriosa con la scusa di smussare punti critici che si vorrebbe far dimenticare, siamo all’appiattimento generale dei cervelli che invece si esercitano a eliminare crocefissi, a inventare le novità dei transgender, a propinarci le fantasie sfrenate dei costumi e delle cosiddette nuove arti che vanno tanto bene per gl’intrattenimenti televisivi… e così facendo si favoriscono le manipolazioni di chi ha bisogno di lanciare nuovi prodotti e nuove mode per orientare i consumi e accumulare ricchezze per i pochi che hanno il dominio dei mercati, realizzando così il disegno massonico di un mondo senza ideali superiori, senza religione, senza consapevolezza della ricchezza della propria tradizione e della propria storia… e, se non bastasse, facendo dell’occidente il terreno adatto all’espansione islamica che vediamo ancorata all’obbedienza cieca, fideistica ma astuta come plasticamente è rappresentata da nostre piazze coperte a tappeto disciplinato di fedeli con la fronte a terra e il culo in alto… saranno i prossimi nostri padroni prima che scompariamo?

  2. Triste verità. Stiamo vivendo il suicidio della civiltà.

  3. giancarlo says:

    Ma come è possibile che la storia sia emarginata dalla scuola e ridotta a materia marginale????
    Ricordo perfettamente la storia che ho studiato nelle scuole italiane e la rabbia di ciò che mi hanno dato da bere è immensa.
    Ma come fa un paese a reggersi se nelle sue scuole la storia è stata falsata, talvolta cancellata, emarginata, volutamente dimenticata, ridotta a nozione stop and go con buchi, vuoti lasciati lì a testimonianza, quando si scoprono…… ?????????????
    La storia è la base culturale irrinunciabile affinché i giovani possano essere consapevoli di ciò che è stato e di ciò che potrà essere. Senza questa conoscenza saranno come dei viandanti nel deserto erranti senza meta poiché non sapranno da dove sono venuti e come si trovino lì eppure ne devono uscire indenni.

    La ” buona scuola ” è sicuramente la scuola dei somari, specie di quelli che ne hanno la responsabilità. La storia non si cancella mai. I Popoli ricordano tutto e per sempre. Inutile persistere nel tentativo di far dimenticare… a roma se la devono mettere via. Ai miei nipoti lascerò una valanga di libri sulla nostra storia affinché sappiano chi siamo veramente e perché prima che italiani siamo sempre VENETI. WSM

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