Le vie longobarde ricordate con un evento

di REDAZIONE

Uno speciale evento musicale da un capo all’altro dello Stivale, facendo incontrare, sul filo delle note, i siti Longobardi Patrimonio dell’Umanità Unesco, quello previsto questo,  sabato 27 aprile 2013, alle 20.30, con ingresso libero, nella Chiesa di San Pietro ai Volti, a Cividale del Friuli (Ud). Si tratta del concerto di musica coraleLe Vie Longobarde – San Michele Arcangelo – Culto e canti di genti in cammino” che vede protagonista il Coro polifonico Vocinsieme di Monte Sant’Angelo (Foggia), diretto dal maestro Antonio Falcone.

Promossa dal Coro di uno dei sette siti longobardi tutelati dall’Unesco, il Vocinsieme appunto, organizzata dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta di Cividale del Friuli e dall’Associazione Patriarcato di Aquileia, patrocinata dalla Regione Fvg e dal Comune di Cividale del Friuli, l’iniziativa rientra negli scambi culturali fra i siti longobardi che fanno parte dell’Associazione Italia Langobardorum. “Accoglieremo gli amici di Monte Sant’Angelo con grande piacere dice il sindaco, Stefano Balloch -; il concerto sarà un’ulteriore dimostrazione di come il linguaggio universale della musica, in questo caso musica corale, possa rappresentare uno strumento di promozione e crescita culturale”.

Un grande itinerario europeo

“L’iniziativa, dell’Associazione Longobardia, – spiega il promotore del concerto, Bruno Cesca – nasce per unire non solo i siti longobardi riconosciuti Patrimonio  dell’Umanità dall’Unesco ma anche gli altri di matrice storica longobarda tra cui Pavia, Monza e Salerno, per fare alcuni esempi, e tanti altri non meno importanti. Ci sono poi pure i siti esteri. Il progetto, peraltro contenuto nel piano di gestione, è di dare vita, quindi, a un grande itinerario europeo del Consiglio d’Europa, sul modello della Via Francigena”.

Vocinsieme

Nei suoi 20 anni di vita, Vocinsieme ha tenuto più di cento concerti e ha partecipato a diverse manifestazioni nazionali. Il maestro Antonio Falcone dirige da molti anni il coro con grande professionalità e cura meticolosa, spaziando tra vari generi musicali eseguiti “a cappella” e rappresentando la città di Monte Sant’Angelo in numerose rassegne e concerti in ambito mondiale.

Il coro polifonico Vocinsieme si costituisce nel 1985 a Monte Sant’Angelo sotto la direzione del maestro Antonio Falcone, docente presso il Conservatorio di musica “U. Giordano” di Foggia. Nel 1988 avvia la sua collaborazione con i Giuseppini del Murialdo di Foggia, partecipando alle varie rassegne per cori polifonici organizzate dai Giuseppini. Nel 1989 esegue gli inni vincitori al concorso nazionale “Un Inno per l’Europa” indetto da Raiuno. Nel 1990 è invitato all’apertura ufficiale del XV Centenario delle Apparizioni di San Michele Arcangelo sul Gargano. Nel 1994 si classifica tra i primi al concorso nazionale per corali “Diapason d’oro” Città di San Severo. Nel 2000 ha prodotto il cd “La Preghiera del Pellegrino”, canti all’Arcangelo San Michele sul Gargano. Nel 2001 è premiato con il diploma d’argento nella categoria “Canto tradizionale e popolare” al IV Concorso corale internazionale “In… Canto sul Garda”, a Riva del Garda. Nel 2005 ha prodotto il cd “In…Canto sul Gargano”, canti popolari del Gargano.

Monte Sant’Angelo

Monte Sant’Angelo è il terzo sito Unesco della Puglia dopo Alberobello e Castel del Monte. LUnesco ha motivato liscrizione proclamando che il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg) dal VII secolo, con i Longobardi, divenne il più importante luogo del culto micaelico, influenzando profondamente la diffusione della devozione per San Michele in tutto l’Occidente e divenendo un modello per i centinaia di santuari costruiti nel resto d’Europa, compreso il più famoso Mont-Saint-Michel tra Bretagna e Normandia”. Il santuario, infatti, è meta di pellegrinaggi dei fedeli cristiani sin dal VI secolo. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e si affaccia sul golfo di Manfredonia.

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2 Comments

  1. Toscano Redini says:

    Quanta amarezza nel constatare che una Città longobarda come Lucca (S.Michele in Foro, San Micheletto, San Michele alla Verrucola, San Michele di Gombitelli e altri altri ancora…), capitale di una Marca di Tuscia con Gummarit dal 575 fino a Tachiperto nel 773, Marca continuata dai Franchi con Allone, Wicherano ecc. fino a Matilde, dopo che Ugo il Salico o di Tuscia aveva compiuto la trasformazione della Marca in quella Toscana, ben definita quale oggi la conosciamo, nell’istituzione, nel territorio, nella civiltà e nella lingua nel tempo degli Ottoni, quanta amarezza, dicevo, che una tale città sia bellamente ignorata da “Le vie longobarde”.

    Mah! Amarezza ma non meraviglia: gli effetti di 150 anni di scuole “italiane” che hanno inculcato nelle zucche di tanti sedicenti italiani tonnellate di veline ministeriali, sfornate dai vari Minculpop succedutisi nel tempo, sono tali da ritenere impossibile una revisione storica di respiro poco più che elitario. Oh! Toscana! mia Toscana!

    Ceterum censeo italiam delendam est.

  2. michel says:

    per gli insipienti di storia,..quando i primi Longobardi si convertirono al ‘cattolicesimo’ ,.scelsero San Michele come ‘santo preferito’ in quanto come ‘santo guerriero’ era il più somigliante a Thor (antiamente erano ‘pagani’),….il secondo ‘preferito’ era San Giorgio (per le identiche ragioni),..vedi castel san giorgio a MN o altri

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