Vivere in Italia è considerata una sfortuna. Lo dicono i giovani

di MATTIA GIOLO*

Titolo forte ma che esprime benissimo la situazione degli italiani e in special modo dei veneti oggi. Nei giorni scorsi mi è capitato sotto mano il rapporto “italiani nel mondo 2011” della Fondazione Migrantes, così, leggendolo ho trovato nero su bianco quello che quotidianamente sento e vivo in questo paese senza più futuro. Basti pensare che sono quasi centomila gli italiani che ogni anno scappano dall’Italia, ma non è tanto questo numero a preoccupare, quanto la qualità di quelle persone indicate nel numero, per farvi capire si stima che oltre il 70% di questi sono laureati e soprattutto giovani.

Inoltre si indica chiaramente che per il 40% dei giovani dai 25 ai 34 anni d’età, vivere in italia viene considerato come una sfortuna, oppure tra gli stessi, la percentuale di quelli disposti ad andare a vivere all’estero sale al 50%. Il punto focale di questi dati è che l’italia è un paese che importa manodopera scarsamente qualificata ed esporta i suoi figli migliori, quelli che realmente dovrebbero essere considerati come la futura classe dirigente.

Ma ora torniamo al titolo, e chiediamoci se val la pena restare per lottare o andarsene per vivere; un’affermazione che sembra pensata appositamente per i veneti, si perchè molti di quei figli migliori se ne vanno proprio dalla nostra terra, se ne vanno per lavorare, se ne vanno perchè stanchi di questo sistema o semplicemente se ne vanno per vivere meglio, fatto sta che portano la loro intelligenza e le loro idee altrove e questa è una perita enorme ed ingiustificabile per la nostra terra veneta.

L’altra alternativa è restare e lottare, ma lottare si sa, dopo un po’ stanca. Ma ora più che mai di fronte a noi abbiamo un periodo storico in cui lottare, forse, può realmente servire a cambiare le cose, può realmente portare il veneto a quell’agognata indipendenza dall’italia, che lo potrà salvare da un triste destino apparentemente inevitabile. I veneti e soprattutto i giovani veneti possono scegliere, se andarsene e fare probabilmente il bene per se stessi, oppure restare e lottare, affinchè questa terra e la loro gente non arrivi ad essere il primo paese del terzo mondo, ma semplicemente un paese in cui si possa vivere con la gioia di sapere che i figli staranno meglio dei padri.

Questo periodo storico è come un treno, passa veloce e rischi di non prenderlo in tempo, ma i segnali di un risveglio ci sono tutti, sta a noi, alla responsabilità di ogni uno di noi, fare qualche piccolo gesto quotidiano di impegno e rivolta sociale, per risvegliare nei nostri concittadini quel desidero umano che è la semplice ricerca della felicità, quella stessa felicità che per troppo tempo l’italia ci ha limitato o addirittura negato.

*Veneto Stato

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6 Comments

  1. fracatz says:

    son sempre i migliori ad andarsene
    e per i giovani poi tocca tenerci solo i bamboccioni tatuati col cervello affumicato dalle droghe e dall’alcool

  2. Enrico says:

    Basta ItaGlia ! Veneti SVEJAAAA Veneto Stato Indipendente SUBITO !

    Guardate qua lo Stato Itagliano cosa RUBA AI VENETI !!

    http://www.contafurto.com/

    Sono Orgoglioso di essere Veneto non Itagliano ! Viva San Marco !

  3. Dan says:

    L’unica cosa che trattiene la maggior parte dei giovani dall’emigrare è che non esiste un paese straniero con una moneta più forte dell’euro

    • Bacchus says:

      Basta sforzarsi un po’ e poi li si vedono: come metro di misura si può prendere quelle nazioni in cui sono consigliati gli investimenti, come Australia, Canada, Norvegia, Svezia, Svizzera…

  4. reldan22 says:

    Come puoi lottare contro un sistema che fa di tutto per calpestare i tuoi diritti umiliandoti in tutti i modi possibili. Quando per anni ti fai un c..o quadro e poi ti vedi passare davanti il solito figlio di papa’ incompetente ma raccomandato o quando fanno di tutto per farti odiare il tuo lavoro perche’ se sei bravo e non vai a genio al capetto raccomandato, ti ostacolano in ogni modo possibile, o trovi solo posti sottopagati che ti fanno vergognare di alzarti la mattina perche’ non ti senti neanche in grado di provvedere alla tua famiglia……………………si riempiono la bocca di “largo ai giovani”, “diamo opportunita’ ai giovani” poi sono i primi che non se ne vogliono andare, prendono 3 pensioni, hanno 8 consulenze, hanno 90 anni per gamba ma sono sempre li’. E poi ci si stupisce se un ragazzo considera una sfiga essere nato in un paese del genere. Nel giro di qualche decennio avremo una popolazione di trogloditi adatti solo a zappare i campi.

    • liugi says:

      Campi? Quali campi? Non ci saranno più neanche quelli tra qualche decennio. Diciamo grazie agli imbecilli che hanno inventato i contributi di urbanizzazione, rendendo conveniente la svendita del terreno agricolo per costruire condomini vuoti e capannoni che con ogni probabilità non saranno mai occupati.

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