Via il tricolore dai rifugi alpini, Sud Tirolo sempre meno italiano

da ALTRE FONTI

Prosegue con furore asburgico la germanizzazione delle più belle vallate italiane. Nell’indifferenza dell’Italia, ovviamente. Siamo praticamente alla spallata finale: dopo avere di fatto distrutto la scuola in lingua italiana, dopo avere sostanzialmente estromesso l’etnia italica da benefici e privilegi sociali, arriviamo al provvedimento più cattivo e più simbolico di tutti, l’abolizione del tricolore.

La malga di Curon, in Val Venosta, è tra quelle che ha cambiato nome di recente, diventando “Grauner Alm”. A fianco all’edificio sventola la bandiera dell’Alto Adige

Nelle ultime ore, il consiglio provinciale di Bolzano, cioè dell’Alto Adige, cioè del Sud Tirolo (come pretendono orgogliosamente di chiamarlo in zona) ha stabilito che i rifugi delle più incantevoli montagne italiane (senza niente togliere alle altre, ma è così) non potranno più chiamarsi con nome italiano (e sin qui siamo nella bieca normalità), ma neppure issare la bandiera italiana (e qui entriamo nella vergogna assoluta).

La simpatica proposta è del partito separatista di Eva Klotz, la popolare pasionaria che ama l’Italia quanto la lebbra, ma conta sul sostegno entusiasta e decisivo del mitologico Svp, Sudtyroler Volkspartei, retto dal monarca indiscusso e riverito Luis Durnwalder, presidentissimo negli ultimi 24 anni. Si dice a Bolzano che la provocazione sia il gesto estremo, l’asso nella manica, sfoderato a un mese dalle prossime elezioni provinciali, quando si chiuderà il regno di Durnwalder. E quando si parla di elezioni provinciali a Bolzano non si intende la fiacca e inutile liturgia che ormai investe tutte le nostre moriture provincie: si parla del potere in un potentato di livello nazionale, dove si gestiscono tantissimi soldi e tantissimi vantaggi.
Qualunque strategia abbia portato ad ammainare per sempre il tricolore dalle cime altoatesine, restiamo comunque nel campo dello scandalo. Mentre l’Italia va a pezzi, un pezzo di Italia si prende il gusto di calpestare la bandiera. In un altro luogo e in un altro tempo, il gesto sarebbe da ribellione popolare e da intervento dello Stato. Trovandoci invece nel Paese della burletta, tutti si voltano dall’altra parte. L’unica voce timidamente avvertita a Roma è quella del ministro per le autonomie Delrio, coinvolto per dovere d’ufficio e anche perchè viene pur sempre dalla città del tricolore, Reggio Emilia: «Mi auguro un ripensamento. I rifugi espongono la bandiera della loro nazione. Vorremmo che nei rifugi su suolo italiano si continuasse a esporre una bandiera d’Italia».

Di fronte a cotanta veemenza, sopra Bolzano si faranno al massimo quattro risate. E andranno avanti imperterriti, fieramente convinti di essere nella più rigorosa normalità: per loro quello non è suolo italiano, dunque non esiste il problema, dunque non esiste motivo di sventolare la bandiera di uno stato straniero. Perchè non quella dell’Angola o del Canada, allora?
A chi non è molto addentro – quasi tutti, in Italia: e gli altoatesini su questa indifferenza ignorante ci marciano – a chi non è addentro sembrerà un clima surreale. Ma a Bolzano siamo nella realtà più reale. Quotidiana e capillare. In questa – fantastica – fetta d’Italia, essere italiani diventa ogni giorno più eroico. Dallo Statuto di autonomia De Gasperi-Gruber, firmato nel Dopoguerra, passando per la lunga stagione del terrorismo (dal 20 settembre 1956 al 30 ottobre 1988 si contano 361 attentati con esplosivi, raffiche di mitra e mine antiuomo, per un totale di 21 morti e 57 feriti), passando ancora per i ricatti del patriarca Silvius Magnago che portano a un nuovo Statuto autonomo (1972), il risultato finale è deprimente. Stupenda la regola del gioco che vale solo qui: ad ogni censimento, i cittadini sono chiamati anche a scegliere in quale “gruppo linguistico“ entrare (vietato parlare di etnia, ma è questa la sostanza). Nell’ultimo del 2011, su una popolazione di 504.643 individui, il 70 per cento risulta di lingua tedesca e il 26 italiana (i restanti sono ladini). Non è una folkloristica divisione da palio delle contrade: essere di un gruppo o dell’altro significa avere la vita facile o difficile, perché case, lavoro, scuole vengono spartiti in base alle percentuali. Con simili meccanismi, sempre più gente vuole essere tedesca e sempre meno gente vuole essere italiana, alla faccia di quella doverosa italianizzazione dell’Alto Adige sempre raccontata a Roma. Ma mentre nella capitale d’Italia se la raccontano, qui procedono come panzer a liberarsi di tutto il fastidioso ciarpame italiano. Stracciato il tricolore, non resta praticamente più nulla.

da: www.ilgiornale.it  di Cristiano Gatti

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52 Comments

  1. Laura says:

    Sudtirolo? Ma se i tedeschi li considerano un popolo a sé stante. Abito a Monaco di Baviera e vi assicuro che i sudtirolesi da qui fanno ridere la popolazione tedesca. Con quel loro accento atavico, con il portamonete sempre in vista. Si togliessero dalle balle ( tedeschi e austriaci non li vogliono, perché ce li dobbiamo ciucciare noi?) e si procurassero il pane altrove e soprattutto non a discapito dei contribuenti italiani.Tanto io e la mia famiglia da loro non ci andremo mai. Mai una malga, del resto sempre posti del cazzo, mai una mucca, dal Sudtirolo noi non vogliamo niente.

  2. giuliano says:

    X Einrich vale il suo ragionamento al contrario, se non vi piace il tricolore o l’inno cazzi vostri. Italia un invenzione :quale’ la differenza con altri stati,come Francia Germania Spagna Inghilterra ? La differenza sta nel fatto che l’Italia e’ tollerante e ha lasciato che gente come la klotz possa sparare cazzate. Se al nostro posto ci fosse stata la Francia avreste cantato la marsigliese.

    • Laura says:

      Eh, la differenza sta nel fatto che di fronte ai francesi i sudtirolesi fanno melina e di fronte agli taliani pensano di avere chanche migliori, perché appunto, gli italiani sono tolleranti. Appena gli dimostri però che non siamo tanto tolleranti e che di loro, di fatto, non ce ne frega una sega, allora vedi come reagiscono. Perché di soldi dallo Stato italiano ne beccano, e da Germania e Austria, upps, niente.

      Fanno la voce grossa da una vita, ma campano con i sussiddi nostri. Che andassero altrove a rompere le balle con quelle loro facce da arancia sfatta e sempre brutte, mai un commento positivo sull’Italia, su un paese che li ha nutriti tutto il tempo, dalla pace di Parigi in poi e fino ai giorni nostri. Sempre con quelle facce spente e mai un win to win. Sempre a rompere. Ma chi li vuole? Te lo ripeto, né Germania e né Austria, sono un fardelo per tutti, anche se guadagnano soldi. Sono rompicoglioni.

    • Laura says:

      Giuliano, guardali e guardali bene, a fondo. Loro stessi sanno di non essere né tedeschi né austriaci. Semplicemente ci provano. Sono solo mezzo milione di parassiti che non sanno a che santo votarsi. C’hanno una pletora di cinesi che gli invadono le strade e pensano di non poter più vendere il loro territorio perché al posto delle mucche arrivano i cinesi. Contano su un turismo sempre più tedesco e austriaco, che di loro letteralmente se ne frega. Perché: tedeschi e austriaci offrono le stesse cose. Tedeschi e austriaci vogliono però l’Italia, proprio perché è diversa. Ma i sudtirolesi, parlando sempre male di noi italiani, cercano di sfruttare le similitudini. Quindi, fanno pubblicità in Germania e Austria per vendersi come italiani, noi invece, a casa nostra, saremmo dei cretini.

      E ‘ste malghe, e le vallate con le mucche, non se ne può più. A nessuno gliene frega niente. I tedeschi vogliono vedere l’Italia e non le loro vallate che comunque hanno a casa propria e discorso idem per gli austriaci.

      Quindi, perché usare con loro toni melensi? Ma le vedi le facce? Cos’è da parte tua, bonton? Questi ci fanno guerra, senza neanche avere un prodotto forte tra le mani. Perché sinceramente che hanno? Dove sono i loro prodotti? Vendono solo il Sudtirolo, ma senza marchi o prodotti. Li prendono dall’Austria, dalla Germania. Ma loro non hanno niente.

  3. giuliano says:

    In Alto Adige ci sono caserme dei Carabinieri Esercito Finanza Polizia ecc.con esposto il bel tricolore,e ogni alza bandiera si ascolta l’inno di Mameli. Io sono un ex para di 45 anni mio padre un ex alpino( nel 63 nel vajont sono intervenuti la notte stessa )mio figlio e’ un Alpino mio figlio minore partira’ a Dicembre, e sarei pronto a dare il mio contributo per rimettere in riga la klotz e i suoi compagni, come gia e stato fatto nel 15/18 pagando quella terra con 10 morti della mia famiglia. Su una cosa avete ragione: che l’Italia e allo sbando grazie a questa classe politica e un gran parte di italiani pecoroni, ma ricordate che proprio in una situazione simile e’ nato il Fascismo.

    • gianluca says:

      ecco tienitelo il fascismo, a casa tua

    • Heinrich says:

      Bella vergogna se avete il coraggio di dichiarare di essere pronti a reprimere un popolo che chiede di essere libero, siete proprio delle merde fasciste.

      Nel 15/18 la vostra famiglia ha pagato con 10 vite?
      CAZZI VOSTRI!
      Avete voluto tradire un alleato e dichiarargli guerra per annettere terre che non vi appartenevano?
      Beh che pretendevate, che vi accogliessimo a braccia aperte?
      Sono fiero del fatto che i nostri avi siano morti per difendere la nostra comune patria dalla vostra invasione, e sono fiero che per ognuno dei nostri morti ve ne fossero 10 dei vostri, perché noi difendevamo le nostre case, mentre voi non eravate altro che dei vigliacchi invasori!

      Quindi avete avuto dei morti? Bene, ottimo, anche la Germania nazista ha avuto migliaia di morti tra Wehrmacht ed SS nella sua guerra di conquista dell’Europa, ma nessun tedesco oggi si vanta di aver avuto in famiglia dei morti per una guerra di oppressione di popoli altrui.

      La differenza tra voi ed i tedeschi? Loro hanno avuto Norimberga ed una coscienza collettiva con cui fare i conti, ripudiando e facendo pubblicamente ammenda come popolo e come nazione dei crimini nazionalsocialisti, voi no, da bravi italiani siete dei voltagabbana, avete mollato il vostro Mussolini al momento opportuno per saltare sul carro del vincitore, specialità in cui siete maestri, visto che non avete mai vinto una guerra, e le colpe dei crimini italiani le avete sempre addossate alla sola dirigenza fascista.

      L’italiano è fascista nel dna, idee e comportamenti criminali li avevate prima di Mussolini e continuate ad averli tutt’ora…ma prima o poi qualcuno vi chiederà conto della vostra infamità.

      • ferdinando says:

        perfettamente d’accordo con te: mai fidarsi degli italiani! Dicono che sono furbi e quindi, intelligenti. Ma vi pare che la furbizia napoletana abbia portato frutti a questa sgangherata nazione? Viva il SudTirolo Libero come spero ardentemente lo diventi anche il Veneto Indipendente. Sud Tiroler frei heit! W San Marco!

  4. maurizio says:

    giusto.. a casa sua ognuno deve fare quello che gli pare…
    viva il sud tirol!!! ogni regione deve essere cosi!!!

  5. Silvia says:

    Pierluigi, il Sud Tirolo non si è mai considerato austriaco, ma una Nazione indipendente.
    Uff:(

  6. Pierluigi says:

    Ottimo,bravi.Il sud tirolo non è mai stato italiano,ma austriaco.Solo in becero nazionalismo italiota e fascista lo considera tale.

  7. AUVERNO says:

    c’è l’indifferenza ignorante deglii itaGliani, come dice Gatti, ma c’è anche l’ignoranza e basta dei giornalisti che scrivono SudtYroler.

  8. Giorgio da Casteo says:

    Fanno giustamente quello che i Veneti non faranno mai,perche’ siamo un popolo scritto nella carta senza dignita’…con le rare poche eccezioni. WSM

  9. Gino says:

    Mi aspetto che un plotone di alpini siciliani circondi la casa della Klotz, e che il comandante urli “aprite, alpino sugno!”

  10. Antonia says:

    I popoli d’Europa sono in fermento per le molteplici spinte indipendentiste e sto nostalgico pensa al tricolore, il simbolo di un paese-truffa, nato sulla truffa, cresciuto con la truffa e che da truffatore incallito morirà. Povero Gatti, finirai a sventolare il tricolore anche tu come i nostalgici sovietici sventolavano falce e martello nel film “Il Concerto”

  11. Gianfrancesco says:

    “alla faccia di quella doverosa italianizzazione dell’Alto Adige sempre raccontata a Roma” per lo meno è onesto, lo dice chiaro e tondo quale è il suo scopo, probabilmente è un discepolo di Tolomei.

    in ogni caso gli do una triste notizia, da frequentatore di rifugi tirolesi, sono gran pochi quelli che metto il tricolore, pochissimi già adesso, se li tolgono non se ne accorge nessuno.

  12. el Doge says:

    il tricolore italico, simbolo di guerra e sangue, stragi di stato,sopprusi, mafia,camorra, politici corrotti, dittatura della informazione di sx, magistratura politicizzata e sovversiva che cosa ce da essere “orgogliosi”.
    E solo da vergognarsi di essere i-tagliani.
    In Veneto si dice : bianco rosso e verde el colore dee tre MERDE!!!

  13. paolo says:

    togliamo a loro i benefici della regione a statuto speciale visto che vogliono essere indipendenti! quando pagheranno fior di tasse vedrai come si sveglieranno!!!!!

  14. Paul Brembilla says:

    articolo semplicemente ridicolo

    i Sud Tirolesi hanno le idee molto chiare e sanno benissimo come gestire le loro terre….. “il giornale” e tutto il fascistume itagliano di contorno se ne facciano una ragione

  15. L'incensurato says:

    Non devono togliere la bandiera mafiomassonitalica: devono proprio bruciarla! Padania Libera.

    Con Bossi. SEMPRE.

    • gianluca says:

      che monotono che sei

    • Heinrich says:

      Bossi? Padania? AHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAH

      E dove starebbe la libertà?
      Nello scambiare l’italia con una italia 2.0 identica in tutto e per tutto alla prima, a partire dal fatto che entrambe sono invenzioni senza fondamento di realtà?
      Padania ed Italia non esistono come Nazioni.

      Libertà per tutti i Popoli, Piemontesi, Liguri, Lombardi, Veneti, Tirolesi, Friulani, etc. e ciascuno padrone a casa propria, mai più Stati inventati come l’Italia!

  16. Heinrich says:

    risposta mirata punto per punto al “camerata” giornalista ed alla sequela di stronzate fasciste da lui scritte:

    furore asburgico: quale? quello di uno Stato che ha tradito un alleato, invaso ed occupato le sue terre, imposto la sua lingua e vietato quella autoctona, cambiato cognomi e toponimi? Questo Stato si chiama Italia. L’unica caratteristica asburgica fu la tolleranza, che non prese alcun provvedimento restrittivo contro i regnicoli sovversivi ma anzi li lasciava pure occupare incarichi pubblici senza essere nemmeno in possesso della cittadinanza austriaca

    germanizzazione: queste terre sono sempre state tirolesi, non c’è nulla da germanizzare, visto che tutto è da sempre tedesco lì

    vallate italiane: vallate tirolesi sotto occupazione italiana, casomai

    Nell’indifferenza dell’Italia, ovviamente. Siamo praticamente alla spallata finale: dopo avere di fatto distrutto la scuola in lingua italiana, dopo avere sostanzialmente estromesso l’etnia italica da benefici e privilegi sociali, arriviamo al provvedimento più cattivo e più simbolico di tutti, l’abolizione del tricolore.

    La malga di Curon, in Val Venosta, è tra quelle che ha cambiato nome di recente, diventando “Grauner Alm”: bisogna intanto vedere come la suddetta si chiamava prima degli anni ’20, sono pronto a mettere la mano sul fuoco che il nome è sempre stato “Grauner Alm” e “malga Curon” è frutto dell’italianizzazione

    Sud Tirolo (come pretendono orgogliosamente di chiamarlo in zona): si chiama così da sempre, solo gli italiani nel ventennio lo hanno chiamato “Alto Adige” per far contento un idiota proto-fascista rispondente al nome di Graziadio Isaia Ascoli, un individuo che getta ancora oggi infamia sulla scienza glottologica, che ha rotto le palle per decenni ai governi italioti affinché accettassero di applicare ufficialmente le sue deliranti etichette italianizzatrici, cosa che l’italia non fece fino a quando, alla vigilia della grande guerra e con Ascoli già morto da anni, non tornarono comode per la propaganda

    non potranno più chiamarsi con nome italiano (e sin qui siamo nella bieca normalità): non hanno mai avuto un nome italiano, che abbiano solo il nome tedesco pare una “bieca normalità” solo al camerata autore dell’articolo

    ma neppure issare la bandiera italiana (e qui entriamo nella vergogna assoluta): l’unica vergogna è leggere un simile articolo pieno di menzogne, livore ed odio etnico; se un popolo rivendica la propria libertà e rifiuta di esporre la bandiera del proprio oppressore, merita una standing ovation

    si parla del potere in un potentato di livello nazionale, dove si gestiscono tantissimi soldi e tantissimi vantaggi: immane cazzata che si basa su due menzogne 1) l’autonomia del Tirolo è sancita da un trattato di pace, se all’italia la cosa non sta più bene prenda baracca e burattini e si levi dal territorio tirolese; 2) il Sudtirolo VERSA il 10% delle imposte dirette ed il 100% delle imposte indirette allo Stato italiano, trattenendo in loco il 90% delle proprie imposte indirette, con le quali fa funzionare strade, scuole, sanità, e servizi vari.
    L’italia viceversa mantiene il controllo solamente delle forze di occupazione coloniali (forze dell’ordine, prefetture, questure e magistratura varia, uffici sul territorio di enti parassitari dello Stato), che vengono ovviamente pagate con i soldi dello Stato (quindi anche dei tirolesi, visto il 10%+100% che comunque versano a Roma); oltre a ciò a spese di Roma ci sono i vari partiti politici, in primis fardelli d’idaglia e fossa nuova, e varie associazioni “cul-turali” di ex fascisti, neo-fascisti, reduci ed ex combattenti delle guerre d’invasione e colonizzazione itagliote “dalle alpi alle piramidi”, nonché irredentiste.
    Quindi gli unici “avvantaggiati” sono i coloni parassiti che da ogni angolo dello Stato italiota vengono favoriti ad immigrare in Tirolo per rinforzare la pretesa italianità dei territori occupati.
    Per il resto, il popolo tirolese gode comunque di uno status autonomo ben più limitato di quanto vivrebbe in qualità di Stato libero e sovrano, oppure di Land federale della Repubblica Austriaca.

    restiamo comunque nel campo dello scandalo. Mentre l’Italia va a pezzi, un pezzo di Italia si prende il gusto di calpestare la bandiera: l’unico scandalo è che l’italia continui ad occupare illegalmente territori altrui e ad opprimere popoli stranieri che rivendicano la propria libertà

    In un altro luogo e in un altro tempo, il gesto sarebbe da ribellione popolare e da intervento dello Stato: si, nell’italietta fascista che all’autore dell’articolo ed al gruppetto di idioti osannanti che lo acclamano amerebbero vivere…purtroppo ne hanno appeso solo uno a Piazzale Loreto…

    In questa – fantastica – fetta d’Italia, essere italiani diventa ogni giorno più eroico: se eroismo si può chiamare il rimanere imperterriti (e vergonosamente fieri) occupanti di un territorio straniero in mezzo ad un popolo che giorno dopo giorno prende sempre più coraggio nelle proprie forze e, soprattutto, nei propri diritti

    stagione del terrorismo (dal 20 settembre 1956 al 30 ottobre 1988 si contano 361 attentati con esplosivi, raffiche di mitra e mine antiuomo, per un totale di 21 morti e 57 feriti): le uniche vittime furono militari che, in tutte le convenzioni militari, quando si parla di attentati contro un esercito occupante non sono mai classificate come vittime del “terrorismo” bensì della resistenza partigiana

    passando ancora per i ricatti del patriarca Silvius Magnago che portano a un nuovo Statuto autonomo (1972): il cretino dimentica di citare il fatto che l’ultimo ritocco, quello che ha portato le trattenute in loco a quota 90%, è frutto dell’accordo Berlusconi-Durnwalder del 2006, e quelli che lui chiama “ricatti” non sono altro che legittime richieste in forza del trattato di pace dove, ripeto, se all’italia la cosa non sta più bene, può levarsi dalle palle

    ad ogni censimento, i cittadini sono chiamati anche a scegliere in quale gruppo linguistico entrare: magari fosse ovunque così, io non mi dichiarerei mai “italiano” ad un censimento, visto che è un mio diritto dichiarare di appartenere alla nazionalità cui realmente appartengo, e non ad una inesistente ed inventata di sana pianta, solo per il gusto di far piacere ai dominatori…e se le cifre dei tirolesi che non si dichiarano più “italiani” sono in rapida ascesa vuol dire che stanno prendendo coscienza della propria identità di popolo

    alla faccia di quella doverosa italianizzazione dell’Alto Adige sempre raccontata a Roma: “doverosa italianizzazione”?!?!? qui ci sono gli estremi per denunciare il giornalista alle corti internazionali per istigazione a crimini contro l’umanità!!! da quando è “doveroso” un etnocidio? questo è un individuo infame!

    qui procedono come panzer a liberarsi di tutto il fastidioso ciarpame italiano. Stracciato il tricolore, non resta praticamente più nulla: MAGARI!!!!! queste sono le uniche parole giuste sensate di tutto l’articolo!!!
    ITALIA DELENDA EST!!!

  17. fabio ghidotti says:

    chiedo alla redazione il motivo della pubblicazione dell’articolo fascista qua sopra, che è un catalogo di tutte le stronzate razziste e imperialiste dgli italioni sulla questione tirolese. Espresso il sentimento, si impone una spiegazione.
    I rifugi alpini non privati appartengono ai club alpini, riuniti nella Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche. Ognuno di loro rappresenta uno Stato sovrano internazionalmente riconosciuto, con una eccezione: il SUD TIROLO! La SAV (SudTirolenAlpenVerein) è riconosciuta come se fosse un club alpino nazionale (è un effetto collaterale dello statuto speciale del SudTirolo).
    Ne consegue che è normale che i rifugi di proprietà del CAI battano bandiera italiana, così come fanno all’estero i club alpini francese, svizzero, ecc. con le rispettive bandiere (si può discutere su questa usanza, ma è così). I rifugi della SAV battono bandiera tirolese, in base alla stessa regola.
    Non capisco quindi la polemica di cui sopra, molto italiana. Quello che è successo negli ultimi anni è stato un passaggio di proprietà (e quindi di bandiera) di alcuni rifugi sudtirolesi dal CAI alla SAV. Tutto qui.
    Perchè gli italioni non conoscono la realtà? Quanto a Eva Klotz, credo sia molto più disturbata dai tricolori sulla prefettura, questura, ecc. che da quelle sui rifugi alpini, che può sempre considerare come strutture di proprietà straniera (siamo comunque in Europa)

  18. Alberto Pento says:

    Tre ani pasà, go fato on jro par li muxei e li siti arkeolojeghi del Trentin-Sud Tyrol e a Boxen go albergà sol monte de sora endoe ke ghè li lagheti, ente on caldo e neto albergheto co pisina tepia e le camere ke le sea de peso e a la matina li te ofriva par colasion anca on toco de favo de çera pien de miele.
    So rivà verso le diçete o çencoe boti e me so reterà ente la me camara par renfrescarme, co xe stà le sie o dixdoto me xe vegnesto on colpo parké li ga scuminsià a sonar e a cantar la canta mamelega.
    So corso fora sol pergolo o balcon e me so cata en vanti na sena orenda on s.ciapo de omani col capelo d’alpin e le mojere ke li feva l’alsa bandera e li cantava el canto de li taliani sol piasal de na caxa par le vacanse de li alpini.
    Ancà kive, entel Tyrol, me toca sentir sto oror e so corso a protestar ma li tirolexi li ga scorlà le spale e li me ga dito: “vivi e làsa vivar”; ma mi a ghe so sta mal parké credevo, stando en Tirol de esarme leberà de la Talia almanco par on dì e anveçe gnente, anca live li me persegoitava.
    Ma deso, par fortuna, le robe le xe drio canviar: basta cante mameleghe e basta tricolori; sperem ke anca kì ente la nostra tera veneta vegna presto el dì de la leberasion da sti orori.

    L’orenda canta mamelega
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4RlhpclFxUnV3TWs/edit

  19. Bortolo says:

    Il sig. Gatti dovrebbe cominciare a studiare un po’ la Storia, quella vera, non quella che gli devono aver inculcato in qualche scuola di regime. Sembra un articolo scritto negli anni ’30. Dopo i Greci spezzeremo le reni anche a questi sovversivi italianissimi che si ostinano a parlare il barbaro idioma della perfida Austria! E anche gli Svizzeri stiano attenti, che fra poco verremo a prenderci il Ticino, da sempre baluardo dell’italianità, faro di cultura in mezzo ai barbari! Viva l’itallia!

    • gianluca says:

      e pensare che Gatti è bergamasco

      • Giulio says:

        Cacchio come Calderoli!

      • Giancarlo says:

        Siamo sempre dalle parti de’ “L’Intraprendente” o sbaglio? Destra italiota, Santanché e Biancofiore, oppure no? Se Gatti è bergamasco che importanza ha? In Sudtirolo diversi altoatesini sono di origine meridionale, ma tanti sono di origine veneta portati lassù da Mussolini insieme a quelli del tacco, e tantissimi sono istriani, indirizzati lì dopo essere stati cacciati dalla zona B (la zona A essendo quella del territorio libero di Trieste). E figurati se fra di loro non si trovano parecchi bergamaschi e bresciani, che com’è noto hanno sciamato dappertutto. Il tenore dell’articolo fa pena, compresi gli errori di ortografia tedesca, ma quello dei commenti altrettanto.

        • gianluca says:

          Che c’entra L’Intraprendente? Gatti è un giornalista de Il Giornale da vent’anni

          • Giancarlo says:

            Marchi, mi secca riprendere una polemica già chiusa e anche inutile, anche perché ognuno alla fin fine fa quello che ritiene meglio, ma la Santanché non ne è l’editore? E non fa parte delle amazzoni di Silvio – tacco 12 in prima fila con la Biancofiore? E la Biancofiore non sottoscriverebbe l’articolo al 100%, magari invidiosa per non averlo scritto lei? Direi che tutto torna, almeno dal mio punto di vista. Che sicuramente è viziato da un pregiudizio fortissimo contro i libbbberali italiani, non riesco proprio a prenderli sul serio, con tutta la buona volontà.

    • Antonia says:

      Bel commento!

  20. Andrea says:

    Meglio così i popoli di questa penisola devono ritornare preunitari. Da quando si è unito con la forza questa nazione le cose sono andate di male in peggio. W EVA KLOTZ

  21. Come rosicano gli imbrattacarte italioti!

  22. michela verdi says:

    Finalmente qualcuno che riesce a liberarsi di quella bandiera giacobina e liberticida tricoloruta…
    Libertà per i Sudtirolesi e per tutti i popoli schiavi dell’inferno italiano!

  23. gino limito says:

    Finalmente qualcuno che riesce a liberarsi di quella bandiera giacobina e liberticida tricoloruta.
    Libertà per i Sudtirolesi e per tutti i popoli schiavi dell’inferno italiano!

  24. mv1297 says:

    questo articolo de “Il Giornale”, a cui stavo per mandare un commento, è sparito dalla prima pagina web del sito…
    che fretta a toglierlo, chissà come mai…
    comunque noto che tale giornalista non pubblica alcun ché sul referendum consultivo in corso da quelle parti.. chissà come mai…

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