Via il reato di immigrazione clandestina: un tema che spacca la politica

di GIORGIO CALABRESI

La cancellazione del reato di immigrazione clandestina agita la maggioranza di governo. L’esame del ddl sulla messa alla prova, quello che contiene la norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, slitta e il voto non dovrebbe arrivare prima di martedì. La ragione ufficiale è che il relatore Felice Casson (Pd) è senza voce per colpa di un raffreddore e pertanto è impossibilitato a replicare in Aula. Ma il «vero motivo», si spiega nella maggioranza, è che non si trova ancora l’accordo tra il Pd e il Nuovo centrodestra proprio sulla norma contro la quale la Lega continua a protestare. I senatori del Ncd hanno fatto sapere, infatti, di non voler votare il provvedimento così com’è uscito dalla commissione Giustizia e cioè con la norma che elimina tout court il reato di clandestinità. Una «cancellazione» che è stata introdotta nel testo con un emendamento del M5S approvato anche dal Pd lo scorso ottobre. Proprio il Pd starebbe studiando una proposta di mediazione da presentare agli alleati di governo. Che al momento, però non sarebbe stata accolta.

Il «lodo» suggerito dai Dem per tentare di portare a casa il provvedimento (che tra l’altro dà la delega al governo a ridisegnare il sistema delle pene in risposta all’emergenza carceraria), sembra sia quello di eliminare il reato di immigrazione clandestina solo a condizione che non si reiteri. L’ipotesi di reato, cioè, si configurerebbe solo nel caso in cui lo straniero senza permesso venga fermato una seconda volta. Il Nuovo centrodestra, però, si racconta in ambienti della maggioranza di Palazzo Madama, chiederebbe di più. Vorrebbe che l’ipotesi di reato si configurasse non solo nel caso in cui lo straniero venga «beccato» una seconda volta senza documenti, ma anche nel caso in cui non abbia ottemperato già una volta all’obbligo di rimpatrio.

Il presidente della commissione Giustizia, Francesco Nitto Palma, aveva provato a spiegare in Aula che dietro il raffreddore di Casson si nascondevano dei problemi di merito, ma il vicepresidente di turno Maurizio Gasparri non gli ha dato il tempo di parlare. E così la versione ufficiale del rinvio che è passata è stata quella dell’impossibilità di Casson di replicare in sede di esame degli emendamenti. Una spiegazione definita «ridicola» dal senatore di Sel Peppe De Cristofaro. Forse, azzarda un senatore del centrosinistra, si voleva evitare di far vedere che anche su un tema così delicato come quello dell’immigrazione ci sono motivi di fibrillazione per il governo.

Intanto la protesta della Lega contro il ddl continua senza sosta. Dopo esser intervenuti in Aula ognuno per 20 minuti bollando il testo come «pericoloso», «vantaggioso per i delinquenti» e «indulto mascherato» tutti i senatori del Carroccio hanno sventolato la Padania per difenderla dagli attacchi diretti alla rubrica dedicata agli appuntamenti del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge. Il presidente del Senato Pietro Grasso, nel frattempo, in un post su Fb nel quale ricorda l’anniversario di Martin Luther King pone una domanda destinata probabilmente a far discutere: «Per quanto potremo ancora accettare, anche nel nostro Paese, l’esistenza del razzismo?».

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12 Comments

  1. massimo trevia says:

    razzista?no,sto diventando xenofobo!!!!!!
    anche la Chiesa si è scordata che nel “catechismo della chiesa cattolica” non c’è affatto scritto di accogliere incondizionatamente,non ricordo in quale paragrafo(intorno al 900);io,che credo nel cattolicesimo ed amo la mia terra,definendomi catto-leghista, su questo mi incavolo assai! tanto è vero che il mio nome di e-mail è marcodiaviano! un caro saluto e auguri a chi mi legge.
    fuori gli invasori,in nome della croce di Cristo,cui i nostri avi consacrarono col sangue la nostra cara terra!!!!!!

  2. ugo says:

    dice bene Pietro Grasso ,per quanto dovremo ancora accettare il razzismo? STIAMO AI FATTI,devo stare attento a come parlo ,a come guardo,quanto pago per gli altri , quanto rispetto le culture altrui,la legge Mancino mi guarda e come cittadino di questo stato mi sento discriminato , il cosiddetto razzismo al contrario ,lavoro, produco , pago,stò muto e dopo …….crepo.

  3. nick says:

    Siamo diventati razzisti grazie alle politiche nazionali che favoriscono gli stranieri e non tutelano i popoli locali.
    E saremo sempre più razzisti, da come vanno le cose.
    I politici non sanno niente di quello che dice la gente comune sulla criminalità, aumentata in modo pauroso, sulle abitudini e le “culture” di popoli barbari che ci vengono imposte in modo sempre più sfacciato, sulla sanità, sulle mense scolastiche, sulle scuole materne e sulle case popolari, dove questi ultimi arrivati, che a casa loro con tutta probabilità hanno qualche pendenza giudiziaria, hanno sempre l’assoluta precedenza su chi è nato qui, qui lavorar e qui ha sempre pagato le tasse.
    Ma si sa, i nostri politici vivono nel loro mondo dorato, e più di uno ha qualche collusione con la criminalità meridionale, che ha tutto l’interesse a tenersi una manovalanza a buon mercato.

  4. Dan says:

    Credo sia giunto il momento che la gente si organizzi autonomamente sul proprio territorio.
    Quelli là vogliono togliere quelle poche leggi che fanno ancora da minima barriera all’invasione ?
    Vogliono veramente trasformare in un mondezzaio il nostro mondo ?
    Sta a noi attivarci e ripulirlo, ma sul serio, non con le parole.
    Fare pulizia dello sporco e di chi sporca.

    • Tito Livio says:

      Indubbiamente, peccato che per lo sporco autoctono in giacca e cravatta qui al nord ci si è sempre comportanti in modo diverso, li si è votati, hanno fatto danni, li si è rivotati, continuano a far danno e per risolvere ciò che si fa? ma in Parlamento un altro giro no?

  5. FRANCO says:

    Concordo con le valutazioni di Renato.

  6. renato says:

    Sono tutti “non argomenti”. Bisogna richiamare l’attenzione della gente sul fatto (non chiacchiere) che l’immigrazione senza limiti di qualità e quantità è a solo vantaggio del PD, che da essa trae vantaggio. Come ?

    a) con la miriade di enti e onlus che sponsorizza; con i
    quali ottiene dal governo (di qualsiasi colore) lauti
    finanziamenti che equivalgono ad altrettante rapine
    fiscali per i contribuenti

    b) tramite l’assistenza incondizionata ad ogni immigrato
    illegale. Il PD, con le associazioni che ad esso fanno
    capo, sindacati compresi, si presenta come l’anima
    buona della politica, pronto a cogliere i frutti della sua
    propaganda in tempo di elezioni (vedi Kienge e non
    solo). Gli iscritti al PD tra gli italiani sono calati e vanno
    sostituiti con gli immigrati.
    Bisogna ricordare alla gente che soffre di amnesia, che ci sono troppi stranieri che vengono in Italia solo perché sanno che qui sono iperprotetti e possono tranquillamente vivere sulle spalle degli italiani che lavorano e pagano le tasse. Si deve far loro presente, in modo inequivocabile, che i responsabili di questa situazione insostenibile sono i politici e funzionari del PD, che hanno la spudoratezza di affermare che gli immigrati sono la nostra salvezza (a dar loro man forte ci hanno pensato insigni teste -?- come Ciampi, Amato, Bersani e il codazzo dei loro tirapiedi e lecchini). Ma costoro, sappiamo, non rappresentano il contribuente medio italiano, né economicamente né moralmente.
    La parola razzismo va dimenticata perché è il grimaldello col quale i cattocomunisti aprono i forzieri erariali. Della parola razzismo si riempiono la bocca soprattutto coloro che non hanno mai lavorato, i politicanti, coloro che si prostituiscono ai partiti, che non sanno cosa significano il sacrificio, la rinuncia, il merito, il diritto di godere dopo aver fatto il proprio dovere. La dovete piantare di filosofare e perdervi in inutili discussioni senza costrutto logico, razionale: qui si tratta di dire pane al pane e vino al vino o, se volete all’inglese, “to call a spade a spade”, in a plain and fair way.

    • Pedante says:

      Della parola razzismo si riempiono la bocca soprattutto coloro che …desiderano che i popoli europei scompaiano.

      Nessuno condanna i katanghesi per tenerci alla loro distinta identità etnica all’interno della Repubblica del Congo.

      • pierino says:

        già, e magari anche i sudafricani bianchi se la passano bene per lor signori

        • Veritas says:

          Renaro, ti sei dimenticato il Prodi cioè quello che ha spalancato subito le porte di Schengen, facendoci invadere da masse di gente dell’est tra cui i ladri di rame…
          Lui voleva fare personalmente bella figura?
          E’ un fatto che negli altri paesi europei Shengen venga applicato solo adesso e che stiano approntando misure atte a limitare le invasioni.
          Quanto agli extra-comunitari e clandestini in genere, è evidente che le Sinistre puntino ai loro voti.

  7. Pedante says:

    Quella prima torre di Babele fu un successo clamoroso, provarci una seconda volta non può nuocere.

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