Uscire dall’euro: troppo facile da raccontare, meno da praticare

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

In questi giorni ci viene propinato, con intensità crescente, il mantra dell’uscita dall’euro. Illustri scienziati (ricordatevi che i cosiddetti scienziati ce li siamo già trovati sulla schiena, recentemente)  hanno blaterato che la soluzione del problema Italia sarà risolto uscendo dall’euro. Visto che su ogni argomento l’ultima cosa cui pensano i proponenti è l’interesse dei cittadini, mai come ora bisogna porsi la domanda “cui prodest” tanto fervore ?

Premetto che sono sempre stato contrario all’ingresso nell’euro e quindi pesante critico di Prodi e di Ciampi.  Anzitutto cerchiamo di indagare il motivo per cui ci siamo entrati e le conseguenze che abbiamo subito. La decisione, presa dai cosiddetti politici, è stata sollecitata da alcuni anni di svalutazione a due cifre. Questa svalutazione ha favorito le nostre esportazioni, ma ha penalizzato le importazioni. Il bilancio è risultato abbondantemente negativo. Tutte queste acrobazie, inoltre,  non hanno impedito la continua crescita del debito pubblico.

Sono partite le “trombonate” sull’Europa che deve essere una e indivisibile come “l’Itaglia”, dimenticando che come tutte le costruzioni è fondamentalmente errato partire dal tetto. Quindi la moneta unica è una ciliegina sbagliata messa sulla torta, mentre sarebbe stato logico partire da una graduale unificazione di Leggi e Regolamenti su scala europea. Ma qui esce la furbata tipicamente mediterranea: se entriamo nell’euro, gli europei, tedeschi in testa, ci pagano il debito pubblico! Per tale, unico, scopo Prodi e Ciampi hanno accettato un cambio jugulatorio di1 a 2000 lire circa e girano voci che avrebbero accettato anche1 a 3000.

La realtà è stata ben diversa dalle ingenue (speriamo solo ingenue) speranze. Istantaneamente quasi tutti i prezzi si sono raddoppiati. Ciò che costava 1000 lire è stato subito portato ad 1 euro. Tanto per non sbagliare i colpevoli hanno subito gettato la responsabilità su Berlusconi che non avrebbe preso adeguati provvedimenti. Vorrei che specificassero a quali provvedimenti hanno pensato. Forse al tesseramento? Gli europei come i tedeschi, i finlandesi ed altri che avevano precedentemente fatto sacrifici per mettere in linea i propri conti hanno subito detto di no a qualsiasi aiuto, volto anche solo a ridurre il debito pubblico. Imperterriti e con una abbondante faccia di tolla evidenziata in occasione della crisi greca abbiamo messo la mano al portafoglio, con grande e grave carico per le italiche finanze, nella speranza che i suddetti popoli si commuovessero: niente da fare!

Eppure la soluzione sarebbe stata relativamente semplice:

1- Aumentare (ahimè) le tasse e spostare (ahimè, ahimè) l’età pensionabile, come è stato fatto, ma…

2- Tagliare drasticamente le spese superflue (il che non significa tagliare la spesa sanitaria, salvo quella di alcune regioni per portarla nelle stesse condizioni della ASL della Lombardia). Oltretutto questo avrebbe detto chiaramente che i sacrifici non dovevano essere, come per solito, solamente sulle spalle dei cittadini semplici. In questo taglio avrebbero dovuto essere  comprese Leggi e Regolamenti inutili, che sono costosi (e sono tanti) e annullare i folli finanziamenti di Stato a certe attività, che hanno attivato solamente speculazioni senza alcun progresso scientifico-tecnico.

Fatto questo, non sulla carta, ma nella realtà, sarebbe bastato presentarsi in Europa con le carte bene in regola (almeno con un credibile avvio) e il ”cappello in mano” chiedendo una dilazione ben precisa nei termini di rientro. Invece no tutti ad attaccare la Merkel, perfino i sinistri che fino a poco tempo prima si spellavano le mani ad applaudire come meraviglioso tutto ciò che era fatto nella Germania dell’Est. (sono state pubblicate numerose foto della Merkel in divisa della DDR).

I più teneri hanno tentato la carta dell’Europa unita a tutti i costi. Si è detto: l’Europa deve essere POLITICAMENTE unita, pensando che questo escamotage avrebbe messo debiti e crediti in un unico calderone, nonché nella fanciullesca speranza che la capitale dell’Europa sarebbe stata Roma e non Berlino. (o una cosa simile). Dunque, quali sarebbero le conseguenze dell’uscita dell’Italia dall’euro? Niente di trascendentale, ma semplicemente:

1- Aumento a due cifre dell’inflazione;

2- Aumento delle nostre esportazioni, ma conseguente aumento, più che proporzionale delle merci preziose (grano, petrolio ed energia) di importazione

3- Riduzione ulteriore della fiducia degli investitori esteri in particolare, ma anche degli italiani che preferirebbero investire i loro denari verso monete più sicure e verso Stati più corretti sia dal punto di vista fiscale che dal punto di vista organizzativo.

I governi italiani non hanno quasi mai rispettato la parola data in politica internazionale (vi ricordate i “giri di valzer su tutto?), meno che meno in politica interna. La domanda successiva è: chi ha interesse all’inflazione? Semplice: tutti coloro che hanno un debito. Chi è il più grande debitore? Altrettanto semplice: lo Stato italiano con Bot e pensioni. Meditate, gente, meditate!

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27 Comments

  1. Nkant says:

    La verità e’ che prima di parlare a vanvera bisognerebbe studiare il sistema monetario moderno.Ho letto tante di quelle corbellerie, che mi verrebbe voglia di strapparmi i capelli dalla rabbia……. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.L’euro e’ una moneta che ha ridotto alla miseria tutti paesi dell’eurozona, eccetto la Germania.E noi prima di entrare nell’euro non eravamo l’Italietta della lira, dei fannulloni e del debito pubblico, come ci hanno intendere i media.Eravamo la quinta potenza economica al mondo, la prima forza industriale in Europa, e il primo paese di risparmiatori al mondo.e non avevamo nemmeno un debito pubblico o una inflazione a doppia cifra(basta guardare i dati ISTAT e OCSE).il debito pubblico e’ una bufala, perché uno stato a moneta sovrana stampa denaro dal nulla e spendendo arricchisce i suoi cittadini.La spesa pubblica dello stato per realizzare infrastrutture, per acquistare beni e servizi, rappresenta la ricchezza dei cittadini,Lo stato non ragiona come una famiglia.Adesso invece abbiamo un debito vero, perché per comprare qualsiasi cosa dobbiamo chiedere in prestito denaro al mercato dei capitali privati, da restituire con gli interessi.Piu’ spesa equivale e meno disoccupazione e più ricchezza.Questa e’ matematica e non opinione! Basta fare l’esempio del Giappone, che ha una spesa pubblica del 240%rispetto al Pil e una inflazione dello 0,5%.

  2. eno says:

    1- Aumento a due cifre dell’inflazione;

    2- Aumento delle nostre esportazioni, ma conseguente aumento, più che proporzionale delle merci preziose (grano, petrolio ed energia) di importazione

    Dopo avere letto queste stronzate grosse come una casa, è meglio lasciare perdere

    • pontenna says:

      1.-Leggere la recentissima intervista con Squinzi
      2.-Non ti ha detto la mamma che con la svalutazione della moneta aumentano le esportazioni ?
      Troppo difficile per un cervello troppo piccolo, che comprende solo ( a mala pena ) la “formazione delle squadre di calcio”

      • eno says:

        1) Se non metti un url non sto certo a cercarla
        2) Le frasi assolutamente assurde sono
        inflazione a 2cifre, e ‘più che proporzionale delle merci preziose (grano, petrolio ed energia) di importazione’
        Quindi non certo la frase ‘aumentano le esportazioni’

        • pontenna says:

          1.-Il discorso di Squinzi è noto a cani e porci.
          Manca solo che venga scritto sui muri.
          2.- La mamma non le ha spiegato la Legge della domanda e dell’offerta ?

          ENO, ENO, mai nickname è stato più centrato !
          Assurdo è il suo livello culturale da “Corriere dei piccoli”

  3. eridanio says:

    Toglietevelo dalla testa. L’Euro è un viaggio di sola andata.
    Non ne sono ne entusiasta, ne contrario. Quel che penso io è irrilevante almeno quanto quello che pensano tutti.
    L’azione disciplinante dell’Euro è (per approssimazione figurata) come l’azione disciplinante di una cirrosi epatica.
    Quando la scopri non puoi uscire da te stesso.
    Si possono fare tante cose per migliorare le cose, ma tutte entro i binari della cirrosi che, ad ogni nostro tentativo di negazione o rifiuto della realtà, s’aggrava per evoluzione e conseguente decorso.

    Daje de tacco daje de punta non funziona. La cirrosi non ce l’ha con te. Non è una questione personale. Non te la puoi fare amica circonvenendola senza riuscire a auto-lesionisticamente a circonvenirti. Ragiona. A volte si abusa del proprio raziocinio fino al punto dell’autoinganno consolatore che spesso assume le più perniciose forme quando lo si pratica in compagnia. Più la compagnia è numerosa, più il nostro raziocinio si fida del “ragione” della moltitudine confidando acriticamente e anche codardamente nella forza di una idea molto popolare. Il risultato è che ti sei sollevato dalla responsabilità di quel che pensi.
    Se siamo falliti (in comunitaria compagnia) non possiamo fare altro che lenire le pene e recuperare un senno amministrativo che renda la situazione vivibile. C’è un unico modo utile per farlo. Quello della medicina giusta. Alla malattia non interessa se vogliamo guarire o meno.

    Personalmente sono per una frantumazione volontaria e consensuale dei territori e delle amministrazioni con conseguente dissoluzione degli stati. Ma quel che penso io non interessa alla maggioranza e quindi non vale molto.

    I cambiamenti positivi passano semplicemente per processi di adesione massiva e volontaria a cure efficaci.

    Non ditemi che è lapalissiano perché allora è lapalissiano che le cure somministrate fino ad oggi al paziente non sono state quelle corrette.

    Se “tassa spendi ed indebita” non funziona o non ha funzionato a dovere sarebbe meglio provare seriamente a cambiare medico e terapia no?

    Se non ci piacciono le incomodità e le responsabilità della libertà, non facciamo finta di cercare ciò che non vogliamo e non sosteniamo questo o quello per esercitarci nel chiacchiericcio.

    Siamo inguaiati, e più gravemente, per la cirrosi già diagnosticata al tempo della lira. Per tali situazioni gli psicoterapeuti hanno creato un termine: COAZIONE A RIPETERE.

    Fatevi spiegare perché si ripetono gli stessi errori di giudizio, ma mentre riflettete, la cirrosi continua a fottersene del vostro eventualmente irrisolto complesso di Edipo.
    Esattamente come di voi se ne fottono gli stuoli di imbonitori che pro-rata temporis vi hanno raccontato: dottrine sociali di mercato, faccette nere, soli dell’avvenire e padanie illustrate.

    Se non paghiamo i nostri debiti come umanamente possibile;
    se non lasciamo che la gente si organizzi amministrativamente in forma responsabile e libera;
    se le libertà economiche non possono essere il fondamento della cooperazione volontaria e pacifica;

    L’ira dei miti manipolati sarà peggio di una cirrosi.

    • Marco Mercanzin says:

      Hai menzionato gli psicoterapeuti ?
      Bene.
      Allora ti do una chiave di lettura diversa : siamo di fronte ad un psicosomatismo .

      Ti dicono che sei ammalato di una certa malattia, e tu manifesti tutte i sintomi inerenti.
      La malattia attuale, causa di questa crisi, e’ la cecità, ma media e politici ti dicono di avere la cirrosi, e tu manifesti sintomi tipici della cirrosi, e ti curi come se avessi la cirrosi, mentre, essendo cieco, gli stessi che ti dicono di aver la cirrosi, ti rubano la vita.

  4. Maurilio Canton says:

    bell articolo e decisamente condivisibile anche se farei notare che il punto 2 contenente le problematiche in termini di maggior costo per noi potrebbe/dovrebbe essere di peso contenuto rispetto all esperienza del nostro passato recente almeno sul fronte energetico. Uscire dall euro subito sarebbe anche un incentivazione alle nostre famiglie ( prima che finiscano anche le nostre ultime briciole di risparmi) ad investire, stavolta con convinzione e necessità, su fonti energetiche alternative tale da abbattere significativamente i costi di importazione petrolifera.

  5. Dan says:

    Uscire dall’euro si può e non farebbe neanche troppo male a patto che si lavi via tutta l’attuale greppia statale e la si sostituisca in blocco con una forma di governo agile e decisionale in grado di sistemare in tempi realmente rapidi tutti i casini che hanno via via incastrato questo disastrato paese.

    Sarebbe dittatura ? Sì ma in fin dei conti gli italiani non hanno mai fatto niente per meritarsi la democrazia. Sono pecore, sono vacche, sono maiali destinati al macello quindi necessitano antropologicamente un pastore che li guidi.

  6. Marco Mercanzin says:

    Articolo di una demenzialita’ assoluta.
    Che l’uscita dall’euro preveda una inflazione a due cifre lo pensa l’autore, ma non si capisce da dove prenda il dato ( falso).

    Poi che la fiducia estera cali, e’ un’altra supposizione dell’autore : voi sareste più fiduciosi in una economia che controlla la sua moneta, o credereste di più in una economia schiava dei dettami di altri suoi competitori ?

    L’autore poi non considera minimamente, in contrapposizione ad eventuali, presupposte, inintelleggibili negatività’ dell’uscita dall’euro, i costi certi e assodati della permanenza nell’euro : differenziale di inflazione fra periferia e centro che si accumula non potendo operare sul cambio, contribuzione al MES, per salvare le banche tedesche e francesi, rigidità di bilancio in una fase depressiva dell’economia, etc etc etc.
    Ergo, uscire dall’euro riguarda solo come ci si esce :
    cioè, la modalità di uscita e’ determinante per limitare i danni, che comunque essa genererà, anche se comunque inferiori al rimanerci.
    E, cosa più importante, come si strutturerà la eventuale politica monetaria della eventuale lira che sostituirebbe l’euro.

    Una cosa e’ certa, pretendere che una rigidità monetaria, costringa i politici italioti a rinsavire, e’ una pia illusione e una deresponsabilizzazione totale.

  7. Giorgio. says:

    Non dobbiamo uscire dall’Euro, ma dall’Italia!
    I paesi con un economia sana, non fatta prevalentemente di spesa pubblica, non hanno problemi con l’Euro.
    L’italia, e gli altri paesi mediterranei, spendono più di quanto possano permettersi, e non potendo svalutare non possono “ripagare” o meglio “scontare” il proprio debito.
    Se Lombardia, Veneto, TIrolo, Friuli e Litorale, e le altre regioni del Nord abbandonassero l’Italia, con l’Euro si troverebbero benissimo perchè hanno un economia solida!

    E’ Roma che ha il problema dell’Euro!!!

    • Marco Mercanzin says:

      Ti ricordo che Spagna, Portogallo e Irlanda avevano un debito pubblico più basso della Germania : ti consiglio di informarti meglio perché hai detto un sacco di puttanate.

      • lombardi-cerri says:

        Di una cosa sono certissimo : il linguaggio da trivio non le manca !
        Per quanto attiene l’inflazione quasi tutti gli economisti la ritengono alta, c’è addirittura chi ha stimato addirittura il 20-30 %:
        Le ricordo , per quanto attiene le previsioni, la definizione di bilancio, con quello che segue.
        Quanto ha detto il Sig. Giorgio, non oserei definirla una “puttanata” . Il “peso ” delle regioni citate è dato si dal debito, ma anche dalla differenza tra entrate ed uscite.
        Concludendo : un briciolo di educazione non guasterebbe.

        • eno says:

          In caso di uscita non sarà l’ inflazione ad andare al 20% /30% ma la svalutazione monetaria
          Se poi pensi che svalutazione = inflazione ..

    • eno says:

      Hai ragione, abbiamo speso troppo.
      Infatti siamo in deficit sulla bilancia dei pagamenti.
      Ma quegli squilibri sono dovuti ai privati,non al pubblico
      La spesa pubblica in Italia è sembra stata nella media europea e qualche volta anche meno

  8. Unione Cisalpina says:

    preservare il Merkato Komune ma uscire dall’€uro e dall’imbroglio di kuesta Europa Unita …

  9. Nazione Toscana says:

    Se penso che c’è letta al governo sto male e se penso che il governo e’ ancora quello italiano mi viene anche da piangere. Spero che sto maledetto paese di autodistrugga!

  10. Tito Livio says:

    Su alcuni punti sono d’accordo.
    Un’ottima road map, catastrofica, è questa:
    http://phastidio.net/2012/02/02/ma-quanto-e-facile-uscire-dalleuro/
    Ma sulla Germania ce ne sarebbero di cose da dire, non per difendere l’Itaglia eh.

    • eno says:

      Questa è uno studio/proposta di Laura Castelli del M5S
      L’ ho letta e sembra ragionevole
      http://www.slideshare.net/LauraCastelliM5s/proposta-m5s-scenario5

      Comunque l’ uscita è solo una questione di volontà politica
      Se la si vuole attuare ci sarà sicuramente da ballare un po,
      ma nel giro di un anno l’ economia italiana riprenderebbe fiato, ne sono sicuro
      Parafrasando il professor Becchi, meglio una fine spaventosa (e poi rinascita) che uno spavento senza fine

  11. Luca says:

    “2- Aumento delle nostre esportazioni, ma conseguente aumento, più che proporzionale delle merci preziose (grano, petrolio ed energia) di importazione”

    Immagino intendesse dire “aumento più che proporzionale del costo delle merci d’importazione” giusto?

  12. pippogigi says:

    Uscire dall’Euro per svalutare e ricominciare a stampare carta moneta avrebbe un beneficio immediato, vanificato subito dopo dall’inflazione e dal fatto che un paese privo di materie prime dovrebbe pagare tutto di più.
    L’effetto immediato forse sarebbe che in base al MES la valuta con cui sono stati emessi i titoli di Stato può essere cambiata, quindi lo stato (con la s minuscola) italiano pagherebbe il suo colossale debito politico (pubblico) di meno.
    La stupidaggine sta nel fatto che avendo riempito le banche italiane di titoli spazzatura (titoli di stato italiani) queste fallirebbero immediatamente e visto che il MPS da sola ci è costata l’Imu sulla prima casa e non è ancora a posto, figurarsi cosa vorrebbe dire vedere fallire Unocredit, Intesasanpaolo e MPS tutte insieme. La stupidaggine inoltre è che il MES permette di non pagare il debito pubblico, quindi non occorre uscire dall’Euro per risolvere il problema del debito politico.
    Uscire dall’Euro ci permetterebbe però di gestire la nostra economia senza i vincoli stupidi dei regolamentatori di lunghezze di banane (eurocrati). Per esempio si può abbandonare l’euro ed adottare un altra moneta già esistente, il franco svizzero, nessuna svalutazione, nessuna regola stupida, una moneta solida. Se poi usciamo dall’europa, togliendo in un colpo il costo di europarlamentari, versamenti alle casse europee, regolamenti demenziali ancora meglio.

    • lombardi-cerri says:

      In tempi lontani, quando mi è stata insegnata la tecnica di combattimento di casa in casa, mi è stato detto : se ,armi alla mano, devi entrare in un locale, butta dentro , stando ben defilato , una bomba a mano, poi scarica un carricatore di mitra e poi, se puoi, , manda dentro un altro.
      L’uscita dall’euro è, secondo me, una condizione simile:

    • lombardi-cerri says:

      In tempi lontani, quando mi è stata insegnata la tecnica di combattimento di casa in casa, mi è stato detto : se ,armi alla mano, devi entrare in un locale, butta dentro , stando ben defilato , una bomba a mano, poi scarica un caricatore di mitra e poi, se puoi, , manda dentro un altro.
      L’uscita dall’euro è, secondo me, una condizione simile:

    • omar says:

      sei sicuro che la svizzera aceterebbe stampare moneta per l´itaglia!!!

      • pippogigi says:

        Non occorre che la Svizzera accetti di stampare carta moneta, il Montenegro ha adottato l’Euro come moneta ufficiale pur non facendone parte, il dollaro da decenni è utilizzato come moneta internazionale.
        Questo discorso non vale in parte per la Padania essendo economicamente e demograficamente per diverso dal Montenegro, ma oggi giorno la moneta in circolazione è ben poca essendo usati bonifici, bancomat, carte di credito, ecc. Tecnicamente si può adottare una moneta, chiamiamola per esempio Scellino Padano, con un tasso fisso con il franco svizzero di 1 a 1. Se il franco svizzero sale nel cambio con l’Euro lo Scellino Padano salirà anch’esso. Anticipando le obiezioni, sia il cambio tra euro e lira che la possibilità di svalutare una moneta dimostrano che il cambio tra due monete è più un valore teorico a piacere e non imposto dai mercati

        • eno says:

          Agganciare una moneta ad un altra ?
          No grazie
          Non si tratta di fare svalutazioni competitive, ma di avere una moneta che riflette l’ economia di un paese
          Una determinata moneta non è solo un qualcosa di meramente economico, ma anche culturale
          Riflette quello che è il sistema economico, pubblico e privato, di un determinato paese, nel bene e nel male

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