Via Bellerio, dalla Lega che cambia statuto ribadito il No ai contratti di solidarietà per i lavoratori

di REDAZIONEnoi con salvini

Dei contratti di solidarietà la Lega non ne vuol sentire parlare. Il mantra che ripetono i legali che rappresentano il movimento è che non ci sono soldi. E’ un altro no quindi quello che rimbalza sui dipendenti di via Bellerio dopo l’ennesimo tavolo di trattativa al ministero che si chiude con un nulla di fatto. E ora che si fa? I rappresentanti dei lavoratori hanno rilanciato con la richiesta di una cassaintegrazione di 4-5 mesi, anche perché dai vertici del movimento si parlava proprio di una riorganizzazione aziendale definita in quei tempi e, a quanto pare, legata anche al rinnovamento del partito in vista del congresso: nuovo statuto, organizzazione su base territoriale, probabilmente anche sul fronte amministrativo, insomma una Lega nazionale su base regionale o macroregionale con relativi staff.

Ma davanti alla prospettiva di una cassa breve, l’azienda avrebbe risposto che non se ne poteva parlare, a quel punto i tempi di riorganizzazione si sarebbero allungati ad un anno di piano economico. Campa cavallo che via Bellerio non cresce.  La Lega che sta per uscire da se stessa ha altro in mente, Milano va sbaraccata.

Resta quindi l’unica strada a senso unico, nella proposta del partito: un anno di cassa integrazione. Poi sciogliete le righe, a meno che non si riesca a ricollocare in ambito interno (nella nuova Lega nazionale regionale?) o istituzionale i dipendenti a spasso.

Settimana prossima nuovo incontro tra i dipendenti e i rappresentanti aziendali mentre il 4 febbraio appuntamento a Roma per il tavolo dell’ultima parola. Senza accordo, niente cassa integrazione. Niente solidarietà, il partito non se lo può permettere. Comprendiamo.

Venerdi intanto alle ore 11.00, assemblea dei dipendenti e dalle 13,30, presidio  davanti alla sede federale di via Bellerio a Milano.

 

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