Vi ricordate come andò a finire in tribunale l’assalto al Campanile?

di IRENE FRANCESCONI GALLItanko 2
Mentre si resta in attesa di sviluppi processuali sulla videnza del cosiddetto tanko del 2014, vale la pena ricordare, anche soltanto attraverso la cronaca nuda e cruda, cosa accadde per l’assalto al Campanile. Fu o non fu terrorismo?
Parlano i fatti decisi dai tre gradi della giustizia.
“L’operazione del “commando” avvenuta nel 1997 non aveva carattere di terrorismo eversivo. Nessuno dei Serenissimi è stato infatti condannato con tali accuse. A confermare l’insussistenza di un’imputazione tanto roboante è stata la Corte di Cassazione, che nel 2011 prosciolse gli ultimi tre Serenissimi dall’accusa di terrorismo eversivo. Nelle motivazioni, i giudici della Suprema corte scrissero che l’organizzazione era «strutturalmente» non idonea «al perseguimento dello scopo eversivo, data l’assoluta carenza di disponibilità strumentali che tale programma potessero attuare». E quei due trattori, trasformato l’uno in un rudimentale veicolo lanciafiamme e l’altro da utilizzare «in non meglio precisate azioni dimostrative con uso di esplosivo» non erano adatti a realizzare alcuna azione seriamente sovversiva. Così fu definitivamente respinto il ricorso della Procura generale di Venezia contro l’assoluzione di Gilberto Buson, Cristian e Flavio Contin. L’ultimo atto di un processo davvero infinito, dopo le assoluzioni pronunciate dalla Corte d’assise di Padova nel 2007 e dalla Corte d’assise d’appello di Venezia, l’anno successivo. Il medesimo giudizio che la Corte d’Assise di Padova aveva dato nel 2007: l’unica arma in possesso ai Serenissimi era un vecchio fucile, quasi inservibile, mentre Tanko e Tanketto non potevano essere considerati armi. In conclusione, i mezzi in possesso dei Serenissimi non potevano essere ritenuti idonei a provocare la secessione del Veneto dal resto dell’Italia. Le condanne erano arrivate solo per i reati compiuti durante l’assalto al Campanile, tra i quali il dirottamento era senz’altro il più grave. La Corte d’assise di Venezia aveva comminato nel febbraio 1998 sei anni e quattro mesi di reclusione a Luigi Faccia e Giuseppe Segato, considerati gli ispiratori dell’operazione, anche se non ne presero parte. La corte d’assise d’appello aveva scontato le pene per i componenti del commando, partendo da una pena base ridotta per il reato più grave, il dirottamento concedendo l’attenuante sulla “levità del fatto”.
Così il Gazzettino scrisse l’indomani degli arresti del 2 aprile scorso 2014, per ripercorrere la storia di uno degli eventi giudiziari che segnarono la politica e il costume del Nord. Furono anni di grandi tensioni politiche, eppure oggi, a quasi 20 anni di distanza, il tanko, o “i tanko” fanno ancora parte dell’immaginario collettivo e fanno discutere magistrati, stampa, opinione pubblica.

Giovedì 3 Aprile 2014

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3 Comments

  1. Riccardo says:

    Arriverà il giorno che non saranno 20 o 30 o 40 persone incriminate dall’occupante italia ma 2 milioni o 3 milioni in movimento e all’ora non ci sarà oppressione ma saremo Noi a opprimerli .!!! Avanti cosi L’importante è continuare a costituire gruppi indipendentisti nel momento del richiamo saremo pronti !!!
    Oggi si può parlare di indipendenza grazie alla Turchia che anni orsono ha fatto una interpellanza alla UE che aveva intimato alla stessa di cambiare posizione sul popolo Kurdo che chiedeva l’indipendenza , e che se non fosse cambiata non veniva accettata la candidatura di entrata in Europa della Turchia questa poiché in italia non c’era libertà di parola alla espressione di richiesta di indipendenza del popolo Veneto aveva indicato l’italia come paese non democratico e opressore del popolo Veneto , la UE ha inviato urgentemente all’italia di retificare la circolare per quanto riguarda l’espressione di richiesta di Indipendenza e cosi fu fatto grazie ai Musulmani Turchi…….. e io oggi grido in faccia all’italia W L’Indipendenza W San Marco Sempre………..

  2. ric says:

    Invece il vero colpo allo stato permane e riuscitissimo è questo status mafioso di cose italiche vere , di assassini assistiti , di patti con la malavita , di stragi pilotate , di magistrature potenti che dovrebbero essere le garanzie ultime ed assolute per un cittadino , invece rappresentano la casba delle insicurezze che compromettono inesorabilmente lo stato di diritto e quindi le minime libertà individuali condivise . È nemmeno hanno vergogna , perché il disprezzo che nutrono verso morente e sottomesso popolo , gli garantiscono l’impunità e liceità al disprezzo .
    Una celebrazione simbolica , come una commedia del Goldoni , cioè la vicenda pacifica dei Serenissimi , certifica in pieno la bonomia di un popolo (Veneto) non violento di indole e di spirito .
    Invece disvela , se mai ce ne fosse bisogno , la vera natura dell’arrogante invasore , predone ladro ed assassino , che il destino riserverà in nemesi le brutalità perpetrate ad innocenti idealisti che la storia , e non la finta giustizia , pareggerâ nefandezze e crimini contro l’umanità .
    Le montanti questioni terroristiche islamiche di interpreti e razze che stanno dimostrando essere stessa pasta del potere oppressore e sanguinario che ci angustia la vita , e che nel fare male fanno tremendamente sul serio . Come la mettiamo ? . Chi di Serenissimi ferisce di Isis perisce ! Provate un po’a processare quelli se ne siete capaci ?

  3. Padano says:

    Resto dell’idea che lo strumento dello sciopero generale sia quello più idoneo a danneggiare lo stato italiano.

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