Vespa contro le Autonomie speciali: un attacco alla libertà!

di NICOLA FIORETTI*

L’attacco di Bruno Vespa alle Autonomie speciali non è solo esempio di informazione distorta, ma preludio a un sistema che vuole accentrare sempre di più i poteri. Il noto e superpagato conduttore televisivo sostiene che l’Autonomia è un privilegio ormai superato, verrebbe da chiedere (provocatoriamente), se a breve anche la democrazia diventerà un concetto superato in nome dell’«efficienza» raggiungibile dal completo accentramento dei poteri.

Ricordiamoci che Autonomia è libertà. Libertà di poter decidere con conseguente ed ovvia assunzione di responsabilità delle proprie azioni. Di questo stiamo parlando. Il resto è contorno.

L’attacco mediatico consumato nella trasmissione di Bruno Vespa è sferrato nei confronti di una libertà e non tanto al sistema economico-finanziario. In gioco c’è molto di più.

Certo potremo dimostrare che nella realtà l’Autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol è un Autonomia virtuosa in grado non solo di autoalimentarsi (senza chiedere nulla allo Stato in termini economico-finanziari) partecipando responsabilmente al risanamento del Paese (ricordiamo che il Trentino lascia allo Stato 1,3 miliardi di euro all’anno, a fronte di un suo bilancio di 4,5 mld di euro annui).

COL VENETO AUTONOMO, ITALIA FALLITA IN 7 GIORNI

Potremo porre l’attenzione sul fatto che le risorse di cui dispongono le Province di Trento e di Bolzano non vengono “ricevute” come regalo da qualcuno, ma sono il frutto delle tasse che i cittadini e le imprese trentine e sudtirolesi pagano sul proprio territorio e che queste servono a gestire moltissime deleghe che altrove fanno capo allo Stato (facendo quindi risparmiare il Paese). Ma non si tratta di questo.

Potremo continuare a parlare dell’aspetto economico per mesi dimostrando che la nostra Autonomia non è di tipo assistenzialistico e che le nostre risorse non vengono sottratte ad altri territori, ma tutto questo non basterebbe a confutare le tesi precostituite di chi ci sta attaccando.

La verità è che si sta consumando una battaglia di tipo economico su qualcosa che non è monetizzabile: la libertà! E questa, per un Paese che si ritiene civile non è accettabile.

Come trentini e come comunità che ha a cuore l’Autonomia riteniamo che non si debbano abbattere le autonomie, ma che al contrario, si debba fare in modo che anche altri territori che lo chiedono a gran voce conquistino questa libertà, mettendosi progressivamente alla prova dell’autogoverno responsabile.

Conquistare l’autonomia è un diritto a cui tutti i territori devono poter ambire. Tutti i territori devono poter aspirare a questa libertà! Con la consapevolezza – ben inteso – delle responsabilità che questo percorso porta con sé.

Ma forse il progetto che sta dietro a tutti questi attacchi in realtà è volto proprio a impedire questo: tagliare la testa a chi è già autonomo –utilizzando dati falsati e notizie distorte, facendo cioè mala informazione – per impedire che altri chiedano la propria sacrosanta libertà di decidere autonomamente sul proprio territorio e del proprio futuro.

Come trentini e sudtirolesi non possiamo lasciare che tutto questo passi tranquillamente, senza alcuna reazione significativa e indignata da parte nostra.

Ricordiamoci che una bugia – e quella raccontata da Bruno Vespa a “Porta a Porta” è più di una bugia–  diventa sempre un po’ più vera ogni qualvolta che tutti coloro che l’ascoltano lasciano che il dubbio si adagi nel loro animo.

Lo dobbiamo in primis al nostro Trentino-Alto Adige/Südtirol, ai nostri “nonni” dell’ASAR, ma lo dobbiamo anche agli amici e vicini di Belluno e della Valtellina-Valchiavenna che stanno iniziando a muovere i loro primi passi in questo percorso che porterà alla conquista della loro Autonomia e quindi della loro libertà!

Infine, all’interno della nostra Autonomia, bisogna essere sempre più consapevoli del nostro compito, più sobri nelle scelte ed oculati nell’utilizzo del denaro pubblico dimostrando anche ai più scettici che il buon governo si misura  con i fatti e con l’assunzione della responsabilità conseguente.

*Presidente OSAR (Osservatorio di Studi Autonomistici Regionali ed Europei)

 

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21 Comments

  1. Johnny says:

    Anca qua in Veneto spesso se sente parlar de schei chee regioni autonome ga e che qua no gavemo, butando el disagio dee troppe tasse (e de tutto el marcio talian) dosso a eori… Ma qua a question no xe i schei ee reassion invidiose, che xe causate da una classe ingiusta, ma a libertà de un territorio de tegnerse ciò che essa produxe… Non bisogna togliere libertà a loro, ma dare libertà a noi, a tutti.! Date e Cesare quel che è di Cesare. Vespa el parla in nome de un stato marcio fino all’osso, dove chi che ga più potere se ciappa i schei de chi potere no ne ga, il tutto gerarchizzato da una mente ladra, quea TALIANA! Indipendensa subito e giustizia par i popoli, e al bando a teevision che ne rincojionisse!!

  2. giggetto says:

    Adesso anche pippini e piddiellini, alleati nelle giunte del nord dei nellerians, prendono di mira le autonomie speciali. Cosa ne dicono i leghisti friulani (ammesso che ce ne siano ancora)?

  3. http://www.camera.it/leg17/465?area=20&tema=740&Il+sistema+delle+entrate+delle+regioni+e+degli+enti+locali#paragrafo3505

    Tutte le regioni a statuto speciale e le province autonome collaborano – secondo le specificazioni dei propri Statuti – all’accertamento delle imposte erariali riscosse o prodotte sul proprio territorio. In sintesi, è attribuito alle regioni:

    Sicilia: il gettito di tutti i tributi erariali, ad eccezione delle imposte di produzione (ora, accise) e dei proventi del monopolio dei tabacchi e del lotto;

    Sardegna: i 7/10 dell’IRPEF e dell’IRPEG, i 9/10 delle imposte ipotecarie, bollo e registro, concessioni, energia elettrica, fabbricazione (accise) e, con la finanziaria 2007 (ma in vigore dal 2010), i 9/10 dell’IVA e i 7/10 di tutte le altre entrate erariali;

    Valle d’Aosta: a decorrere dal 2011 l’intero gettito delle imposte erariali sul reddito e sul patrimonio (IRPEF, imposta sul reddito delle società, imposta sulle successioni), dell’IVA, dell’accisa sulla benzina e sugli altri prodotti energetici, sui tabacchi, sull’energia elettrica; i 9/10 delle imposte erariali sugli affari (registro, bollo, ipotecarie), nonché dei proventi del lotto;

    Friuli-Venezia Giulia: i 6/10 dell’IRPEF, i 4,5/10 dell’IRPEG, 9,1/10 dell’IVA (in vigore dal 2008) i 9/10 di altre poche imposte e, con la finanziaria 2008 il 29,75 % del gettito dell’accisa sulle benzine e il 30,34 % del gettito dell’accisa sul gasolio consumati nella regione;

    Trentino-Alto Adige: le imposte ipotecarie, 9/10 delle imposte sulle successioni e donazioni e dei proventi del lotto, i 2/10 dell’IVA generale;
    Province autonome di Trento e di Bolzano: i 9/10 di quasi tutte le imposte erariali (fanno eccezione le imposte devolute alla Regione Trentino Alto Adige).
    Disposizioni “residuali” contenute negli statuti, inoltre, attribuiscono alla regione Sicilia, alle Province autonome di Trento e di Bolzano ed ora anche alla Sardegna (nella misura di 7/10) e alla Valle d’Aosta (nella misura di 9/10), la compartecipazione su tutte le altre imposte e tasse non elencate dallo statuto.

  4. Domandemoghe a sto Bruno Vespa, ke me par el ghe someje e kel sipia on riho epulon (ricco epulone), strà pagà da la RAI co li nostri skei, ke li ne vien tolti a forsa …
    se el se ga ridoto i conpensi-cachè/cachet par soledaretà fraderna co li taliani bexognoxi?

    El ghe fa la predega a staltri ma lù galo dà el bon somexo?

  5. Albert Nextein says:

    Vespa non conta un cazzo.
    E’ pur vero che fa parte del neo-costituito ministero della verità , ma non conta un cazzo.

  6. Toscano Redini says:

    Ma io non credo che Vespa sia contrario alle autonomie per convinzione o per ideologia. Più semplicemente è contrario alle autonomie, figuriamoci alle indipendenze!, perché non arriverebbe più quanto necessario per rifornire la mangiatoia in cui si pasce Vespa con tutto l’immenso vespaio italico.
    La politica serve solo a manterere lo status quo: gente, senza Veneto non si mangia! E i Veneti, con altri 40 milioni di fessi, lavorano, pagano e crepano.

  7. paolo says:

    se ti fermi a bressanone e chiedi un caffè, questo ti arriva dopo molto tempo perchè non sei dei loro: sei italiano. anche questa è autonomia?

    • Mi se fuse luri gnanca te lo servaria el cafè!

    • A.Z. BG says:

      Hanno ragione,loro sono a casa loro e la gestiscono come vogliono.Trattengono i soldi delle tasse pagate dai loro cittadini perché l’italia si è arrogata il diritto di invaderli e sottometterli,ma ONU e Austria l’hanno pensata diversamente e tuttora li proteggono.Da me avranno una mano a difendere la loro autonomia, mentre qui la nostra gente preferisce (alla terrona,forse dovuto all’invasione di 50 anni)non pensare,regalare il proprio denaro alla roma distruttrice,finchè la libertà e l’autonomia spariranno completamente (1984 di Orwell).

    • Garbin says:

      di dove sei? sono andato spesso all’oktober fest, la prima volta ci siamo fermati in un autogrill gestito da siciliani in Trentino, sarà perchè tra di noi parlavamo veneto ma non ci hanno serviti, ci dicevano sempre di aspettare un momento anche se non c’era nessuno, siamo andati via e ci siamo fermati in uno sud tirolese e ci hanno servito parlando in italiano con accento tedesco, quindi erano tirolesi, anche li parlavamo in dialetto veneto ma sembra che a loro non dasse fastidio.

      Dopo quella volta ci siamo sempre fermati in quel bar.

    • Fabio Colasanti says:

      a parte che c’è chi, come me(e vivo a roma dove sono nato da generazioni di romani), considera ‘italiano’ un insulto. Ma la comanda è A casa mia posso detestare chi voglio? O sono obbligato, oltre a far entrare una testa di cazzo, pure a a servirla e riverirla dopo che sono stato insultato?

  8. som mb says:

    Alcune sere fa Vespa si coccolava il Salvini.

  9. salvo says:

    Se il Trentino fa risparmiare lo Stato in quanto alcune sue funzioni sono state delegate alla regione, perchè quando si parla di Sicilia tutto ciò non vale?

    Meglio dire che la Regione Siciliana abbia 18mila dipendenti, fa più scalpore, e gli allocchi sono più contenti.

    • Arturo says:

      come hai visto sotto il Sud Tiröl non chiede nulla in più allo stato italiano mentre la sicilia continua a chiedere,chiedere,chiedere,nonostante non contribuisca mai alle spese del resto d’italia.Oltre ai 28000(non 18000)forestali, ai 30000 dipendenti regionali,ai lauti stipendi deiduputati(tsch) regionali, ieri i cpigruppo hanno aumentato il loro stipendio di € 1800 al mese, per partecipare al risparmio in corso naturalmente.Questa è l’enorme differenza tra nord e sud.

  10. lorenzo says:

    Basta Vespa, Basta Roma, basta Italia..!

  11. Roberto says:

    Vespa ha ragione, ad esclusione del Trentino Alto Adige, tutte le altre regioni autonome, pur avendo agevolazioni economiche e fiscali , hanno comunque bilanci negativi.

    Residui Fiscali per l’anno 2012 (in positivo hanno versato più del consumato, in negativo il contrario):

    Valle D’Aosta: -1,5%
    Trentino Alto Adige: + 4.0%
    Friuli Venezia Giulia: -2,5%
    Sicilia: -18,7%
    Sardegna: -14,5%

    Ora, se pur avendo delle agevolazioni rispetto alle altre regioni, non ci stanno dentro, c’è qualcosa che non va, che dite?

    • Trasea Peto says:

      Bene, ora prova a vedere anche le Regioni a statuto ordinario…
      Gli sprechi non sono causati dall’essere autonomi.

    • Sandi Stark says:

      Certo, che lo Stato non si accontenta più di quanto stabilito ma vuole sempre di più. E lascia che le Regioni e le Province autonome continuino a gestirsi la sanità e tutto il resto, ma con la quantità di denaro che decide lo Stato.

      Inoltre, hanno regione di esistere solo le Province Autonome, non le Regioni che sono delle piccole Italie in miniatura controllate da Roma tramite i partiti. Il controllo è sicuro a livello regionale, non a livello Provinciale dove un territorio incazzato potrebbe votargli contro; è per questo che le vogliono chiudere.

      Tutte le Province dovrebbero essere autonome ed al massimo, alcune di loro potrebbero accorparsi o condividere alcuni servizi, ma per loro libera scelta.

      Le Regioni andrebbero abolite; ed il caso della Sicilia non ha niente a che fare con l’autonomia. La Mafia c’era prima dell’autonomia, c’è ora con l’autonomia e ci sarà anche domani, qualsiasi sia la forma di amministrazione.

  12. …Potremo porre l’attenzione sul fatto che le risorse di cui dispongono le Province di Trento e di Bolzano non vengono “ricevute” come regalo da qualcuno, ma sono il frutto delle tasse che i cittadini e le imprese trentine e sudtirolesi pagano sul proprio territorio e che queste servono a gestire moltissime deleghe che altrove fanno capo allo Stato (facendo quindi risparmiare il Paese). …

    Se pol esar vero par el SudTirol e el Friul no lo xe par la Siçilia, la Sardegna e forse par la Val d’Aosta.

    • Roberto says:

      Considera comunque che le regioni autonome hanno carichi fiscali e imposte minori, significa che non contribuiscono come le altre al mantenimento dello Stato.
      La cosa ha poco del democratico secondo me.

      • mv1297 says:

        Infatti è molto “democratico” un Veneto con un residuo fiscale di 20 miliardi di euro all’anno, vero Roberto?
        La solidarietà mi sembra sia alquanto imposta, per cui, in parole povere siamo schiavi di un sistema che non è mai stato nostro.
        La secessione ci vuole, eccome!

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