Vertice in Regione, il Veneto perde 6mila posti di lavoro la settimana. Callegari: usate il residuo fiscale

di Corrado Callegari – Leggo sulla stampa veneta di un vertice in Regione. Il tema è il bollettino di guerra (dati di “Veneto Lavoro”, ndr): perdiamo 6mila posti di lavoro la settimana. Questi non si riesce a tamponarli, evidentemente. Per quanto i contagi siano scesi, l’economia è andata a ramengo. Il Nord lavora e sopravvive nonostante il peso fiscale di Roma grazie all’internazionalizzazione delle sue imprese, grazie all’export. E in un sistema globalizzato, se tutti sono fermi, l’anello più debole ne paga le conseguenze. Dico non a caso l’anello più debole perché la Germania è rimasta aperta laddove noi abbiamo chiuso. Il sistema sanitario di uno stato federale, robusto e solido, ha retto. Noi, per quanto si possa essere bravi, sgobboni e volenterosi, non corriamo con la stessa velocità. La loro sanità non ha tagliato posti letto come noi. La Germania ha subito abbattuto l’iva sui generi di prima necessità. Noi neppure sappiamo farlo sulle mascherine. D’altra parte non se ne trovano.

Poi possiamo tutti dire che Zaia ha saputo sfidare le linee guida, aggredire di più la diffusione del contagio. Ma resta il fatto che non ha corso come i bavaresi. Eppure il Veneto è meglio della Baviera. Solo che non è autonomo, non sta scritto sul confine con le altre regioni Stato Libero del Veneto. No. Noi non siamo lo Stato libero di Baviera.

Ma torniamo al vertice sui posti di lavoro. Leggo che si invoca il fondo sociale nazionale, e di anticipare 9,4 miliardi da un fondo di emergenza, come ha spiegato l’assessore al lavoro, Lanzarin.

Ma è così difficile usare quello che Roma non ci restituisce? Oppure avere il coraggio di forzare non solo le linee guida nazionali ma anche la logica fiscale nazionale e tenere in Veneto le tasse dei veneti in un momento di straordinaria gravità?

La Catalogna ha un residuo fiscale di 8 miliardi di euro. La Baviera 1 miliardo. E chiedono più autonomia a Madrid e Berlino. E Venezia? Niente. Venezia ha un residuo di circa 20 miliardi di euro. La Lombardia almeno 58, per la cronaca.

E siamo a chiederci come risolvere il problema di 6mila posti di lavoro la settimana. Oltre che metterci una pezza sulla cassa integrazione che non arriva. Vorremmo avere altri bollettini, non solo i dati sui contagi che calano, sui morti che scendono, vorremmo un Veneto normale. Appunto per questo, libero stato in un paese federale. E poi dicono che il problema dell’Italia è la Germania. Vero, non le assomigliamo proprio ancora per niente.

 

Corrado Callegari, Partito dei Veneti-Grande Nord

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1 Comment

  1. Qui nel Veneto tempo fa si era parlato di sciopero fiscale. Non pagare più alcuna tassa a roma. Poi si optò per una linea più morbida per organizzare uno sciopero generale nel solo VENETO minacciando di fermare tutte le attività in modo da non poter più pagare alcun chè a Roma. Anche questa opzione venne cancellata perché avrebbe creato problemi anche ai Veneti che non lo meritavano.
    Allora io dico che se ZAIA ci mette un po’ più di coraggio potrebbe veramente trattenere il residuo fiscale facendosi forza di tutti i Veneti che sicuramente lo sosterrebbero a costo di disordini sociali di una certa ” levatura”. Tanto non se ne può più di questo paese e prima o poi arriveremo alle estreme conseguenze volute e cercate da roma solamente e pervicacemente in nome di una unità che non esiste più ormai da molti anni per responsabilità di partiti e politici ormai ciechi e sordi ma mai muti…..!!
    La storia la fanno gli uomini che tengono in movimento il mondo e non quelli che cercano di tenerlo fermo per i propri interessi. Già ora , con questo governo dei miei stivali, si stanno aprendo le porte per un cambiamento ormai diventato necessario se vogliamo un futuro raggiungibile.
    WSM

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