Vertice europeo sui migranti: meno male che è fallito

europa-a-pezzidi SERGIO BIANCHINI –  Praticamente tutti i commenti relativi al vertice europeo lo danno per fallito. -Meno male- dico io.

Infatti la “riuscita” secondo i sostenitori più o meno consapevoli dell’ACCOGLIENZA CONDIVISA ci sarebbe stata se tutti i paesi europei fossero stati costretti a ricevere i migranti approdati in Italia.

Sappiamo che i migranti non “approdano” in Italia ma vengono PRELEVATI in Africa e portati in Italia. E sulle coste dell’africa giungono, dall’interno del continente, sostenuti da schiere di mondialisti di ogni genere che li esortano e li ingannano proprio in nome della promessa di una conclusione europea del fortunoso viaggio.

Questi mondialisti sanno benissimo che l’opinione pubblica in europa è decisamente e sempre più contraria alla forzatura illegale dell’immigrazione mentre non ostacola minimamente l’immigrazione legale nella misura in cui è utile all’economia e non dannosa allo stile di vita europeo.

Ma loro, i mondialisti, non accettano questo principio della reciproca utilità. Vogliono forzare, e forzano, il processo con veri e propri trapianti a spese degli europei e in primis degli italiani che sono stati, dal 2014, i principali importatori con l’improvviso balzo a circa 200.000 prelievi l’anno iniziato allora.

E dunque la “riuscita” del vertice sarebbe potuta avvenire solo FORZANDO all’accoglienza le popolazioni europee ed in primo luogo i paesi del gruppo di Visegrad che rifiutano in blocco la dislocazione forzata. I 4 paesi del blocco di Visegrad sono sempre meno soli. Infatti anche l’Austria si è ormai pronunciata allo stesso modo ed ora anche l’Italia, sebbene l’Italia mantenga come sempre un’ambiguità di fondo. Anzi, il vittimismo italico, che chiede “l’accoglienza ma condivisa”, se non procede subito alla chiusura dei prelievi e dei porti alle ONG potrebbe diventare un argomento nobile per schiacciare i paesi contrari ai trapianti. Per ora Salvini insiste nella promessa di chiusura ma “il coro” dentro e fuori il governo sembra contrario.

Significativo e ridicolo al proposito è l’argomento di Berlusconi che invita a non sostenere Visegrad “ perché loro vogliono difendere i propri confini e non quelli europei”. Ma se i confini europei fossero difesi automaticamente anche le singole nazioni europee lo sarebbero. Visegrad è nato proprio quando il RICHIAMO dei “migranti” è avvenuto dall’interno, dalla Germania, dal cuore stesso dell’Europa. Se la Germania voleva accogliere bastava che mandasse sue navi in Turchia a prelevare e portare in Germania. Ma non ha fatto così. Ha cercato di far travolgere dai profughi i confini nazionali di tutto l’est europeo.

Questo avventurismo tragico e irresponsabile dei mondialisti è sempre più in crisi. Ma loro invece di recedere diventano prepotenti e crescono nelle aspirazioni autoritarie, le aspirazioni allo schiacciamento dei dissidenti.

Questo” schiacciamento” è però, adesso, impossibile vista la struttura europea attuale che prevede l’unanimità nelle delibere del Consiglio, cioè della struttura dei capi di Governo nazionali, che è il vero centro di potere Europeo a differenza della Commissione che conta niente. Quindi per ora lo schiacciamento “umanitario” delle nazioni e dell’opinione pubblica deve essere rimandato a dopo una riforma della struttura organizzativa dell’Europa che i “federalisti” europei chiedono.

Ma attenzione, il federalismo europeo non è come quello che chiediamo in Italia, e cioè una attenuazione del potere centrale dello stato. Il federalismo europeo sarebbe l’inizio della costruzione di un apparato statale europeo con l’eliminazione del principio dell’unanimità. E non a caso i “federalisti europei” hanno come primo obiettivo la costruzione dell’esercito europeo che sarebbe lo strumento chiave della statalizzazione.

Il nodo al proposito è quello dell’alleanza con l’America e della NATO. Ma dato che questa alleanza non viene contestata l’esercito Europeo avrebbe solo una valenza interna e quindi una immediata riduzione forzosa delle sovranità nazionali sostenute, in una chiusura difensiva obbligata, dall’opinione pubblica e da quei popoli  sempre più “lebbrosi”.

 

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One Comment

  1. caterina says:

    ma l’Africa e’ il solo continente dalle risorse enormi naturali e umane che ancora non ha trovato la sua strada per lo sviluppo in favore di chi lo abita… finora gli altri, europei soprattutto si sono adoperati per esportare quello che serviva alla loro ricchezza… e magari vi hanno importato corruzione nei ceti dominanti locali…..e’ ora che cambi la musica e sembra che siano i cinesi ad averlo capito… Infatti vi stanno costruendo città intere moderne e i locali potrebbero finalmente capire che hanno presto di che vivere bene anche a casa loro…certo meglio che diventare accattoni fra gente che non li vuole…. Altra situazione e’ per quelli che vivono nei paesi che da anni alimentano guerre intestine per motivi religiosi-ideologici e le interferenze di potenze estranee che si esercitano in operazioni di appoggio per finalità’ di supremazia fra di loro….

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