Verona, sotto la pioggia la marcia silenziosa per l’indipendenza

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Sono stati 250 i partecipanti alla seconda “Marcia Silenziosa” che si è tenuta domenica pomeriggio nel centro storico di Verona. Sfidando il maltempo, i manifestanti, muniti di Gonfalone di San Marco, hanno sfilato in modo ordinato e silenzioso per le vie della città, determinati a testimoniare la propria identità Veneta oltre che a sensibilizzare i cittadini sul percorso, già tracciato, che porterà il Veneto a poter decidere in ordine al diritto dei popoli all’autodeterminazione.

Questo ciclo di marce, inaugurato lo scorso novembre a Treviso, toccherà nei prossimi mesi diverse città venete. “Non per protesta, non per richieste, ma per noi Veneti organizziamo le “Marce Silenziose”. Sfilare in ordine ed in silenzio, senza arrecare disturbo, per ritrovare l’armonia nello stare insieme, per trasmettere la grande forza positiva dei Veneti.” dichiara in un suo scritto l’avvocato Andrea Arman, ideatore della manifestazione.

Molto soddisfatti anche gli organizzatori, i blogger di VivereVeneto, che dichiarano: “ La pioggia non ha scoraggiato queste centinaia di Veneti che hanno sfilato oggi fianco a fianco, decisi a gridare col loro silenzio che i Veneti ci sono e che vogliono un futuro migliore per la propria gente e per la propria terra. Ci ha fatto molto piacere vedere molti giovani e persone al di fuori del solito mondo indipendentista partecipare al corteo. Vi diamo appuntamento, ancora più numerosi, alla prossima marcia, che si terrà ad Este il prossimo 23 febbraio.”

Vivere Veneto

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5 Comments

  1. Carla says:

    Ho visto le foto della marcia e ascoltato chi ci è andato.Siete stati tutti bravissimi dagli organizzatori ai partecipanti.Ero raffreddatissima altrimenti venivo anche io.

  2. giangiovanni says:

    Filippo, di leghisti ormai c’è ne sono pochi. Li hanno espulsi
    quasi tutti e quelli che son rimasti vogliono solo le “careghe” .

  3. luigi bandiera says:

    Ormai la legga noddes e’ diventata un riccio.

    Mi dispiace molto soprattutto per il tempo PERSO, mio e di tantissimi altri, ma col riccio non si fa e fara’ piu’ nulla.

    Bisogna avere una forza politica veramente unitaria e nuova per liberare il POPOLO VENETO e gli altri se lo vorranno, dalla schiavitu’ dai kompagni d’Egitto (leggi italia).

    Nemmeno le piaghe serviranno a indurre il faraone (il tiranno trikolorkomunista) a LIBERARCI.

    Preghiamo

  4. Filippo83 says:

    I gazebo łighisti andrebbero fatti solo per informare il popolo veneto sul referendum. Perche’ la Łiga non agisce in Regione, ora che i 4 consiglieri di FI si sono dichiarati pro-referendum? Perche’ soprattutto non partecipa a queste marce, dove magari puo’ mobilitare 10 o 100 volte tanto di persone?

  5. Vi siete dimenticati di scrivere sulla vignetta di “VENETO LIBERO” l’attributo più importante: “DALL’ITALIA

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