LEGA, CAMPO DI BATTAGLIA TRA VERONA, I SOLDI E MARONI

di GIANLUCA MARCHI

Lo slogan è già stato usato per descrivere plasticamente quanto sta accadendo nella Lega, ma qui ci piace riprenderlo: dalla guerra di secessione si è passati alla guerra di successione. Chi, cioè, succederà a Umberto Bossi nella guida del movimento, ammesso e non concesso che, in attesa di quel fatidico momento, una deflagrazione interna non sconquassi il “meccanismo di money transfert in Africa” come ha mirabilmente descritto la deriva del Carroccio il nostro Gilberto Oneto? Ma dietro questo interrogativo se ne cela un secondo, più prosaico, ma altrettanto importante: chi avrà il controllo del “bottino” che il Carroccio ha messo da parte in questi ultimi anni di vacche grasse?

Domanda non da poco, perché il patrimonio si è fatto importante e ha raggiunto le dimensioni di un ragguardevole tesoro. Non ci sono solo i famosi 7 milioni di euro che l’ineffabile Belsito ha ritenuto di investire all’estero, contribuendo a diffondere urbi et orbi il soprannome di Lega Tanzania. C’è anche un cospicuo patrimonio immobiliare: la Pontida Fin, cassaforte del movimento ma che vede come soci Bossi, la moglie e Giuseppe Leoni, annovera unidi proprietà fra cui l’immobile di via Bellerio e ben 7 terreni fra cui il pratone di Pontida. Da un informato articolo pubblicato da l’Unità, e mai smentito, apprendiamo che di recente sarebbero stati acquistati  un appartamento nel centro di Milano del valore superiore al milione di euro che sarebbe destinato al Trota, e una cascina nel Varesotto che toccherebbe ad un altro dei figli della coppia Bossi-Marrone, Roberto Libertà, il quale, studiando agraria, necessiterebbe di un luogo, con tanto di terreno, dove esercitare le sue qualità da agronomo. Probabilmente in attesa di prepararsi a fare il ministro dell’Agricoltura della Repubblica di Gemonio, con il fratello maggiore Renzo ministro delle Finanze (studia Economia a Londra, sembra…).

Poi c’è una seconda società, la Fiin Group Spa, capitale sociale 510 mila euro, holding proprietaria di società di viaggi, di sondaggi e anche della “Bici padana”, che produce biciclette rigorosamente verdi.

Senza infine dimenticare che il solito Belsito di recente avrebbe spostato il conto corrente del partito da Milano alla sede di Genova del Banco Popolare (ex Lodi): probabilmente è solo una scelta di comodità, visto che il cassiere cerchista è di quelle parti, ma l’operazione non ha fatto che aumentare i sospetti intorno al vorticoso movimento di denaro. Soldi che, è bene dirlo, sono nel totale controllo della Bossi &Figli, tramite Belsito e non del partito. Infatti gli esponenti esterni al cerchio magico-malefico nulla sapevano degli investimenti finché non ne hanno parlato i giornali. E adesso si attendono spiegazioni dal cassiere nella prossima riunione del Consiglio Federale.

C’è poi un’altra vicenda che contribuscie a esacerbare gli animi, e riguarda l’avvocato Michele Campini, strettamente legato a Rosi Mauro, che avrebbe percepito parcelle di cospicua entità per incarichi svolti per conto del Sin.Pa., il fantomatico Sindacato padano di cui non si sono mai conosciuti i veri numeri, e per la tutela legale dell’Editoriale Nord, editrice del quotidiano la Padania, presieduta da Federico Bricolo, capogruppo al Senato e cerchista pure lui.

Insomma, un bel coacervo di interessi che vanno a intrecciarsi alla battaglia politica interna, che in questo momento vede la sua frontiera spostarsi a Verona, dove si voterà a maggio per il sindaco. L’uscente Flavio Tosi (nella foto), molto apprezzato dagli scaligeri e dato per molto vicino a Maroni (sebbene non pochi arriccino il naso pe ril suo italianismo e per i trascorsi molto destrorsi), vuole a tutti i costi presentare, a fianco della Lega, la lista che porta il suo nome (cosa che successe anche 5 anni fa) ed è sicuro così di poter ottenere la rielezione anche senza l’alleanza col Pdl. Contro di lui si è scatenato il segretario nazionale della Liga nonché sindaco di Treviso, Giampaolo Gobbo, che prima con un’intervista ha minacciato l’espulsione di chi presenta liste proprie e poi, alla riunione del Federale di domenica scorsa, ha preteso e ottenuto l’emanazione di una circolare tesa appunto a impedire liste esterne. Di suo Tosi ha replicato minacciando di abbandonare la politica. E intanto domenica prossima proprio a Verona, Maroni sarà al fianco del sindaco nella convention che darà il via alla campagna elettorale per le comunali (in Fiera)

Non è la prima volta che l’ex ministro dell’Interno scende in campo a favore di Tosi. Financo al punto, si dice, di aver minacciato le dimissioni dal governo, quando l’estate scorsa i cerchisti avevano chiesto l’espulsione del sindaco veronese e il commissariamento del segretario nazionale della Lega lombarda, Giancarlo Giorgetti.

Se quello scaligero è il braccio di ferro in corso dove attualmente si gioca la partita fra cerchisti e maroniani, un capitolo più delicato si gioca sottotraccia e riguarda sia i tempi di svolgimento dei congressi, che la riforma della legge elettorale. Bossi e il cerchio magico-malefico hanno un solo modo di bloccare l’ondata della base maroniana: mantenere il controllo del partito e far naufragare ogni tentativo di togliere di mezzo il Porcellum. Se così fosse, alle prossime politiche i cerchisti farebbero le liste e per i maroniani sarebbe una strage. Per questo è lecito pensare che nell’incontro di lunedì scorso col Cavaliere Bossi abbia chiesto una mano al vecchio amico a fare in modo che la riforma elettorale fallisca: d’altra parte anche a Berlusconi questo sistema non dispiace affatto, visto che pure lui pare intenzionato a regolare diversi conti dentro il Pdl.

In via Rovani della strombazzata minaccia di far cadere la Giunta Formigoni pare si sia parlato pochino, almeno nei termini urlati in piazza Duomo: quella era solo una sparata a uso e consumo dei cosiddetti “militonti”, perché il Senatur sa benissimo che in questo momento l’amico Silvio non può staccare la spina al governo Monti. Volete la controprova? Meditate su queste recentissime parole del Celeste Formigoni: in Lombardia fra Lega Nord e Pdl «c’è e continuerà ad esserci una perfetta collaborazione» e bisogna «rafforzare» l’alleanza anche in vista delle elezioni amministrative. E’ vero che nelle ultime ore Bossi si è premurato di rilanciare l’aut-aut di domenica, sottolineando che non si tratta del gioco delle parti. E a chi gli faceva notare che di conseguenza il Pdl potrebbe togliere  l’appoggio a Zaia e Cota, s’è limitato a replicare che la Lega vince d’appertutto andando da sola. E tuttavia quando il Senatur vuole fugare l’impressione del gioco delle parti, in genere è proprio quando lo sta facendo. Comunque ieri sera un Formigoni stizzito ha  così replicato alla nuova uscita:  «Bossi faccia quel che vuole, non possiamo stare qui a inseguire tutti i giorni le sue dichiarazioni. Faccia quel che vuole e noi faremo quel che dobbiamo». Resta l’impressione che alzando il livello di tensione su questo fronte, serve anche a distrarla da quello interno al Carroccio. E infatti il giochetto continua: Berlusconi ha fatto sapere che il Pdl non si sfilerà dall’appoggio al governo Monti e di rimando Bossi gli ha dato della mezza cartuccia. Poi magari in privato rideranno di questo siparietto.

Al di là delle schermaglie, sullo sfondo ci sarebbe poi un disegno ben più diabolico. Si dice che Bossi nell’incontro di lunedì abbia chiesto al Berlusca un’altra cosa: la candidatura per la Lega alla presidenza della Regione Lombardia. Per il 2015, scadenza naturale? Improbabile. La Lega potrebbe diventare presto il killer del Celeste Governatore con la scusa delle tante grane giudiziarie che gli ruotano attorno, senza per altro coinvolgerlo direttamente. E in cambio garantire al Cavaliere l’alleanza per le politiche del 2013. E chi vorrebbe issare il Carroccio in cima al Formigone (il nuovo grattacielo lombardo)? Qualche tempo fa si ventilava il nome di Giorgetti, per toglierlo da Roma ed eliminare una fastidiosa spina nel fianco al fido Reguzzoni, che così si sarebbe anche potuto candidare alla guida della Lega Lombarda. Inoltre Giorgetti sarebbe uscito dal campo dei maroniani. Ma col precipitare dello scontro interno, e col passo indietro di Reguzzoni, l’attuale presidente della commissione Bilancio della Camera non appare più l’obiettivo a cui puntare. Il bersaglio grosso sono ora Roberto Maroni e la sua enorme popolarità. Come neutralizzarli? Proponendo l’ex ministro alla guida di una delle principali regioni d’Europa, il che sarebbe anche in sintonia con la linea maroniana che predica il ritorno della Lega alle origini e la ripresa del progetto egemonico nelle regioni del Nord. Inoltre l’ipotesi si sposerebbe con l’intenzione che  Bobo andrebbe esprimendo in diversi colloqui privati di non volersi più ricandidare al Parlamento.

Un tale disegno neutralizzerebbe l’avversario Maroni e bloccherebbe di conseguenza l’avanzata dei barbari sognanti alla conquista del partito. Inoltre alle elezioni politiche si andrebbe, come già ricordato, col Porcellum e parecchi maroniani verrebbero purgati dalle liste. Insomma, per Bossi e i cerchisti vorrebbe dire portare a casa la fatidica “quadra”. Fantapolitica? Può essere, ma un tempo queste macchinazioni machiavelliche erano il pane quotidiano di Bossi. Oggi, magari, sono solo la speranza  a cui si aggrappano i cerchisti per mantenere il controllo della Lega, concedendo qualche boccone prelibato ai nemici interni. Sia quel che sia, lo scopriremo solo vivendo. Magari cercando anche di capire le contromosse di Maroni: la sua indisponibilità farebbe saltare l’intera architettura. La partita a scacchi è cominciata.

 

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37 Comments

  1. baronci says:

    MA SE PIACE ANCHE AI COMUNISTI!!!!

    Data: 28/09/2011

    18:53 RAI:BORGHI(ANCI),NOMINA FAVERIO SEGNO ATTENZIONE A TERRITORI

    (ANSA) – ROMA, 28 SET – ”La nomina della dottoressa Simonetta Faverio alla condirezione di Rai Parlamento rappresenta un segnale di attenzione e di sensibilita’ nei confronti di una testata giornalistica che in questi anni si e’ contraddistinta come autorevole ed oggettivo servizio pubblico televisivo, nel quale e’ stata data voce a tutte le sensibilita’ istituzionali e che ha saputo illustrare le realta’ meno gettonate del paese, come la montagna e i piccoli comuni”. Lo afferma Enrico Borghi, vicepresidente dell’Anci. ”Ci auguriamo che sia il viatico per un ancor maggiore pluralismo affinche’ le ragioni e le opinioni degli enti locali

    – sottolinea Borghi – siano presenti nei palinsesti del servizio
    pubblico radiotelevisivo, soprattutto in questi momenti in cui si adottano provvedimenti nei loro confronti”.(ANSA).

  2. Livio says:

    La Lega non paga
    ma incassa
    Bitonci: mai pagato il canone Rai. A Viale Mazzini interminabile
    la lista degli incarichi affidati agli aderenti al Carroccio…

    GIANFRANCO ZUCCHI

    «Non pago il canone Rai da anni». Così ha dichiarato il deputato leghista Massimo Bitonci, ultimo di una lista di politici padovani del Carroccio capitanata dal vicegovernatore della provincia di Padova, Roberto Marcato, che si sono fatti apertamente promotori dell’incitamento all’evasione fiscale. Ma Bitonci ha forse “ignorato” il fatto che nella Rai cresce sempre più il numero degli incarichi affidati a personaggi ufficialmente aderenti al Carroccio: Antonio Marano, vicedirettore generale con delega sui palinsesti e sul prodotto, Pasquale d`Alessandro, direttore Rai Due; Massimo Ferrario, direttore Rai 5 e del centro di produzione di Milano; Roberto Nepote direttore Rai Gold; Aldo Papa, direttore di Isoradio; Simonetta Faverio, condirettore Rai Parlamento; Gianluigi Paragone, vicedirettore Rai Due; Alessandro Casarin, condirettore Tgr che, (secondo alcune fonti), è in procinto di diventare direttore unico al posto di Maccari.
    Un’altra incoerenza del partito di Umberto Bossi, non solo per via delle dichiarazioni leghiste anti-canone, ma, sopratutto perché tutti i nominati della Lega alle poltrone della Rai sono stati “concessi” da Silvio Berlusconi, al quale il Carroccio è dunque debitore. Le “mine” padane messe dal Cav per destabilizzare l’azienda di Viale Mazzini a quanto pare restano fedelissime a Silvio, contravvenendo, così, ai dictat del Senatùr, e adempiendo egregiamente al loro ruolo di dequalificatori della tv pubblica già abbastanza vituperata da anni in cui abbiamo assistito sempre più al trionfo del trash.

  3. confortola says:

    Sto sentendo su Tgcom24 Salvini che non sa cosa dire quando gli fanno sentire quello che ha detto Bossi…Terribile…

    • Luca68 says:

      Salvini è già un pezzo che non sa cosa dire o dove arrampicarsi per tentare di difendere l’indifendibile, cioè la linea politica da mosca impazzita di un partito la cui dirigenza ha chiaramente le spalle al muro della coerenza nei confronti dei suoi militanti che ache ancora si ritengono attaccati ai valori originari della Lega Nord. Purtroppo non c’è oramai più tempo per fare gli arrampicatori di specchi. Delle due l’una: o Salvini dimostra fuori dalle solite Chiacchere&Distintivo di avere dei princìpi indipendentisti da onorare e quindi attaccare duramente i vertici federali mettendosi chiaramente fuori dal partito salvando però il suo onore di militante oppure continuare ad avallare di fatto questa cricca di affaristi che al di là di tante belle parole e tante promesse hanno continuato per anni ad operare indisturbati per il loro tornaconto di poltrone e privilegi. Sicuramente NON per gli interessi dei popoli padani. Troppo comodo stracciarsi le vesti ora dopo aver tenuto governo e ministeri dal 2001 al 2006 e dal 2008 fino a 2 mesi fa senza aver ottenuto praticamente nulla per liberare anche solo parzialmente la Padania dal giogo romano.

  4. burda says:

    La follia ha preso il potere! Stanno gettando fumo per nascondere i veri giochini….

  5. vandamme says:

    Ho appena sentito il tg3 rai e han detto che Bossi ha detto che Berlusconi è una mezza calzetta….La follia galoppa. Ma pensa davvero che la gente possa ancora credere a questo bacia-sputa?

  6. lares says:

    Zaiabolico….

  7. lares says:

    Il piano daiabolico è già stato attuato! Diciamo che è in atto e riguarda tutti i campi, dalla Rai aggli enti locali alle partecipate….Basta attendere e vedrete. Ci avete preso perchè a pensar male si fa peccato ma ci si piglia!

  8. manliovergani says:

    Bisogna dare tutto il potere a Calderoli. Basta con i ballerini e le nane! Tutto il potere a Calderoli e barra dritta. Dur per durà.

  9. biroldi says:

    Amici è tutto finto! E’ tutto finto. Lega e Pdl continuano a fare affari, o quantomeno spezzoni della Lega e spezzoni del Pdl operano congiuntamente! Non fatevi ingannare…

  10. Cantone Nordovest says:

    ma come si fa a recuperare al partito le quote di società sottoscritte coi soldi del partito ma intestate alla famiglia Bossi ?

  11. Rinaldo C. says:

    sono d’accordo su molte questioni scritte a risposta del vostro servizio, maroni è grande ma deve tirare fuori gli attrivuti e preendere per le corna il capo, ora ha la possibilità di farlo, ha dietro a se migliaia di militanti, onorevoli e senatori, sindaci, tutti lo acclamano, chiedo anche a tutti i soggetti espulsi di unirsi frettolosamente
    al grande Maroni e tutti insieme sconfiggeremo il cerchio magico (MALEFICO), che hanno rotto i cosidetti zebedei a quasi tutti i veri leghisti. Per cui Maroni deve insieme a tutti i suoi sostenitori far capire ai popoli Veneti, Friulani, Piemontesi, Liguri, Emiliani, Toscani, Romagnoli e Marchigiani, che la nuova Lega Nord è diversa da quella precedente, che lotta per una vera autodeterminazione dei popoli in una grande realtà movimentista, cioè aprite gli occhi levatevi le fette di mortadella dagli occhi cari (compagni) e leghisti nuovi e vecchi è ora di combattere per la libertà del Nord , dal sud e dal centrismo di Roma, siamo noi che paghiamo
    e il sud è assistito e vive di assistenza con i contributi,.
    Vogliono essere ancora Borbonici e che ci stiano dato che non fanno e non vogliono fare come è sempre stato dal ’48 ad oggi e prima ancora. coi Borboni. questi sono una tara pesante e non vogliono cambiare. Viva l’Indipendenza dal Sud e dal Cerchio malefico.
    Caro Bossi e la tua cerchia espellete tutti noi dal vostro cerchio, noi siamo diversi, siamo migliori e siamo una forza irrompemte che si presenterà sempre più compatta
    contro il cerchio magico e molto malefico. bacia pure il capo di Arcore siete due imbamba.

    R.C.

  12. rufus says:

    Se ero federalista dopo aver sentito quel che dcievan sulla Rai 2 mi è venuto il latte alle ginocchia e la noia mi ha stroncato, adesso se sento la parola federalismo penso all’imbroglio, alla confusione alla noia mortale!

  13. mitolo says:

    Ma non solo quel che dici: ci sono anche le interviste a Zaia!!! E i pareri del famoso maestro di federalismo che scrive su Panorama!!!!

  14. dirella says:

    Segnalo che nel vostro sondaggio Tv avete volutamente omesso la trasmissione che avrebbe avuto più voti! Quello che Regioni di rai 2 che ha ascolti mirabolanti, che piace molto ai leghisti, ed è considerata dalla Lei il miglior prodotto Rai e il più strategico del nuovo corso di viale Mazzini! In effetti è l’unica trasmissione monografica sulla provincia di Catania esul suo presidente, l’unica che si batte per le province e contro il governo Monti, l’unica che offre un poco di pubblicità a Chiamparino ad alcuni alberghi di montagna e a un maestro di sci valtellinese. Una censura, la vostra, davvero incomprensibile.

  15. Ferruccio says:

    Il P.S.I. di Craxana memoria…..anno 1990…

    CRAXI ..P.S.I. FININVEST… BERLUSCONI..

    Dall’anno 2000

    LEGA NORD…BOSSI… FININVEST..BERLUSCONI..

    Lattuale tesoriere Belsito portaborse di Bondi iscritto a Forsa Italia fino all’anno 2009..

    E’ Berlusconi tramite i suoi uomini che amministra finanziariamente la Lega….

    facciamo parlare i muri e scriviamo…

    LEGA NORD VENDUTA …BOSSI TRADITORE..

    • batwoman says:

      ecco, questo mi fa girare le scatole. per candidarsi ad una carica elettiva nel consiglio federale ci volgiono 7 anni di militanza, e questo bel sito se era iscrito a popolo delle libertà nel 2009, vuol dire che non ha avuto la tessera SOM fino al 2010. cosa mi stanno dicendo? che costiui amministra i soldi della lega nord senza mai essere stato militante? uhei!!!!

      • Ferruccio says:

        Infatti dopo che il CIALTRONE di Gemonio ha venduto il simbolo dell’Alberto da Giussano a colui che chiamava il mafioso di Arcore gli uomini di Berluskaiser hanno iniziato lentamente ed in silenzio ad impadronirsi della Lega…

        Maurizio Balocchi amministratore e tesoriere della Lega Nord (deceduto) era Ligure con origini toscane Belsito attuale amministratore della Lega Nord e portavoce e portaborse dell’ex ministro Biondi di Forsa italia è ligure… il dott Francesco Pellati (attuale amministratore e padre padrone della Lega Nord Toscana è un ligure trapiantato in Toscana (Pontedera) ……Il dott Francesco Pellati è rientrato in Lega nell’anno 2001 dopo che ne era uscito nell’anno 1994….( il ribaltone)
        Inoltre in Toscana si da per certo che il dott. Francesco Pellati amministri i beni di Giancarlo Giorgetti…….
        Comunque andate su google e digitate UNIONE SARDA – FRANCESCO PELLATI leggetevi l’articolo e riflettete……

        Buona Tanzania a tutti……

    • pallina says:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Belsito

      è una balla, è iscritto alla lega nord dal 2002

  16. Marco says:

    Sirio che studia agraria, ma il terzo figlio di Bossi, Roberto. Per Sirio, il quarto, che è iscritto al secondo anno del Liceo linguistico ( forse per intraprendere la carriera diplomatica?) è stata istituita una apposita sezione di ben 5 allievi ( con 10 professori!) all’interno della scuola Bosina!
    Ma vi siete mai chiesti chi mantiene il primogenito Riccardo? Professione: pilota di rally ! Prima, lo sponsor ufficiale era Balocchi, adesso?

  17. angelo says:

    io vorrei ricordare a tutti i leghisti e in modo particolare a quelli della prima ora che lottavamo in un movimento che acclamava l’indipendenza… e non ci siamo accorti che eravamo dipendenti …. piu’ degli altri del padre padrone.
    Angelo australia.

  18. Luca68 says:

    Mi spiace,ma non sono assolutamente d’accordo con Woland. La Lega ha ampiamente dimostrato di aver fallito e di essere completamente irrecuperabile avendo strutturalmente perso TUTTA la sua anima indipendentista nella TOTALITA’ della sua attuale classe dirigente. Sto parlando di atteggiamenti concreti e non di chiacchere buone solo adesso per tenere al guinzaglio i pochi militanti INTERNI che ancora conservano il sogno indipendentista e che sperano che alla vergognosa linea politica cerchio-malefico-bottista possa contrapporsi in futuro un’ alternativa maroniana contornata da un altro gruppo dirigente neo-redento. E’ tardi per le redenzioni neo-verginali dopo aver lucidato fin troppo certe poltrone. Veneto Stato sta dimostrando di percorrere una strada coraggiosa ed inequivocabile: l’ indipendenza per un popolo che sta prendendo sempre più coscienza di se stesso (quello che la cricca di vertice leghista NON HA MAI fatto in questi anni, in altre faccende affaccendata…) alzando una bandiera storica plurisecolare: il Leone di San Marco (altro che il Sole delle Alpi BREVETTATO come simbolo di partito e SPACCIATO per bandiera nazionale…vero cari genialoni di via Bellerio?). Lo dico da NON VENETO, con profondo rispetto per questi uomini orgogliosi: “siete un esempio di reazione a questo vero e proprio TRADIMENTO contro TUTTI i popoli padani!!!” . Avanti così, mi auguro che si prenda la stessa coscienza anche oltre le terre della Serenissima. Bisogna aiutare la testa di ponte più forte (Il Veneto) dove la scellerata unità di questo stato italiano è più debole. Se il Veneto rompe e si autodetermina con milioni di persone al seguito sarà la palla di neve che darà il via alla valanga autonomista anche per altre realtà nazionali padane. Confederarsi nella Padania potrà essere un passo successivo.Lo spirito e l’idea dell’ Europa dei POPOLI insegna che c’è posto per piccole e MENO piccole nazioni, una COMUNITA’ DIFFERENTE certo da questa folle Unione Europea. Di sicuro in un Europa dei Popoli confederati i grandi stati ottocenteschi e novecenteschi faranno parte del passato. E’ un’ illusione? Non certo meno concreta di quella che abbiamo vissuto negli almeno 12 degli ultimi 20 anni della storia della Lega Nord e di questi uomini che l’hanno svenduta ed umiliata.

    • Onori al Veneto says:

      Concordo perfettamente. Il Veneto si deve rialzare, e deve farlo subito, con un Leader carismatico veramente motivato, serio, vicino al proprio popolo, conscio della sua gloriosa storia. Si ricominci da lì, dai Valori di libertà, da chi ha pagato di persona un generoso e “folle” gesto, dai piccoli imprenditori e artigiani martiri di oggi, davanti ai quali tacciamo sgomenti. Li abbiamo lasciati soli!!! Capite??? Ma le casse della Lega, a quanto ci dicono, sarebbero piene di soldi!!!

      • Onori al Veneto says:

        Ma dove é finita la Liga Veneta: esiste, non esiste più, l’ha fagocitata la Lega? Che fine ha fatto?

        • Leonardo says:

          IL SIMBOLO E’ DELLA LEGA NORD, ERGO DI BOSSI, CHE LO HA FATTO SPARIRE NEL DIMENTICATOIO…

          • Pao says:

            Scusi, in che senso “é di Bossi”, nel senso che la Lega ha assorbito giuridicamente parlando la Liga Veneta e “fatto proprio” il suo simbolo?
            Allora la Liga si é consegnata mani e piedi a Bossi, che é arrivato sulla scena molto dopo di Lei?
            Con la situazione catastrofica in cui siamo finiti?
            Ma il Leone di San Marco, quello mica é esclusivo della Lega! La chiamino la Liga di S. Marco o qualsiasi altra cosa. Purché ci si svegli forte!

            • Leonardo says:

              Esatto, con atto notarile risalente alla nascita della Lega Nord, tra il 1989 e il 1991. Atto notarile fatto a bergamo.

              • Onore al Veneto says:

                Quindi – mettendo insieme i vari pezzi del puzzle come nella trama di un romanzo giallo – potremmo dire che é storicamente provato che la Lega, invece di aggregare, incoraggiare, federare, promuovere politicamente e culturalmente tutte le realtà autonomiste già esistenti – anche da tempo – sul territorio (dal Veneto al Piemonte), le ha di volta in volta decapitate, soppresse, assobite, epurate, derise ecc…, facendo il gioco del centralismo romano.
                Credo che Woland abbia colto nel segno.
                Non pensate che una soluzione sia una pianificazione a tavolino efficace per un impichment (o congresso federale o ” alto tradimento” stile Magna Charta, mi spiego?)

              • Pao says:

                Scusi Leonardo, a proposito di PATTI NOTARILI, il PATTO NOTARILE Berlusconi-Lega, se esiste, lo potreste pubblicare? Gli atti notarili sono pubblici. Se esiste questo atto-patto ve lo potreste procurare per farcelo leggere? Saluti.

    • Woland says:

      Luca68, la tua analisi è eccellente e, ahimé, lucidamente spietata nel descrivere la situazione di stallo contingente.
      L’idea di un popolo veneto baluardo dell’autodeterminazione e capace di scatenare un effetto domino a cascata sulle nazioni padane vicine (Lombardia su tutte) può essere qualcosa di più di una semplice suggestione.
      Tuttavia, pongo qualche obiezione: la maggioranza dei leghisti, e per leghisti intendo la base, la militanza, il cuore pulsante, è composta da giovani coraggiosi, preparati, mossi da sincerità d’intenti (penso ai segretari provinciali sparsi sul territorio, quasi tutti di età inferiore ai 30 anni, animati dallo spirito delle origini e privi di tornaconto personale), una nuova generazione decisa a scuotere gli asfittici vertici di via Bellerio come mai è accaduto prima. Questione di tempo.
      Per esempio, domenica, in piazza a Milano, si è rivisto Max Ferrari (allontanato nel 2006 per volontà della badante pugliese), si sono rivisti quelli del Fronte Indipendentista, la loro presenza è stato un toccasana.

      Che piaccia o no, l’unione Lega-Liga e altri movimenti autonomisti (Farassino etc.) sotto il vessillo di Alberto da Giussano ha rappresentato fino a oggi l’unica maniera visibile di veicolare ideali ora solo sopiti, ma non cancellati.
      Il Sole delle Alpi, simbolo brevettato, non avrà mai la valenza storica del Leone di San Marco, ma ha contribuito a forgiare un concreto immaginario collettivo, declinandolo verso quell’idea di Federazione Padana un tempo solo derisa. Il milione di persone sul Po nel 1996 (cifra riconosciuta anche dall’ottimo Leonardo Facco e da Oneto) ne è un esempio.

      Tutto questo per dire che: pur tenendo la barra dritta dell’onestà e liberandosi degli intrighi con il cavaliere, la politica deve miscelare tensione ideale con la concreta possibilità di realizzazione dello stesso. Governando molte amministrazioni e avendo una nutrita rappresentanza a Roma, il rischio di sporcarsi le mani in accordi esiste. I popoli del Nord, ora come ora, non sono tutti oltre il 50% favorevoli all’indipendenza, neanche nel Lombardo-Veneto. Una Lega rinnovata potrebbe però rappresentare quel sindacato del territorio capace di aggregare sensibilità autonomiste diverse in un unico contenitore, l’unico che possa tornare a far paura a Roma.

      L’esperienza venetista di Comencini, negli anni’90, si è conclusa malamente, senza contare che lui stesso intendeva fare un accordo con il Cavaliere di Arcore, poi bloccato dal ritorno all’ovile di Bossi.

      Un tentativo di rinnovamento dall’interno, con il “Breviario di Assago”, scritto dal professor Miglio, sul cuore, è una sortita da tenere in considerazione.

  19. Woland says:

    Passare a Veneto Stato non avrebbe alcun senso: dividere le forze asseconderebbe il celebre motto “divide et impera” di cesariana memoria e condurrebbe le regioni del Nord alla sconfitta per mancanza di un fronte unito.
    La soluzione praticabile è quella di risanare la Lega dall’interno, scegliendo tramite i congressi una nuova classe dirigente: pulita, determinata, giovane e che abbia voglia di studiare i testi di Miglio, di Cattaneo e dei padri dell’autonomismo.
    Maroni non dovrebbe accettare la carica di Governatore della Lombardia, è un’evidente trappola per estrometterlo dai giochi interni.
    Ci sarebbero altri nomi spendibilissimi (Davide Boni, Dario Galli, il grande Matteo Salvini etc.).

  20. batwoman says:

    Fantapolitica? per me in parte si.
    Secondo me la cosa è molto più semplice.
    Le liste si fanno in consiglio federale. Una volta fatti i congressi nazionali, si è fatto il più del lavoro. Se i maroniani vincono anche in Venet anche Gobbo non farà più parte del consiglio federale. sono 28 voti. Al momento i cerchisti hanno la maggioranza, ma se si fanno i congressi nazionali e sono sostituiti i commissari, la palla passerebbe di mano prima ancora del congresso federale.

    Per il resto, ecco, se è vero c’è da incazzarsi. persino nelle sezioni dove si gestiscono poche centinaia di euro i membri del direttivo fanno attenzione a come l’amministratore e il segretario spendono ogni spicciolo. Tanto più dovevano essere attenti i i consiglieri federali e i vari segretari nazionali. Cavolo, mica sono di primo pelo…E’ tutta gente che si mangia i bilanci a colazione.

  21. Luigi Cifra says:

    Io vorrei che i leghisti “sani” passassero a Veneto Stato e si muovessero con forza per chiedere la secessione.
    Ma ho scarsa fiducia…

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